VY Canis Majoris
| VY Canis Majoris | |
|---|---|
| La stella, circondata da un guscio di materia emessa dalla stessa, ripresa nel visibile dal Telescopio spaziale Hubble | |
| Classificazione | Ipergigante rossa |
| Classe spettrale | M3/M4 0 |
| Tipo di variabile | Variabile irregolare pulsante LC |
| Distanza dal Sole | 5000 anni luce (1500 parsec) |
| Costellazione | Cane Maggiore |
| Coordinate | |
| Ascensione retta | 07h 22m 58,29s |
| Declinazione | -25° 46′ 03,5″ |
| Dati fisici | |
| Raggio medio | 2000 R⊙ |
| Massa |
30-40 M⊙
|
| Luminosità |
500 000 L⊙
|
| Metallicità | ? |
| Età stimata | ? |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine apparente da Terra |
7,4 – 9,6 |
| Magnitudine ass. | -9,4 |
| Nomenclature alternative | |
| VY CMa, HIP 35793, HD 58061 | |
VY Canis Majoris (VY CMa) è una stella ipergigante rossa variabile irregolare situata nella costellazione del Cane Maggiore. È probabilmente la stella più grande conosciuta e, in virtù delle sue dimensioni, una delle più luminose della Via Lattea.
Indice |
[modifica] Caratteristiche
L'astrofisica Roberta M. Humphreys ha ipotizzato nel 2006 che questa imponente stella avesse un raggio 1800-2100 volte più grande di quello del Sole.[1] Se questa stella si trovasse al posto del Sole, i suoi strati più esterni si estenderebbero oltre l'orbita di Saturno. Altro mezzo di comparazione potrebbe essere il fatto che la luce, che impiega poco più di un secondo dalla Terra alla Luna, avrebbe bisogno di quasi 8 ore per fare un giro completo attorno alla stella. La Humphreys ha recentemente ipotizzato che il raggio massimo possibile per una stella sia circa 2600 volte quello del Sole.[2]
Vi sono due diverse opinioni riguardo allo stato di VY CMa: la prima (con cui concorda Roberta M. Humphreys) è che la stella sia una luminosissima ipergigante rossa;[1] la seconda (con la quale concordano Massey, Levesque, e Plez) è che la stella sia una normale supergigante rossa, ridimensionata ad "appena" 600 raggi solari; in questo caso l'imponente stella ingloberebbe l'orbita di Marte.[3]
La distanza della stella da Terra, stimata in 1500 parsec (circa 5000 anni luce), la rende, nonostante le eccezionali dimensioni, assolutamente invisibile ad occhio nudo: infatti, nonostante sia 500.000 volte più luminosa del Sole, la stella possiede una magnitudine apparente che varia in modo irregolare tra 7,4 e 9,6. Data la grande massa dell'astro, stimata in 30–40 volte quella della nostra stella, gli astrofisici ritengono che esso concluderà la propria esistenza esplodendo in supernova.
VY CMa sembra essere anche un sistema multiplo, costituito forse da 6 componenti fisiche.
[modifica] Fenomeni esplosivi e perdita di massa
VY Canis Majoris sta espellendo grandi quantità di materia ad un ritmo molto intenso. La stella si trova infatti in una fase molto instabile della propria evoluzione, prossima ormai alla sua conclusione, caratterizzata da potenti eruzioni, durante le quali la stella perde circa 10 volte più massa di quanto non ne perda tramite il vento stellare. La materia, emessa durante le eruzioni, ha costituito attorno all'astro una serie di anelli, archi e noduli in espansione. Si stima che nel corso degli ultimi mille anni la stella abbia sperimentato un gran numero di queste eruzioni.[4]
Un team di astronomi, capitanato dalla Humphreys, ha puntato il telescopio spaziale Hubble su VY CMa con l'obiettivo di misurare con precisione la velocità, la direzione dei getti e la polarizzazione della luce emessa dall'astro, che indica la presenza di polveri. Combinando i dati dell'Hubble con quelli ottenuti dal telescopio Keck, situato nelle Hawaii, è stato possibile effettuarne una ricostruzione tridimensionale. Tale ricostruzione ha mostrato che la perdita di massa della stella è molto più complessa di quanto ci si aspettasse.[1]
Le immagini hanno mostrato la complessità delle forme assunte dalla materia espulsa dalla stella. È apparso subito evidente che gli archi e i noduli siano comparsi in tempi diversi; i getti sono orientati in modo casuale, il che induce a ritenere che derivino da esplosioni avvenute in regioni attive della fotosfera stellare.[4]
I dati spettroscopici ottenuti da Terra hanno permesso di scoprire che i getti si allontanano dalla stella a differenti velocità, indice del fatto che si siano verificati in tempi diversi e traggano origine da aree diverse della superficie stellare. Gli archi di materia più esterni sono stati espulsi circa 1000 anni fa, mentre le strutture più prossime all'astro avrebbero un'età non superiore a 50 anni.[4]
L'energia che alimenta questi fenomeni è fornita dal campo magnetico dell'astro.
[modifica] Presenza di composti nell'involucro gassoso
Nel 2007 un gruppo di astronomi, servendosi del radiotelescopio di Mount Graham (Arizona), scoprì la presenza, nella nebulosità circostante la stella, di una grande quantità di composti chimici;[5] tra di essi, in particolare sono stati scoperti acido cianidrico (HCN), monossido di silicio (SiO), cloruro di sodio (NaCl) ed una particolare molecola, il nitruro di fosforo (PN),[5] in cui un atomo di fosforo lega un atomo di azoto. I composti del fosforo rivestono una particolare importanza in astrobiologia, poiché questo elemento, sebbene sia relativamente raro nell'universo, costituisce una componente chiave di alcune delle principali biomolecole, come gli acidi nucleici (DNA ed RNA).
[modifica] Note
- ^ a b c VY Canis Majoris: The Astrophysical Basis of Its Luminosity. arXiv. URL consultato il 15-05-2007.
- ^ Fraser Cain. What is the Biggest Star in the Universe?. Universe Today
- ^ Philip Massey, Emily M. Levesque, Bertrand Plez (11 aprile 2006). Bringing VY Canis Majoris Down to Size: An Improved Determination of Its Effective Temperature. arXiv. URL consultato il 15-05-2007.
- ^ a b c Massicce eruzioni da una stella mastodontica. URL consultato il 09-10-2008.
- ^ a b VY Canis Majoris. URL consultato il 09-10-2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su VY Canis Majoris
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) V* VY CMa -- Pulsating variable Star
- (EN) VY Canis Majoris: The Astrophysical Basis of Its Luminosity
- (EN) Bringing VY Canis Majoris Down to Size: An Improved Determination of Its Effective Temperature
- (EN)HubbleSite NewsCenter - Astronomers Map a Hypergiant Star's Massive Outbursts
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