Vera Zasulič

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Vera Zasulič

Vera Ivanovna Zasulič (in russo: Вера Ивановна Засулич[?]) (Michajlovka, 8 ottobre 1849Pietrogrado, 8 maggio 1919) è stata una rivoluzionaria russa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Michajlovka, nel governatorato di Smolensk, in una famiglia della piccola nobiltà impoverita. Rimasta orfana di padre nel 1852, fu allevata da parenti a Bjakolovo, presso Gžatsk, e dal 1864 studiò in una scuola privata di Mosca, dove nel 1867 ottenne il diploma di maestra.

Già impiegata a Serpuchov, dal 1868 lavorò a San Pietroburgo, dove frequentò ambienti rivoluzionari. Nel maggio del 1869 fu arrestata in quanto coinvolta nel processo Nečaev, e fu deportata nella provincia di Novgorod e poi a Tver. Qui fu ancora arrestata per propaganda anti-governativa e fu inviata a Soligalič.

Aleksej Bogoljubov

Liberata nel 1873, frequentò a Charkov un corso di ostetricia e aderì al circolo populista dei Ribelli del Sud (Южные бунтари, Južnye Buntari), legato a Bakunin, a Lev Dejč e a Michail Frolenko. Nel 1875, per sfuggire all'arresto, si rifugiò a San Pietroburgo, sperando di farvi perdere le proprie tracce.

Nel luglio del 1877 il governatore di Pietroburgo, generale Trepov, noto per la sua brutalità fin da quando era stato a capo della polizia di Varsavia, fece frustare in carcere fino a farlo impazzire un detenuto politico, Aleksej Bogoljubov, colpevole di non essersi tolto il berretto innanzi a lui. Per vendicarlo, il 24 gennaio 1878 Vera Zasulič si presentò nell'ufficio di Trepov e gli sparò a bruciapelo, ferendolo gravemente.

Processata da un tribunale civile, il 31 marzo 1878 fu assolta. La sentenza provocò sorpresa ed entusiasmo tra gli ambienti liberali, e fu commentata in tutta Europa. Il regime zarista non l'accettò, mise sotto inchiesta il presidente del tribunale e già il giorno dopo cercò di arrestare nuovamente la Zasulič, che però si nascose in tempo e poi espatriò in Svezia.

Tornò illegalmente in Russia nel 1879 e fece parte della setta populista Ripartizione nera, fondata da Dejč e Plechanov e derivata da una scissione di Zemlja i Volja. Dal 1880 si stabilì, con altri connazionali, in Svizzera, dove nel 1883 partecipò alla fondazione di un nuovo gruppo politico, l'Emancipazione del lavoro, fondato con Plechanov, Dejč, Aksel'rod e Ignatov. Fu la prima organizzazione socialdemocratica russa, impegnata nella divulgazione del marxismo e nella polemica contro il populismo.

Dal 1894 si stabilì a Londra e scrisse su temi storici, sociali e letterari: tra questi, due monografie su Rousseau e Voltaire, e articoli su Vasilij Slepcov, Pёtr Boborykin, Dmitrij Pisarev e Nikolaj Dobroljubov. Tornata in Svizzera nel 1897, nel 1899 rientrò per breve tempo in Russia sotto falso nome, per stabilire contatti con i locali gruppi socialisti e a San Pietroburgo conobbe anche Lenin.

Partecipò nel 1900 al V congresso della Seconda Internazionale, collaborò al giornale Iskra e alla rivista Zarja. Nel 1903 partecipò al II congresso del POSDR, tenuto a Bruxelles e a Londra, allineandosi alla corrente menscevica di Plechanov contro Lenin. In occasione della Rivoluzione del 1905 raggiunse la Russia e sostenne le tesi dei «liquidatori», ossia non fosse più necessario mantenere nel POSDR una struttura clandestina.

Nel marzo del 1917 tornò definitivamente a Pietrogrado. Malgrado l'avvenuta rivoluzione, sostenne la necessità di continuare la guerra a fianco degli alleati franco-inglesi e appoggiò il governo provvisorio, una coalizione di liberali e di parte dei socialisti-rivoluzionari e di menscevichi. Condannò la Rivoluzione d'ottobre, che giudicò prematura, in quanto interrompeva lo sviluppo della rivoluzione democratico-borghese.

Morì l'8 maggio 1919 e fu sepolta nel cimitero di Volkovo.

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • Schizzo di storia dell'Associazione internazionale dei lavoratori, Ginevra, 1889
  • Jean-Jacques Rousseau, San Pietroburgo, 1898
  • Voltaire, San Pietroburgo, 1909
  • I rivoluzionari borghesi, Pietrogrado, 1921
  • Memorie, Mosca, 1931
  • Opere scelte, Mosca, Mysl', 1983

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Venturi, Il populismo russo, II, Torino, Einaudi, 1952
  • Vera Zasulič, Mémoires, in Quatre femmes terroristes contre le tsar, Paris, Maspero, 1978
  • Jay Bergman, Vera Zasulich: A Biography, Palo Alto, Stanford University Press, 1983 ISBN 0-8047-1156-9
  • Ana Siljak, Angel of Vengeance: The "Girl Assassin", the Governor of St. Petersburg, and Russia's Revolutionary World, New York, St. Martin's Press, 2008 ISBN 978-0-312-36399-4

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