Verlan

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Per verlan si intende, in ambito linguistico francese, una particolare forma di linguaggio gergale usata in Francia. È caratterizzata da parole nuove ottenute soprattutto mediante inversione sillabica. La stessa parola "verlan" (veʀ'lɑ̃) è in codice: significa à l'envers (a lɑ̃'vɛʀ), ossia "al contrario".

Questo linguaggio è nato nei sobborghi parigini alla fine degli anni settanta come forma di comunicazione segreta (il tessuto sociale dei parlanti era originariamente composto da piccoli gruppi di giovani). I bisogni di segretezza non erano dettati da ragioni di sicurezza (come era invece il caso nei gerghi del brigantaggio o della mafia in Italia), ma anche e soprattutto dal bisogno di un'appartenenza comune e da un innato istinto di gioco con le strutture della lingua.

Regole di formazione dei neologismi[modifica | modifica sorgente]

A dispetto di una formazione scolastica insufficiente e di un uso non standard della lingua, i parlanti del Verlan hanno prodotto un repertorio lessicale ricco ed interessante. Il passaggio dalla lingua ufficiale al verlan avviene spesso tramite procedimenti di inversione, ma non solo. Gli altri procedimenti di manipolazione della parola originale sono di solito i seguenti:

  • Cambiamento dell'ultima vocale;
  • Inversione delle sillabe;
  • Troncamento ed elisione nell'ultima vocale del neologismo formato.

Chiaramente esistono diverse variazioni. In quanto segue, si riportano alcuni esempi:

  • Fou in francese ('folle'/'il folle')> ouf in verlan;
  • SIDA in francese ('l'AIDS') > dass in verlan.

Sviluppi storici[modifica | modifica sorgente]

Il verlan si è poi diffuso gradualmente in tutta la Francia come linguaggio delle fasce giovanili. Uno dei veicoli più importanti per la sua diffusione è stata la musica hip-hop. Avendo perso la sua segretezza, oggi il verlan non è più considerato come un gergo in senso stretto. Riprendendo meccanismi simili a quelli del verlan, si sono stabiliti dei gerghi simili anche in altri paesi occidentali come la Germania, l'Irlanda o l'Argentina, mentre il fenomeno linguistico in Italia si è limitato a poche attività di gruppo. Si ricorda l'intervento da parte di alcuni amatori apparsi qualche volta in televisione al programma Portobello, in cui gli amatori preferivano invertire l'ordine dei singoli suoni e non delle sillabe (casa > asac).

Negli anni 70 si è sviluppato a Brescia un gergo simile al Verlan, il Trancorio (dall'inversione di "contrario"), con regole specifiche di inversione delle sillabe[1].

Negli anni 80 e 90 a Sinnai, vicino a Cagliari, è nato e poi si è diffuso Su Ntrariugo (anche in questo caso il nome deriva dall'inversione della parola "contrario", pronunciata in sardo): il gergo si contraddistingue per essere un miscuglio di sardo e italiano parlato invertendo le sillabe. Utilizzato soprattutto dagli adolescenti, Su Ntrariugo copre in particolar modo gli ambiti lessicali legati al sesso e alla piccola delinquenza. Alcuni esempi:

stagiu = giusta (polizia)

garettasi = sigaretta

ligabu = puliga (sega)

vellabi = pivella (ragazza)

nerigaghi = caghineri (omosessuale, dispregiativo)

ancaummi = ammincau (rincoglionito)

iadro = troia

nigio = joint (canna, spinello)

riama = maria (marijuana)

cianiba = pacciani (utilizzato per indicare un individuo avvezzo a pratiche sessuali non convenzionali)

Nel film Il ras del quartiere (1983), il personaggio interpretato da Mauro Di Francesco (Jena) parla in una sorta di verlan ("È un modo di parlare senza farsi capire: è un gorge, un gergo")

Anche il cantante belga Stromae ha usato il verlan per creare il suo nome d'arte: il nome Stro-mae invertito diventa Maestro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Do you speak Trancorio?. URL consultato il 25 febbraio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]