Vado... l'ammazzo e torno

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Vado... l'ammazzo e torno
Vado,l'ammazzo e torno.l'assicuratore.jpg
L'assicuratore ingannato dallo Straniero
Titolo originale Vado... l'ammazzo e torno
Paese di produzione Italia
Anno 1967
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere western
Regia Enzo G. Castellari
Soggetto Romolo Guerrieri, Sauro Scavolini
Sceneggiatura Enzo G. Castellari, Tito Carpi, Giovanni Simonelli
Produttore Edmondo Amati
Fotografia Giovanni Bergamini
Montaggio Tatiana Casini
Musiche Francesco De Masi
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Dario Cecchi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« L'ho sempre detto io: quando si spara ad una carogna, bisogna sparare per uccidere! »
(Lo Straniero a Monedero, dopo averlo salvato ed essere stato tradito)

Vado... l'ammazzo e torno è un film del 1967, diretto da Enzo G. Castellari.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Monetero e la sua banda assaltano un treno con 300.000 dollari d'oro. Nonostante il convoglio fosse pesantemente difeso dall'esercito, la rapina riesce, ma Pajondo, un uomo della banda di Monetero, approfitta della fiducia concessagli e scappa col bottino.

L'assalto al treno

Lo Straniero, un bounty-killer, approfitta dell'occasione per trovare Monetero, a cui dava la caccia da molto tempo. Monetero, recandosi verso il confine col Messico (attraverso il quale sicuramente Pajondo avrebbe provato a scappare), trova il traditore e lo costringe a parlare. Pajondo fa in tempo solo a dargli una medaglia dicendogli che è la strada per arrivare al tesoro: nello stesso istante infatti, anche l'esercito arriva sul posto, uccide Pajondo e arresta Monetero. Monetero viene torturato, ma neppure lui sa dov'è il tesoro perciò viene condannato a morte. Contrario alla sentenza è Clayton, un banchiere incaricato dalla banca centrale di recuperare il bottino ad ogni costo. Lo Straniero però, fingendosi un prete, entra nella cella di Monetero e gli promette la libertà in cambio di una parte del bottino.

« Amico, ho 300.000 ragioni per tirarti fuori di qui... però mi accontento della metà »
(Lo Straniero a Monetero in carcere)

Monetero, non fidandosi, spacca in due la medaglia di Pajondo e gliene dà un pezzo. Il giorno dopo però, prima dell'esecuzione, Clayton vede la medaglia spaccata al collo di Monedero, e insospettitosi, gliela prende. Durante l'esecuzione, come promesso, lo Straniero crea un diversivo e finge di uccidere Monetero.

La pittoresca cittadina al confine tra Stati Uniti e Messico

Appena fuori dal forte però, gli uomini di Monetero lo stanno aspettando: si riprendono la metà della medaglia dallo Straniero ma lo lasciano vivo, riconoscenti per aver salvato il loro capo. Clayton nel frattempo sta cercando di ricostruire la medaglia con la metà che è in suo possesso, grazie ad un annuario con tutti gli stemmi dei proprietari terrieri del posto, ma non ci riesce. Inoltre, gli uomini di Monetero cercano di riprendergli la metà della medaglia in suo possesso, ma con un tempestivo intervento, lo Straniero li uccide tutti e si allea con Clayton. La mattina dopo però Monetero manda molti più uomini a rapire Clayton e lo Straniero lo lascia rapire. Seguendo i banditi a distanza, riesce a trovare il nascondiglio di Monetero e a sentire l'interrogatorio: scopre così che Clayton e Monetero erano d'accordo fin dall'inizio per rubare l'oro e dividerselo. Clayton promette a Monetero di consegnargli lo Straniero, e si fa dare la metà della medaglia in possesso di Monetero per completare le ricerche.

Il mexican standoff finale

Quando Clayton torna in città con la medaglia intera, lo Straniero gli dice di sapere dei suoi accordi segreti col bandito, ma egli non sa leggere, perciò ha bisogno di Clayton per decifrargli il libro. Con la medaglia intera scoprono che quello è lo stemma dei Montigo, una famiglia che nel 1750 possedeva un territorio poco distante dalla città nel quale si trovano ancora delle rovine. Proprio in questo momento però arrivano gli uomini di Monetero a cercare Clayton, e nella confusione che ne scaturisce, lo Straniero riesce a scappare. Clayton e Monetero si recano alle rovine, dove trovano lo Straniero ad aspettarli. Questi, piuttosto che vivere con i due nemici, preferisce spartire con loro il bottino, e dopo un teso mexican standoff gli altri due accettano, e scaricano le pistole su delle canne di un organo nel quale lo Straniero aveva nascosto l'oro.

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

  • Vado... l'ammazzo e torno è una battuta di Tuco (Eli Wallach) ne Il buono, il brutto, il cattivo. Ma i riferimenti non si esauriscono qui: il film stesso, ricalca la trama di quello di Sergio Leone, con tre uomini alla ricerca di un tesoro nascosto; inoltre, nella scena iniziale del film, i tre banditi che arrivano in città richiamano chiaramente i personaggi Django/Franco Nero, il colonnello Mortimer/Lee Van Cleef e l'uomo senza nome/Clint Eastwood. Inoltre la scena in cui Lawrence Blackman e Lo straniero si guardano a vicenda attraverso il binocolo è una citazione all'analoga scena tra il Colonnello Mortimer e il Monco nel film Per qualche dollaro in più.
I tre banditi abbigliati come Tuco, Sentenza e Biondo ne Il buono, il brutto, il cattivo
Enzo G. Castellari sul set del film

Titoli per l'estero[modifica | modifica wikitesto]

All'estero il film è uscito come:

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

  1. Vento E Whisky
  2. Stranger (Performed By Raul)
  3. Dead's Looking Out
  4. Mexico Western
  5. Monetero's Plan
  6. La Marcia Del Gamberetto
  7. Deadly Waiting
  8. That's Your Turn, Monetero!
  9. Riding And Whistling

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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