Veronica Franco

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Anonimo
Presunto ritratto di Veronica Franco
Worcester Art Museum[1]

Veronica Franco (Venezia, 1546Venezia, 22 luglio 1591) è stata una poetessa e cortigiana italiana.

Vita da cortigiana[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Francesco e Paola Fracassa, in una famiglia appartenente alla classe dei cittadini originari. Ebbe tre fratelli: Girolamo, morto durante la peste del 1575, Orazio e Serafino (nel suo testamento la Franco lo dice prigioniero dei Turchi). Si sposò in giovanissima età con il medico Paolo Panizza, ma poco dopo si separarono.

Fu la madre ad avviarla alla sua stessa professione, quella di cortigiana. La società rinascimentale di Venezia riconosceva due diversi tipi di cortigiane: la cortigiana onesta, ossia la cortigiana intellettuale, e la cortigiana di lume (più simile alle moderne prostitute), una cortigiana dei ceti bassi, che viveva e praticava il mestiere vicino al Ponte di Rialto. Veronica Franco fu probabilmente l'esempio più celebre di cortigiana onesta, anche se, nella Venezia rinascimentale, non fu l'unica intellettuale a vantare una cultura raffinata ed a esprimere numerosi talenti in ambito letterario e artistico. Figlia di una cortigiana onesta, Veronica in giovane età fu iniziata a quest'arte dalla madre e, una volta che ebbe imparato a utilizzare le proprie doti naturali, riuscì a contrarre un matrimonio finanziariamente favorevole. Si sposò giovanissima con un ricco medico, ma il matrimonio finì male. Per mantenersi, diventò una cortigiana d'alto rango. Fu inserita nel Catalogo de tutte le principal et più honorate cortigiane di Venetia (pubblicato intorno al 1565), elenco che forniva il nome, l'indirizzo e le tariffe delle cortigiane più in vista della città, secondo il quale un bacio di questa cortigiana costava 5 o sei scudi, il servizio completo 50 scudi. Grazie alle sue amicizie con uomini facoltosi ed esponenti di spicco dell'epoca, divenne ben presto molto conosciuta. Ebbe persino una breve liaison con il re Enrico III di Francia.

Veronica Franco fu una delle più honorate cortigiane di una città prosperosa e cosmopolita e visse circondata dagli agi per la maggior parte della sua vita da cortigiana; tuttavia non poté godere della protezione accordata alle donne "rispettabili". Dovette sempre farsi strada da sola. Studiò e cercò i propri mecenati tra gli uomini colti. A partire dal 1570 circa, entrò a far parte di uno dei circoli letterari più famosi della città, partecipando a discussioni, facendo donazioni e curando antologie di poesia.

Veronica Franco scrisse due volumi di poesia: Terze rime nel 1575 e Lettere familiari a diversi nel 1580. Pubblicò raccolte di lettere e riunì in un'antologia le opere di scrittori famosi. Dopo il successo di questi lavori, fondò un'istituzione caritatevole a favore delle cortigiane e dei loro figli.

Nel 1575, durante l'epidemia di peste che sconvolse la città, Veronica Franco fu costretta a lasciare Venezia e, in seguito al saccheggio della sua casa e dei suoi possedimenti, perse gran parte delle sue ricchezze. Al suo ritorno, nel 1577, si difese brillantemente durante il processo dell'Inquisizione, che la vedeva accusata di stregoneria (un'accusa comune per le cortigiane); le accuse caddero. Secondo le deposizioni, i suoi legami con la nobiltà veneziana contribuirono all'assoluzione.

Dopo questo avvenimento si sa ben poco della sua vita, tuttavia i documenti ancora esistenti riportano il fatto che, anche se ottenne la libertà, perse tutte le ricchezze e i beni materiali. Quando morì anche il suo ultimo benefattore, si ritrovò senza un sostegno finanziario.

Nel 1577 propose al consiglio cittadino di costruire una casa per donne indigenti, amministrata da lei stessa, ma la proposta non ebbe successo. All'epoca i suoi figli erano già cresciuti e stava allevando i nipoti, rimasti orfani a causa della peste.

Fonti scritte e documenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1565, a 20 anni, Veronica Franco fu inserita nel Catalogo de tutte le principal et più honorate cortigiane di Venetia, un elenco che forniva il nome, l'indirizzo e le tariffe delle cortigiane più in vista della città; la madre era indicata come pieza, cioè mezzana. Dagli archivi ancora esistenti, sappiamo che Veronica Franco si sposò intorno ai 18 anni e che sempre a quell'età diede alla luce il primo figlio; in realtà pare che ebbe sei bambini, tre dei quali morirono in tenera età.

Nel 1575 fu pubblicato un volume di Veronica, Terze rime, contenente 18 capitoli scritti da lei e 7 scritti da alcuni letterati in onore della poetessa. In quello stesso anno a Venezia si diffuse la peste (durata due anni) che costrinse Veronica a lasciare momentaneamente la città facendole perdere la maggior parte dei suoi beni.

Nel 1580, pubblicò le Lettere familiari a diversi, "lettere scritte in gioventù," che comprendevano 50 lettere e due sonetti in onore del re Enrico III di Francia, conosciuto sei anni prima. Abbiamo poche informazioni a partire da questa data. Le cronache raccontano che negli ultimi anni visse in maniera più modesta, anche se in realtà non si può parlare di povertà vera e propria; non pubblicò mai altri scritti.

La sua vita è raccontata anche nel libro di Margaret F. Rosenthal The Honest Courtesan. Secondo la critica, questo libro "ritrae in modo avvincente la figura di Veronica Franco nel contesto culturale, sociale ed economico di quell'epoca. Rosenthal sottolinea negli scritti di Veronica Franco il sostegno spassionato verso le donne indifese, le convinzioni molto forti sulle diseguaglianze e la natura politica e seduttiva delle sue poesie, scritte in versi usando un linguaggio altamente erotico. È l'introspezione di Veronica Franco nei conflitti di potere tra i due sessi e la consapevolezza di rappresentare una minaccia per gli uomini contemporanei che hanno reso così attuale le sue opere letterarie e le sue relazioni con gli intellettuali veneziani."

Citazione[modifica | modifica wikitesto]

« Se siamo armate e addestrate siamo in grado di convincere gli uomini che anche noi abbiamo mani, piedi e un cuore come il loro; e anche se siamo delicate e tenere, ci sono uomini delicati che possono essere anche forti e uomini volgari e violenti che sono dei codardi. Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi così, in questo modo riuscirebbero a combattere fino alla morte; e per dimostrare che ciò è vero, sarò la prima ad agire, ergendomi a modello. [1] »

Filmografia su Veronica Franco[modifica | modifica wikitesto]

Catherine McCormack nel film Dangerous Beauty (Padrona del suo destino, 1998) interpreta Veronica Franco. Il film è tratto dal libro di Margareth Rosenthal The Honest Courtesan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Attribuito a un seguace di Tintoretto, è catalogato dal Worcester Art Museum come Ritratto di signora.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosa Ventrella, Honorata cortigiana, Arkadia, 2011. ISBN 978-88-96412-47-3
  • Floriana Calitti, Veronica Franco, in « Dizionario Biografico degli Italiani », v. 50, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1998
  • Cesare Catà, Un Rinascimento tra Petrarca e passione. Il Neoplatonismo “corporeo” della poesia di Veronica Franco, in “La Parola del testo. Semestrale di filologia e letteratura europea dalle origini al Rinascimento”, No. 2 (2009), pp. 359-378.
  • Stefano Bianchi, La scrittura poetica femminile nel Cinquecento veneto: Gaspara Stampa e Veronica Franco, Manziana, Vecchiarelli, 2013. ISBN 978-88-8247-337-2

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Calitti, Veronica Franco, DBI
  • Rime su Liber liber
  • Qui sono presenti otto libri di poesia e di lettere di Veronica Franco. Effettuare la ricerca per autore.
  • (EN) Qui si trova un ritratto della poetessa attribuito al Tintoretto, insieme ad alcune delle più famose citazioni di Veronica Franco.
  • (EN) Qui è presente una discussione approfondita sul film.
  • Margaret F. Rosenthal, "Veronica Franco's Terze Rime (1575): The Venetian Courtesan's Defense," Renaissance Quarterly 42:2 (Estate 1989) 227-257

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