Völva

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Due völur
Illustrazione di Carl Larsson (1893).
Rappresentazione di una völva su di un francobollo delle Isole Faroesi, ideato da Anker Eli Petersen (2003).

La völva (o vala, plurale völur) è una maga esperta nella divinazione e negli oracoli: veniva consultata anche dagli dèi, ai quali predisse le vicissitudini future della famiglia divina (cioè la morte di Balder e la fine dell'universo).

È una veggente e una sacerdotessa presso il popolo dei Germani e nei paesi nordici (esempio völve di Olaf).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

In norreno antico völva significa "portatrice della bacchetta" o "portatrice del bastone magico"[1]. Deriva dal proto-germanico *walwōn, collegato alla parola "wand", bacchetta (in norreno vole, vǫlr).[2] Vala, viceversa, è una forma letteraria di Völva[2].

Spákona o spækona è "veggente, colui che vede", dall'antico norreno spá o spæ, radice comune con il termine inglese "spy", col latino specio (io vedo"), tramite il proto-germanico *spah- e il sanscrito spáçati, páçyati ("vede"), quindi col proto-indoeuropeo *(s)peḱ (vedere, osservare)[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mercatante & Dow 2004, II:893.
  2. ^ a b Hellquist 1922:1081
  3. ^ Hellquist 1922:851
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