Vespaio

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Il vespaio o vespaio aerato o vespaio ventilato è una camera d'aria che si realizza nelle costruzioni al fine di migliorare le condizioni dell'ambiente abitativo.

Da quando l'uomo ha cominciato a vivere in maniera sedentaria e quindi a costruire delle vere e proprie abitazioni, ha dovuto fare i conti con l'umidità, che rendeva l'edificio freddo e insalubre.

Per combatterla iniziò costruendo palafitte, ovvero capanne rialzate da terra mediante dei pali conficcati nel terreno: ciò permetteva anche di difendersi da inondazioni e dagli animali. In epoca romana, per ottenere degli spazi vuoti al di sotto degli edifici venivano utilizzate delle anfore, che tuttora si ritrovano nel corso degli scavi archeologici.

Fino a pochi decenni fa, uno dei modi per eliminare l'umidità di risalita dal terreno era costruire delle camere ventilate mediante tavelloni appoggiati su muretti posti a breve distanza l'uno dall'altro, con sopra una cappa in cemento armato. Questa struttura, tipica dell'architettura rustica, è detta gattaiolato, perché nei muretti vengono praticate aperture dette gattaiole il cui scopo è realizzare l'aerazione della struttura. Quest'ultima avviene mediante prese d'aria esterne (bocche di lupo).

In alternativa si usava, e si usa tuttora, costruire un vespaio costituito di ghiaia grossa su cui appoggiare il successivo basamento dell'edificio.

Dal 2013 sono nati dei sistemi di vespai areati utilizzando dei casseri in Eps tipo AIRCRAB che oltre a creare la ventilazione e l' altezza variabile hanno incorporato anche la coibentazione termica per garantire un elevato standard abitativo ed un risparmio energetico.

Norme locali[modifica | modifica sorgente]

La legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n°44 del 23 agosto 1985 rese obbligatoria la costruzione del vespaio aerato a seguito della scoperta che il gas radioattivo Radon era ed è presente in Regione in gran quantità: questa pratica costruttiva impedisce di fatto il suo accumulo nei vani abitati. Per questo motivo in tale regione i vespai sono costruiti con accorgimenti particolari.

Si tratta di casseformi modulari in plastica riciclata che posate e agganciate tra di loro fungono da cassaforma a perdere per la realizzazione di un piano orizzontale al di sotto del quale si forma una cavità ventilata. Il sistema è completato da pannelli in plastica che permettono di gettare le travi di fondazione insieme al pavimento rendendo ancora più rapida la realizzazione del vespaio. Il vuoto sanitario sottostante deve essere messo in collegamento con l'esterno tramite la creazione di opportune aperture sulle travi intermedie e sui cordoli perimetrali. Gli sfoghi con l'esterno posti a distanza compresa fra i 2,5 - 3 metri di distanza devono risultare a quote differenziate fra il lato caldo (generalmente sud) e il lato freddo (generalmente nord) per provocare una ventilazione naturale che permetta all'aria esterna di entrare dalle aperture poste sui lati più freddi, caricarsi del gas radon ed uscire dal vespaio in base al noto effetto camino dalle aperture poste ad altezza maggiore (anche a tetto, se possibile) sui lati caldi.

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