Vampeta

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Vampeta
Vampeta.jpg
Dati biografici
Nome Marcos André Batista Santos
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 186 cm
Peso 80 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Ritirato 2008
Carriera
Squadre di club1
1993-1994 Vitoria Vitória 8 (0)
1994 PSV PSV 3 (0)
1995 VVV-Venlo VVV-Venlo 7 (3)
1995-1996 Fluminense Fluminense 23 (2)
1996-1998 PSV PSV 31 (2)
1998-2000 Corinthians Corinthians 53 (4)
2000-2001 Inter Inter 1 (0)
2001 Paris SG Paris SG 7 (0)
2001 Flamengo Flamengo 16 (1)
2002-2003 Corinthians Corinthians 29 (0)
2004 Vitoria Vitória 6 (0)
2004 Al Salmiya Al Salmiya 12 (2)
2005 Brasiliense Brasiliense 37 (0)
2006 Goias Goiás 1 (0)
2007 Corinthians Corinthians 19 (0)
2008 Juventus-SP Juventus-SP 0 (0)
Nazionale
1998-2004 Brasile Brasile 41 (2)
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Corea del Sud-Giappone 2002
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Paraguay 1999
Transparent.png Confederations Cup
Argento Messico 1999
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 6 maggio 2007

Marcos André Batista Santos, meglio noto come Vampeta (Nazaré das Farinhas, 13 marzo 1974), è un ex calciatore brasiliano, campione del mondo nel 2002 con la Nazionale brasiliana.

Il soprannome Vampeta deriva dall'unione tra le parole vampiro e capeta (diavolo).[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È conosciuto per esser stato il primo calciatore brasiliano che ha posato totalmente nudo per rivista gay G-Magazine, nel 1999:[2][3] in seguito il calciatore dichiara di averlo fatto per una cifra vicina ai $ 100.000.[4][5]

È un amico fraterno di Ronaldo, con il quale ha giocato per anni con il PSV.[3][6][7] Sposatosi, ha avuto due figli: la moglie in seguito lo denuncia accusandolo di averla picchiata.[4][8]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« È un Tardelli moderno. »
(Giancarlo Antognoni, all'epoca direttore generale della Fiorentina, su Vampeta.[9])

Centrocampista centrale[6] dal fisico statuario (182 cm x 74 kg),[3][5] poteva giocare anche da mediano. In Olanda ha giocato sia come terzino sia come esterno sulla fascia destra, nonostante preferisca spingersi in attacco, ritenendosi[6] e venendo ritenuto un calciatore offensivo.[9][3][5] Paragonato a Dunga[1][6] e a Stefan Effenberg,[6] in un primo momento è considerato un fuoriclasse,[4][3][5][10] un calciatore veloce[3] e tecnico che abbina qualità e quantità, con la capacità di rubare palloni e una visione da regista,[5] oltre ad essere un abile finalizzatore.[9][5] Inoltre, era giudicato "esperto", nonostante i soli 25 anni.[9]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

« È un po' Rivelino, un po' Dunga. »
(Il CT della Nazionale brasiliana Vanderlei Luxemburgo parla di Vampeta.[1])

Il brasiliano inizia la sua carriera professionistica nel PSV Eindhoven assieme a Ronaldo, nella squadra olandese vince campionato e supercoppa. Dal suo arrivo in Europa, dimostra di soffrire di saudade,[5] ritorna in patria in prestito al Fluminense nel 1996 prima di giocare nuovamente per il PSV e poi tornando ancora in Brasile, tra le file del Corinthians. Arriva in quest'ultimo club nel 1998, rientrando in patria sia perché percepisce uno stipendio migliore sia perché può esser preso in considerazione dalla Nazionale brasiliana,[6] dove si aggiudica il campionato e la Coppa del Mondo per club. A fine stagione è votato miglior centrocampista dell'anno,[6] inserito nella squadra ideale del Sudamerica.[5] Non rinnovando il contratto con il Corinthians, attira le attenzioni della Fiorentina[6] (il dg Antognoni l'aveva già osservato durante l'amichevole contro l'Olanda[9]), ma nell'agosto del 2000 è acquistato per 30 miliardi di lire dall'Inter,[1] pare anche su suggerimento dell'amico e connazionale Ronaldo al presidente Moratti[11]. Firma un triennale con opzione per il quarto anno da 4 miliardi di lire netti a stagione.[3] Il 5 settembre avviene la presentazione ufficiale.[12] L'esperienza all'Inter è fugace: con i nerazzurri scese in campo in otto partite ufficiali, di cui solo una in Serie A: il primo ottobre 2000 esordisce a Reggio Calabria contro la Reggina (2-1).[4] Segnò il suo unico gol "italiano" nella finale di Supercoppa persa 4-3 contro la Lazio. Non arrivando in grande condizione di forma[13][14], si rivela essere un giocatore lento[15] e con l'arrivo in panchina di Tardelli al posto di Marcello Lippi, Vampeta si trova relegato spesso in panchina, venendo schierato solamente per le partite di Coppa Italia e di Coppa UEFA.[16][14] Dopo tre mesi, il 10 dicembre successivo è messo fuori rosa su decisione dello stesso brasiliano,[17] che nel gennaio 2001 è ceduto al Paris Saint-Germain in cambio di Stéphane Dalmat.[18] In seguito disse di non amare né Milano né Parigi, preferendo sia le spiagge di Bahia sia l'Olanda.[4]

Oggi è considerato e riconosciuto come uno dei più grandi flop (o bidone) del calcio italiano.[1][19][4][20][10] Tornato in Brasile, nel 2001 il Flamengo cede Adriano all'Inter in cambio di metà del cartellino di Vampeta.[21][8]

Torna nuovamente al Corinthians, poi gioca al Vitoria (dove nei primi mesi del 2003 subisce un grave infortunio ai legamenti del ginocchio sinistro[8]) e in Kuwait, per poi ritornare nel Brasiliense e nel Goias, squadre minori brasiliane: in quest'ultima è ricordato per aver dichiarato che la sua squadra era piena di omosessuali.[4][8] Nel gennaio 2007 il Corinthians gli consente, su sua richiesta, di allenarsi con la squadra Juniores del club,[4] Vampeta accetta, e firma un contratto con la prima squadra. Passa al Clube Atlético Juventus nel 2008, dove si è ritirato.

Si candida alle elezioni brasiliane del 3 ottobre 2010 nelle file del Partido dos Trabalhadores di San Paolo.[22]

Nella primavera del 2011 torna al calcio giocato nelle file del Gremio Osasco, terza divisione paulista, dove firma un contratto per 450 euro mensili come giocatore e allenatore.[23]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha totalizzato 41 presenze e due reti con la maglia del Brasile, partecipando alla vittoriosa esperienza al campionato del mondo 2002 (giocando solo 18 minuti in tutta la competizione, nella prima partita, contro la Turchia), nonché alla Copa América 1999, competizione vinta anch'essa dalla Nazionale verdeoro. Nei giorni a seguire la vittoria al Mondiale 2002, quando i brasiliani stavano ancora festeggiando, Vampeta si ubriacò durante la visita del presidente della Repubblica brasiliano.[4]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

PSV Eindhoven: 1996-97
PSV Eindhoven: 1996, 1997
Corinthians: 1998
Corinthians: 2002

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Corinthians: 2000

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1999
2002

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Roberto Perrone, Vampeta, bidone da 30 miliardi in Il Corriere dello Sport, 18 settembre 2012. URL consultato il 21 novembre 2014.
  2. ^ Alberto Costa, Inter su Vampeta, idea-Barça per Baggio in Il Corriere della Sera, 05 agosto 2000, p. 41. URL consultato il 22 settembre 2009.
  3. ^ a b c d e f g Giancarla Ghisi, Vampeta all'Inter: «In Italia subito dopo Ferragosto» in Il Corriere della Sera, 12 agosto 2000, p. 38. URL consultato il 22 settembre 2009.
  4. ^ a b c d e f g h i Sebastiano Vernazza, Vampeta, sesso birra e futebol in Il Corriere della Sera, 13 gennaio 2007. URL consultato il 21 novembre 2014.
  5. ^ a b c d e f g h Roberto De Fonti, Vampeta, due gol all' Argentina Il Brasile ha una nuova stella in Il Corriere della Sera, 28 luglio 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  6. ^ a b c d e f g h Alessio Da Ronch e Bruno Bartolozzi, Vampeta tifa Fiorentina in La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 21 novembre 2014.
  7. ^ L'Inter prende Vampeta Milan, odissea Riquel in La Repubblica, 16 agosto 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  8. ^ a b c d Vampeta, 13 gennaio 2007
  9. ^ a b c d e Alessio Da Ronch, Antognoni conquistato da Vampeta: «E' un Tardelli moderno» in Il Corriere della Sera, 11 novembre 1999. URL consultato il 21 novembre 2014.
  10. ^ a b Fabio Monti, Vampeta e Pancev nerazzurri per sbaglio in Il Corriere della Sera, 11 ottobre 2011. URL consultato il 21 novembre 2014.
  11. ^ http://notizie.it.msn.com/ultime-sport/i-bidoni-del-calcio#image=21
  12. ^ Oggi l'Inter conosce Vampeta. Presentazione in diretta su Internet in Il Corriere della Sera, 5 settembre 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  13. ^ Vampeta è rientrato per convincere Tardelli «Chiedo scusa all'Inter» in Il Corriere della Sera, 23 novembre 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  14. ^ a b Fabio Monti, Vampeta vuole un'occasione in Il Corriere della Sera, 24 novembre 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  15. ^ Jonathan,ovvero il ritorno del bidone in Il Corriere della Sera, 7 gennaio 2013. URL consultato il 21 novembre 2014.
  16. ^ Fabio Monti, L'Inter risparmia forze e rilancia Vampeta in Il Corriere della Sera, 29 novembre 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  17. ^ Roberto Perrone e Chiara Basevi, L'Inter prepara uno scherzo turco a Firenze Vieri sembra affaticato: Tardelli mescola le carte ed è pronto a calare l'asso di coppa Sukur in Il Corriere della Sera, 10 dicembre 2000. URL consultato il 21 novembre 2014.
  18. ^ Fabio Monti, Tardelli: «Io contro Recoba? Allucinante» in Il Corriere della Sera, 17 gennaio 2001. URL consultato il 21 novembre 2014.
  19. ^ Calciopoli, Moggi va all'attacco Processo nato sulle chiacchiere in La Stampa, 27 settembre 2011. URL consultato il 21 novembre 2014.
  20. ^ Qual è il bidone dell'Inter degli ultimi 25 anni? in La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 21 novembre 2014.
  21. ^ Adriano firma con l' Inter per 5 anni ma forse verrà dato in prestito in Il Corriere della Sera, 10 agosto 2001. URL consultato il 21 novembre 2014.
  22. ^ Iacopo Iandiorio, Bebeto e Romario candidati Il Brasile '94 si dà alla politica in La Gazzetta dello Sport, 28 settembre 2010. URL consultato il 21 novembre 2014.
  23. ^ Franco De Simone, Vampeta torna al calcio per 450 euro al mese in Fcinternews.it, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]