Vaspurakan

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Il regno di Vaspourakan, 908-1021
L'isola di Aghtamar, la residenza di Re Gagik I (908-943/944)

Vaspurakan (anche traslitterato con Vasbouragan nell'Armenia occidentale; armeno: Վասպուրական, che significa "terra nobile" o "terra di prìncipi" [1]) fu inizialmente una provincia e dunque un regno dell'Armenia Maggiore durante il medioevo incentrato intorno al lago di Van. La regione viene considerata la culla della civiltà armena. [1] Durante la maggior parte della sua storia venne governata dalla dinastia degli Ardzruni, che per prima crearono un principato in questa regione. Durante la sua più grande estensione Vaspurakan comprendeva le terre tra i laghi di Van e Urmia (anche note come Kaputan) nel 908. Durante questo tempo esse furono sotto la sovranità del regno di Ani. Contrariamente al Vaspourakan, l'Armenia di Bagratouni continuò a combattere energicamente le forze invasori. Nel 1021, i turchi selgiuchidi subirono una dura sconfitta da parte dell'esercito armeno, condotto da Vasak Pahlavouni, morto durante la battaglia. [2]

Vaspurakan venne elevata allo stato di regno nel 908. Annessa all'impero bizantino nel 1021 divenne nota come provincia di Basprakania o Media. [3] Intorno al 1050 l'intera provincia di Basprakania venne a fondersi con quella di Taron.

Il regno di Vaspurakan non ebbe nessuna capitale specifica, dato che il re si muoveva con la sua corte e quindi trasferendosi da un luogo all'altro – Van, Ostan/Vostan (odierna Gevaş), e così via. [4]

Regnanti[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'annessione bizantina la dinastia continuò con Derenic, figlio di Gurgen Khatchik, che divenne signore di Antzivaziq nel 1004 ed ebbe due fratelli: Gugik e Ashot. Anche Re Seneqerim ebbe diversi figli tra cui David, Atom, Abushal e Costantino. C'è una leggenda riguardo al fatto che una delle figlie di Seneqerim si pensava avesse sposato Mendo Alao, un alano che viveva in Lusitania. David ebbe una figlia che sposò Re Gagik II di Ani.

Un altro ramo della famiglia appare nella persona di Khatchik il Grande nel 1040, il quale ebbe tre figli: Hasan, Djendjluk e Ishkhanik. Hasan ebbe un figlio chiamato Abelgharib il quale a sua volta ebbe una figlia che andò in sposa a Re David di Ani.

Cantoni[modifica | modifica sorgente]

Vapusrakan venne divisa in 35 cantoni o distretti che di solito prendono il nome dal nashrakar (capo cantone) locale che li governò:

Siti di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • La vecchia città di Van
  • Primo Katholicosate armeno di Aghtamar sull'Isola di Aghtamar
  • Varagavank, un monastero armeno sui pendii del Monte Varag (9 km. a est di Van), fondato da Re Sennacherib-Giovanni all'inizio del suo regno (1003-1024). Divenne il più ricco e più celebrato monastero della zona del lago di Van. Qui, Khrimian Hayrik fondò Arciv Vaspurakani (L'Aquila di Vaspurakan), il primo giornale stampato in Armenia. L'arcivescovo di Van vi dimorò fino la tardo XIX secolo. [4] Il 30 aprile 1915, l'esercito turco distrusse il monastero; le sue rovine sono ancora visibili.
  • Il monastero di San Gregorio l'Illuminatore, nei pressi del Monte Varag
  • Naregavank, un monastero armeno distrutto nel X secolo dove venne sepolto Krikor Naregatsi
  • Karmravank, un monastero armeno del X secolo sulle rive del Lago di Van
  • San Gregorio del monastero di Goms, sulle rive più meridionali del Lago di Van
  • Monastero di San Tommaso, vicino alle rive del Lago di Van
  • Monastero di San Bartolomeo
  • La chiesa della Croce Santa a Soradir
  • Hayots Dzor (adesso pianura di Gürpınar), la valle in cui il progentore armeno Hayk sconfisse il re assiro Bel
  • Haykaberd (adesso Çavuştepe), il castello costruito da Hayk a Hayots Dzor
  • Pianura di Avarayr
  • Monastero di San Taddeo
  • Monastero di Santo Stefano

Personaggi famosi del Vaspurakan[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Richard G. Hovannisian, Van/Vaspurakan armeni, Costa Mesa, CA, Mazda Publishers, 1999.
  2. ^ (EN) "Gerusalemme liberata" del Tasso, "In a war for your sake I am even ready to break down the gates to hell".
  3. ^ Robert H. Hewsen, Armenia: un atlante storico, The University of Chicago Press, 2001, p. 126. ISBN 0-226-33228-4.
  4. ^ a b Robert H. Hewsen, Armenia: un atlante storico, The University of Chicago Press, 2001, p. 116. ISBN 0-226-33228-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Richard G. Hovannisian (a cura di), Armenian Van/Vaspurakan, Historic Armenian Cities and Provinces, Costa Mesa, California, Mazda Publishers, 2000. OCLC 44774992.
  • (EN) Der Nersessian, Sirarpie. L'Armenia e l'impero bizantino: un breve studio della civiltà e arte armena. Cambridge: Harvard University Press. 1947.

Coordinate: 38°48′N 44°00′E / 38.8°N 44°E38.8; 44