Utente:RealPain/Storia della Società Sportiva Lazio (2000-2009)

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Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo anno di Eriksson[modifica | modifica wikitesto]

Il calciomercato estivo 2000-2001 si apre con gli arrivi del portiere Angelo Peruzzi acquistato dall'Inter; del centrocampista Roberto Baronio, reduce da una straordinaria stagione a Reggio Calabria con la Reggina; e degli attaccanti Hernan Crespo, prelevato dal Parma e Claudio López. Quest'ultimo proveniente dal Valencia squadra che ha eliminato la compagine biancazzurra nei quarti di finale della Champions League 1999-2000. Con l'intento, da un lato, di fare cassa, e dall'altro di alimentare quel perverso meccanismo di aggiustamenti di bilancio che attraverso le plusvalenze permetteva al bilancio di chiudersi in positivo ma, che al contempo, porterà negli anni seguenti la società verso la crisi economica, da Roma partono due importanti giocatori fautori della vittoria dello scudetto: Matias Almeyda e Sergio Conceicao, entrambi destinati a vestire la casacca gialloblù del Parma. La trattativa viene conclusa in seguito al rifiuto di Marcelo Salas di trasferisi in Emilia. Intanto all'Olimpico la Lazio inizia nel migliore dei modi la nuova stagione mettendo in bacheca un nuovo trofeo. Grazie al trionfo sull'Inter per 4-3 con reti di Siniša Mihajlović, Dejan Stanković ed alla doppietta di Claudio Lopez gli aquilotti riportano a Roma, dopo due anni, la Supercoppa Italiana.

Nonostante il campionato sia iniziato le trattative di mercato non si fermano, infatti a stagione in corso si registarano gli acquisti di Dino Baggio, Castroman e Poborsky, mentre, sempre in corso d'opera vengono ceduti Sensini, Lombardo, De la Pena e Ravanelli.

L'inizio scoppiettante fa pensare ad un'altra grande stagione di vittorie in riva al Tevere, in realtà, nonostante alcuni ottimi risultati, tra cui il 4 a 1 rifilato alla Juventus, la Lazio chiude con un terzo posto in campionato, a 6 punti di distanza dai cugini della Roma vincitori dello scudetto.

L'avventura della Lazio in Coppa Italia inizia dagli ottavi di finale contro la Sampdoria. Al Marassi dopo essere passati in vantaggio nei primi minuti con Salas, i biancazzurri subiscono all'82 l'1-1 di Flachi. Nella gara di ritorno la Lazio mostra la propria supremazia estromettendo i doriani di Cagni con un secco 5-2, frutto della rete di Sensini ed delle doppiette di Lombardo e Ravanelli. Ai quarti invece il cammino della Lazio si interrompe bruscamente per mano dell'Udinese che, al Friuli, rifila un 4-1 alla formazione schierata da Eriksson.

Senza dubbio l'intera stagione è caratterizzata dalle vicende contrattuali dell'allenatore che, a stagione in corso, si era accordato con la nazionale Inglese. Eriksson si ritrova così ad essere contemporaneamente allenatore della Lazio e selezionatore inglese, la situazione non dura a lungo visti i risultati poco soddisfacenti. La dirigenza decide così di sostituirlo con Dino Zoff, che era stato anche il suo predecessore.

L'anno nero di Sergio Cragnotti[modifica | modifica wikitesto]

La stagione successiva segna l'utimo anno intero di Sergio Cragnotti presidente, senza dubbio è il peggiore alla Lazio: se ne vanno infatti giocatori di altissimo livello come Pavel Nedved, idolo della tifoseria e considerato ormai una delle ultime bandiere rimaste, Juan Sebastian Veròn e Marcelo Salas. Ma è soprattutto la modalità della rocambolesca cessione di Nedved alla Juventus, a stupire negativamente i tifosi. Il ceco aveva infatti da poco firmato sotto gli occhi delle telecamere un rinnovo contrattuale che lo avrebbe dovuto bloccare a Roma "a vita", e ora quello stesso contratto, veniva "stracciato" per dare spazio ad una cessione alla Juventus. La partenza di Nedved causa immediatamente dei tumulti nelle tifoseria laziale in quanto, assieme a Nesta, egli era diventato il giocatore simbolo dei successi laziali. La "rivolta" inscenata dai biancocelesti pone Cragnotti in notevole difficoltà, costringendolo ad intervenire sul mercato per mezzo del procuratore Vincenzo Morabito, al quale viene assegnato l'incaricato di portare a Roma Gaizka Mendieta. Questi gli fa presente che il Valencia chiede una cifra spropositata e che forse è meglio non proseguire la trattativa. Cragnotti dapprima sembra seguire il consiglio ma, poco dopo, conclude l'"affare" con la mediazone di Bronzetti e un ingente investimento economico di circa 47 milioni di euro.

Il centrocampista è considerato un grande acquisto, è infatti reduce dalle vittorie consecutive di 2 premi come miglior giocatore della Champions League, in Spagna è dipinto come un fenomeno e il suo arrivo alla Lazio suscita parecchio clamore. Oltre allo spagnolo arrivano: da Udine la coppia Giuliano Giannichedda - Stefano Fiore; dal Perugia Fabio Liverani, reduce da una straordinaria stagione e inseguito a lungo dalla Juventus; e dal Brasile il brasiliano Cesar, una giovane scommessa del figlio del presidente biancoceleste. Non pago, sul finire del mercato, Cragnotti mette sotto contratto Jaap Stam, il quale in coppia con Nesta forma una solida coppia difensiva. Al di là delle cessioni sembrava che con il solito gioco di sostituzioni il presidente Cragnotti avesse messo in piedi una squadra altamente competitiva. Sembrava. In realtà la Lazio deve far fronte a numerosi ostacoli: la squalifica di Stam per doping; un grave infortunio di Simeone; il non agevole inserimento di Fiore; i contrasti tra la tifoseria e Mihajlovic; ma soprattutto lo scarso rendimento di Mendieta, che non si rivela per nulla all'altezza delle aspettative.

L'inizio della stagione è disastroso, tanto che Zoff viene esonerato e sostituito con Zaccheroni, il quale all'esordio perde due a zero con il Milan, sua ex squadra. In europa le cose non vanno affatto meglio: la squadra esce praticamente subito dalla Champions League e, soprattutto, si fa liquidare 5 a 1 dai cugini della Roma, protagonista Montella con i suoi 4 gol.

In campionato la Lazio riesce comunque ad inserirsi nella lotta per lo scudetto, anche se stavolta facendo da arbitro, il 5 maggio 2002 infatti, una Lazio a rischio esclusione dalle coppe europee, e contro il tifo di una parte dei suoi stessi tifosi, batte 4 a 2 l'Inter consegnando lo scudetto alla Juventus ed il secondo posto alla Roma. Questa è anche l'ultima partita di Nesta con la maglia della Lazio.

La banda Mancini[modifica | modifica wikitesto]

A Zaccheroni restano ancora 2 anni di contratto ma Cragnotti si accorge della netta impopolarità del tecnico e decide di esonerarlo, il suo sostituto è Roberto Mancini reduce da una disastrosa stagione alla Fiorentina ma idolatrato dai tifosi biancocelesti. Questa volta il mercato non lascia spazio a dubbi: la Lazio subisce un ridimensionamento rispetto agli anni passati. Cragnotti promette di cedere solo uno tra Nesta e Crespo, in realtà proprio all'ultimo giorno di mercato venderà entrambi lasciando spiazzato il tecnico Mancini, delusa la tifoseria e attonita la squadra. Gli unici acquisti sono Bernardo Corradi, ricevuto dall'Inter in cambio di Hernan Crespo e 13 milioni di euro, Enrico Chiesa fermo da un anno per un grave infortunio e, a metà stagione, Nikola Lazetić dal Como.

La stagione inizia male, pronti via e la Lazio perde con il Chievo, i problemi della Lazio sono tanti e soprattutto finanziari: la squadra è senza stipendio da mesi, il presidente è impegnato altrove dato che è coinvolto nell'uragano della Cirio e l'ambiente è ancora scosso dall'addio di Alessandro Nesta. Non basterà questo a fermare la Lazio di Mancini che sembra ignorare i suoi problemi e vola nelle posizioni alte della classifica, tanto da suscitare nell'opinione pubblica un clamore notevole, infatti sembra quasi impossibile che una società in così perecarie condizioni economiche, al punto di non essere in grado di far fronte agli stipendi dei suoi calciatori, sia in grado di andare così bene in campionato. Il merito di quel miracolo verrà dato tutto a Roberto Mancini che verrà innalzato dai tifosi come vero e proprio simbolo della Lazio. La stagione europea si rivelerà invece beffarda: dopo una gloriosa corsa verso il successo finale la Lazio verrà fermata 4 a 1 dal Porto e dirà addio al sogno di portare a Roma quella coppa persa nel 1998 a Parigi, in campionato la Lazio centrerà un inatteso quarto posto e in Coppa Italia verrà sconfitta dai cugini giallorossi.

Tra i più importanti eventi della stagione c'è da segnalare l'addio, doloroso e difficile, del presidente Sergio Cragnotti a gennaio del 2003. Chiuderà la sua storia in biancoceleste come il più vincente presidente di tutti i tempi nella capitale, superando Dino Viola e Lenzini. Ancora oggi molti tifosi rimpiangono il suo addio.

L'anno successivo la Lazio gira tutto l'anno tra il quarto ed il sesto posto, a metà stagione saluta il suo capitano Dejan Stanković che, per 2 milioni di euro e la comproprietà del giovane Goran Pandev, saluta i capitolini e va all'Inter: scoppia la polemica dato che il serbo aveva rifiutato ad agosto un contratto con la Juventus che aveva fatto una discreta offerta. Nonostante la cessione di Stanković la Lazio sembra tenere il quarto posto ma quando mancano due giornate perde clamorosamente contro un Brescia già salvo, la sconfitta le costerà cara e sarà del tutto inutile la vittoria contro il Modena all'ultima giornata. In Champions League esce pressochè subito: dopo aver eliminato brillantemente il Benfica nei preliminari i gironi sono amari per la Lazio che se la gioca fino all'ultimo ma nella sfortunata trasferta contro lo Sparta Praga centra un palo con Demetrio Albertini e dopo qualche minuto incassa il colpo della sconfitta. Decisamente più fortunata l'avventura in Coppa Italia, che vince dopo una bella e schiacciante vittoria sui campioni d'Europa del Milan e dopo una finale spettacolare con la Juventus.

Tra le cose da ricordare c'è il record di abbonamenti: 42 000. Le solite vicissitudini societarie accompagnano la Lazio in questa stagione: l'amministratore delegato Baraldi si dimette, a suo dire, per motivi familiari, le lacrime il giorno del suo addio scuotono il popolo laziale che però non avrà un ricordo molto felice dell'amministratore Baraldi che verrà condannato dalla magistratura a pagare 2 milioni di euro alla Lazio, che erano stati sottratti in maniera indebita.

L'estate di fuoco della Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Sembrano passati i brutti tempi in cui la Lazio sfiorava di non iscriversi al campionato, quando dovette sacrificare grandi campioni, solo pochi anni prima, per raggiungere il faticoso obiettivo di giocare anche l'anno successivo. Questa volta le cose sembrano essersi fatte ancora più complicate: salutano Roma Jaap Stam, Stefano Fiore, Bernardo Corradi, Siniša Mihajlović, l'allenatore Roberto Mancini con tutto il suo staff e il capitano Giuseppe Favalli, inoltre mancano i soldi per i rinnovi contrattuali di Fernando Couto e Angelo Peruzzi, ciò che rimane alla Lazio è un pugno di mosche o poco più, quella squadra che aveva ottenuto la Coppa Italia e che aveva fatto tanto gioire i tifosi, ora è stata definitivamente smantellata dai soliti problemi economici. A quanto pare, però, questa emorragia non sarà sufficiente a dissetare le casse societarie, sempre più vuote: l'amministratore Masoni, che aveva sostituito Baraldi, dichiara che se la Lazio non incasserà almeno 80 milioni di euro dall'aumento di capitale la Lazio è destinata a fallire. Scoppia l'allarme tra i tifosi, l'aumento di capitale è drammatico: sono pochissimi i soldi che la Lazio riesce a raccogliere da questo aumento, tra cui da ricordare i soldi versati da Alessandro Nesta (all'incirca 1 milione di euro), a causa della poca fiducia che circola intorno all'ambiente: Mancini se ne è andato dopo una lunga querelle e il valore della rosa è basso. Il destino della Lazio sembra ormai segnato quando a pochi giorni dalla "dead line" si fanno avanti due investitori: Tulli e Lotito, nonostante Capitalia e la Lazio si augurino un investimento contemporaneo dei due imprenditori romani ciò non si verificherà e ci saranno una serie di tentennamenti: sono diverse le volte che Lotito dichiara che non è più interessato a investire nella Lazio e che la trattativa è saltata, Tulli invece rimane sempre un pò fuori dai giochi e sembra difficile che si possa realmente impossessare del controllo della società.

Inizia l'era Lotito[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 luglio presidente il Ugo Longo annuncia che la Lazio ha trovato il suo nuovo presidente: si tratta di Claudio Lotito che dopo una faticosa trattativa porta alle casse laziali 21 milioni di euro, scatenando l'entusiasmo dei tifosi laziali.

La società, nonostante l'arrivo del nuovo presidente e di nuova liquidità, rischia comunque di fallire a causa di un debito accumulato con l'erario di circa 110 milioni di euro. Per scongiurare questo rischio la dirigenza intraprende una trattativa con l'Agenzia delle Entrate che si conclude con l'ammissione della Lazio ai benefici del decreto legge 138 dell'agosto del 2002, convertito in legge 178/02[1]. In tal modo viene concessa una dilazione del debito in 23 anni e verranno tolti gli interessi di mora e le sanzioni. A proposito del provvedimento di cui ha usufruito la Lazio è da segnalare la forte contrarietà della Lega Nord, che paradossalmente è il partito che aveva proposto questa controversa legge.

Come allenatore viene scelto Domenico Caso, e la campagna estiva sarà solamente di puro rattoppamento. In questo clima di incertezza alcuni giocatori iniziano a chiedere di lasciare il club, e così inizia così la difficile stagione della Lazio.

Dopo una serie di partite abbastanza negative, il presidente Lotito opta per l'esonero del tecnico Domenico Caso, e incarica l'esperto Giuseppe Papadopulo di guidare la Lazio verso la salvezza, che viene centrata nelle ultime giornate.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Lazio 2004-2005.
La Lazio di Delio Rossi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante Papadopulo abbia centrato l'obiettivo salvezza, e a sorpresa anche l'Intertoto, non rimane sulla panchina laziale: Lotito decide per il suo esonero e il sostituto si chiama Delio Rossi. Inoltre la Lazio assume, non ufficialmente, il direttore Walter Sabatini (il ds ufficiale risulterà invece Osti, dall'Atalanta). Il trio Rossi-Lotito-Sabatini prenderà una squadra tappezzata e salvatasi quasi per miracolo e la porterà a ben altri palcoscenici.

Questa volta l'estate è abbastanza tranquilla e la Lazio può, con tutta calma, programmare il suo calciomercato che in effetti si rivela molto prolifico: arrivano Marco Ballotta, Fabio Firmani, Manuel Belleri, Emílson Sánchez Cribari, Igli Tare, Guglielmo Stendardo, Valon Behrami e Gaby Mudingayi, viene inoltre riscattato Sebastiano Siviglia dal Parma e Tommaso Rocchi dall'Empoli. L'arrivo di questi giocatori e il buon lavoro del tecnico Delio Rossi porteranno la Lazio a esprimere un gioco ordinato e chiaro e, a differenza della stagione precendente, ad ottenere buoni risultati. Nella sessione invernale del calciomercato viene ceduto César all'Inter; mentre arrivano Massimo Bonanni in prestito dal Palermo e soprattutto Stefano Mauri acquistato dall'Udinese, quest'ultimo sarà una pedina fondamentale per la stagione laziale. In campionato l'obiettivo salvezza viene presto accantonato e la Lazio centra un inatteso sesto posto.


In Europa la squadra è iscritta alla Coppa Intertoto 2005, ma il cammino nella compezione non è molto felice, infatti dopo avere eliminato i finlandesi del Tampere (3-0 all'Olimpico e 0-0 al Ratinan) l'eliminazione avviene in semifinale in seguito ad un pareggio 1-1 in casa e ad una sconfitta per 3-0 allo stadio Vélodrome contro l'Olympique Marsiglia.

In Coppa Italia il cammino della Lazio, dopo aver eliminato i veneti del Cittadella, termina ai quarti di finale in segiuto all'eliminazione per mano dell'Inter, squadra vincintrice della competizione.

La lunga estate di "Calciopoli" ed il terzo posto[modifica | modifica wikitesto]

Nella settimana che accompagna l'ultima giornata del campionato 2005/2006 la Lazio viene coinvolta nell'affare "Calciopoli", uno scandalo calcistico riguardante la stagione 2004/2005. Da Formello arrivano notevoli assicurazioni, la Lazio si tira fuori e sottolinea come sia paradossale che Claudio Lotito, che in quell'anno era appena entrato nel calcio, già fosse parte integrante di corrotti meccanismi e che godesse di vantaggi arbitrali. Il processo calcistico per "Calciopoli" inizia e fra gli accusati, oltre a Milan, Fiorentina e Juventus, è presente anche la Lazio. In prima istanza la squadra viene condannata alla retrocessione in Serie B, e per i tifosi laziali sembra di rivivere gli stessi fatti di vent'anni prima. Nulla sembra poter salvare la Lazio dalla retrocessione quando l'arbitro Daniele Tombolini chiarirà che, nell'unica partita che vedeva la Lazio coinvolta, egli, arbitro di quella partita, non era stato affatto invitato a favorire i biancocelesti ma gli era solo stata richiesta una particolare attenzione dato che la Lazio aveva subito alcuni torti. Paradossalmente quella partita, per la quale la Lazio in teoria avrebbe dovuto ricevere favori arbitrali, andò in maniera totalmente diversa. La Lazio fu vittima di un contestatissimo errore dell'arbitro dato che non le venne assegnato un rigore solare su Rocchi. Ascoltata la testimonianza di Tombolini il giudice Piero Sandulli muta la condanna precedente: per la Lazio è serie A con 11 punti di penalizzazione e il sogno di giocare la Coppa UEFA centrata la stagione passata è definitivamente cancellato: la squadra riceve una seconda penalizzazione di 30 punti validi per la stagione precedente.

Lotito nel frattempo aveva lavorato anche sul fronte calciomercato: Stefano Mauri, Goran Pandev, Sanchez Emilson Cribari e Manuel Belleri vengono confermati, viene comprata l'altra metà del cartellino di Valon Behrami, e vengono acquistati, Cristian Ledesma dal Lecce e Stephen Makinwa, pupillo di Delio Rossi, dal Palermo. Sul lato delle cessioni, a gennaio, si registra il contestatissimo trasferimeno al Milan del capitano Massimo Oddo, in cambio di una cifra intorno ai 7 milioni di euro e del giovane talento Foggia.

La Lazio si compatta e prepara l'inizio di stagione in maniera molto professionale: distaccata dai problemi giudiziari e attenta solo a tenere gli occhi aperti in una stagione che si preannuncia emblematica. In Coppa Italia il cammmino della Lazio comincia dal primo turno e termina al terzo. Infatti, dopo aver eliminato il Rende (4-0) e il Monza (3-4 d.c.r.), l'eliminazione arriva allo Stadio San Filippo ad opera del Messina (4-3 d.t.s.) allenato dall'indimenticato ex-giocatore Bruno Giordano.

L'inizio del campionato 2006/2007 è sfavorevole alla Lazio complici 2 sconfitte - entrambe per 2-1 - con Milan, e Palermo. Ma dopo qualche settimana a seguito di una serie positiva di risultati e alla restituzione, grazie all'Arbitrato del CONI, di 8 degli 11 punti di penalizzazione, la posizione in classifica migliora notevolmente. La compagine di Delio Rossi si rende protagonista di una stagione più che positiva, condita da una vittoria nel derby d'andata per 3 a 0, e dopo un'annata decisamente convincete centra un clamoroso terzo posto che permette alla squadra di centrale la qualificazione per l'ultimo turno preliminare di Champions League.

La terza Lazio di Delio Rossi[modifica | modifica wikitesto]

Il calciomercato estivo 2007, nonostante la qualificazione alla Champions League 2008 continua nella filosofia del risanamento economico. A caratterizzare quest'importante momento della formazione della rosa sono i colpi di scena riguardanti i portieri e le contestazioni da parte dei tifosi biancocelesti, perlopiù delusi dalla gestione della campagna acquisti da parte della dirigenza. Abbandonano la Lazio, oltre al terzino Massimo Oddo già ceduto nel mercato di gennaio 2007, anche il portiere Angelo Peruzzi, vero simbolo e leader della squadra, che decide di abbandonare il calcio, e l'altro portiere Matteo Sereni, deluso dai mancati accordi economici con la società. Il rebus portiere resta irrisolto anche dopo l'annuncio dell'ingaggio del portiere argentino Juan Pablo Carrizo,poichè sorgono problemi con il passaporto del giocatore, che dichiara di avere un nonno italiano ma che per un errore di trascrizione all'anagrafe è registrato come svizzero. Non potendo prendere l'unico posto da extracomunitario, già impegnato dal nuovo arrivato Aleksandar Kolarov, il trasferimento salta e verrà rinviato con ogni probabilità al mercato di gennaio. Arriva al suo posto Fernando Muslera, giovane portiere sudamericano di belle speranze che però finora ha deluso le aspettative,complici la sua inesperienza e la sua giovane età. Altri colpi di mercato sono l'arrivo di Mourad Meghni, lo stesso Kolarov,Simone Del Nero, Lionel Scaloni, arrivato a parametro zero, e dei rincalzi Ivan Artipoli e Fabio Vignaroli. La delusione nei tifosi è grande poiché tra nessuno di questi giocatori si nasconde il grande colpo che tutti si aspettavano per affrontare al meglio una competizione impegnativa come la Champions League.

L'avventura della Lazio in UEFA Champions League 2007-2008 comincia dal 3° turno preliminare. L'avversaria sorteggiata è la Dinamo Bucarest. La partita di andata giocata finisce 1 a 1 allo Stadio Olimpico, il ritorno viene vito 3 a 1 dai biancocelesti a Bucarest. Nella fase a gironi la squadra viene sorteggiata con i campioni di Spagna in carica del Real Madrid , i tedeschi del Werder Brema e i greci dell'Olympiakos Pireo nel gruppo C. Il cammino europeo si conclude malamente con l'ultimo posto nel girone, facendo sfumare anche l'obbiettivo minimo del terzo posto che sarebbe valso l'accesso alla Coppa UEFA. Fondamentale è stata la sconfitta rimediata allo Stadio Olimpico il 28 Novembre contro i greci dell'Olimpyakos (2-1 risultato finale).

Il campionato incomincia male. La squadra, che nella passata stagione aveva brillato anche mostrando del buon calcio, sembra sparita e bisogna attendere la quinta giornata per vedere la prima vittoria dei bianco-celesti (sfortunati anche per i gravi infortuni subiti). Da segnalare la sconfitta nel derby romano alla decima giornata per 3 a 2, e quelle con i club meneghini (prima 1-5 a Roma contro il Milan ed in seguito il 3-0 contro l'Inter al Giuseppe Meazza). La squadra è a 4 punti dalla zona retrocessione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Società Sportiva Lazio.
  1. ^ Lazio, chiusa la partita col fisco. Cacciato lo spettro del fallimento, la Repubblica.it, 29 marzo 2005