Vertumno

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Vertumno e Pomona di Luca Giordano (1682–1683), collezione privata

Vertumno chiamato anche Vortumno, Voltumna, Veltuna o Veitha (latino Vertumnus o Vortumnus), è una divinità romana.

Divinità di origine etrusca (Veltumna o Voltumna), personificava la nozione del mutamento di stagione e presiedeva alla maturazione dei frutti. Gli si attribuiva il dono di trasformarsi in tutte le forme che voleva. Il suo nome deriva dalla stessa radice indoeuropea del verbo latino vertere (girare, cambiare; sanscrito: vártate) con le sue varie derivazioni in italiano: divertimento, perversione, verso etc.

Viene rappresentato come amante della dea Pomona probabilmente perché Vertumno era, a qualche titolo protettore della vegetazione e, più particolarmente, degli alberi da frutto. Alcuni autori classici riferiscono una versione del mito per cui Vertumno si travestì da donna per poter avvicinare la dea Pomona. Esistono diversi dipinti ottocenteschi che raffigurano Vertumno abbigliato con abiti femminili.

Il Veltumna etrusco fu protettore della città di Volsinii e titolare del vicino santuario federale della Lega delle dodici città etrusche (dodecapoli) (Fanum Voltumnae). Si trattava forse di un epiteto o di un aspetto del dio Tinia (a sua volta corrispondente a Giove).

A Roma ebbe una statua bronzea presso il vicus Tuscus, all'ingresso del Foro Romano, opera di Mamurio Veturio. Dopo la distruzione di Volsinii nel 264 a.C. il dio protettore della città fu "trasferito" (rito dell'evocatio) nel nuovo tempio che gli era stato innalzato sull'Aventino.

Voltumna era il dio supremo della terra e patrono della città.

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