Valpromide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Valpromide
Valpromide.svg
Nome IUPAC
2-Propilpentanammide[1]
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C8H17NO
Massa molecolare (u) 143,23
Aspetto cristalli bianchi
Numero CAS [2430-27-5]
PubChem 71113
DrugBank DB04165
SMILES CCCC(CCC)c(:[nH2]):[o]
Indicazioni di sicurezza

Valpromide è una carbossammide derivata dell'acido valproico, utilizzata nel trattamento dell'epilessia e di alcuni disturbi affettivi. In Italia è venduta dalla società Sanofi-Aventis con il nome commerciale di Depamide nella forma farmaceutica di compresse gastroresistenti contenenti 300 mg di principio attivo.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

La molecola è uno psicofarmaco che svolge un’attività stabilizzante sulle psicosi, sia di tipo depressivo sia quelle caratterizzate da eccitamento ricorrente. È pure attiva nelle forme ciclotimiche tipiche, con alternanza di fasi depressive e fasi di eccitamento psicomotorio. L'attività anticomiziale del farmaco è sostanzialmente correlata ad un meccanismo di inibizione dell’impulso sinaptico legato all’attività dell'acido γ-amminobutirrico (GABA).[2] Valpromide inibisce l'enzima microsomiale umano epossido idrolasi, responsabile di una tappa del metabolismo della carbamazepina.[3][4][5]

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo somministrazione per via orale il composto è rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. L'assunzione del composto con il cibo riduce gli effetti avversi di tipo gastro-intestinale e nel contempo ne migliora l'assorbimento.[6][7] La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta circa 4 ore dopo l'assunzione. Nell'organismo, prevalentemente a livello intestinale,[8] valpromide viene in gran parte (80% circa) e rapidamente metabolizzata ad acido valproico, anch'esso dotato di proprietà anticonvulsivanti. Dopo circa 2-3 giorni di assunzioni regolari la molecola ed i suoi metaboliti raggiungono un tasso sierico stabile. Valpromide oltrepassa la barriera ematoencefalica e diffonde nel liquido cefalorachidiano. L’emivita dell’acido valproico, il principale metabolita attivo, è pari a circa 8-20 ore. L’eliminazione avviene sostanzialmente attraverso l'emuntorio renale, sia come farmaco immodificato sia come acido valproico o altri metaboliti.[9][10]

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco trova indicazione nel trattamento dell'epilessia generalizzata e focalizzata, nelle assenze e nelle mioclonie da piccolo male, nell'epilessia psicomotoria. È stato utilizzato come coadiuvante nei soggetti affetti da disturbo depressivo,[11] nell'eccitamento maniacale e nella agitazione psicomotoria correlata ad alterazioni cerebrali senili ed in soggetti con dipendenza da sostanze o tossicomani.[12][13]

Effetti collaterali e indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati segnalati casi di soggetti con disturbi gastrointestinali (dispepsia, nausea, vomito, dolore addominale epigastrico, diarrea). Più raramente si può verificare tendenza all'aumento degli enzimi epatici (AST ed ALT in particolare) e casi di pancreatite, talvolta fatale.

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità individuale nota verso il principio attivo oppure verso uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmaceutica. È inoltre controindicato negli individui con storia personale o familiare di epatopatia iatrogena (da farmaci), epatite acuta o cronica.

Sovradosaggio[modifica | modifica wikitesto]

In caso di sovradosaggio, accidentale o volontario, il paziente manifesta sonnolenza, sedazione marcata che può giungere fino al coma, ipotonia muscolare, iporeflessia, convulsioni, miosi, ipertensione intracranica cui può associarsi iperammoniemia, edema cerebrale, insufficienza respiratoria e insufficienza cardio-circolatoria potenzialmente fatali.[14] La sintomatologia in alcuni casi può essere ritrdata fino a 10-12 ore dopo l'ingestione acuta.[15]
Il trattamento del sovradosaggio deve essere intrapreso a livello ospedaliero. In caso di ingestione datante da poche ore (massimo una decina) è possibile ricorrere alla lavanda gastrica. Utile anche la diuresi osmotica (ricorrendo generalmente al glicerolo o mannitolo). Si devono attuare anche tutte le normali misure di supporto alle funzioni vitali mentre il paziente resta sotto attento monitoraggio cardiaco e respiratorio. Nei casi più gravi può essere necessario ricorrere alla dialisi o all'exsanguino-trasfusione.

Gravidanza e allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi non esistono dati sicuri ed affidabili sull'utilizzo di valpromide sufficienti per valutarne il profilo di sicurezza d'impiego in donne in stato di gravidanza. È noto che nei figli di donne epilettiche che assumono antiepilettici durante la gestazione, il tasso complessivo di malformazioni (malformazioni cardiovascolari, labioschisi) e di autismo è superiore 2-3 volte rispetto al tasso normale. Tuttavia non è stato ancora chiarito quale percentuale di queste malformazioni sia da attribuire alla malattia di base e quale al farmaco. In caso di gravidanza l'improvvisa interruzione della terapia non è comunque auspicabile potendo condurre a ripetuti attacchi epilettici con gravi conseguenze sia per la madre sia per il feto.

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dipropilacetamide - Compound Summary in PubChem Compound, USA, National Center for Biotechnology Information, 24 giugno 2005, Identification and Related Records. URL consultato il 21 febbraio 2012.
  2. ^ G. CARRAZ, Darbon; S. Lebreton; H. Beriel, [Pharmacodynamic properties of 2,2-dipropylacetic acid and its derivatives. 4th report: 2,2-dipropylacetamide]. in Therapie, vol. 19, pp. 468-76, PMID 14138084.
  3. ^ GM. Pacifici, M. Franchi; C. Bencini; A. Rane, Valpromide inhibits human epoxide hydrolase. in Br J Clin Pharmacol, vol. 22, nº 3, Set 1986, pp. 269-74, PMID 3094569.
  4. ^ F. Pisani, A. Fazio; G. Oteri; E. Spina; E. Perucca; L. Bertilsson, Effect of valpromide on the pharmacokinetics of carbamazepine-10, 11-epoxide. in Br J Clin Pharmacol, vol. 25, nº 5, Mag 1988, pp. 611-3, PMID 3136790.
  5. ^ BM. Kerr, AE. Rettie; AC. Eddy; P. Loiseau; M. Guyot; AJ. Wilensky; RH. Levy, Inhibition of human liver microsomal epoxide hydrolase by valproate and valpromide: in vitro/in vivo correlation. in Clin Pharmacol Ther, vol. 46, nº 1, Lug 1989, pp. 82-93, PMID 2501059.
  6. ^ F. Pisani, AA. D'Agostino; A. Fazio; G. Oteri; G. Primerano; R. Di Perri, Increased dipropylacetic acid bioavailability from dipropylacetamide by food. in Epilepsia, vol. 23, nº 2, aprile 1982, pp. 115-21, PMID 6804222.
  7. ^ M. Bialer, A. Rubinstein; I. Raz; O. Abramsky, Pharmacokinetics of valpromide after oral administration of a solution and a tablet to healthy volunteers. in Eur J Clin Pharmacol, vol. 27, nº 4, 1984, pp. 501-3, PMID 6440792.
  8. ^ G. Benjelloun, K. Blandin; P. Fossati, [Valpromide, Valproic acid and removal of small intestine in the treatment of a chronic depression: a case report]. in Encephale, vol. 30, nº 4, pp. 400-3, PMID 15538315.
  9. ^ M. Bialer, Clinical pharmacology of valpromide. in Clin Pharmacokinet, vol. 20, nº 2, febbraio 1991, pp. 114-22, DOI:10.2165/00003088-199120020-00003, PMID 2029804.
  10. ^ F. Pisani, R. Di Perri, Some clinical pharmacological aspects of n-dipropylacetamide. in Ital J Neurol Sci, vol. 1, nº 4, Ott 1980, pp. 245-9, PMID 6802780.
  11. ^ PA. Lambert, G. Carraz; S. Borselli; M. Bouchardy, [Dipropylacetamide in the treatment of manic-depressive psychosis]. in Encephale, vol. 1, nº 1, 1975, pp. 25-31, PMID 1132367.
  12. ^ E. Vencovský, E. Peterová; J. Kabes, [Preventive effect of dipropylacetamide in bipolar manic-depressive psychoses]. in Psychiatr Neurol Med Psychol (Leipz), vol. 39, nº 6, Giu 1987, pp. 362-4, PMID 3116572.
  13. ^ AC. Altamura, R. Basile; M. Mauri; CL. Cazzullo, [Valpromide (Depamide) in the treatment of acute psychotic states. Open clinical study]. in Acta Psychiatr Belg, vol. 86, nº 3, pp. 297-304, PMID 2875606.
  14. ^ P. Bourrier, N. Varache; P. Alquier; D. Rabier; P. Kamoun; G. Lorre; G. Alhayek, [Cerebral edema with hyperammonemia in valpromide poisoning. Manifestation in an adult, of a partial deficit in type I carbamylphosphate synthetase]. in Presse Med, vol. 17, nº 39, novembre 1988, pp. 2063-6, PMID 2974563.
  15. ^ C. Payen, P. Frantz; O. Martin; F. Parant; M. Moulsma; C. Pulce; J. Descotes, Delayed toxicity following acute ingestion of valpromide. in Hum Exp Toxicol, vol. 23, nº 3, marzo 2004, pp. 145-8, PMID 15119534.
  16. ^ S. Vandel, G. Bertschy; JM. Jounet; G. Allers, Valpromide increases the plasma concentrations of amitriptyline and its metabolite nortriptyline in depressive patients. in Ther Drug Monit, vol. 10, nº 4, 1988, pp. 386-9, PMID 3144066.
  17. ^ G. Bertschy, S. Vandel; JM. Jounet; G. Allers, [Valpromide-amitriptyline interaction. Increase in the bioavailability of amitriptyline and nortriptyline caused by valpromide]. in Encephale, vol. 16, nº 1, pp. 43-5, PMID 2109680.