Vera Nikolaevna Figner
Vera Nikolaevna Figner, detta Filippova, in russo: Вера Николаевна Фигнер (Филиппова)[?] (San Pietroburgo, 7 luglio 1852 – Leningrado, 15 giugno 1942), è stata una politica russa, rivoluzionaria anarchica populista russa del movimento dei narodniki.
[modifica] Biografia
Dopo gli studi all'istituto femminile Rodionovsky a Kazan' 1863-1869 Vera si trasferì a Zurigo dove studiò medicina all'università 1872-1875. Lì, nel 1873, venne a contatto con il club Frichi che divenne il nucleo dell'Organizzazione socialrivoluzionaria panrussa.
Tornata a San Pietroburgo nel 1875 si unì al gruppo dissidente che formò la Zemlja i volja (Terra e libertà). Nel 1876 partecipò alle manifestazioni di Kazan'. Come assistente di un medico fece, in accordo con le teorie populiste, la sua "discesa al popolo" e propagandò la rivoluzione sociale nei paesi presso Samara e Saratov dal 1877 al 1879.
Nel 1879 al congresso di Voronež di Zemlja i Volja, Vera Figner si schierò con il gruppo Narodnaja Volja (Volontà del popolo) di cui divenne un membro del comitato esecutivo. Continuò la sua attività di propagandista tra i marinai e i soldati di Kronštadt nei pressi di San Pietroburgo, fu tra le promotrici della struttura terroristica e pianificò l'assassinio, fallito, dello zar Alessandro II ad Odessa nel 1880 e quello, riuscito, a San Pietroburgo il 1º marzo 1881.
Vera fu il solo membro del Comitato Esecutivo a sopravvivere alla repressione poliziesca. Dal 1882 cercò di riorganizzare il gruppo ma a causa del tradimento di Sergej Degaev il 10 febbraio 1883 fu arrestata a Char'kov e passò venti mesi in isolamento nelle carceri della Fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo. Condannata a morte, la pena fu commutata all'ergastolo da scontarsi nella prigione-fortezza di Schlüsselburg presso il lago Ladoga.
Nel 1904 fu esiliata nella regione di Archangel'sk e quindi in quella di Kazan', infine a Nižnij Novgorod. Grazie ai disordini del 1905 riuscì a lasciare l'esilio e la prigione e nel 1906 espatriò, iniziando così un giro dell'Europa per tenere conferenze sulle situazioni delle carceri zariste e sulla situazione dei prigionieri politici in Russia. Nel 1912 in Italia pubblicò il volumetto Le carceri russe.
Nel 1915 tornò definitivamente in Russia e non partecipò alla rivoluzione bolscevica del 1918. Negli anni della guerra civile scrisse Memorie di una rivoluzionaria ("Запечатлённый труд") che è tuttora considerato uno dei migliori esempi di memorialistica russa. Tradotto in molte lingue incontrò un notevole successo. La traduzione in francese del 1929 fu opera del famoso rivoluzionario Victor Serge. Fu anche membro della Società degli ex-prigionieri ed esiliati politici (Обществo бывших политкаторжан и ссыльнопоселенцев) e scrisse per la rivista «Lavoro forzato ed esilio» (Каторга и ссылка, Katorga i ssylka).
Nel film Padenie dinastii Romanovych di Esfir Shub del 1927 è possibile vedere Vera Figner ripresa da vecchie pellicole documentaristiche. A Vera Figner Hans Magnus Enzensberger dedicò un saggio nel suo Politica e crimine: nove saggi (Torino, Bollati Boringhieri, 1998).
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