Valdrada (Longobardi)

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Valdrada o Waldrada o Valderada (... – ...) fu regina dei Franchi Sali d'Austrasia, sino al 555, quale moglie del merovingio Teodebaldo, poi sposò Clotario I, che nel 558, divenne l'unico re dei Franchi. Infine, dopo essere stata ripudiata, prima del 561, divenne la moglie del duca di Baviera.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Era la figlia secondogenita del re dei Longobardi Vacone e della sua seconda moglie, Austrigusa, figlia del re dei Gepidi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Origo gentis Langobardorum[1] e Paolo Diacono[2] citano Valdrada e la sorella primogenita, Visigarda, quali figlie di Vacone e Austrigusa e precisano che Visigarda ebbe come marito il re dei Franchi Teodeberto I e Valdrada il re dei Franchi, Teodebaldo (Scusualdo o Cusupaldo), e dopo il primo duca di Baviera Garibaldo.

Secondo il vescovo Gregorio di Tours (536597), dopo la morte di Teodeberto I, il figlio Teodebaldo gli succedette sul trono di Austrasia e, appena raggiunse la maggior età, rinnovò il legame dinastico con i Longobardi, sposando Valdrada, la sorella di Visigarda, la defunta seconda moglie di suo padre[3]. Sempre secondo Gregorio di Tours, Teodebaldo era di indole malvagia e durante il suo regno si manifestarono numerosi avvenimenti funesti, che preannunciarono la morte del re[3]. Teodebaldo infatti fu colpito da un malore che gli paralizzò gli arti inferiori e poco dopo morì[3].

Valdrada rimase vedova, e non avendo avuto figli, il regno di Teodebaldo passò al prozio Clotario I, che senza indugiare si prese anche Valdrada come moglie[3]. A seguito dei rimproveri dei sacerdoti Clotario I abbandonò (ripudiò) Valdrada, che fu consegnata al duca dei Bavari Garibaldo[3], che divenne il suo terzo marito e che verso la fine del VI secolo divenne re di Baviera. La coppia ebbe due figli: Gundoaldo ( ? -612), duca di Asti[4] e Teodolinda (570 circa-627), regina d'Italia[4].

Di Valderada non si conosce l'anno della morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Origo gentis Langobardorum, 4.
  2. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, I, 21.
  3. ^ a b c d e Gregorio di Tours, Historia Francorum, IV, 9
  4. ^ a b Origo gentis Langobardorum, 6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • L.M. Hartmann, L'Italia sotto i longobardi in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 780-809.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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