Utente:Libero/Palma linea del tempo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


14 SETTEMBRE 195

Ucciso nei pressi di Palma di Montechiaro, segretario provinciale della D.C.., Apparteneva ad una famiglia di Campobello di Licata, notoriosamente mafiosa. Suo padre che era considerato il capo mafia della zona, fu ucciso per mano di un tale Gaetano Vella, finito poi in un manicomio.

4 GIUGNO 1984

Sambito Calogero, 1935, Ucciso sotto casa con 10 colpi di pistola. Legato a Colletti e Pitruzzella. La sua uccisione inserito in un più ampio contesto di lotta mafiosa, creò una ben determinata faida interna a Palma di Montechiaro tendente all’ acquisizione del posto di comando fino a quel momento occupato dallo stesso senza dubbi di sorta. Boss di prima grandezza “in loco” gregario fidato dell’alta mafia del favarese Pitruzzella, aveva creato quell’ equilibrio che aveva fatto del paese un’ oasi di pace: nessun delitto mafioso in dieci anni, una certa protezione per tutti. Si paga il pizzo e si vive d’ amore e d’ accordo. Le banche prosperano, la gente sta tranquilla. Guai però a ribellarsi. E pochi alzano la cresta. Chi lo fa viene subito zittito. Un’ esempio per tutti: il titolare di una fabrichetta di mattoni, Puzzangaro, in un anno, tra l’ 83 e l’ 84 subisce una ventina di attentati, una cifra record. Ma la mafia a Palma si sostiene con la ritorsione e la tangente. Sambito forte del prestigio dell’ intimidazione, piazza i suoi uomini nei vigneti e in altre colture. Con i picciotti fidati gli attentati sono scongiurati. *

21 SETTEMBRE 1986 Prima strage di Porto Empedocle (Cosa Nostra castiga Stiddari)nella quale furono massacrate nel pieno centro cittadino 6 persone; i killer arrivarono da palma di montechiaro. **

10 DICEMBRE 1986

Vizzini Antonio, 1936, ucciso a colpi di pistola e lupara dentro il negozio di ceramiche. Fratello di Girolamo, capo mafia. *

15 GENNAIO 1987

Perrera Vincenzo, 1937, ucciso mentre era con Girolamo Vizzini. Era armato. Nell’agguato ferite tre persone. Vizzini illeso. *

13 LUGLIO 1987

Napoli Rosario, 1953, ucciso davanti al bar. Figlio di Croce. *

20 SETTEMBRE 1987

Nucera Giovanni, 1934, ucciso da killer che avevano bussato alla sua porta. *

1 OTTOBRE 1987

Castronovo Salvatore, 1959 ucciso davanti casa. *

30 NOVEMBRE 1987

Milano Paolo, 30 anni, benzinaio, ucciso sotto casa. *

5 GENNAIO 1988

Rumè Giuseppe, 27 anni. *

24 SETTEMBRE 1988

Morgana Salvatore, 27 anni, luparate. *

25 SETTEMBRE 1988

La mafia uccide il giudice Saetta, tra i componenti del commando Pietro Ribisi, condannato in primo grado all’ ergastolo. **

10 GENNAIO 1989

Bordino Giuseppe, 52 anni, ucciso sotto casa. * 15 APRILE 1989

Rinaldi Francesco ?????, 47 anni. *

6 MAGGIO 1989

Vaccaro Francesco, 42 anni, ucciso in campagna. * 13 MAGGIO 1989

Brancato Nicolò, 35 anni, ucciso sotto casa. *

1 GIUGNO 1989

Amico Pietro, ?????, 51 anni, bidello. *

6 AGOSTO 1989

Ribisi Gioacchino, 32 anni, Castronovo Girolamo, 23 anni, uccisi in pizzeria. *

26 GENNAIO 1990

Due giovani scompaiono da Palma. NOTIZIARIO TELEACRAS

21 SETTEMBRE 1990

Ucciso il giudice Livatino, ergastoli inflitti a Paolo Amico, Domenico Pace, Gaetano Puzzangaro, Salvatore Calafato, Antonio Gallea???? Tredici anni sono stati dati a Croce Benvenuto e Giovanni Calafato, entrambi collaboratori di giustizia. 1 GENNAIO 1992

Strage di Capodanno al bar 2000 di Palma. NOTIZIARIO TELEACRAS

4 APRILE 1992

Ucciso il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli che stava facendo rientro a casa, a Menfi.Alla fine del viadotto morandi venne bloccato e divenne bersaglio di un kalashnikov. Dopo il delitto venne celebrato un processo a carico di stiddari palmesi. **

11\10\93 CRONACA Convegno su "Legalita' e giustizia" a Palma di Montechiaro.

1993 cattura di Croce Benvenuto, rientrato spontaneamente dal Canada per costituirsi e collaborare con la Magistratura


11 Luglio 1995 Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag), il bracciante agricolo Giuseppe Scrofani, cognato dello stiddaro Salvatore Di Caro, ritenuto uno degli assassini del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli.




8 Luglio 1996

Arrestato a Palma di Montechiaro (Ag) il latitante Totuccio Pace, fratello di Domenico, killer del giudice Rosario Livatino. Totuccio Pace, considerato elemento di spicco della Stidda, era ricercato dall'aprile scorso, dopo essere stato scarcerato per decorrenza dei termini. Deve scontare una condanna a 7 anni per associazione mafiosa e detenzione di armi.


24\04\96 CRONACA Don Ciotti a Palma di Montechiaro. 21 settembre 1997 Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag) il vigile urbano Giovanni Fazio, forse da pregiudicati che volevano impossessarsi della sua pistola

21 Settembre 1997 Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag) il vigile urbano Giovanni Fazio, forse da pregiudicati che volevano impossessarsi.

2 Maggio 1998 Trovato a Palma di Montechiaro (Ag) il cadavere del contadino incensurato Calogero Vinciguerra, ucciso con un colpo di pistola alla testa. 5 Maggio 1998 Chiesta alla Corte d'assise d'appello di Palermo, dal procuratore generale Santi Consolo, l'assoluzione per Gioacchino Di Rocco e Ignazio Alotto, presunti killer del maresciallo dei carabinieri di Agrigento Giuliano Guazzelli, ucciso il 4 aprile 1992. Alcuni collaboratori di giustizia, infatti, hanno negato che l'omicidio fosse stato deciso dalla Stidda di Palma di Montechiaro, a cui i due apparterrebbero, affermando che responsabile sarebbe stata Cosa nostra. Il 18 maggio la Corte accoglierà la richiesta del pm assolvendo anche i due presunti mandanti, Gaetano Puzzangaro e Diego Provenzani. I quattro imputati restano in carcere perché condannati per altri reati.

26 Giugno 1998


Condannati all'ergastolo, dalla Corte d'appello di Caltanissetta, gli stiddari Antonio Callea, Salvatore Calafato, Salvatore Parla e Giuseppe Montanti, accusati di essere i mandanti dell'omicidio del giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre 1990. Nel processo di primo grado Parla e Montanti erano stati assolti. Condannati a 13 anni i collaboratori Giovanni Calafato e Giuseppe Croce Benvenuto. Per l'omicidio sono già stati condannati all'ergastolo, con sentenza definitiva, Giovanni Avarello di Canicattì (Ag), Gaetano Puzzanghero e i killer Paolo Amico e Domenico Pace, di Palma di Montechiaro (Ag). I genitori di Livatino hanno rinunciato a costituirsi parte civile in questo processo. In un'intervista la madre Rosalia Corbo dichiara "Siamo stanchi di seguire processi". I genitori del magistrato non hanno ricevuto dallo Stato né l'indennità spettante ai familiari di vittime della mafia né i contributi per pagare le spese processuali previsti per le parti civili in processi di mafia.


29 settembre 1999

   Condannati all'ergastolo, dalla Corte d'appello di Caltanissetta, gli stiddari Antonio Callea, Salvatore Calafato, Salvatore Parla e Giuseppe Montanti, accusati di essere i mandanti dell'omicidio del giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre 1990. Nel processo di primo grado Parla e Montanti erano stati assolti. Condannati a 13 anni i collaboratori Giovanni Calafato e Giuseppe Croce Benvenuto. Per l'omicidio sono già stati condannati all'ergastolo, con sentenza definitiva, Giovanni Avarello di Canicattì (Ag), Gaetano Puzzanghero e i killer Paolo Amico e Domenico Pace, di Palma di Montechiaro (Ag). I genitori di Livatino hanno rinunciato a costituirsi parte civile in questo processo. In un'intervista la madre Rosalia Corbo dichiara "Siamo stanchi di seguire processi". I genitori del magistrato non hanno ricevuto dallo Stato né l'indennità spettante ai familiari di vittime della mafia né i contributi per pagare le spese processuali previsti per le parti civili in processi di mafia. Csd

27 maggio 2000

Arrestate a Palma di Montechiaro (Ag) 17 persone accusate di estorsione ai danni di imprenditori edili aggiudicatari di appalti pubblici.




21 giugno 2000 l'unico fatto di sangue eclatante è stato determinato a Palma di Montechiaro (Agrigento) con l'eccidio del 21 giugno. Il cinquantatreenne Vincenzo Sambito (morto suicida) uccise la moglie Paola Amato di 46 anni, le figlie maggiorenni Rosaria e Marianna e la suocera di 80 anni. 14 Giugno 2002 Concluso ad Agrigento il processo per mafia e appalti: condannati a complessivi 100 anni di carcere 13 imputati, accusati di far parte della mafia di Palma di Montechiaro.



8 Luglio 2000 .

Condannate all'ergastolo, dalla Corte d'assise di Agrigento, 9 persone accusate di alcuni omicidi e tentati omicidi avvenuti nel territorio di Palma di Montechiaro, durante la guerra di mafia esplosa tra l'89 e il '90. Tra loro anche Paolo Amico e altre sette persone già condannate per l'assassinio del giudice Rosario Livatino. Altri 7 imputati hanno avuto condanne per complessivi 110 anni di carcere.



.

Da IL CARABINIERE 16 marzo 2002: Palma di Montechiaro (AG) «L’inaugurazione della Caserma di Palma di Montechiaro ha un grande valore in una cittadina in cui le Forze dell’Ordine sono in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata. Testimonia la presenza dello Stato al fianco di una collettività che ha intenzione di rinascere». Con queste parole il Presidente della Commissione Antimafia Roberto Centaro è intervenuto alla cerimonia inaugurale della nuova Caserma dei Carabinieri, operativa già da un anno. Per la realizzazione della Caserma un contributo particolare è venuto dall’amministrazione locale, così come è stato ricordato dal Comandante provinciale dell’Arma, colonnello Giuseppe Lanzillotti. Alla cerimonia è intervenuto il generale Carlo Gualdi, Comandante della Regione Carabinieri Sicilia, che ha voluto ricordare il sacrificio del giudice Livatino e del maresciallo dell’Arma Giuliano Guazzelli, uccisi dalla mafia nell’adempimento del loro dovere.



29 dicembre 2002 - MAFIA: OMICIDIO GIUDICE SAETTA;CASSAZIONE CONFERMA ERGASTOLI ANSA: La Cassazione ha confermato le condanne all' ergastolo del boss Francesco Madonia, palermitano, e del mafioso Pietro Ribisi, di Palma di Montechiaro, accusati di aver ucciso il giudice Antonino Saetta, ed il figlio Stefano, a Canicatti', il 25 settembre '88. La posizione del boss Toto' Riina anch' egli imputato e condannato in primo grado - come scrive il Giornale di Sicilia - era stata stralciata.


2 luglio 2003 Palma di Montechiaro: allarme rabbia, avviate le analisi sull’animale Giovane donna incinta aggredita da un cane randagio (La Sicilia, 2 luglio 2003, articolo di Filippo Bellia) AGRIGENTO - Si è fatta ormai preoccupante la situazione igienico - sanitaria ed ambientale nel territorio palmese dove purtroppo si registrano alcuni episodi inquietanti e preoccupanti. Il pericolo maggiore proviene senza dubbio dal fenomeno del randagismo che non è stato purtroppo ancora affrontato e che costituisce ormai una minaccia sulla incolumità dei cittadini e dei pedoni. A riprova di quanto scriviamo c'è da registrare un episodio che per vera fortuna non si è concluso in maniera drammatica per la sfortunata vittima. Uno dei tanti randagi che vagano per le vie del Centro storico e delle periferie, ha infatti improvvisamente aggredito una giovane donna per giunta in stato di gravidanza la quale non solo si è presa un comprensibile spavento che avrebbe potuto avere pericolose conseguenze in considerazione del suo stato ma anche perché ha subito alcune profonde ferite lacero contuse agli arti inferiori. Ferite che sono state medicate e suturate dai medici della Guardia medica permanente del Poliambulatotio i quali hanno redatto regolare referto per essere inoltrato al Servizio di Igiene Pubblica in modo da attivare l'indagine epidemiologica da parte dei veterinari del Distretto Sanitario di Licata, competenti per giurisdizione. È stato accertato che il cane, sospetto rabido, non aveva alcun proprietario e quindi non è stato possibile risalire al padrone in modo da potere adottare le necessaria profilassi. La presenza di decime di randagi sporchi, affamati e pieni di zecche costiuisce una autentica emergenza e sarebbe opportuno, accogliendo in tal senso il perentorio invito fatto dal Capo settore del Servizio veterinario dell'Ausl dottor Filippo Cutaia, che il sindaco Gaetano Falsone e laGiunta si attivassero affinché venga realizzato un ricovero per cani randagi in modo da potere rispettare le normative previste dal decreto dell'Assessorato regionale della Sanità che impone ai Comuni. oltre che la realizzazione di canili, anche di istituire l'anagrafe canina e adottare la sterilizzazione delle bestie le quali non possono essere abbattute. Ma non sono solamente i cani che dovranno essere eliminati poiché c'è da fronteggiare anche l'emergenza igienico - sanitaria per la presenza in diversi quartieri di topi, zecche, zanzare e persino di bisce. Una donna ha segnalato che la sua casa di via Zacconi è stata invasa dagli scarafaggi provenienti dai tombini. Alcuni cittadini hanno anche segnalato in via Carlo Marx e nelle traverse adiacenti tra le quali via Fausto Coppi, la presenza di grossi topi e persino di qualche serpente. 5 luglio 2003 Finalmente un Comune che si adegua alle direttive regionali e di civiltà Palma decide di dotarsi di un canile (La Sicilia, 5 luglio 2003, articolo di Filippo Bellia) AGRIGENTO - La campagna di sensibilizzazione portata avanti dal nostro giornale per sconfiggere il pericoloso fenomeno del randagismo ha dato il suo primo incoraggiante esito. Ad accogliere l'invito per dare un ricovero alle bestie randagie è stato il sindaco di Palma Gaetano Falsone. Il sindaco, con una decisione opportuna si adegua alle disposizioni emanate dall'Assessorato regionale della Sanità che, con circolare del 2000, ha demandato proprio agli Enti municipali le competenze riguardanti la istituzione dell'anagrafe canina, l'eliminazione dei cani randagi, il loro ricovero e la loro sterilizzazione. Falsone ha incaricato il dirigente degli Affari Generali dottoressa Maria Gabriella Marino di aprire il procedimento per la stipula di una convenzione con una ditta privata. Tutto ciò nell'attesa che in loco venga reperito un locale idoneo per la realizzazione di un canile la cui sede potrebbe essere quella abbandonata in contrada Mandrianova che doveva ospitare il macello comunale ma che mai è stata utilizzata. La dottoressa Marino si è già anche attivata per effettuare una indagine di mercato, chiedento il preventivo a 3 imprese dotate di canili in modo da consentire al Comune di scegliere la migliore offerta e garantire la necessaria trasparenza. Da Palma è partito quindi il primo incoraggiante segnale sul fronte delle inadempienze nei riguardi di una disposizione regionale che da oltre 3 anni viene disattesa da molte amministrazioni comunali. 19 luglio 2003 palma, chiesta una bonifica del territorio Aggredito in casa da un topo allarme sanitario in via La Farina (La Sicilia, 19 luglio 2003, articolo di Filippo Bellia) AGRIGENTO - Il teatro dell'aggressione è stata via La Farina, strada alle pendici del monte Pizzillo dove sono state edificate decine di abitazioni e nella cui zona esiste una situazione igienico - sanitaria molto carente per la presenza di lotti interclusi abbandonati e non recintati ricchi di detriti e di erbacce. In questi ambienti fatiscenti si annidano insetti di varia natura e grossi ratti che scorrazzano indisturbati ad ogni ora del giorno e che costituiscono un grave pericolo per la salute dei cittadini. Uno di questi, tra l'altro di grosse proporzioni, giovedì sera è penetrato nella casa di una famiglia ed ha morso al piede destro il padrone di casa il quale ha avuto l'ardire di tentare di abbatterlo o di cacciarlo con una scopa. Il malcapitato ha subito una ferita lacero contusa all'arto inferiore che è stata suturata e medicata dai sanitari della guardia medica. Ieri l'uomo si è presentato nell'ufficio di Igiene e Sanità pubblica e al dirigente Rosaria Inguanta ha fatto vedere il piede ferito dal grosso topo come prova della veridicità dell'aggressione subita e nello stesso tempo per essere vaccinato contro il tetano. Profilassi che è stata adottata anche per preservare la vittima da altre patologie come la toxoplasmosi e la leptospirosi. La giornata di ieri è stata ricca di altre spiacevoli notizie per la dirigente del Servizio cittadino di Igiene Pubblica la quale, oltre ad avere raccolto la denuncia della morsicatura del grosso topo, ha avuto notificato prima dall'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata e poi per conferma dall'Ospedale Sant'Elia di Caltanissetta un nuovo caso di rickettiosi verificatosi nella cittadina del Gattopardo. Ad essere stata punta da una zecca è stata un'anziana donna di 75 anni, prima ricoverata al nosocomio licatese e poi trasferita al più attrezzato Sant'Elia di Caltanissetta. Dopo avere appreso la presenza di un nuovo caso di «febbre bottonosa», la dottoressa Inguanta ha trasmesso un fax al sindaco Gaetano Falsone invitandolo a bonificare con una nuova derattizzazione e disinfestazione la cintura periferica urbana.