Venceslao del Sacro Romano Impero

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Illustrazione raffigurante Venceslao nel libro Die deutschen Kaiser di Max Barack (1888)
Illustrazione raffigurante Venceslao nel libro Die deutschen Kaiser di Max Barack (1888)

Venceslao di Lussemburgo, in ceco Václav, detto il Pigro (Norimberga26 febbraio 1361 – Nový hrad u Kunratic16 agosto 1419), è stato dal 1363 alla sua morte re della Boemia con il titolo di Venceslao IV e dal 1376 alla sua destituzione (1400) Re dei Romani. Dal 1373 al 1378 fu Margravio del Brandeburgo e quindi Principe elettore, accentrando due voti ai fini dell'elezione del sovrano.

Sposato dapprima con Giovanna di Baviera e in seguito con Sofia di Baviera, non ebbe figli.

Figlio maggiore di Carlo IV e della sua terza moglie, Anna von Schweidnitz fin dalla tenera età fu predestinato dal padre a divenire il suo successore, nel 1363 venne incoronato re di Boemia. Eletto Re dei Romani il 10 giugno 1376 e incoronato dal vescovo di Colonia Friedrich III von Saarwerden il 6 luglio 1376, solo dopo la morte del padre (1378) assunse il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero.

Nel duomo di Monza è conservato un rilievo di una pretesa incoronazione fatta dall'arciprete di Monza con la corona ferrea dei re d'Italia, alla presenza di sei Grandi Elettori, in quanto il settimo(il re di Boemia) era lui stesso. Sembra, però che l'episodio non sia in realtà mai avvenuto e che il rilievo fu fatto solo per rivendicare il ruolo di Monza come custode della Corona.

Ebbe poca fortuna nei suoi contrasti con la Chiesa (nel corso dello Scisma d'Occidente), dovuti al fatto che anche Venceslao, come il padre, riconosceva come Papa Urbano IV) e in quelli con le leghe dei comuni del sud della Germania, che si opposero alla sua intenzione di assegnare i balivati della Svevia agli Asburgo. Nel 1383 la lega dei comuni non riconobbe il Landfrieden ordinato da Venceslao in quanto avrebbe comportato la dissoluzione della lega.

Nel Landfrieden di Eger prese le parti dei nobili contro la lega dei comuni; mentre in Boemia riuscì a imporre l'ordine in Germania proseguirono i tumulti. L'atteggiamento di Venceslao divenne sempre più dispotico aumentando l'insoddisfazione generale.

Nel 1393 si scontrò con Giovanni Nepomuceno, vicario generale della diocesi di Praga, perché si rifiutava di procedere alla nomina di un abate, nomina decisa dall'imperatore ma non gradita alla Chiesa. Venceslao fece torturare e annegare nella Moldava il vicario, oggi considerato santo.

In seguito a lotte di potere interne alla casata dei Lussemburgo, rinfocolate da Jobst di Moravia fratello di Venceslao, questi venne fatto prigioniero. I feudatari in cambio della liberazione pretesero parecchie concessioni che Venceslao, pur dichiarandone l'accettazione, non era disposto a rispettare, appena liberato continuò a perseguire una politica antifeudale.

Per denaro, con differenti diplomi imperiali, nominò Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano (1395), conte di Pavia (1396) e duca di Lombardia (1397).

Durante un'altra ribellione (1400) Venceslao venne di nuovo imprigionato e deposto. Morì 19 anni dopo la ribellione, nel castello di Nový hrad u Kunratic, presso Praga.

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Predecessore:
Carlo IV
Imperatore del Sacro Romano Impero
Successore:
Roberto I
Re di Boemia
Successore:
Sigismondo



Predecessore: Re d'Italia Successore:
Carlo IV 1378 - 1400 Roberto del Palatinato I
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