Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

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Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
Dioecesis Arretina-Cortonensis-Biturgensis seu Burgi Sancti Sepulchri
Chiesa latina
Arezzo-Cattedrale.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Firenze
Regione ecclesiastica Toscana
  Italy Tuscany Diocese map Arezzo-Cortona-Sansepolcro.svg
arcivescovo
(titolo personale)
Riccardo Fontana
Sacerdoti 325 di cui 250 secolari e 75 regolari
892 battezzati per sacerdote
Religiosi 79 uomini, 253 donne
Diaconi 18 permanenti
Abitanti 305.000
Battezzati 290.000 (95,1% del totale)
Superficie 3.425 km² in Italia
Erezione III secolo (Arezzo)
1325 (Cortona)
1515 (Sansepolcro)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale San Donato
Concattedrali Santa Maria Assunta
San Giovanni Evangelista
Santi patroni San Giovanni Apostolo ed Evangelista
San Donato
Santa Margherita da Cortona.
Indirizzo Piazza del Duomo 1, 52100 Arezzo, Italia
Sito web www.diocesiarezzo.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (in latino: Dioecesis Arretina-Cortonensis-Biturgensis seu Burgi Sancti Sepulchri) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2006 contava 290.000 battezzati su 305.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo, titolo personale, Riccardo Fontana.

Sono patroni della diocesi: San Giovanni Apostolo ed Evangelista, San Donato, secondo vescovo di Arezzo, e Santa Margherita da Cortona.

Indice

Territorio[modifica]

La diocesi comprende gran parte della provincia di Arezzo (Arezzo, Cortona, Sansepolcro, Pergine Valdarno, Sestino, Anghiari, Bibbiena, Castiglion Fiorentino, Capolona, Terranuova Bracciolini, Chiusi della Verna, Civitella in Val di Chiana, Castel Focognano, Bucine, Badia Tedalda, Marciano della Chiana, Loro Ciuffenna, Lucignano, Monterchi, Foiano della Chiana, Monte San Savino, Montevarchi, Poppi, Caprese Michelangelo, Subbiano, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Ortignano Raggiolo, Talla, Laterina, San Giovanni Valdarno, Chitignano, Castiglion Fibocchi) e 4 comuni della provincia di Siena (Gaiole in Chianti, Sinalunga, Rapolano Terme, Castelnuovo Berardenga).

Sede vescovile è la città di Arezzo, dove si trova la cattedrale di San Donato. Sono concattedrali della diocesi la chiesa di Santa Maria Assunta di Cortona e quella di San Giovanni Evangelista a Sansepolcro.

Fanno parte della diocesi numerosi santuari, tra cui:

Il territorio, che si estende per 3.425 kmq, è suddiviso in 244 parrocchie.

Storia[modifica]

Diocesi di Arezzo[modifica]

Antichissima è la diocesi di Arezzo. La tradizione indica in San Romolo, discepolo di San Paolo e successivamente leggendario vescovo di Fiesole, il primo evangelizzatore di Arezzo.

Nell'archivio capitolare esiste una pergamena dell'XI secolo sul retro della quale vi è un catalogo di vescovi aretini dal IV secolo fino a Teodaldo nel 1036: si tratta di una serie ininterrotta di vescovi copiati dai dittici antichi, ossia dalle tavolette di legno che, fino al X secolo, servivano a ricordare nella liturgia di Ognissanti il nome dei precedenti vescovi per cui pregare.

Questo lungo elenco, dopo il XVI secolo, è stato manipolato con la modifica dell'ordine originario dei nomi, con l'interpolazione di nomi di vescovi inventati o con l'omissione di nomi di altri vescovi. Il catalogo così modificato, con l'aggiunta di datazioni più o meno fantasiose, è stato accettato dall'Ughelli nella sua Italia sacra, da Cappelletti nell'opera Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, e da Pius Bonifacius Gams nelle Series episcoporum Ecclesiae Catholicae. Agli inizi del Novecento lo studioso Ubaldo Pasqui ha pubblicato il catalogo originario, con testo critico, nei Documenti per la storia della città di Arezzo nel medioevo, restituendo in questo modo l'ordine esatto dei vescovi aretini.

Il primo vescovo del catalogo è san Satiro, che secondo la Passio Donati sarebbe morto durante il pontificato di papa Giulio I (337-352). Il successore, san Donato, è il patrono della città e della diocesi; è ricordato nel Vetus Martyrologium Romanum alla data del 7 agosto e di lui parla Gregorio Magno nei suoi Dialoghi.

All'inizio dell'XI secolo san Romualdo fondava l'eremo di Camaldoli; fu il vescovo Teodaldo a donare il terreno per la sua costruzione e a consacrarne la chiesa nel 1027.

Nella cattedrale di Arezzo, oltre a San Donato, è sepolto papa Gregorio X; nello stesso edificio sacro si tenne il conclave che elesse nel 1276 il suo successore, Innocenzo V. Fu il primo conclave in cui i cardinali si riunirono in clausura per eleggere il papa, come stabilito dalla Ubi Periculum del 1274.

Secolare fu la lotta fra l'arcidiocesi di Siena e la sede aretina per la giurisdizione su diciannove pievi, in territorio senese ma sotto l'autorità ecclesiastica dei vescovi di Arezzo. Nel XII secolo papa Onorio II dette ragione ad Arezzo, a cui quelle pievi appartenevano a tempore Romanorum.

L'ampia diocesi aretina, che fin dall'inizio fu immediatamente soggetta alla Santa Sede, subì diversi smembramenti a partire dal XIV secolo per l'erezione di altre diocesi toscane: Cortona (1325), Pienza (compreso il territorio dell'abbazia di Monte Oliveto Maggiore) e Montalcino (1462), Sansepolcro (1515), Montepulciano (1561) e l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore (1765).

Nel periodo post tridentino si distinse in particolare il vescovo Tommaso Salviati che, sulla scia del milanese Carlo Borromeo, introdusse le riforme conciliari in diocesi e fondò il seminario nel 1639.

Durante l'episcopato del cardinale Giovanni Antonio Guadagni (XVIII secolo), papa Clemente XII concesse in perpetuo ai vescovi di Arezzo le insegne arcivescovili, il pallio e la croce astile[1]. L'ultimo vescovo ad usufruire delle insegne arcivescovili del pallio e della croce astile fu Giovanni Telesforo Cioli; nel 1986 il privilegio fu revocato. I vescovi di Arezzo si fregiavano anche dei titoli di Principe del Sacro Romano Impero in Toscana e di Conte di Cesa.

La sede vescovile di Arezzo non è mai restata vacante per lunghi periodi: il massimo fu 7 anni, fra il 1860 e il 1867, nel periodo iniziale dell'unità d'Italia quando le autorità governative hanno impedito il libero insediamento della gerarchia ecclesiastica.

Diocesi di Cortona[modifica]

Cortona, anticamente parte della diocesi di Arezzo, fu elevata a diocesi il 19 giugno 1325 da papa Giovanni XXII con la bolla Vigilis speculatoris, come ricompensa alla fedeltà dei cortonesi, guelfi, mentre ad Arezzo, città ghibellina, si scomunicava e si deponeva il vescovo Guido di Pietramala. Il territorio fu ricavato in massima parte dalla diocesi di Arezzo, mentre alcune porzioni venivano estrapolate dal territorio delle diocesi di Chiusi e di Città di Castello. La diocesi era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il primo vescovo fu Raniero Ubertini, che nel 1331 scampò ad una congiura ordita contro di lui. Altri noti vescovi di Cortona furono il cardinale Silvio Passerini (1521), e Matteo Concini (1560) e Gerolamo Gaddi (1562), presenti al concilio di Trento.

La prima cattedrale della diocesi fu la chiesa di San Vincenzo, già chiesa priorale dei benedettini di Arezzo; il 9 giugno 1507, con bolla di papa Giulio II, la sede fu trasferita nell'attuale duomo.

Si deve al vescovo Francesco Perignani l'istituzione del seminario diocesano nel 1573, uno dei primi in Italia, anche se entrò pienamente in funzione solo un secolo dopo.

Diocesi di Sansepolcro[modifica]

La città di Sansepolcro crebbe nel territorio della diocesi di Città di Castello attorno ad un oratorio, contenente una reliquia della Terrasanta, attribuito ai pellegrini del X secolo; successivamente i monaci camaldolesi costruirono un monastero, il cui abate, almeno fin dal 1013, con diplomi confermati dagli imperatori e dai papi, aveva giurisdizione temporale sui territori di proprietà abbaziale ed inoltre era esente dalla giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Città di Castello (abbazia nullius dioecesis).

Nel XIV secolo gli aretini si impadronirono della città ed il vescovo Guido di Pietramala la fortificò facendone una roccaforte ghibellina; nell'ambito civile-temporale i vescovi aretini entrarono in conflitto con gli abati camaldolesi, che rivendicavano gli antichi diritti temporali sulla città di Borgo San Sepolcro. Ancora nel 1402 papa Bonifacio IX ribadì l'esenzione del monastero camaldolese dalla giurisdizione episcopale ed insieme ribadì una serie di privilegi nell'ambito civile.

Per porre fine definitivamente ai contrasti, il toscano papa Leone X eresse Sansepolcro in sede vescovile con la bolla Praeexcellenti praeeminentia del 22 settembre 1515.[2] Alla nuova diocesi furono assegnati i pingui territori dell'abbazia nullius dei camaldolesi di Sansepolcro e quelli di un'altra abbazia camaldolese, contestualmente soppressa, di Santa Maria in Bagno: entrambi questi territori erano compresi all'interno del territorio della diocesi di Città di Castello. Inoltre le furono assegnate 34 parrocchie dalla diocesi di Arezzo.[3]

L'esecuzione della bolla pontificia fu ritardata di cinque anni ed il primo vescovo fu nominato il 17 settembre 1520. Si trattava di Galeotto Graziani, già abate camaldolese del monastero cittadino, che divenne la nuova sede vescovile, mentre la chiesa abbaziale, dedicata a San Giovanni evangelista, fu eretta in cattedrale diocesana. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze.

Tra i vescovi più famosi si ricordano Niccolò Tornabuoni, Dionisio Bussotti, Giovanni Lorenzo Tilli (che istituì il seminario nel 1711), Roberto Maria Costaguti, Pompeo Ghezzi, Domenico Bornigia e Abele Conigli.

Nel XVIII secolo la diocesi si ingrandì con l'incorporazione dell'arcipretura nullius di Sestino (1788) e dell'abbazia nullius di Sant'Ellero di Galeata (1784), per un totale di 46 nuove parrocchie, tre delle quali erano nel territorio della diocesi di Montefeltro.

Il 7 ottobre 1975 cedette le parrocchie della valle del Bidente alla diocesi di Forlì e quelle della valle del Savio alla diocesi di Cesena.

Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro[modifica]

Il 7 ottobre 1975 Telesforo Giovanni Cioli, già vescovo di Arezzo, fu nominato anche vescovo di Sansepolcro. Lo stesso Cioli, il 15 febbraio 1978, fu nominato anche vescovo di Cortona: in questo modo le tre sedi si trovarono unite in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle tre diocesi; la nuova circoscrizione ecclesiastica assunse il nome di diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze.

Il vescovo Giovanni D'Ascenzi gestì questa delicata fase istituzionale, provvedendo anche alla ridefinizione del numero e del territorio delle parrocchie, dei vicariati e delle zone pastorali.

La diocesi è stata visitata dai papi Giovanni Paolo II nel 1993 (Arezzo, Cortona, Camaldoli e La Verna) e Benedetto XVI nel 2012 (Arezzo e Sansepolcro).

Cronotassi dei vescovi[modifica]

Vescovi di Arezzo[modifica]

Vescovi di Cortona[modifica]

Vescovi di Sansepolcro[modifica]

Vescovi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro[modifica]

Statistiche[modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 305.000 persone contava 290.000 battezzati, corrispondenti al 95,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Arezzo
1905  ? 250.000  ? 712 563 149  ?  ?  ?  ? 330
1950 225.000 250.000 90,0 465 355 110 483 150 410 336
1959 265.000 270.000 98,1 433 329 104 612 157 400 324
1970 194.000 205.000 94,6 386 283 103 502 118 527 327
1980 199.800 201.400 99,2 395 257 138 505 154 345 333
diocesi di Cortona
1905 30.200  ?  ? 121 85 36  ?  ?  ?  ? 50
1950 32.665 32.684 99,9 95 60 35 343 86 103 52
1970 23.075 23.100 99,9 68 54 14 339 21 88 53
1980 24.000 24.200 99,2 61 47 14 393 17 83 53
diocesi di Sansepolcro
1905  ? 60.500  ? 216 190 26  ?  ?  ?  ? 135
1950 79.500 80.000 99,4 108 90 18 736 21 36 136
1970 45.000 45.000 100,0 136 117 19 330 23 114 136
1980 29.000 29.400 98,6 63 53 10 460 11 53 95
diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
1990 265.329 268.350 98,9 403 307 96 658 3 141 507 245
1999 259.980 260.000 100,0 374 257 117 695 9 161 312 247
2000 259.980 260.000 100,0 362 245 117 718 9 161 312 247
2001 259.985 261.626 99,4 390 273 117 666 8 135 266 246
2002 259.999 267.099 97,3 372 268 104 698 12 112 255 244
2003 257.000 267.000 96,3 374 270 104 687 12 112 252 244
2004 285.000 300.000 95,0 337 233 104 845 16 108 257 244
2006 290.000 305.000 95,1 325 250 75 892 18 79 253 244

Note[modifica]

  1. ^ Da Catholic Encyclopedia.
  2. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, op. cit., pp. 252-257.
  3. ^ Elenco delle parrocchie in: Cappelletti, op. cit., p. 260 e seguenti.
  4. ^ Assente nel catalogo aretino, ma menzionato da Gams e Cappelletti.
  5. ^ Nel catalogo aretino, vi è un solo Cipriano, che partecipa al sinodo romano del 680 e che succede a Servando; gli altri nomi (Bonomo, Vitaliano e Servando II) sono assenti nel catalogo, ma menzionati da Gams e Cappelletti.
  6. ^ Durante la vacanza della sede, furono amministratori apostolici Paolo Micallef (1867 - 1871) e Giuseppe Moreschi (1871 - 1872), vescovi di Città di Castello.
  7. ^ Durante la vacanza della sede, fu amministratore apostolico Telesforo Giovanni Cioli, vescovo di Arezzo.

Fonti[modifica]

Per la sede di Arezzo[modifica]

Per la sede di Cortona[modifica]

Per la sede di Sansepolcro[modifica]

Voci correlate[modifica]

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