Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

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Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
Dioecesis Arretina-Cortonensis-Biturgensis seu Burgi Sancti Sepulchri
Chiesa latina
Arezzo-Cattedrale.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Firenze
Regione ecclesiastica Toscana
  Italy Tuscany Diocese map Arezzo-Cortona-Sansepolcro.svg
Arcivescovo
(titolo personale)
Riccardo Fontana
Sacerdoti 223 di cui 177 secolari e 46 regolari
1.502 battezzati per sacerdote
Religiosi 66 uomini, 410 donne
Diaconi 24 permanenti
Abitanti 353.700
Battezzati 335.000 (94,7% del totale)
Superficie 3.425 km² in Italia
Parrocchie 247
Erezione III secolo (Arezzo)
1325 (Cortona)
1515 (Sansepolcro)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale Santi Pietro e Donato
Concattedrali Santa Maria Assunta
San Giovanni Evangelista
Santi patroni San Giovanni Apostolo ed Evangelista
San Donato
Santa Margherita da Cortona.
Indirizzo Piazza del Duomo 1, 52100 Arezzo, Italia
Sito web www.diocesiarezzo.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo vescovile di Arezzo.

La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (in latino: Dioecesis Arretina-Cortonensis-Biturgensis seu Burgi Sancti Sepulchri) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2012 contava 335.000 battezzati su 353.700 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo, titolo personale, Riccardo Fontana.

Sono patroni della diocesi: San Giovanni Apostolo ed Evangelista, San Donato, secondo vescovo di Arezzo, e Santa Margherita da Cortona.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende gran parte della provincia di Arezzo (Arezzo, Cortona, Sansepolcro, Pergine Valdarno, Sestino, Anghiari, Bibbiena, Castiglion Fiorentino, Capolona, Terranuova Bracciolini, Chiusi della Verna, Civitella in Val di Chiana, Castel Focognano, Bucine, Badia Tedalda, Marciano della Chiana, Loro Ciuffenna, Lucignano, Monterchi, Foiano della Chiana, Monte San Savino, Montevarchi, Poppi, Caprese Michelangelo, Subbiano, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Ortignano Raggiolo, Talla, Laterina, San Giovanni Valdarno, Chitignano, Castiglion Fibocchi) e 4 comuni della provincia di Siena (Gaiole in Chianti, Sinalunga, Rapolano Terme, Castelnuovo Berardenga).

Sede vescovile è la città di Arezzo, dove si trova la cattedrale dei Santi Donato e Pietro. Sono concattedrali della diocesi la chiesa di Santa Maria Assunta di Cortona e quella di San Giovanni Evangelista a Sansepolcro.

Fanno parte della diocesi numerosi santuari, tra cui:

Il territorio, che si estende per 3.425 km², è suddiviso in 244 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Diocesi di Arezzo[modifica | modifica sorgente]

Antichissima è la diocesi di Arezzo. La tradizione indica in San Romolo, discepolo di San Paolo e successivamente leggendario vescovo di Fiesole, il primo evangelizzatore di Arezzo.

Nell'archivio capitolare esiste una pergamena dell'XI secolo sul retro della quale vi è un catalogo di vescovi aretini dal IV secolo fino a Teodaldo nel 1036: si tratta di una serie ininterrotta di vescovi copiati dai dittici antichi, ossia dalle tavolette di legno che, fino al X secolo, servivano a ricordare nella liturgia di Ognissanti il nome dei precedenti vescovi per cui pregare.

Questo lungo elenco, dopo il XVI secolo, è stato manipolato con la modifica dell'ordine originario dei nomi, con l'interpolazione di nomi di vescovi inventati o con l'omissione di nomi di altri vescovi. Il catalogo così modificato, con l'aggiunta di datazioni più o meno fantasiose, è stato accettato dall'Ughelli nella sua Italia sacra, da Cappelletti nell'opera Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, e da Pius Bonifacius Gams nelle Series episcoporum Ecclesiae Catholicae. Agli inizi del Novecento lo studioso Ubaldo Pasqui ha pubblicato il catalogo originario, con testo critico, nei Documenti per la storia della città di Arezzo nel medioevo, restituendo in questo modo l'ordine esatto dei vescovi aretini.

Il primo vescovo del catalogo è san Satiro, che secondo la Passio Donati sarebbe morto durante il pontificato di papa Giulio I (337-352). Il successore, san Donato, è il patrono della città e della diocesi; è ricordato nel Vetus Martyrologium Romanum alla data del 7 agosto e di lui parla Gregorio Magno nei suoi Dialoghi.

All'inizio dell'XI secolo san Romualdo fondava l'eremo di Camaldoli; fu il vescovo Teodaldo a donare il terreno per la sua costruzione e a consacrarne la chiesa nel 1027.

Nella cattedrale di Arezzo, oltre a San Donato, è sepolto papa Gregorio X; nello stesso edificio sacro si tenne il conclave che elesse nel 1276 il suo successore, Innocenzo V. Fu il primo conclave in cui i cardinali si riunirono in clausura per eleggere il papa, come stabilito dalla Ubi Periculum del 1274.

Secolare fu la lotta fra l'arcidiocesi di Siena e la sede aretina per la giurisdizione su diciannove pievi, in territorio senese ma sotto l'autorità ecclesiastica dei vescovi di Arezzo. Nel XII secolo papa Onorio II dette ragione ad Arezzo, a cui quelle pievi appartenevano a tempore Romanorum.

L'ampia diocesi aretina, che fin dall'inizio fu immediatamente soggetta alla Santa Sede, subì diversi smembramenti a partire dal XIV secolo per l'erezione di altre diocesi toscane: Cortona (1325), Pienza (compreso il territorio dell'abbazia di Monte Oliveto Maggiore) e Montalcino (1462), Sansepolcro (1515), Montepulciano (1561) e l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore (1765).

Nel periodo post tridentino si distinse in particolare il vescovo Tommaso Salviati che, sulla scia del milanese Carlo Borromeo, introdusse le riforme conciliari in diocesi e fondò il seminario nel 1639.

Durante l'episcopato del cardinale Giovanni Antonio Guadagni (XVIII secolo), papa Clemente XII concesse in perpetuo ai vescovi di Arezzo le insegne arcivescovili, il pallio e la croce astile[1]. L'ultimo vescovo ad usufruire delle insegne arcivescovili del pallio e della croce astile fu Giovanni Telesforo Cioli; nel 1986 il privilegio fu revocato. I vescovi di Arezzo si fregiavano anche dei titoli di Principe del Sacro Romano Impero in Toscana e di Conte di Cesa.

La sede vescovile di Arezzo non è mai restata vacante per lunghi periodi: il massimo fu 7 anni, fra il 1860 e il 1867, nel periodo iniziale dell'unità d'Italia quando le autorità governative hanno impedito il libero insediamento della gerarchia ecclesiastica.

Diocesi di Cortona[modifica | modifica sorgente]

Cortona, anticamente parte della diocesi di Arezzo, fu elevata a diocesi il 19 giugno 1325 da papa Giovanni XXII con la bolla Vigilis speculatoris, come ricompensa alla fedeltà dei cortonesi, guelfi, mentre ad Arezzo, città ghibellina, si scomunicava e si deponeva il vescovo Guido di Pietramala. Il territorio fu ricavato in massima parte dalla diocesi di Arezzo, mentre alcune porzioni venivano estrapolate dal territorio delle diocesi di Chiusi e di Città di Castello. La diocesi era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il primo vescovo fu Raniero Ubertini, che nel 1331 scampò ad una congiura ordita contro di lui. Altri noti vescovi di Cortona furono il cardinale Silvio Passerini (1521), e Matteo Concini (1560) e Gerolamo Gaddi (1562), presenti al concilio di Trento.

La prima cattedrale della diocesi fu la chiesa di San Vincenzo, già chiesa priorale dei benedettini di Arezzo; il 9 giugno 1507, con bolla di papa Giulio II, la sede fu trasferita nell'attuale duomo.

Si deve al vescovo Francesco Perignani l'istituzione del seminario diocesano nel 1573, uno dei primi in Italia, anche se entrò pienamente in funzione solo un secolo dopo.

Diocesi di Sansepolcro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Sansepolcro.

La città di Sansepolcro crebbe nel territorio della diocesi di Città di Castello attorno ad un oratorio, contenente una reliquia della Terrasanta, attribuito ai pellegrini del X secolo; successivamente i monaci camaldolesi costruirono un monastero, il cui abate, almeno fin dal 1013, con diplomi confermati dagli imperatori e dai papi, aveva giurisdizione temporale sui territori di proprietà abbaziale ed inoltre era esente dalla giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Città di Castello (abbazia nullius dioecesis).

Nel XIV secolo gli aretini si impadronirono della città ed il vescovo Guido di Pietramala la fortificò facendone una roccaforte ghibellina; nell'ambito civile-temporale i vescovi aretini entrarono in conflitto con gli abati camaldolesi, che rivendicavano gli antichi diritti temporali sulla città di Borgo San Sepolcro. Ancora nel 1402 papa Bonifacio IX ribadì l'esenzione del monastero camaldolese dalla giurisdizione episcopale ed insieme ribadì una serie di privilegi nell'ambito civile.

Per porre fine definitivamente ai contrasti, il toscano papa Leone X eresse Sansepolcro in sede vescovile con la bolla Praeexcellenti praeeminentia del 22 settembre 1515.[2] Alla nuova diocesi furono assegnati i pingui territori dell'abbazia nullius dei camaldolesi di Sansepolcro e quelli di un'altra abbazia camaldolese, contestualmente soppressa, di Santa Maria in Bagno: entrambi questi territori erano compresi all'interno del territorio della diocesi di Città di Castello. Inoltre le furono assegnate 34 parrocchie dalla diocesi di Arezzo.[3]

L'esecuzione della bolla pontificia fu ritardata di cinque anni ed il primo vescovo fu nominato il 17 settembre 1520. Si trattava di Galeotto Graziani, già abate camaldolese del monastero cittadino, che divenne la nuova sede vescovile, mentre la chiesa abbaziale, dedicata a San Giovanni evangelista, fu eretta in cattedrale diocesana. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze.

Tra i vescovi più famosi si ricordano Niccolò Tornabuoni, Dionisio Bussotti, Giovanni Lorenzo Tilli (che istituì il seminario nel 1711), Roberto Maria Costaguti, Pompeo Ghezzi, Domenico Bornigia e Abele Conigli.

Nel XVIII secolo la diocesi si ingrandì con l'incorporazione dell'arcipretura nullius di Sestino (1788) e dell'abbazia nullius di Sant'Ellero di Galeata (1784), per un totale di 46 nuove parrocchie, tre delle quali erano nel territorio della diocesi di Montefeltro.

Il 7 ottobre 1975 cedette le parrocchie della valle del Bidente alla diocesi di Forlì e quelle della valle del Savio alla diocesi di Cesena.

Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro[modifica | modifica sorgente]

Il 7 ottobre 1975 Telesforo Giovanni Cioli, già vescovo di Arezzo, fu nominato anche vescovo di Sansepolcro. Lo stesso Cioli, il 15 febbraio 1978, fu nominato anche vescovo di Cortona: in questo modo le tre sedi si trovarono unite in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle tre diocesi; la nuova circoscrizione ecclesiastica assunse il nome di diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze.

Il vescovo Giovanni D'Ascenzi gestì questa delicata fase istituzionale, provvedendo anche alla ridefinizione del numero e del territorio delle parrocchie, dei vicariati e delle zone pastorali.

La diocesi è stata visitata dai papi Giovanni Paolo II nel 1993 (Arezzo, Cortona, Camaldoli e La Verna) e Benedetto XVI nel 2012 (Arezzo e Sansepolcro).

Attualmente il territorio diocesano, che per superficie si colloca al 10º posto nell'elenco delle diocesi italiane[4], è caratterizzato da un'ampia eterogeneità geografica e socio-culturale. I dati elencati nella tabella successiva mettono in luce come il primo venticinquennio di vita della nuova diocesi è stato connotato da una drastica riduzione del numero dei sacerdoti diocesani, conseguenza di una diminuzione di vocazioni che ha assunto toni più evidenti che altrove, e dalla chiusura di numerose case religiose, sia maschili che femminili. Ciò ha chiesto un profondo ripensamento dell'attività pastorale e delle strutture pastorali.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Arezzo[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Cortona[modifica | modifica sorgente]

  • Raniero Ubertini † (19 giugno 1325 - 12 settembre 1348 deceduto)
  • Gregorio de Fasciani † (5 novembre 1348 - 9 febbraio 1364 deceduto)
  • Benedetto Vallati, O.P. † (23 luglio 1364 - ?)
  • Giuliano de Chinibaldi, O.P. † (menzionato nel 1382)
  • Lorenzo Coppi † (11 febbraio 1388 - ?)
    • Ubaldino Bonamici † (23 gennaio 1391 - 8 marzo 1393 nominato arcivescovo di Torres) (vescovo eletto)
  • Bartolomeo da Troia, O.F.M. † (13 gennaio 1393 - 1404 deceduto)
  • Enoc de Cioncolari, O.E.S.A. † (17 novembre 1404 - ? deceduto)
  • Matteo Testi, O.S.M. † (7 ottobre 1426 - 9 settembre 1439 deposto)
  • Bartolomeo Lopacci Rimbertini, O.P. † (23 settembre 1439 - 27 giugno 1449 nominato vescovo di Corone)
  • Matteo Testi, O.S.M. † (27 giugno 1449 - 1455 dimesso) (per la seconda volta)
  • Mariano Salvini, O.S.M. † (31 gennaio 1455 - 1477 deceduto)
  • Cristoforo Bordini † (12 febbraio 1477 - 13 novembre 1502 deceduto)
  • Raniero Guicciardini † (28 novembre 1502 - 2 febbraio 1504 deceduto)
  • Francesco Soderini † (6 marzo 1504 - 23 maggio 1505 dimesso)
  • Guglielmo Capponi † (25 maggio 1505 - 1515 deceduto)
  • Giovanni Sernino de Cucciati † (1516 - 1º ottobre 1521 deceduto)
  • Silvio Passerini † (15 novembre 1521 - 20 aprile 1529 deceduto)
  • Leonardo Buonafede, O.S.B. † (24 maggio 1529 - 1538 dimesso)
  • Giovambattista Ricasoli † (25 ottobre 1538 - 14 febbraio 1560 nominato vescovo di Pistoia)
  • Matteo Concini † (14 febbraio 1560 - 1562 dimesso)
  • Gerolamo Gaddi † (16 dicembre 1562 - 1572 deceduto)
  • Francesco Perignani † (3 marzo 1572 - 1577 deceduto)
  • Costantino Piccioni, O.E.S.A. † (25 febbraio 1577 - 1585 deceduto)
  • Giovanni Alberti † (15 luglio 1585 - 2 ottobre 1596 deceduto)
  • Cosimo de Angelis † (24 gennaio 1597 - 1603 deceduto)
  • Filippo Bardi † (19 dicembre 1603 - 1622 deceduto)
  • Cosimo Minerbetti † (19 dicembre 1622 - giugno 1628 deceduto)
  • Lorenzo della Robbia † (11 dicembre 1628 - 6 agosto 1634 nominato vescovo di Fiesole)
  • Ludovico Serristori † (25 settembre 1634 - agosto 1656 deceduto)
  • Filippo Galilei † (28 maggio 1657 - 1677 deceduto)
  • Niccolò Oliva, O.E.S.A. † (22 novembre 1677 - 1684 deceduto)
  • Pietro Ludovico Malaspina, C.R. † (2 ottobre 1684 - 11 maggio 1695 nominato vescovo di Massa Marittima)
  • Giuseppe Ciei, C.O. † (28 novembre 1695 - marzo 1704 deceduto)
  • Sebastiano Zucchetti † (27 aprile 1705 - settembre 1714 deceduto)
  • Pietro Giovanni Battista Puccini † (13 gennaio 1716 - circa 1726 deceduto)
  • Luigi Gherardi † (9 dicembre 1726 - ottobre 1752 deceduto)
    • Sede vacante (1752-1755)
  • Giuseppe Ippoliti † (12 maggio 1755 - 15 aprile 1776 nominato vescovo di Pistoia e Prato)
  • Gregorio Alessandri † (20 maggio 1776 - 15 ottobre 1802 deceduto)
  • Filippo Ganucci † (20 settembre 1802 - 6 ottobre 1806 nominato vescovo di Livorno)
  • Nicolò Laparelli † (23 marzo 1807 - 23 settembre 1821 deceduto)
    • Sede vacante (1821-1824)
  • Girolamo Conversini † (12 luglio 1824 - 21 giugno 1826 deceduto)
    • Sede vacante (1826-1829)
  • Ugolino Carlini † (27 luglio 1829 - 13 settembre 1847 deceduto)
  • Giuseppe Antonio Borghi, O.F.M.Cap. † (5 novembre 1849 - 31 luglio 1851 deceduto)
    • Sede vacante (1851-1854)
  • Feliciano Barbacci, O.F.M. † (30 novembre 1854 - 24 novembre 1869 deceduto)
  • Giovanni Battista Laparelli Pitti † (23 febbraio 1872 - 22 gennaio 1896 deceduto)
  • Guido Corbelli, O.F.M. † (22 giugno 1896 - 8 agosto 1901 dimesso)
  • Michele Angelo Baldetti † (16 dicembre 1901 - 30 aprile 1923 deceduto)
  • Riccardo Carlesi † (23 maggio 1923 - 9 gennaio 1932 deceduto)
  • Giuseppe Franciolini † (2 marzo 1932 - 15 febbraio 1978 ritirato)
  • Telesforo Giovanni Cioli, O.Carm. † (15 febbraio 1978 - 11 aprile 1983 ritirato)
  • Giovanni D'Ascenzi † (11 aprile 1983 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro)

Vescovi di Sansepolcro[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro[modifica | modifica sorgente]

Istituti religiosi presenti in diocesi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 contavano case in diocesi i seguenti istituti religiosi:

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 353.700 persone contava 335.000 battezzati, corrispondenti al 94,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Arezzo
1905  ? 250.000  ? 712 563 149  ?  ?  ?  ? 330
1950 225.000 250.000 90,0 465 355 110 483 150 410 336
1959 265.000 270.000 98,1 433 329 104 612 157 400 324
1970 194.000 205.000 94,6 386 283 103 502 118 527 327
1980 199.800 201.400 99,2 395 257 138 505 154 345 333
diocesi di Cortona
1905 30.200  ?  ? 121 85 36  ?  ?  ?  ? 50
1950 32.665 32.684 99,9 95 60 35 343 86 103 52
1970 23.075 23.100 99,9 68 54 14 339 21 88 53
1980 24.000 24.200 99,2 61 47 14 393 17 83 53
diocesi di Sansepolcro
1905  ? 60.500  ? 216 190 26  ?  ?  ?  ? 135
1950 79.500 80.000 99,4 108 90 18 736 21 36 136
1970 45.000 45.000 100,0 136 117 19 330 23 114 136
1980 29.000 29.400 98,6 63 53 10 460 11 53 95
diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
1990 265.329 268.350 98,9 403 307 96 658 3 141 507 245
1999 259.980 260.000 100,0 374 257 117 695 9 161 312 247
2000 259.980 260.000 100,0 362 245 117 718 9 161 312 247
2001 259.985 261.626 99,4 390 273 117 666 8 135 266 246
2002 259.999 267.099 97,3 372 268 104 698 12 112 255 244
2003 257.000 267.000 96,3 374 270 104 687 12 112 252 244
2004 285.000 300.000 95,0 337 233 104 845 16 108 257 244
2006 290.000 305.000 95,1 325 250 75 892 18 79 253 244
2012 335.000 353.700 94,7 223 177 46 1.502 24 66 410 247

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da Catholic Encyclopedia.
  2. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, op. cit., pp. 252-257.
  3. ^ Elenco delle parrocchie in: Cappelletti, op. cit., p. 260 e seguenti.
  4. ^ http://www.catholic-hierarchy.org/country/scit4.html
  5. ^ Assente nel catalogo aretino, ma menzionato da Gams e Cappelletti.
  6. ^ Nel catalogo aretino, vi è un solo Cipriano, che partecipa al sinodo romano del 680 e che succede a Servando; gli altri nomi (Bonomo, Vitaliano e Servando II) sono assenti nel catalogo, ma menzionati da Gams e Cappelletti.
  7. ^ Durante la vacanza della sede, furono amministratori apostolici Paolo Micallef (1867 - 1871) e Giuseppe Moreschi (1871 - 1872), vescovi di Città di Castello.
  8. ^ Durante la vacanza della sede, fu amministratore apostolico Telesforo Giovanni Cioli, vescovo di Arezzo.
  9. ^ Istituti religiosi maschili. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  10. ^ Istituti religiosi femminili. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  11. ^ Monasteri femminili. URL consultato il 22 ottobre 2013.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Arezzo[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Cortona[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Sansepolcro[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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