Venere e Cupido (Velázquez)
| Venere e Cupido | |
|---|---|
| Autore | Diego Velázquez |
| Data | 1648 ca. |
| Tecnica | olio su tela |
| Dimensioni | 122,5 × 175 cm |
| Ubicazione | National Gallery, Londra |
Venere e Cupido (Venere Rokeby) è un dipinto a olio su tela (122,5x175 cm) di Diego Velázquez, databile al 1648 circa e conservato nella National Gallery di Londra.
[modifica] Descrizione e stile
Il tema è tratto dalla mitologia romana e rappresenta Venere adagiata mollemente su un lettino mentre Cupido le regge uno specchio. La dea è nuda, ritratta di schiena per non offendere il pudore degli inquisitori spagnoli. Così, mentre il volto è celato direttamente alla vista, il riflesso dello specchio di Cupido ci permette di vederlo riflesso. Il contrasto dei toni pastosi e forti delle lenzuola grigie e del tendaggio carminio fanno risaltare la carnagione di Venere, lunare e perlata.
Fino ad ora, la Venere allo specchio di Velazquez e la Maya desnuda di Goya sono gli unici nudi femminili di tutta l'arte spagnola; sembra però che Velazquez abbia dipinto altri due nudi che sono andati persi nel tempo.
Il soggetto del quadro è mitologico e sta ad indicare il divino che si cela negli aspetti della vita quotidiana. Il ritratto risale al secondo soggiorno romano dell'artista (1649-1651) e pare che la modella fosse un'amante di Velazquez, tale Flaminia Triunfi, anch'essa pittrice di 23 anni. In alcuni documenti emersi recentemente si è scoperto che dalla relazione tra il pittore e la Triunfi fosse nato un figlio maschio di nome Antonio De Silva. Il pittore dovendo ritornare in Spagna richiamato da Filippo IV, lasciò la custodia del figlio al suo caro amico Juan de Cordoba il quale qualche tempo dopo riuscirà ad adottarlo. Il tema mitologico della Venere deriva in particolar modo da Tintoretto, da Tiziano e da Rubens, mentre le forme della dea provengono dalla statuaria classica. Nel dipinto è raffigurata Venere, sdraiata su un letto, il cui viso viene riflesso in uno specchio tenuto in mano da Cupido. Il tema dello specchio è ripreso dai pittori fiamminghi.
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