Valses nobles et sentimentales (Ravel)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valses nobles et sentimentales
Compositore Maurice Ravel
Tipo di composizione suite
Epoca di composizione Parigi, 1911
Prima esecuzione Parigi, 9 maggio 1911
Pubblicazione Parigi, 1911
Dedica Louis Aubert
Durata media 15 minuti
Movimenti
  1. Modéré
  2. Assez lent
  3. Modéré
  4. Assez animé
  5. Presque lent
  6. Assez vif
  7. Moins vif
  8. Epilogue: Lent

Valses nobles et sentimentales è una suite di valzer composti da Maurice Ravel.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Maurice Ravel al pianoforte (1912)

La partitura è costituita da una serie di otto valzer. Il titolo è un omaggio a Franz Schubert, autore attorno al 1823 di due raccolte di composizioni per pianoforte solo battezzate Valses nobles e Valses sentimentales[1]. Ravel pubblicò la versione per pianoforte solo nel 1911[2]. La prima esecuzione ebbe luogo il 9 maggio 1911 nel corso di una serata privata organizzata dalla Société Musicale Indépendante alla Salle Gaveau; primo interprete fu Louis Aubert, al quale peraltro Ravel aveva dedicato la composizione. Aubert eseguì le opere presentandole anonime e Ravel, presente al concerto, si divertì nel vedere alcuni convinti sostenitori della sua musica farsi beffe "di quei valzer aciduli e sghembi"[3].

L'anno successivo Ravel ne pubblicò la trascrizione per orchestra[4] su un'azione coreografica scritta dallo stesso Ravel. Nacque un balletto intitolato "Adélaïde, ou le langage des fleurs" (Adelaide, o il linguaggio dei fiori) rappresentato al Théâtre du Châtelet di Parigi nel 1912.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La partitura è costituita da una serie di otto valzer, ciascuno dei quali costituisce una interpretazione particolare del valzer viennese di cui Ravel stravolge gli stereotipi tradizionali, in particolare la linearità del caratteristico tempo ternario con sovrapposizioni ritmiche ambigue. La struttura formale dei valzer è invece relativamente semplice, essendo fondamentalmente costruita su due temi che si alternano[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Franz Schubert, Valses sentimentales D. 779, op. 50; Valses nobles D. 969, op. 77
  2. ^ Maurice Ravel, Valses nobles & sentimentales, pianoforte, Paris: Durand & C.ie, 1911, 25 pagine
  3. ^ a b Enzo Restagno, Ravel e l'anima delle cose, Milano: Il saggiatore, 2009 (Google libri)
  4. ^ Maurice Ravel, Valses nobles et sentimentales: pour orchestre, Paris: Durand & C.ie, 1912, partiturina (74 pagine)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • «Valses nobles et sentimentales e La valse». In: G. Salvetti, Il primo novecento a Parigi. Coll. Grande Storia della Musica, Milano: Fabbri, 1978, p. 66.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Musica classica