Velella velella

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Barchetta di San Pietro
Velella Bae an Anaon.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Radiata
Phylum Cnidaria
Classe Hydrozoa
Ordine Chondrophora
Famiglia Porpitidae
Genere Velella
Specie V. velella
Nomenclatura binomiale
Velella velella
Linnaeus, 1758

La barchetta di San Pietro spesso viene ritrovata sulle rive (o al massimo a 1-2 cm di profondità nell'acqua) di tutti gli oceani, con una preferenza per le acque calde o temperate.

Come gli altri cnidari, Velella velella è un animale carnivoro. Cattura la sua preda, generalmente plancton, tramite i tentacoli che contengono delle tossine. Tali tossine, pur essendo efficaci contro la preda, sono innocue per gli esseri umani, per il fatto che non riescono a penetrare nella pelle e non causano nessuna reazione alla cute dell'uomo. Ciononostante, è preferibile evitare di toccarsi gli occhi dopo aver preso in mano un Velella velella.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

A forma di dischetto ovale, del diametro di 4-7 cm, sormontato da una cresta verticale che sembra una vela di un minuscolo scafo (da cui appunto il nome "velella").
Al di sotto della vela verticale, composta dalla forma medusoide, sono presenti vari zoidi che svolgono diverse funzioni: gastrozoidi (con funzioni nutritizie), dattilozoidi (con funzioni difensive) e gonozoidi (con funzioni riproduttive).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004. ISBN 88-8039-395-2.

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