Utente:Bramfab/Geologia italiana

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Italia (Geologia)[modifica | modifica sorgente]

Introduzione Geologia Italiana[modifica | modifica sorgente]

Geologia Italiana Inquadramento generale[modifica | modifica sorgente]

La descrizione della geologia italiana risulta molto complessa poiche' l'area geografica identificata come penisola italiana e le sue maggiori isole è il risultato di numerosi eventi geologici connessi ai movimenti relativi di due placche litosferiche: quella africana e quella europea i cui margini frammentandosi durante i loro movimenti relativi di allontanamento con la formazione dell'oceano Tetide e quindi avvicinamento e conseguente della chiusura della tetide e apertura dell'oceano Atlantico hanno dato origine ad una serie di microplacche interposte, non sempre ben definite, e all'oceanizzazione in corso di una vasta area del Mar Tirreno e del bacino balearico a ovest della Sardegna.

I confini geografici di quest'area non coincidono con limiti di natura geologica: lo spartiacque riconoscibile sulla catena alpina non individua il limite di alcuna provincia geologica e alle Bocche di Bonifacio non segnano alcuna suddivisione geologica fra Sardegna e Corsica [1].

La presenza di un rilevante e attivo vulcanismo neogenico e la elevata sismicita' di gran parte dell'Italia, testimoniano il complesso assetto geodinamicamente ancora attivo dell'area e ne fanno una delle regioni geologiche più attive del globo..

In questo assetto, dopo circa due secoli di studi, si riconosce un dominio europeo, legato alle vicende del margine meridionale della placca europea, che include il blocco sardo-corso con parte del mar Tirreno solidale, presumibilmente l'arco Calabro Peloritano, il bacino del Mediterraneo occidentale, il sistema di falde alpine a vergenza europea, costituite principalmente da rocce metamorfiche con intrusioni di batoliti e testimonianti della compressione africana verso l'Europa. La linea Insubrica separa questo dominio dal Sudalpino che e' formato da un sistema di falde a vergenza adriatica, costituite principalmente da sequenze calcaree che si prolunga ad est nelle Dinaridi [2] . Entro la catena appenninica la linea tettonica Ancona Anzio separa l'Appennino settentrionale, principalmente costituito da flysh terrigeni, dall'Appennino meridionale in cui le formazioni carbonatiche sono più abbondanti, entrambi caratterizzati da un sistema di falde che sovrascorre sull'avampaese apulo che costituisce la parte affiorante della Placca adriatica che si estende dal mar Ionio fino all'estremità occidentale della val Padana e che costituiva un "promontorio" settentrionale della placca africana. La Sicilia in parte risulta formata da unita' magrebidi derivanti dal margine convergente africano deformato, mentre le isole a sud del Canale di Sicilia, quali Pantelleria condividono la geologia della provincia tunisina. Il mar Tirreno presenta una crosta neogenica di carattere oceanico in espansione in due aree: il bacino di Marsili e quello di Vavilov, mentre si ritiene che una crosta oceanica mesozoica sia presente nel mar Ionio al di sotto di una massiccia copertura sedimentaria.

Italia nella geologia Europea[modifica | modifica sorgente]

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Italia nella geologia del Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

Schema strutturale del Mediterraneo

La penisola italiana risulta formata dal corrugamento generato della cintura orogenetica terziaria, detta catena Alpino-Himalaiana, formatasi durante l'orogenesi Alpina a seguito della chiusura della Tetide, che ha modellato la struttura geologica del Mediterraneo. Questa catena montuosa inizia dalle montagne dell'Atlante, in Nord Africa, prosegue quindi per la Sicilia, gli Appennini, le Alpi, le Dinaridi, le Ellenidi, terminando nella catena Himalaiana.

Geologicamente la penisola separa il mediterraneo occidentale, caratterizzato da aree in cui e' attiva una tettonica distensiva e formazione di una giovane crosta di tipo oceanico, ovvero in corso di oceanizzazione, dal mediterraneo orientale con aree in cui e' ancora presente una crosta oceanica tetidea e con bordi sismicamente attivi.

Geologia Italia Quadro Strutturale[modifica | modifica sorgente]

Geologia delle Alpi[modifica | modifica sorgente]

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Schema tettonico delle Alpi

Le Alpi formano un arco montuoso con vergenza verso nord attorniante il bacino di avanpaese del Po ed hanno un assetto geologico molto complesso.

Geologicamente vengono suddivise considerando la posizione dei suoi elementi strutturali rispetto alla Linea Insubrica o linea Periadriatica ben riconoscibile a scala regionale, sviluppata, con orientamento prevalente est-ovest attraverso tutte le Alpi e che rappresenta il contatto in superficie tra le vecchie placche tettoniche Apula ed Eurasia. A sud di questa linea si trovano le unità piegate e sovrascorse del Sudalpino, a nord si distinguono tre domini paleogeografici: l'Elvetico, il Pennidico e l'Austroalpino, caratterizzati da rocce diverso grado di metamorfismo. Questa suddivisione riflette anche le originarie aree paleogeografiche delle rocce: la zona elvetica contiene rocce provenienti dalla placca europea, la zona austroalpina contiene rocce dalla placca apula, mentre la zona pennidica contiene di un vecchio bacino oceanico compreso tra le prime due zone[3][4][5].

Schema delle falde alpine[6].

Le Alpi proseguono nelle adiacenti catene montuose: gli Appennini nel sudovest, le Dinaridi nel sudest e i Carpazi nel nordest. Ad est le Alpi sono delimitate dal bacino viennese e dal bacino Pannonico.

Dominio Elvetico[modifica | modifica sorgente]

Nel dominio elvetico [7] si distinguono diverse unita' tettonicamente differenti.

A nord si riconoscono le "falde elvetiche" costituite da un impilamento di sovrascorrimenti traslati sopra il bacino Molassico nell'avanpaese alpino. Sono formate principalmente da rocce sedimentarie mesozoiche di ambiente marino: calcari, marne e argille; queste falde sono completamente scollate dal loro originario basamento, costituito dal margine meridionale della placca europea.

Nella Svizzera orientale le falde elvetiche sono sovrascorse sopra il "complesso infraelvetico", che e' composto da sedimenti mesozoici autoctoni depostisi sopra un basamento ercinico, questi sedimenti sono coevi con quelli delle falde elvetiche, ma furono deposti piu' a settentrione rispetto a quello che era il pendio continentale e quindi sono costituiti da rocce rappresentative di facies sedimenatrie di acque meno profonde. Il complesso infraelvetico internamente e' deformato da sovrascorrimenti e pieghe che proseguono nel basamento ercinico. Essendoci continuità fra basamento e copertura sedimentarie geologicamente nella zone non sono riconosciute falde di ricoprimento


Dominio Pennidico[modifica | modifica sorgente]

Fronte Pennidico

Dominio Austroalpino[modifica | modifica sorgente]

Linea Insubrica[modifica | modifica sorgente]

La Linea Insubrica è un'importante lineamento tettonico, formato da un sistema di faglie regionali collegate fra loro (Linea del Canavese, Linea del Tonale, Linea della Pusteria o Linea del Gail, linea delle Giudicarie) con orientamento prevalente est-ovest e giacitura subverticale, che separa geologicamente la catena principale delle Alpi Centrali dal dominio delle Alpi calcaree meridionali.

Sudalpino[modifica | modifica sorgente]

Si trova a sud della linea insubrica, e' costituito da impilamenti di falde con vergenza meridionale, che continuano nel sottosuolo padano al disotto dei depositi recenti, fino ad incontrarsi con le pieghe sepolte dell'appenino settentrionale. Stratigraficamente vi si individua un basamento metamorfico, al di sopra del quale si sviluppa una serie sedimentaria che va dal Carbonifero al Pliocene, ed è principalmente costituita dalla successione prevalentemente carbonatica mesozoica che forma le cosiddette Alpi calcaree meridionali.

Nell'area Sudalpina sono presenti intrusioni magmatiche legate a due fasi orogenetiche, quella ercinica Permiana (granito di Bressanone e granito di Cima d'Asta e alpina Oligocenica, che ha dato luogo al magmatismo periadriatico (plutoni di plutone di Traversella e Biella, Il plutone dell'Adamello, quello della val Masino-Bregaglia e quello delle vedrette di Ries.

Zona Ivrea Verbano[modifica | modifica sorgente]

La Zona Ivrea Verbano è un elemento strutturale, caratterizzato da una anomalia gravimetrica, costituito da una porzione della microplacca Adriatica sottoposta a subduzione. Geologicamente è considerato parte dell'unità strutturale del Sudalpino, di cui costituisce l'area occidentale.

L' Appenino Settentrionale geologia[modifica | modifica sorgente]

L' Appennino Settentrionale è compreso fra da due grandi strutture con una forte componente trascorrente: a nord la linea Sestri-Voltaggio, ed a sud la linea Ancona-Anzio. È costituito da impilamento di falde (ovvero unità tettoniche): masse rocciose di notevole estensione orizzontale che durante i movimenti orogenetici sono traslate di decine o centinaia di chilometri impilandosi le une sulle altre, al di sopra di un basamento più antico.

Liguridi[modifica | modifica sorgente]

Sono falde di rocce provenienti da un bacino oceanico, costituite da rocce magmatiche a basso contenuto siliceo, le ofioliti, ricoperte da sedimenti.

Dominio Umbro Marchigiano[modifica | modifica sorgente]

Basamento Toscano[modifica | modifica sorgente]

Le Apuane geologia[modifica | modifica sorgente]

L' Appenino Centrale geologia[modifica | modifica sorgente]

L' Appennino meridionale geologia[modifica | modifica sorgente]

Geologicamente l'Appennino meridionale a nord è limitato dalla linea Ancona-Anzio, un sistema regionale di faglia trascorrente orientata NNE-SSW, a sud invece continua sino ai rilievi della Sicilia settentrionale. L' Arco Calabro-Peloritano, che in gran parte include la regione calabrese, compreso tra il sistema trascorrente di Sangineto e il sovrascorrimento di Taormina, presenta caratteri peculiari rispetto alle catene contigue, sia dal punto di vista petrografico con la presenza di rocce ignee che strutturale. L'avampaese della catena è rappresentato da un'alternanza di piattaforme carbonatiche e successioni bacinali originatesi durante il rifting mesozoico.

Geologia della Calabria[modifica | modifica sorgente]

La Calabria appartiene al dominio geologico chiamato Arco Calabro Peloritano che viene interpretato dai geologi come un frammento distinto di catena Alpina s.s., infatti a differenza dell'Appennino meridionale e' costituito da unità tettoniche di rocce non calcaree, bensì metamorfiche o cristalline, in parte risalenti almeno al Paleozoico. L'interpretazione dell'arco calabro ha da sempre rappresentato uno dei problemi più interessanti della geologia del Mediterraneo.

Sicilia e Canale di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Mar Tirreno geologia[modifica | modifica sorgente]

Circa il Mar Tirreno è da tenere in particolare considerazione come l'area sia interessata da tettonica distensiva nel cui contesto assumono importanza di primo piano i seamount di Marsili e Vavilov.

Mar Ionio geologia[modifica | modifica sorgente]

Avampaese Adriatico[modifica | modifica sorgente]

Blocco sardo-corso[modifica | modifica sorgente]

Il blocco sardo-corso è, un frammento di litosfera continentale, che include le isole di Sardegna e Corsica.

30 milioni di anni fa tale blocco, staccandosi dalla Provenza ha incominciato ad allontanarsi dalla placca europea, in particolare , ruotando in senso antiorario.

Pianura Padana e Veneta geologia[modifica | modifica sorgente]

Il suo assetto contemporaneo è il risultato dell’azione di numerosi corsi d’acqua che hanno, in successivi tempi geologici e storici, asportato e apportato sedimenti fluviali al bacino marino costiero, soggetto a fenomeni di subsidenza, che occupava l’odierna pianura padana. In particolare la gran parte dei depositi superficiali affioranti è il prodotto dell’attività fluviale, successiva all’ultima glaciazione wurmiana che si concluse circa 30000 anni fa. Lo scioglimento dei ghiacciai, liberando una gran quantità d’acqua in tempi geologicamente brevi ha comportato l’erosione dei grandi corpi morenici, edificati precedentemente dall’attività dei ghiacciai; i materiali erosi a monte o in prossimità dei depositi morenici deposti all’inizio delle vallate, furono deposti a valle.

Tuttavia, al di sotto dei depositi continentali fluviali e fluvio-glaciali (che presentano spessori di svariate centinaia di metri) si sviluppa un basamento di origine marina con assetto strutturale complesso e non priva di significato neotettonico.

Sin dal tardo Cretacico, la pianura padana ha rappresentato la parte frontale di due catene di opposta convergenza: l’Appennino settentrionale e le Alpi meridionali. Studi sulla base della sequenza plio-quaternaria nella porzione centrale e meridionale della pianura padana, mostrano lo sviluppo di una serie di bacini sedimentari di tipo sin-orogenetici formatisi a seguito di movimenti ricollegabili a varie fasi tettoniche; la porzione settentrionale della pianura, invece, presenta una struttura monoclinale immergente verso Sud.

L'aspetto finale della pianura padana si è raggiunto con il riempimento definitivo (cominciato nel Pliocene), con depositi dapprima marini e poi continentali, dei bacini ampiamente subsidenti delle avanfosse padane.

Sebbene la definitiva strutturazione del substrato sepolto venga tradizionalmente associata a una fase tettonica pliocenica media-inferiore (databile dalla discordanza esistente tra i sedimenti plio-pleistocenici marini ed il substrato più antico), è opinione sempre più diffusa che i depositi alluvionali quaternari siano stati coinvolti in fasi neotettoniche, condizionando così anche la morfogenesi più recente.

Geologia Storica[modifica | modifica sorgente]

Stratigraficamente in Italia si ritrovano sedimenti di eta' dal cambriano al quaternario, dubitativamente alcune metamorfiti alternate con arenarie e peliti affioranti in Sardegna sono attribuiti al precambriano [8], tuttavia le sequenze sedimentarie più complete e diffuse iniziano dal Permiano.

PrePaleozoico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Paleozoico italiano [modifica | modifica sorgente]

Cambriano - Carbonifero Italiano[modifica | modifica sorgente]

Permiano Italiano [modifica | modifica sorgente]

Mesozoico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Triassico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Il sistema Triassico è ben rappresentato in Italia, con vaste aree di affioramento nella catena alpina e affioramenti più limitati e discontinui in Appennino e nelle isole. Nella catena alpina in particolare è da tenere in considerazione la successione sedimentaria del Sudalpino, in cui è ampiamente documentato.

Giurassico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Cretacico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Cenozoico Italiano[modifica | modifica sorgente]

Paleocene Eocene Oligocene Italiano[modifica | modifica sorgente]

Miocene Italiano[modifica | modifica sorgente]

Il miocene superiore e' caratterizzato dalla crisi di salinità del Messiniano, con la conseguente deposizione di vaste sequenze evaporitiche, principalmente gesso e salgemma, ed una regressione marina generalizzata.

Pliocene italiano[modifica | modifica sorgente]

Le linee di costa dell'Italia nel Pliocene.

Nel Pliocene l'Italia aveva un'estensione territoriale ben differente da quella attuale. Le linee di costa erano nettamente differenti come si può vedere nella ricostruzione a lato. Al nord era ancora del tutto assente la Pianura Padana. Questa deve la sua formazione principalmente a due fattori:

  • Il primo dovuto alla deposizione dei detriti portati a valle dal fiume Po e dai suoi affluenti nel corso dei milioni di anni successivi fino ad oggi. Ma questo fattore da solo, nonostante il lasso di tempo trascorso e la quantità di detriti depositati non sarebbe stato sufficiente.
  • Il secondo fattore è infatti dovuto alla spinta tettonica che la placca africana esercita contro la placca europea. Questa spinta nel corso delle centinaia di migliaia di anni ha fatto sollevare la crosta terrestre dell'Europa e in particolar modo dell'Italia, di alcune decine di metri.

Questi due fattori combinati insieme hanno fatto si che al posto del caldo mare tropicale che occupava il Golfo Pliocenico Padano, abbiamo oggi una verdeggiante pianura. Anche il centro Italia, il sud e le isole si presentavano diversamente da come le conosciamo oggi. In Toscana la linea di costa era spostata nell'entroterra di parecchi chilometri rispetto ad oggi, e l'arcipelago toscano era costituito da un maggior numero di isolotti e atolli. La temperatura dell'acqua marina era più elevata di quella attuale, e questo è in parte dimostrato anche dal fatto che la fauna che popolava quell'antico mare, è oggi presente con specie strettamente affini, che vivono nella calde acque dell'Oceano Indianoe dei mari tropicali. Squali, cetacei e una miriade di conchiglie popolavano quelle acque, caratterizzandole con una biodiversità che oggi possiamo ritrovare allo stato fossile, custodito sotto le caratteristiche colline italiane.

Pleistocene Italiano[modifica | modifica sorgente]

Olocene Italiano[modifica | modifica sorgente]

Vulcanesimo Italiano[modifica | modifica sorgente]

Vulcanismo e geotermia[modifica | modifica sorgente]

Campi Flegrei: solfatara

Vulcanismo Paleozoico[modifica | modifica sorgente]

Vulcanismo Colli Euganei[modifica | modifica sorgente]

Vulcanismo Cenozoico[modifica | modifica sorgente]

L'elevata attivita' vulcanica e magmatica neogenica - quaternaria, nelle aree appenniniche, e' suddivisibile in alcuni settori: a) provincia magmatica toscana , b) provincia magmatica laziale , c) distretto ultra-alkalino umbro laziale , d) provincia vulcanica campana , e) arco eolico e bacino tirrenico, f) dell'avanpaese africano-adriatico [9].

Provincia magmatica toscana[modifica | modifica sorgente]

veduta aerea della caldera del lago di Vico

I resti di questo vulcanismo sono dati dai Monti Cimini, la caldera che costituisce il Lago di Vico, le trachiti che formano i Monti della Tolfa e il Monte Amiata che costituisce un vulcano spento.

Provincia magmatica laziale[modifica | modifica sorgente]

Monti Vulsini, Vico, Colli Albani, Roccamonfina

Distretto ultra-alkalino umbro laziale[modifica | modifica sorgente]

San Venanzo, Cupaello e Polino

Provincia Vulcanica campana [modifica | modifica sorgente]

Vesuvio, campi Flegrei, Ischia

Vulcanesimo arco eolico e bacino tirrenico[modifica | modifica sorgente]

Isole Eolie e seamount tirrenici

Vulcanismo dell'avanpaese africano-adriatico[modifica | modifica sorgente]

Vulcanesimo Appennino meridionale[modifica | modifica sorgente]

In Basilicata si trova il Vulture, un vulcano spento, attivo fino al Pleistocene superiore, isolato ed in posizione più esterna verso l'avampaese apulo, rispetto ai coevi complessi vulcanici tirrenici, il monte raggiunge i 1.327 m di altitudine.

Vulcanesimo Siciliano[modifica | modifica sorgente]

Etna

Vulcanesimo Canale di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Nel Canale di Sicilia sono presenti attività vulcaniche sottomarine, di cui l'Isola Ferdinandea costituisce il fenomeno più noto e studiato.

Risorse naturali italiane[modifica | modifica sorgente]

Risorse minerarie[modifica | modifica sorgente]

Ragusano:pompe di estrazione petrolifera a testa pozzo

Minerariamente sono presenti numerosi giacimenti minerari di varia tipologia, e fino a qualche decennio fa si aveva una produzione interessante di mercurio, antimonio, piombo, zinco, argento, ferro e di minerali quali pirite, fluorite, amianto, e bauxite. Oggi tuttavia i giacimenti sfruttabili economicamente sono pochi, l'attivita' mineraria rimasta e' concentrata sui sali evaporitici, le marne cementizie, le argille (principalmente bentonite e montmorillonite) e feldspati per l'industria ceramica e refrattari, sempre attiva l'attivita' estrattiva, tipica per l'Italia, delle sue famose e numerose cave di marmo ed altre rocce per l'edilizia, l'estrazione di pomice, ossidiana, pozzolana e talco [10] ; nel Sulcis l'attuale ricerca di fonti di energia alternative al petrolio ha favorito la ripresa della produzione di lignite.


Idrocarburi in Italia[modifica | modifica sorgente]

I numerosi, se pur piccoli, affioramenti naturali di petrolio, metano presenti lungo la penisola e la sicilia, noti da tempi storici indicano che in parte del sottosuolo italiano sono presenti le condizioni geologiche necessarie per la genesi degli idrocarburi. Questo ha spinto nel secolo XX una vasta attività di ricerca e esplorativa e produzione di idrocarburi naturali che prosegue nel secolo XXI. L'Italia contiene le maggiori riserve di idrocarburi dell'Europa meridionale, i cui giacimenti sono prevalentemente distribuiti secondo tre sistemi tettonico stratigrafici e geochimici: a) metano di origine biogenica presente prevalentemente nelle serie terrigene plio-pleistoceniche (giacimenti in Val Padana, costa e mar Adriatico, Valle del Bradano; b) gas termogenico prevalentemente in giacimenti entro i sedimenti terrigeni di avanfossa di eta' Oligo-miocenica (Cortemaggiore, offshore ionico calabrese, area di Bronte e Gagliano in Sicilia), c) petrolio contenuto entro le serie carbonatiche mesozoiche (giacimenti profondi in Pianura Padana, Val d'Agri, area ragusana, Gela e offshore siciliano; di eta' mesozoica sono anche le principali rocce madri. La produzione annua di petrolio si aggira sui 43.2 milioni di barili ed e' stimato che circa 800 milioni di barili di petrolio si trovino in giacimenti ancora da scoprire [11] .

Carboni fossili in Italia[modifica | modifica sorgente]

Distretti minerari Italiani[modifica | modifica sorgente]

Giacimenti metalliferi italiani[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio minerario di Colonna nei pressi dell'ingresso della miniera di magnetite di Cogne

Giacimenti non metalliferi italiani[modifica | modifica sorgente]

Evaporiti e solfati in Italia[modifica | modifica sorgente]

Minerali radioattivi in Italia[modifica | modifica sorgente]

Geotermia in Italia[modifica | modifica sorgente]

L'Italia fu il primo ed unico paese fino agli anni '50, a sfruttare l'energia geotermica nella zona di Larderello, ed in seguito anche nell'area del Monte Amiata, per produrre energia elettrica. A causa dell'elevato gradiente geotermico, che caratterizza parte della penisola, diverse altre province potenzialmente sarebbero sfruttabili, ricerche svolte negli anni 60-70 hanno individuato potenziali campi geotermici nel Lazio, in Toscana e nell'area dei Campi Flegrei, inoltre gran parte delle isole vulcaniche sono potenzialmente sfruttabili [12]. Pozzi per sfruttare l'energia geotermica a bassa entalpia, per riscaldamento di edifica sono stati perforati in Friuli, nell'area di Grado.

Nell'arco alpino sono presenti diverse sorgenti ad acqua calda, in alcuni casi utilizzate per bagni termali.

Materiali per costruzione in Italia[modifica | modifica sorgente]

Materiali naturali per l 'indistria[modifica | modifica sorgente]

Risorsa acqua in Italia[modifica | modifica sorgente]

Riserve idriche [modifica | modifica sorgente]

Sorgenti termali italiane[modifica | modifica sorgente]

Geomorfologia Italiana[modifica | modifica sorgente]

Ghiacciai italiani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghiacciai delle Alpi.
Lo stato del ghiacciaio dei Forni, il maggiore ghiacciaio vallivo italiano nel luglio 1994

Le Alpi per la loro altezza[13]presentano molti ghiacciai. Per la maggiore altitudine delle montagne i ghiacciai alpini sono più presenti nelle Alpi Occidentali massiccio del Monte Bianco, nel massiccio del Monte Rosa, nel massiccio del Gran Paradiso; nelle Alpi Centrali e nelle Alpi Orientali se ne trovano, ma di minore entità.

Dopo la fine della piccola era glaciale, dal 1850 ad oggi i ghiacciai delle Alpi si sono fortemente ritirati.

Nel corso delle glaciazioni quaternarie i ghiacciai si formarono anche lungo la catena apenninica, oggi ne rimane il Ghiacciaio del Calderone in Abruzzo, e nella medesima area sono presenti dei piccoli nevai attorno la Majella.

Carsismo italiano[modifica | modifica sorgente]

Il carsismo è presente nelle successioni carbonatiche affioranti nelle Alpi, nel Sudalpino e negli Appennini. Il termine carsismo prende origine dai fenomeni presenti nella regione del Carso con la Grotta Gigante, e il complesso delle Grotte di Postumia, e l'inconsueto sviluppo del fiume Timavo che scorre per circa 40 km sottoterra.

Altri grandi complessi carsici si trovano nelle Alpi Apuane, favoriti della grande potenza degli strati calcarei con centinaia di grotte, abissi, sifoni, inghiottitoi.

Nei calcari dell'avanpaese apulo la grotta più nota è quella di Castellana, il territorio del Gargano presenta oltre 4000 doline,più di 600 grotte, fenomeni carsisci sono presenti anche sull'Alta Murgia barese.

Di notevole interesse sono anche i fenomeni carsici presenti nei gessi messiniani che hanno generato doline e grotte incluse nel territorio del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa.

Geomorfologia delle coste italiane[modifica | modifica sorgente]

Limnologia Italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laghi italiani.

Idrografia Italiana[modifica | modifica sorgente]

I fiumi più larghi e di maggiore portata appartengono alla regione alpina data la disposizione e l'elevatezza del rilievo.

Lungo la penisola, invece, data la disposizione della catena appenninica ed il diverso declivio dei due versanti, i corsi d'acqua sui versanti adriatico e Mar Ionio percorrono brevi valli trasversali e, tranne il Reno, non superano mai i 200 km in lunghezza, mentre una decina appena supera i 100 km; sul versante tirrenico invece, sono mediamente più lunghi perché i contrafforti appenninici e la fascia sub-appenninica sono più ampi. I fiumi che si versano nel Tirreno sono più lunghi anche perché per il primo tratto, seguono valli longitudinali (valli appenniniche) e corrono poi trasversali rispetto all'asse della catena, nella zona sub-appenninica.

Data la collocazione delle sorgenti ed il regime della piovosità locale, i fiumi d'Italia si dividono in:

  • fiumi alpini : di origine glaciale, soggetti a piene nella stagione primaverile ed estiva. I laghi che frequentemente occupano le parti più depresse delle valli alpine servono a smorzare l'impeto dei fiumi e a chiarificare le loro acque torbide. Infatti, data la rapidità delle valli da cui i fiumi scendono, notevole è la velocità delle loro acque e sensibile la loro attività di erosione e di trasporto di detriti rocciosi. La decantazione è appunto il processo, per cui questo materiale viene abbandonato nei laghi di cui tali fiumi sono immissari.
  • fiumi appenninici: soggetti a piene improvvise primaverili ed autunnali di contro a magre estive piuttosto accentuate nell'Appennino Settentrionale, quasi assolute in quello meridionale, fatta eccezione per alcuni corsi d'acqua (Aterno-Pescara, Sele, Volturno, Liri-Garigliano, per limitarsi a quelli che sfociano direttamente in mare, cui s'aggiungono Velino, Nera, Aniene tutti nel bacino del Tevere, ecc.) che sono alimentati da grosse sorgenti carsiche che scaturiscono al margine di zone caratterizzate da rocce permeabili fessurate. Mancano infatti sull'Appennino nevai e ghiacciai (l'unico ghiacciaio, seppur esiguo, è quello del Calderone, sul versante settentrionale del Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso, in Abruzzo); non sempre poi l'acqua piovana si raccoglie inalvei fluviali costituiti da terreno impermeabile, tale cioè da permettere una discreta media portata annua.

Geofisica Italiana[modifica | modifica sorgente]

Sismologia dell' Italia[modifica | modifica sorgente]

Attività sismica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di terremoti in Italia.

Per la sua situazione geodinamica il territorio italiano, è frequentemente soggetto a terremoti. I fenomeni sismici costituiscono un primato dell'Italia in Europa;[14], indagini storiche su 1300 sismi distruttivi, avvenuti negli ultimi 1000 anni nel mediterraneo centrale ben 500 hanno interessato l'Italia [15]; analisi dei movimenti focali indicano che essi sono per lo più distribuiti lungo le aree interessate dalla tettonica alpina e appennica, ove sono causati ripettivamente da movimenti lungo faglie inverse o sovrascorrimenti e faglie dirette [16]. Nel Tirreno meridionale, la distribuzione degli ipocentri dei terremoti, fino ad una profondita' di 500 chilometri permette di definire la presenza di un piano di Benioff indicante la subduzione della litosfera ionica oceanica al di ostto dell'arco calabro peloritano

Gravimetria dell' Italia[modifica | modifica sorgente]

Magnetometria dell' Italia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AAVV, Italie, Introduction à la géologie général, 26^ Congres Geologique International, Paris, 1980
  • Carlo Doglioni, Giovanni Flores, Italy in Encyclopedia of European and Asian regional geology (pp. 414-435), Chapman & Hall, 1994
  • J. Aubouin, R. Brousse, Compendio di geologia vol 2 (pp473-483), CEA, Milano, 1977
  • Ardito Desio, Geologia dell'Italia, UTET, 1973, ISBN, 8802034079
  • AAVV-ENI, Geologia d'Italia, in Enciclopedia del Petrolio e del gas naturale, 1963
  • R. Fantoni, F. Bertello, R. Franciosi, V. Gatti, M.Ghielmi, A. Pugliese, Hydrocarbon occurences in Italy. In: (Eds.) Marco Beltrando, Angelo Peccerillo, Massimo Mattei, Sandro Conticelli, and Carlo Doglioni, The Geology of Italy, Journal of the Virtual Explorer, Electronic Edition, volume 36, paper 32, 2010
  • D. Scrocca, C. Doglioni, F. Innocenti, Contraints for an interpretation of the italian geodynamics: a review, Memorie Descrittive Carta Geologica d’Italia. LXII, pp. 15-46, 16 figg., 2003.
  • Gian Battista Vai, W. Glen E. Caldwell, The Origins of Geology in Italy, Geological Society of America, Issue 411, 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr J. Aubouin, 1977
  2. ^ P. Scandone, M. Stucchi, La zonazione sismogenetica ZS4 come strumento per la valutazione della pericolosità sismica, 2000
  3. ^ Schmid, Stefan M. (2004) Tectonic map and overall architecture of the Alpine orogen. Eclogae Geologicae Helvetiae 97: 93–117.
  4. ^ Compagnoni, R. (2003) HP metamorphic belt of the western Alps. Episodes 26 (3): 200–204.
  5. ^ O.A. Pfiffner, Geologie der Alpen (in german), Haupt Verlag, 2009. ISBN 978-3-8252-8416-9
  6. ^ Marthaler (2001)
  7. ^ Nella letteratura francese spesso viene chiamato "Dauphinois zone" ovvero dominio delfinese o delfinato
  8. ^ Vedi APAT, Geological map of Italy, 2004
  9. ^ Cfr. Scrocca et alii, 2003
  10. ^ Cfr. P. Zuffardi: Ressources naturelles in AAVV, Italie, Introduction à la géologie général, 1980.
  11. ^ Cfr. Fantoni et alii, 2010
  12. ^ cfr Inventario delle risorse geotermiche nazionali, 1988 online
  13. ^ Le Alpi possiedono numerosi 4.000.
  14. ^ AA.VV, op. cit., pp. 782-783.
  15. ^ geologia regionale
  16. ^ Cfr. Scrocca, 2003


Categoria:Geologia italiana