Vasile Alecsandri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vasile Alecsandri

Vasile Alecsandri (Bacău, 21 luglio 1819Mircești, 22 agosto 1890) è stato un poeta, scrittore e politico romeno.

È stato un appassionato collezionista di canzoni folkoristiche romene e uno dei principali attivisti del movimento a difesa dell'identità culturale romena.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque in una famiglia agiata, dedita al commercio e ai traffici agricoli.

Negli anni che vanno dal 1828 e il 1834, studiò al collegio Victor Cuenim, una scuola francese d'élite situata nella località di Iaşi. Si trasferì a Parigi nel 1834, dove intraprese studi di chimica, medicina e legge, presto abbandonati in favore della disciplina che lo ha maggiormente coinvolto, e cioè la letteratura.

Dopo aver completato gli studi nel 1838, visitò l'Italia e la Spagna e rinforzò i suoi contatti con il mondo romantico.

Nel 1845 fu uno dei promotori e fondatori del Teatro Nazionale moldavo, e nonostante questo impegno, trovò il tempo per viaggiare in Africa, in Oriente e soprattutto in Italia, trascinato dalla passione per Elena Negri, a cui dedicò un buon numero di poesie e assieme alla quale trascorse un paio di settimane a Venezia.

Nel 1848 divenne uno dei leader del movimento rivoluzionario moldavo, e a questa causa dedicò molte liriche, come "Către Români" (Ai romeni), oltreché la composizione del manifesto del movimento. Dopo il fallimento dei moti rivoluzionari, rientrò a Parigi dove riprese alacremente la sua attività artistica presentando una sua nuova commedia intitolata "Chiriţa în Iaşi". In questi anni l'autore raccolse molto materiale riguardante il folklore romeno che aumentò la sua fama e la sua reputazione; da ricordare le ballate "Mioriţa", "Toma Alimoş", "Mânăstirea Argeşului", e "Novac şi Corbul.", oltreché il suo volume di poesie originali, "Doine şi Lăcrămioare".

Nel 1855 partecipo alla guerra di Crimea e in seguito si impegnò sempre più all'attività politica, divenendo ministro degli esteri e fervente diplomatico, pronto a sostenere la questione dei Balcani.[1]

L'anno seguente pubblicò sul giornale Steaua Dunării, il poema "Hora Unirii", nel quale auspicò la ricompattazione delle province romene.

Dopo la morte della Negri, l'artista si innamorò di Paulina Lucasievici, con la quale si sposò nel 1876.

Tra il 1862 e il 1875, Alecsandri scrisse 40 poemi lirici, comprendenti "Miezul Iernii, "Serile la Mirceşti, "Iarna," "La Gura Sobei", "Oaspeţii Primăverii", e "Malul Siretului." Inoltre si cimentò anche nei poemi epici, raccolti nel volume "Legende" , e dedicò una serie di poemi ai soldati participanti alla guerra per l'indipendenza della Romania.

Nel 1878 la sua fama europea si consolidò grazie alla vittoria nel concorso dei Felibri di Montpellier, ottenuta con uno scritto sulla latinità (musicato in seguito da Filippo Marchetti).

Nel 1879 compose il dramma "Despot-Vodă", a cui seguì la commedia fantastica "Sânziana şi Pepelea," (1881) e i due drammi, "Fântâna Blanduziei" (1883) and "Ovidiu" (1884).

Si può, a tutti gli effetti, considerarlo il padre del teatro nazionale romeno, per il quale scrisse monologhi, scenette, commedie e drammi a sfondo storico-sociale. Inoltre compose ballate, canti di musica folk e poesie d'amore, tra le quali si ricordano i Pasteluri ("Pastelli").

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.I, pag.112

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. C. Nicolescu, "Viaţa lui Vasile Alecsandri" Bucharest, 1975

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 19716938 LCCN: n50033480