Valerio del Bierzo

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San Valerio del Bierzo

Asceta e scrittore

Nascita ?
Morte 695
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 21 febbraio

Valerio del Bierzo (... – 695) fu un monaco ed asceta spagnolo del VII secolo; fu anche scrittore e cronista del suo tempo. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sue opera autobiografica Valerio descrive come fuggì il mondo a Compludo e poi nel suo eremitaggio deserto fuori della città spagnola di Astorga.[1]

Dopo il dissidio con un prete del luogo, alcune persone di buona volontà eressero una chiesa per lui in un luogo chiamato Ebronanto, ove egli visse come un eremita in una cella presso l'altare, ricevendo cibo ed altri beni di consumo dal proprietario del terreno.[2] Tuttavia il proprietario, un certo Ricimero, decise di abbattere la chiesa per costruirne una nuova, apparentemente con l'intento di affidarla a Valerio come parroco. [2] Ma questi vide la cosa come un attacco del demonio, intento a distruggere la sua vita di clausura, e la sua vita fu risparmiata a mala pena quando la vecchia chiesa crollò, uccidendo invece il Ricimero.[2] Più avanti Valerio fu raggiunto dal nipote e da un servo ed il terzetto eresse una piccola chiesa su una collina vicina.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Di Valerio sono sopravvissute alcune opere che comprendono: tre brevi rapporti sulle visioni che il monaco ebbe in merito all'aldilà; il sommario di un pellegrinaggio in Terrasanta effettuato da un'asceta del IV secolo, certa Egeria o Eteria;[3] un piccolo corpo di componimenti poetici;[3] una Vita Sancti Fructuosi ("vita di san Fruttuoso"), agiografia di San Fruttuoso di Braga,[senza fonte] ed un breve trattato sulla vita monastica dal titolo De génere monachorum ("Il genere monastico").

Di particolare valore storico sono tre brevi scritti autobiografici, ove egli descrive le difficoltà e le persecuzioni che egli stesso dovette subire ad opera del clero e della popolazione locale.[3] Egli evidenzia in particolare le sue sofferenze, molte delle quali ritiene inflittegli direttamente dal demonio.[4]

Gli è stata anche attribuita una vera e propria autobiografia, basata su un monologo confessionale scritto per sant'Ildefonso di Toledo, arcivescovo di Toledo, dal titolo Líber Prosopopoeia Imbecillitatis Própriae, che tuttavia non ci è pervenuto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maribel Dietz, (2005), Wandering monks, virgins, and pilgrims: ascetic travel in the Mediterranean, pages 183-4, Penn State Press
  2. ^ a b c d (EN) Roger Collins, (2004), Visigothic Spain, 409-711, page 201-2. Wiley-Blackwell
  3. ^ a b c (EN) Roger Collins, (1995), Early medieval Spain: unity in diversity, 400-1000, page 85. Palgrave Macmillan.
  4. ^ (EN) "Valerio of Bierzo" entry in New Catholic Encyclopedia, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Consuelo María Aherne, (1949), Valerio of Bierzo: An ascetic of the late Visigothic period.