V2-Day

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Il logo e lo slogan del V2-Day.

Il V2-Day è stata un'iniziativa popolare che segue il V-Day, organizzato da Beppe Grillo, finalizzata alla raccolta firme per esercitare il diritto di referendum. Lo slogan della manifestazione è Libera informazione in libero Stato. Il giorno della manifestazione è stato il 25 aprile 2008. Le partecipazioni al primo V-Day furono in 200 piazze italiane, con una raccolta di circa 300 000 firme che superò di netto il minimo di 50 000, necessario per il deposito alla corte di cassazione. In questa seconda raccolta firme, invece, in cui viene richiesta l'abrogazione di tre leggi, il numero necessario per il deposito delle firme alla corte di cassazione è di 500 000 firme. Per quest'iniziativa, Grillo è riuscito ad ottenere circa 1 300 000 firme in un giorno solo, circa 450 000 per ogni singolo quesito, in oltre 500 piazze italiane e all'estero.[1] Manca quindi relativamente ancora poco per ottenere il quorum (anche se è dubbio che le firme precedenti il 6 maggio possano essere utilizzate, si legga più sotto), tuttavia nei vari meetup si vuole raggiungere il tetto di 800 000 firme.

Come per il primo V-Day, l'evento è stato seguito integralmente in diretta dall'emittente satellitare EcoTv (canale 906 di SKY) presente con le sue telecamere a Torino in Piazza San Carlo, ma anche in molte delle altre piazze italiane dove erano presenti i meet-up per la raccolta firme.[2]

Le tre abrogazioni chieste nei tre referendum sono: l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione del Testo Unico Gasparri.

Indice

[modifica] Le tre proposte

[modifica] L'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria

Cartellone presente al Gazebo di Piazza della Repubblica, a Firenze

Con la legge 416/1981, che regola il finanziamento pubblico a testate giornalistiche di partito, si è creato un legame di dipendenza finanziaria tra i partiti politici e l'informazione.

L'informazione non libera è una delle critiche che vengono più spesso riferite all'informazione italiana. Il controllo dell'informazione è un sintomo di regime totalitario, in antitesi con la democrazia.

Le testate giornalistiche sono storicamente di parte, ma questo non negava loro la possibilità di essere apartitiche. Con la riforma del 1981 è più facile per un giornale legarsi ad un partito affinché riceva sovvenzioni statali. Per essere dichiarato di partito, ad un giornale è sufficiente il benestare di due parlamentari. Le sovvenzioni sono proporzionali alle copie prodotte e non a quelle effettivamente vendute. Questa possibilità per gli editori ha legato le principali testate, non di partito, ad una dipendenza dalla politica, creando un regime di informazione controllata.

Il controllo dell'informazione viene associato a forme di distopia romanzesche come 1984, o regimi non democratici come quello cinese, ma una minima influenza politica sull'informazione è sufficiente a distorcere la realtà all'interno della quantità di informazioni comunicate da un giornale; per questo motivo l'abolizione del finanziamento pubblico, serve ad assicurare ai cittadini un'informazione meno influenzata dalla realtà politica.

Daniela Santanchè candidata per La Destra-Fiamma Tricolore e Antonio di Pietro de L'Italia dei valori, criticano il finanziamento pubblico ai giornali di partito[3], in quanto obiettivo di taglio alla spesa pubblica. In particolare l'Italia dei valori, dopo aver apertamente appoggiato la prima edizione del V-Day, si è offerta di contribuire attivamente alla raccolta delle firme indetta dal V2-Day[4] [5].

L'alternativa corrente alle testate finanziate dai partiti è rappresentata dai quotidiani online e dai quotidiani gratuiti.

[modifica] L'abolizione dell'ordine dei giornalisti

Per approfondire, vedi la voce Ordine dei giornalisti.
Gazebo per le firme, Piazza della Repubblica, a Firenze

L'Ordine dei giornalisti è stato fondato da Benito Mussolini nel 1925. L'ultima riforma competente risale al 1963, L'Italia è l'unico stato ad avere questo elemento che limita l'accesso alla professione di giornalista. [6]

La natura repressiva dell'ordine è stata evidente quando le pubblicazioni internet sono state paragonate a "prodotti editoriali" e come tali richiedono di essere pubblicati da un giornalista iscritto all'albo [7][8].

[modifica] L'abolizione del Testo Unico Gasparri

Il Testo Unico del 31 luglio 2005 (D.Lgs. 177) detta Legge Gasparri dall'omonimo On. Maurizio Gasparri, rappresenta il quadro normativo della radiotelevisione. La legge è stata dichiarata invalida dalla Comunità Europea[9]. Se entro il 2009 non sarà stata abrogata, lo Stato Italiano potrà essere sanzionato dalla UE con multe di 300-400 mila euro al giorno, retroattive fino al 2006.

L'effetto a breve termine del Testo Unico Gasparri è il rafforzo del duopolio Mediaset-Rai, a medio termine questo si traduce in una conservazione dei mass media impedendo la crescita di fonti alternative [senza fonte] .

Questa limitazione dell'informazione, che lascia i sei canali più fruiti dagli italiani legati ai partiti, è la principale causa di disinformazione [senza fonte]. Marco Travaglio ha riassunto alcuni principi di disinformazione in un video.

[modifica] Critiche all'iniziativa

Non sono poche le critiche mosse al V2-day di Beppe Grillo. Anzitutto esiste un serio dubbio di validità delle firme che verranno raccolte e che costituiranno la richiesta di referendum. La legge n. 352 del 1970 infatti dichiara non valide le richieste di referendum depositate prima che siano decorsi i sei mesi dalla data di convocazione dei comizi elettorali. A riguardo interessante l'inchiesta condotta da Radio Radicale conclusasi con un dossier di Alessandro Massari [10]. In estrema sintesi, essendo valide solo le firme raccolte nei tre mesi precedenti il deposito, fermo restando che il semestre dalla convocazione dei comizi scade il 6 agosto e presupponendo il deposito delle firme il 7 agosto (il primo giorno utile), sarebbero valide solo le firme raccolte dal 6 maggio in poi. Sempre secondo lo stesso documento, l'unica via d'uscita sarebbe una deroga concessa per legge o atto con forza equivalente, come d'altronde è già avvenuto in passato.[senza fonte]

In secondo luogo è parere di molti opinionisti che il finanziamento pubblico ai giornali non sia sbagliato nel principio, ma nell'applicazione. Infatti, come afferma Piero Ricca sul suo blog l'abrogazione della legge comporterebbe la sparizione di numerose testate che si occupano di informazione di nicchia e di qualità. Lo stesso Roberto Natale presidente della FNSI ha affermato la necessità di modificare i criteri di distribuzione dei finanziamenti statali, condannandone l'abrogazione, proprio nei giorni immediatamente precedenti al V2-Day.

Un'altra critica è quella mossa da Paolo Barnard, ex giornalista di Report, sul modo stesso in cui il V2-Day viene organizzato e sulla figura mediatica di Beppe Grillo. Scrive infatti Paolo Barnard: "i nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Zanotelli, Ciotti, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose (talvolta) egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante, e che pochi ancora comprendono nella sua ampiezza e implicazioni. Quale danno? Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta".[senza fonte]

Ulteriore critica quella mossa nel libro Webbe Grillo da Gaetano e Ivan Filice, nella quale viene messo in relazione (come possibile conflitto di interesse) il video Prometeus, nel quale i produttori di Beppe Grillo (la Casaleggio associati, che operano come editori sul web), auspicano la fine del finanziamento pubblico ai giornali affinché la stampa scompaia e la rete divenga il nuovo quarto potere, e il secondo quesito referendario posto dal comico.

[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

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