Utilizzi medici dell'argento

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Gli utilizzi medici dell'argento includono la sua incorporazione in garze per ferite, creme, e come rivestimento germicida in dispositivi medici. È comune nella pratica medica l'utilizzo di bende contenenti sulfadiazina-argentica oppure nanoparticelle di argento che possono essere utilizzati in infezioni esterne (come quelle nell'ustione),[1][2][3] ma esiste poca evidenza in letteratura per sostenere questo utilizzo.[4] Esiste una crescente evidenza che rivestimenti in argento per dispositivi intra-corporei (catetere urinario, tubo endotracheale) possono ridurre l'incidenza di infezioni del tratto urinario e della pneumonia associata alla ventilazione passiva.[5][6]

Il catione d'argento (Ag+) è bioattivo è a basse concentrazioni uccide velocemente i batteri in vitro. L'argento mostra una relativa bassa tossicità nell'organismo umano, e rischi minimi sono attesi a causa dell'esposizione clinica per inalazione, ingestione, applicazione dermica.[7] L'argento nanoparticellare tuttavia si è dimostrato a più riprese tossico per inalazione e per ingestione, pertanto si sta ricercando una formulazione che non abbia il problema della tossicità come accade nelle nanoparticelle (colloidi).

Il cosiddetto argento colloidale presenta sì effetti contro i microorganismi ma è conosciuta la sua elevata tossicità e l'elevato pericolo di accumulo e per questo il suo utilizzo è stato per la maggior parte sostituito sin dagli anni 1940 seguendo lo sviluppo di antibiotici più sicuri ed efficaci.[8][9] Sin dagli anni 1990, l'argento colloidale viene propagandato come medicina alternativa, spesso dichiarato virtualmente come una panacea.

I prodotti a base di argento colloidale sono disponibili in molti paesi anche come integratori dietetici e rimedi omeopatici, tuttavia in Europa come negli Stati Uniti i prodotti a base colloidale sono vietati per uso interno per il pericolo di accumulo di nanoparticelle. Va comunque ricordato che in uno studio apparso su varie riviste internazionali è stato riscontrato che soluzioni di argento utilizzate in associazione con antibiotici aumentano la potenza di questi ultimi contro i batteri patogeni gram-negativi.[10] Inoltre c'è da considerare che gran parte del pericolo deriva dalla forma nanoparticellare altresì non si riscontrano effetti avversi al suo utilizzo.

Sono comunque disponibili, recentemente, delle forme alternative più sicure e atossiche di argento, come le forme complessate in cui il catione risulta contornato da anioni e quindi tenuto stabile. Una volta che viene assunto, il complesso metastabile si dissolve rilasciando ioni argento che, svolta l'azione biocida, vengono poi espulsi dal corpo poiché si legano superficialmente con le proteine di trasporto, venendo così complessati da queste, e trasportati dal circolo sanguigno e linfatico fino all'espulsione, impedendo così l'accumulo come nel caso dell'argento colloidale.[11]

Collegamenti esterni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Atiyeh BS, Costagliola M, Hayek SN, Dibo SA, Effect of silver on burn wound infection control and healing: review of the literature in Burns, vol. 33, nº 2, 2007, pp. 139–48, DOI:10.1016/j.burns.2006.06.010, PMID 17137719.
  2. ^ Qin Y, Silver-containing alginate fibres and dressings in International Wound Journal, vol. 2, nº 2, giugno 2005, pp. 172–6, DOI:10.1111/j.1742-4801.2005.00101.x, PMID 16722867.
  3. ^ Hermans MH, Silver-containing dressings and the need for evidence in The American journal of nursing, vol. 106, nº 12, 2006, pp. 60–8; quiz 68–9, DOI:10.1097/00000446-200612000-00025, PMID 17133010.
  4. ^ MN Storm-Versloot, Vos, CG; Ubbink, DT; Vermeulen, H, Topical silver for preventing wound infection in Marja N Storm-Versloot (a cura di), Cochrane database of systematic reviews (Online), nº 3, 2010 Mar 17, pp. CD006478, DOI:10.1002/14651858.CD006478.pub2, PMID 20238345.
  5. ^ L Bouadma, Wolff, M; Lucet, JC, Ventilator-associated pneumonia and its prevention in Current opinion in infectious diseases, vol. 25, nº 4, 2012 Aug, pp. 395–404, DOI:10.1097/QCO.0b013e328355a835, PMID 22744316.
  6. ^ M Beattie, Taylor, J, Silver alloy vs. uncoated urinary catheters: a systematic review of the literature in Journal of clinical nursing, vol. 20, 15–16, 2011 Aug, pp. 2098–108, DOI:10.1111/j.1365-2702.2010.03561.x, PMID 21418360.
  7. ^ Lansdown AB, Silver in health care: antimicrobial effects and safety in use in Current Problems in Dermatology, Current Problems in Dermatology, vol. 33, 2006, pp. 17–34, DOI:10.1159/000093928, ISBN 3-8055-8121-1, PMID 16766878.
  8. ^ PMID 8632503
  9. ^ Colloidal silver, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, 16 maggio 2011. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  10. ^ J. Ruben Morones-Ramirez, Jonathan A. Winkler, Catherine S. Spina, and James J. Collins, Silver Enhances Antibiotic Activity Against Gram-negative Bacteria (abstract) in Sci Transl Med, Sep 12, 2013.
  11. ^ Stojan Djokić, Synthesis and Antimicrobial Activity of Silver Citrate Complexes.