Vamana

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Vamana con il re Mahabali

Vamana o Upendra è il quinto avatar di Viṣṇu, e la prima incarnazione della Seconda Epoca, o Treta Yuga; è anche il primo avatar di Viṣṇu ad avere forma umana, anche se come nano brahmino con un ombrello di legno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come nelle sue due precedenti incarnazioni Varâha e Narasimha, ancora una volta il nemico di Sri Viṣṇu è il re demoniaco di Dravida, Bali Chakravarthi, nipote di Hiranyakashipu.

Re Bali, nel tentativo di fortificare il suo trono di Re dei Tre Mondi (cioè dell'Universo), celebrò un gran numero di Yajña (preghiere/sacrifici); i Deva, e soprattutto Indra, divennero gelosi del potere e della popolarità di Mahabali, che a dispetto del suo potere si era dimostrato benevolo e generoso, a differenza dei suoi predecessori, e pregarono Shri Viṣṇu di porre un freno alla sua ascesa.

Al termine dell'ultimo Yajña di Re Bali, apparve Vamana, un fanciullo brahmino; il re fu deliziato che una creatura soprannaturale fosse stata inviata dagli dei, e gli offrì di esaudire un suo desiderio. Vamana chiese tanta terra quanta ne poteva coprire in tre passi, e Bali rise della richiesta, sottolineando la sua grande ricchezza e l'ampiezza del suo dominio; nondimeno acconsentì alla sua richiesta, ignorando l'avvertimento di Asuraguru e Sukracharya che si trattasse di un avatar di Mahaviṣṇu, tornato a sconfiggere ancora una volta la razza dei demoni, e provocando l'ira del suo maestro spirituale, Sukracharya, che lo maledisse.

Vamana crebbe di dimensione fino a sembrare infinito, e con un passo coprì tutto il mondo umano, poi con il secondo coprì tutto il cielo, ed avendo quindi esaurito il territorio di Re Bali, gli chiese dove avrebbe dovuto porre il suo terzo passo; per mantenere la sua promessa, questi gli offrì tutto ciò che gli era rimasto, e cioè la sua testa: perciò Vamana pose il suo piede sulla testa di Re Bali, spingendolo dolcemente negli Inferi.

Vamana insegnò a Re Bali che l'arroganza e l'orgoglio devono essere messi da parte per avere una vita felice, e che le ricchezze non devono essere mai date per scontate, perché ci possono essere tolte con estrema facilità. Viṣṇu fu molto compiaciuto di come Re Bali avesse mantenuto la sua promessa a dispetto della maledizione del suo maestro spirituale e della prospettiva di perdere tutto, perciò lo chiamò Mahabali riconoscendolo un mahatma (grande anima), e gli permise di tornare nel cielo insieme alle altre divinità, come già aveva fatto con Prahalada, il pio figlio di Hiranyashipu; inoltre gli concesse di dominare di nuovo il mondo nel prossimo yuga (l'era che nascerà dalle ceneri di questa).

Culto[modifica | modifica sorgente]

Si crede che Mahabali torni ogni anno nella terra della sua gente, per assicurarsi che vivano felici; questo avvenimento si celebra nella festa Onam a Kerala, dove è chiamato anche Maveli.

Uno dei templi dedicati a Vamana si trova nel Kanchipuram vicino al tempio di Kamakshi.

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