Vampyr - Il vampiro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vampyr - Il vampiro
Vampyr.jpg
Un'evocativa immagine tratta dal film
Titolo originale Vampyr - Der Traum des Allan Grey
Paese di produzione Francia, Germania
Anno 1932
Durata Versioni:
Germania: 83 min
USA: 75 min
Argentina: 75 min
Belgio: 75 min
Spagna: 70 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,19:1
Genere orrore
Regia Carl Theodor Dreyer
Soggetto Sheridan Le Fanu
Sceneggiatura Christen Jul, Carl Theodor Dreyer
Fotografia Rudolph Maté, Louis Née
Montaggio Paul Falkenberg
Effetti speciali Henri Armand
Musiche Wolfgang Zeller
Scenografia Hermann Warm
Interpreti e personaggi

Vampyr - Il vampiro (Vampyr - Der Traum des Allan Grey) è un film del 1932 diretto da Carl Theodor Dreyer. È un film horror in bianco e nero.

Conosciuto anche come La strana avventura di David (o Allan) Gray, si tratta del primo film sonoro di Dreyer anche se qui la parola è utilizzata molto di rado dagli attori. Il film si inserisce nell'ipotetica trilogia da cui ha avuto origine l'intera cinematografia sui vampiri. Anche se successivo al Dracula di Tod Browning e al Nosferatu di Murnau, Dreyer non ne subisce l'influenza ma, al contrario, traccia delle proprie convinzioni stilistiche e di contenuto che si discostano dalle opere precedenti. Una su tutte, la fonte di ispirazione che non è più il romanzo di Bram Stoker, bensì le novelle di Joseph Sheridan Le Fanu.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Aiutata da un medico e da due servi, una donna-vampiro succhia il sangue alle due giovani figlie di un castellano. Una delle due è liberata dall'incubo per opera di David Gray, chiamato in soccorso nonostante la sua inesperienza in materia.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Liberamente ispirato all'opera Carmilla e ad altre novelle di Joseph Sheridan Le Fanu, questo horror onirico affida il suo fascino più all'atmosfera (creata in ambienti naturali) ed alla suggestione che alla tensione. I dialoghi sono ridotti al minimo, accompagnati da efficaci mix di rumori.

Il regista Carl Theodor Dreyer iniziò a pianificare Vampyr a fine 1929, un anno dopo l'uscita del suo La passione di Giovanna d'Arco. La casa produttrice avrebbe voluto che girasse un altro film a tema religioso, ma il progetto cadde perché Dreyer temeva di rimanere prigioniero dell'etichetta di "regista di film religiosi"[1]. Essendo il suo primo film sonoro, Dreyer andò in Inghilterra per studiare la tecnologia del cinema sonoro e lì si incontrò con lo scrittore danese Christen Jul che all'epoca risiedeva a Londra[1]. Dreyer decise di creare una storia basata sul soprannaturale e a tal proposito lesse circa trenta racconti del mistero e del terrore. Dopo questa esperienza, Dreyer affermò con orgoglio: «Noi possiamo farla molto meglio questa roba!»[1]. A Londra e New York, la versione teatrale di Dracula era stata un grande successo nel 1927. Quindi Dreyer e Jul scrissero una storia basata sui vampiri, che Dreyer riteneva "andassero molto di moda ai tempi"[1]. Dreyer costruì la trama di Vampyr, utilizzando sia elementi da Carmilla, un racconto di vampiri con un sottotesto lesbo, che da The Room in the Dragon Volant, racconti entrambi scritti da Sheridan Le Fanu. Difficile fu la scelta del titolo del film. Inizialmente avrebbe dovuto essere Destino, poi Ombre dell'inferno, ma infine si decise per Il vampiro (Vampyr).

Celebre è la sequenza della sepoltura di David Gray, interpretato sotto lo pseudonimo di J. West, da uno dei produttori, il barone Nicolas de Gunzburg (12 dicembre 1904 – 20 febbraio 1981), in soggettiva dalla bara.[senza fonte]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Dreyer girò il film in Francia e lo montò, poi lo portò a Berlino per la post-sincronizzazione in inglese, francese e tedesco. Dopo la prima proiezione al pubblico, il regista fu costretto dalla censura ad eliminare alcune scene ritenute troppo cruente per l'epoca, come l'agonia del dottore nel mulino e la morte del vampiro, che vennero notevolmente accorciate.

Esistono del film numerose versioni differenti da Paese a Paese per metraggio e mancanza di alcune scene. Gli elementi originali (i negativi della pellicola e i negativi del sonoro delle tre colonne in tedesco, francese e inglese) sono andati ormai perduti. Sono giunte fino a noi solo un certo numero di copie originali incomplete e consumate dal tempo e dall'usura. Per il restauro del film in formato DVD sono state quindi messe insieme diverse versioni al fine di raggiungere una qualità e una completezza accettabili. Con le copie incomplete della versione tedesca e francese nel 1998, a cura della Stiftung Deutsche Kinemathek e della Cineteca di Bologna, fu realizzata un'edizione tedesca il cui sottotitolo è Der Traum des Allan Grey.

Per il mercato statunitense fu distribuita una versione (più breve dell'originale) col titolo The Castle of Doom. La pellicola è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

La première di Vampyr in Germania venne rimandata dall'UFA, perché lo studio voleva che fossero distribuiti prima i film americani Dracula e Frankenstein[2]. La prima proiezione avvenne a Berlino il 6 maggio 1932. A questa prima, il pubblico fischiò il film e questo portò Dreyer a tagliare molte scene. In Francia la pellicola venne distribuita dalla Société Générale de Cinema. La prima a Parigi avvenne nel settembre 1932 dove Vampyr fu il primo film proiettato in un cinema di nuova costruzione sul Boulevard Raspail. Alla prima di Vienna, il pubblico chiese addirittura indietro i soldi del biglietto. Quando questo fu negato, scoppiò una sommossa che portò la polizia a ristabilire l'ordine con l'uso dei manganelli[1]. Quando il film venne proiettato per la prima volta a Copenaghen, in Danimarca nel marzo 1933, Dreyer non partecipò. Il regista ebbe un esaurimento nervoso e dovette ricoverarsi in una clinica psichiatrica in Francia[1]. Il film fu un fallimento commerciale[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Tybjerg, Casper. Visual Essay: The rise of the vampire, 2008, DVD
  2. ^ Rayns, Tony. Commento al DVD inglese, 2008, DVD, New York City, Stati Uniti: The Criterion Collection. [1]
  3. ^ Truffaut 1994, p. 48.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]