Venere capitolina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Venere capitolina
Venere capitolina
Autore sconosciuto
Data copia romana di un originale greco del II secolo a.C.
Materiale marmo
Dimensioni 193 cm 
Ubicazione Musei Capitolini, Roma

La Venere capitolina è una scultura marmorea (h. 193 cm), copia romana di un originale greco del II secolo a.C. conservata nei Musei Capitolini di Roma.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

La statua, una Venus pudica, si ispira, come le altre varianti del tema, all'Afrodite cnidia di Prassitele, con particolari similitudini con la Venere Medici che, sebbene riferibile a un periodo più tardo del prototipo capitolino, è un originale greco.

Del tipo capitolino si conoscono varie copie, tra cui una al Louvre (versione Campana, scoperta nel territorio di Anzio), una al British Museum (da Torvaianica) e una all'Hermitage; una testa, dalla collezione Borghese, è pure al Louvre.

L'opera ritrae Venere al bagno, nella posizione pudica. Essa infatti si piega leggermente su se stessa per coprirsi con le mani e le braccia il pube e i seni. Accanto a sé ha un panno appoggiato su un'alta anfora. L'acconciatura è alquanto particolare, coi capelli annodati sia sulla nuca, sia sulla testa, a mo' di fiocco.

Evidente è la ricerca di una resa naturalistica e idealizzata del corpo femminile nudo, che all'epoca aveva messo in secondo piano i significati sacrali legati alla figura della dea nelle rappresentazioni anteriori.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7107-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Scultura Portale Scultura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Scultura