Vesti la giubba

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1leftarrow.pngVoce principale: Pagliacci (opera).

Libretto della prima edizione del Pagliacci

Vesti la giubba, conosciuta soprattutto come Ridi, pagliaccio o "Recitar", è un'aria dell'opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

Viene intonata alla fine del primo atto da Canio, che si prepara per la commedia nel ruolo di Pagliaccio, nonostante abbia scoperto, avvisato da Tonio, il tradimento della moglie Nedda. Quest'aria rappresenta il concetto di "clown tragico", che apparentemente non presenta nessun turbamento, ma che al di fuori del suo ruolo è continuamente frustrato.

Il primo tenore a cantarla è stato Fiorello Giraud nel 1892. Altri grandi tenori a cantarla sono stati Fernando De Lucia, Enrico Caruso, Giulio Crimi, Miguel Fleta, Giovanni Martinelli, Giacomo Lauri-Volpi, Raoul Jobin, Kurt Baum, Ramón Vinay, Mario Del Monaco, Jon Vickers, Carlo Bergonzi, Franco Corelli, Plácido Domingo, Richard Tucker, Luciano Pavarotti, Nicola Martinucci, Salvatore Licitra e Roberto Alagna.

La registrazione discografica del 1904, con Enrico Caruso nel ruolo del protagonista, è stata la prima nella storia ad aver superato il milione di copie vendute ed è stata premiata del Grammy Hall of Fame Award 1975.

Testo tratto dallo spartito[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
"Vesti La Giubba" (info file)
"Vesti La Giubba" cantata dal tenore Enrico Caruso.

Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico,
e quel che faccio!
Eppur è d'uopo, sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se' Pagliaccio!

Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t'invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e 'l dolor

Ah, ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t'avvelena il cor!

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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