Venere bionda

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Venere bionda
Marlene-dietrich-blonde-venus-1932-09-g.jpg
Titolo originale Blonde Venus
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1932
Durata 93 min
Colore B/N
Audio sonoro Mono (Western Electric Noiseless Recording)
Rapporto 1.37:1
Genere drammatico
Regia Josef von Sternberg
Soggetto Jules Furthman, Josef von Sternberg (non accreditati)
Sceneggiatura Jules Furthman, S.K. Lauren
Produttore Josef von Sternberg (non accreditato)
Casa di produzione Paramount Pictures (con il nome Paramount Publix Corporation)
Fotografia Bert Glennon
Montaggio Josef von Sternberg
Musiche W. Franke Harling, John Leipold, Paul Marquardt, Oscar Potoker
Scenografia Wiard Ihnen (non accreditato)
Costumi Travis Banton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale (1935):

Primo ridoppiaggio (1951):

Secondo ridoppiaggio (1975):

Venere bionda (Blonde Venus) è un film del 1932 diretto da Josef von Sternberg, con Marlene Dietrich.

Il soggetto drammatico è trattato in chiave di commedia eccentrica, con tre numeri musicali volti a mettere in luce le doti di cantante della Dietrich. Si tratta di "You little So-and-So" (musica e versi di Sam Coslow e Leo Robin), "I couldn't be annoyed" (musica e versi di Leo Robin e Richard A. Whiting) e infine "Hot Voodoo" (musica di Ralph Rainger, versi di Sam Coslow): un pezzo lungo quasi 8 minuti, la cui prima parte, esclusivamente strumentale, consente alla Dietrich di esibirsi in una danza indossando un costume da gorilla.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sul matrimonio felice tra l'ex cantante tedesca Helen e il chimico statunitense Edward (Ned), da cui è nato il piccolo Johnny, pesa la grave malattia di Ned, contaminato dalle radiazioni. Per raccogliere in fretta il denaro necessario alle terapie, Helen torna a cantare nei night-club e, in cambio di un aiuto finanziario, accetta persino di diventare l'amante dell'affascinante playboy Nick Townsend. Quando il marito, di ritorno dalle cure, scopre il tradimento, Helen fugge con Johnny, ma si ritrova ben presto al verde. Costretta a separarsi dal figlio, si trasferisce allora a Parigi, dove riprende ad esibirsi con crescente successo e incontra nuovamente Nick. I due si fidanzano e decidono di ritornare negli Stati Uniti, ma qui Helen non può resistere al bisogno di riunirsi alla sua famiglia (un lieto fine imposto dalla Paramount).

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film, prodotto dalla Paramount Pictures, venne girato dal 26 maggio all'11 giugno 1932 in California, al Paramount Ranch - 2813 Cornell Road di Agoura e ai Paramount Studios - 5555 Melrose Avenue di Hollywood.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì in sala il 16 settembre 1932, distribuito dalla Paramount Pictures.

Date di uscita[modifica | modifica sorgente]

IMDb

  • USA 16 settembre 1932
  • Francia 25 novembre 1932
  • Finlandia 27 novembre 1932
  • Danimarca 26 dicembre 1932
  • Germania 18 novembre 1933
  • Germania Ovest 15 febbraio 1969 (prima TV)
  • Germania Est 23 gennaio 1980 (prima TV)
  • Germania Ovest 1987 (anteprima video)
  • Giappone 4 marzo 2000 (riedizione)

Alias

  • Blonde Venus USA (titolo originale)
  • Blonde Venus Finlandia / Germania (titolo TV)
  • Blonde Vénus Francia
  • Den blonde Venus Danimarca
  • Die blonde Venus Germania
  • La Venus rubia Spagna
  • Szőke Vénusz Ungheria
  • Vaalea Venus Finlandia
  • Venere bionda Italia
  • Venus Loira Portogallo
  • Xanthi Afroditi Grecia

Citazioni del film[modifica | modifica sorgente]

Il film viene citato, utilizzando filmati di repertorio, in Le dee dell'amore (The Love Goddesses) documentario di Saul J. Turell del 1965. Nel film Batman & Robin di Joel Schumacher il personaggio interpretato da Uma Thurman si esibisce nella danza del gorilla come la Dietrich. Nel film di Bernardo Bertolucci, The Dreamers - I sognatori, Isabelle (interpretata da Eva Green) interroga e sfida il fratello a riconoscere la danza del gorilla.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Buttafava, Sternberg, il castoro cinema, Ed. La nuova Italia, settembre 1976

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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