Utente:Bramfab/Geologia italiana

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Italia (Geologia)[modifica | modifica wikitesto]

Introduzione Geologia Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Mappa geologica europea

Geologia Italiana Inquadramento generale[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione della geologia italiana risulta molto complessa poiche' l'area geografica identificata come penisola italiana e le sue maggiori isole è il risultato di numerosi eventi geologici connessi ai movimenti relativi di due placche litosferiche: quella africana e quella europea i cui margini frammentandosi durante i loro movimenti relativi di allontanamento con la formazione dell'oceano Tetide e quindi avvicinamento e conseguente della chiusura della tetide e apertura dell'oceano Atlantico hanno dato origine ad una serie di microplacche interposte, non sempre ben definite, e all'oceanizzazione in corso di una vasta area del Mar Tirreno e del bacino balearico a ovest della Sardegna.

I confini geografici di quest'area non coincidono con limiti di natura geologica: lo spartiacque riconoscibile sulla catena alpina non individua il limite di alcuna provincia geologica e alle Bocche di Bonifacio non segnano alcuna suddivisione geologica fra Sardegna e Corsica [1].

Frontespizio dei Principi di geologia con immagine del Tempio di Serapide

La presenza di un rilevante e attivo vulcanismo neogenico e la elevata sismicita' di gran parte dell'Italia, testimoniano il complesso assetto geodinamicamente ancora attivo dell'area e ne fanno una delle regioni geologiche più attive del globo.

In questo assetto, dopo circa due secoli di studi, si riconosce un dominio europeo, legato alle vicende del margine meridionale della placca europea, che include il blocco sardo-corso con parte del mar Tirreno solidale, presumibilmente l'arco Calabro Peloritano, il bacino del Mediterraneo occidentale, il sistema di falde alpine a vergenza europea, costituite principalmente da rocce metamorfiche con intrusioni di batoliti e testimonianti della compressione africana verso l'Europa. La linea Insubrica separa questo dominio dal Sudalpino che e' formato da un sistema di falde a vergenza adriatica, costituite principalmente da sequenze calcaree che si prolunga ad est nelle Dinaridi [2].

Entro la catena appenninica la linea tettonica Ancona Anzio separa l'Appennino settentrionale, principalmente costituito da flysh terrigeni, dall'Appennino meridionale in cui le formazioni carbonatiche sono più abbondanti, entrambi caratterizzati da un sistema di falde che sovrascorre sull'avampaese apulo che costituisce la parte affiorante della Placca adriatica che si estende dal mar Ionio fino all'estremità occidentale della val Padana e che costituiva un "promontorio" settentrionale della placca africana.

La Sicilia in parte risulta formata da unita' magrebidi derivanti dal margine convergente africano deformato, mentre le isole a sud del Canale di Sicilia, quali Pantelleria condividono la geologia della provincia tunisina. Il mar Tirreno presenta una crosta neogenica di carattere oceanico in espansione in due aree: il bacino di Marsili e quello di Vavilov, mentre si ritiene che una crosta oceanica mesozoica sia presente nel mar Ionio al di sotto di una massiccia copertura sedimentaria.

L'assetto nella geologia Europea e nella geologia del Mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

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Schema strutturale del Mediterraneo

La formazione del Mar Mediterraneo e' avvenuta in tempi geologicamente recenti ed il Mediterraneo costituisce il risultato dello scontro fra le placche africane-arabiche e quella europea che ne ha modellato la struttura geologica, e ha comportato la distruzione di gran parte della crosta oceanica della Tetide assieme ad una sempre maggiore connessione di questo bacino con il sistema oceanico globale.

La penisola italiana risulta formata dal corrugamento generato della cintura orogenetica terziaria, detta catena Alpino-Himalaiana, formatasi durante l'orogenesi Alpina a seguito della chiusura della Tetide. Questa catena montuosa, formatasi da falde sovrapposte (chiamate thrust-belts nella letteratura in lingua inglese) inizia dalle montagne dell'Atlante, in Nord Africa, prosegue quindi per la Sicilia, gli Appennini, le Alpi, le Dinaridi, le Ellenidi, terminando nella catena Himalaiana. Connesso allo stesso evento si osserva la formazione di ampi bacini distensivi.

In questo contesto la penisola italiana separa il mediterraneo occidentale, caratterizzato da aree in cui e' attiva una tettonica distensiva e formazione di una nuova e giovane crosta di tipo oceanico, ovvero in corso di oceanizzazione, dal mediterraneo orientale con aree in cui e' ancora presente una crosta oceanica tetidea e con bordi sismicamente attivi.

Durante il Miocene si ebbe inizialmente la scomparsa delle connessioni del mediterraneo con l'oceano Indo-Pacifico e l'apertura nel miocene inferiore del bacino Algerino-balearico e nel miocene superiore la diminuzione progressiva, fino alla chiusura delle comunicazioni con l'oceano Atlantico, in tal modo il bacino Mediterraneo e' diventato un bacino marginale. A partire dal Miocene superiore al Pleistocene si assiste all'apertura del mar Tirreno. Il Pliocene inizia con una rapida trasgressione marina che indica l'apertura, attraverso la soglia di Gibilterra, delle comunicazioni con l'Atlantico. Sempre nel pleistocene avviene il sollevamento di gran parte della penisola e della Sicilia facendo emergere vasti affioramenti di sedimenti marini neogenici e quaternari, ricchi in fossili e spesso caratterizzati da una ciclicità' di sedimentazione [3].

Geologia Italia Quadro Strutturale[modifica | modifica wikitesto]

Geologia delle Alpi[modifica | modifica wikitesto]

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Schema tettonico delle Alpi

Le Alpi formano un arco montuoso con vergenza verso nord attorniante il bacino di avanpaese del Po ed hanno un assetto geologico molto complesso.

Geologicamente vengono suddivise considerando la posizione dei suoi elementi strutturali rispetto alla Linea Insubrica o linea Periadriatica ben riconoscibile a scala regionale, sviluppata, con orientamento prevalente est-ovest attraverso tutte le Alpi e che rappresenta il contatto in superficie tra le vecchie placche tettoniche Apula ed Eurasia. A sud di questa linea si trovano le unità piegate e sovrascorse del Sudalpino, a nord si distinguono tre domini paleogeografici: l'Elvetico, il Pennidico e l'Austroalpino, caratterizzati da rocce diverso grado di metamorfismo. Questa suddivisione riflette anche le originarie aree paleogeografiche delle rocce: la zona elvetica contiene rocce provenienti dalla placca europea, la zona austroalpina contiene rocce dalla placca apula, mentre la zona pennidica contiene di un vecchio bacino oceanico compreso tra le prime due zone[4][5][6].

Schema delle falde alpine[7].

Le Alpi proseguono nelle adiacenti catene montuose: gli Appennini nel sudovest, le Dinaridi nel sudest e i Carpazi nel nordest. Ad est le Alpi sono delimitate dal bacino viennese e dal bacino Pannonico.

Dominio Elvetico[modifica | modifica wikitesto]

Nel dominio elvetico [8] si distinguono diverse unita' tettonicamente differenti.

A nord si riconoscono le "falde elvetiche" costituite da un impilamento di sovrascorrimenti traslati sopra il bacino Molassico nell'avanpaese alpino. Sono formate principalmente da rocce sedimentarie mesozoiche di ambiente marino: calcari, marne e argille; queste falde sono completamente scollate dal loro originario basamento, costituito dal margine meridionale della placca europea.

Nella Svizzera orientale le falde elvetiche sono sovrascorse sopra il "complesso infraelvetico", che e' composto da sedimenti mesozoici autoctoni depostisi sopra un basamento ercinico, questi sedimenti sono coevi con quelli delle falde elvetiche, ma furono deposti piu' a settentrione rispetto a quello che era il pendio continentale e quindi sono costituiti da rocce rappresentative di facies sedimenatrie di acque meno profonde. Il complesso infraelvetico internamente e' deformato da sovrascorrimenti e pieghe che proseguono nel basamento ercinico. Essendoci continuità fra basamento e copertura sedimentarie geologicamente nella zone non sono riconosciute falde di ricoprimento


Dominio Pennidico[modifica | modifica wikitesto]

Il 'Dominio Pennidico (o Falda Pennidica o Pennidico) è principalmente presente nell'area occidentale, rispetto all'area orientale dove affiorano in una ristretta banda. Il suo nome deriva dalla regione delle Alpi Pennine ove questa formazione è abbondante. Tra le varie falde alpine l'area pennidica è quella con rocce a maggior grado metamorfico. In origine le sue rocce furono sedimenti depostisi sulla crosta oceanica che esisteva tra la placca Europea e la placca Apula, successivamente subdotti e infine riesumati fino alla superficie.

La falda pennidica è suddivisibile in 4 unita':

Il dominio Pennidico è separato da dominio Elvetico dal lineamento tettonico chiamato Fronte Pennidico.

Dominio Austroalpino[modifica | modifica wikitesto]

Linea Insubrica[modifica | modifica wikitesto]

La Linea Insubrica è un'importante lineamento tettonico, formato da un sistema di faglie regionali collegate fra loro (Linea del Canavese, Linea del Tonale, Linea della Pusteria o Linea del Gail, linea delle Giudicarie) con orientamento prevalente est-ovest e giacitura subverticale, che separa geologicamente la catena principale delle Alpi Centrali dal dominio delle Alpi calcaree meridionali.

Sudalpino[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a sud della linea insubrica, e' costituito da impilamenti di falde con vergenza meridionale, che continuano nel sottosuolo padano al disotto dei depositi recenti, fino ad incontrarsi con le pieghe sepolte dell'appenino settentrionale. Stratigraficamente vi si individua un basamento metamorfico, al di sopra del quale si sviluppa una serie sedimentaria che va dal Carbonifero al Pliocene, ed è principalmente costituita dalla successione prevalentemente carbonatica mesozoica che forma le cosiddette Alpi calcaree meridionali.

Nell'area Sudalpina sono presenti intrusioni magmatiche legate a due fasi orogenetiche, quella ercinica Permiana (granito di Bressanone e granito di Cima d'Asta e alpina Oligocenica, che ha dato luogo al magmatismo periadriatico (plutoni di plutone di Traversella e Biella, Il plutone dell'Adamello, quello della val Masino-Bregaglia e quello delle vedrette di Ries.

Zona Ivrea Verbano[modifica | modifica wikitesto]

La Zona Ivrea Verbano è un elemento strutturale, caratterizzato da una anomalia gravimetrica positiva, costituito da una porzione della microplacca Adriatica sottoposta a subduzione. Geologicamente è considerato parte dell'unità strutturale del Sudalpino, di cui costituisce l'area occidentale.

L' Appenino Settentrionale geologia[modifica | modifica wikitesto]

Tipico paesaggio a calanchi e in primo piani olistostroma, dell'appennino

L' Appennino Settentrionale è compreso fra da due grandi strutture con una forte componente trascorrente: a nord la linea Sestri-Voltaggio, ed a sud la linea Ancona-Anzio. È costituito da impilamento di falde (ovvero unità tettoniche): masse rocciose di notevole estensione orizzontale che durante i movimenti orogenetici sono traslate di decine o centinaia di chilometri impilandosi le une sulle altre, al di sopra di un basamento più antico [9]. La catena appenninica settentrionale è il risultato della sovrapposizione tettonica di due domini paleogeografici diversi: una parte interna ligure-emiliana (dominio liguride) e una parte esterna umbro-Marchigiana.

Liguridi[modifica | modifica wikitesto]

Sono falde di rocce provenienti da un originario bacino oceanico, costituite da ofioliti, ossia basalti di fondo oceanico metamorfosati e ricoperte da una potente serie sedimentaria terrigena.

Affioramento di Flysch di Albidona

Elmintoidi

Dominio Umbro Marchigiano[modifica | modifica wikitesto]

Basamento Toscano[modifica | modifica wikitesto]

Le Apuane geologia[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Apuane costituiscono un nucleo di rocce metamorfiche (assieme al Monte Pisano, Dorsale Montagnola senese - Monticiano/Roccastrada) che affiora come finestra tettonica, composto da successioni meso-cenozoiche metamorfosate coperte da successioni meso-cenozoiche non metamorfosate.

L' Appenino Centrale geologia[modifica | modifica wikitesto]

L' Appennino meridionale geologia[modifica | modifica wikitesto]

Geologicamente l'Appennino meridionale a nord è limitato dalla linea Ancona-Anzio, un sistema regionale di faglia trascorrente orientata NNE-SSW, a sud invece continua sino ai rilievi della Sicilia settentrionale. L' Arco Calabro-Peloritano, che in gran parte include la regione calabrese, compreso tra il sistema trascorrente di Sangineto e il sovrascorrimento di Taormina, presenta caratteri peculiari rispetto alle catene contigue, sia dal punto di vista petrografico con la presenza di rocce ignee che strutturale. L'avampaese della catena è rappresentato da un'alternanza di piattaforme carbonatiche e successioni bacinali originatesi durante il rifting mesozoico.

Geologia della Calabria[modifica | modifica wikitesto]

La Calabria appartiene al dominio geologico chiamato Arco Calabro Peloritano che viene interpretato dai geologi come un frammento distinto di catena Alpina s.s., infatti a differenza dell'Appennino meridionale e' costituito da unità tettoniche di rocce non calcaree, bensì metamorfiche o cristalline, in parte risalenti almeno al Paleozoico. L'interpretazione dell'arco calabro ha da sempre rappresentato uno dei problemi più interessanti della geologia del Mediterraneo.

Sicilia e Canale di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Mar Tirreno geologia[modifica | modifica wikitesto]

Circa il Mar Tirreno è da tenere in particolare considerazione come l'area sia interessata da tettonica distensiva nel cui contesto assumono importanza di primo piano i seamount di Marsili e Vavilov.

Mar Ionio geologia[modifica | modifica wikitesto]

Avampaese Adriatico[modifica | modifica wikitesto]

Blocco sardo-corso[modifica | modifica wikitesto]

Il blocco sardo-corso è, un frammento di litosfera continentale, di pertinenza europea, che include le isole di Sardegna e Corsica.

30 milioni di anni fa tale blocco, staccandosi dalla Provenza ha incominciato ad allontanarsi dalla placca europea, in particolare , ruotando in senso antiorario.

Pianura Padana e Veneta geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo assetto contemporaneo è il risultato dell’azione di numerosi corsi d’acqua che hanno, in successivi tempi geologici e storici, asportato e apportato sedimenti fluviali al bacino marino costiero, soggetto a fenomeni di subsidenza, che occupava l’odierna pianura padana. In particolare la gran parte dei depositi superficiali affioranti è il prodotto dell’attività fluviale, successiva all’ultima glaciazione wurmiana che si concluse circa 30000 anni fa. Lo scioglimento dei ghiacciai, liberando una gran quantità d’acqua in tempi geologicamente brevi ha comportato l’erosione dei grandi corpi morenici, edificati precedentemente dall’attività dei ghiacciai; i materiali erosi a monte o in prossimità dei depositi morenici deposti all’inizio delle vallate, furono deposti a valle.

Tuttavia, al di sotto dei depositi continentali fluviali e fluvio-glaciali (che presentano spessori di svariate centinaia di metri) si sviluppa un basamento di origine marina con assetto strutturale complesso e non priva di significato neotettonico.

Sin dal tardo Cretacico, la pianura padana ha rappresentato la parte frontale di due catene di opposta convergenza: l’Appennino settentrionale e le Alpi meridionali. Studi sulla base della sequenza plio-quaternaria nella porzione centrale e meridionale della pianura padana, mostrano lo sviluppo di una serie di bacini sedimentari di tipo sin-orogenetici formatisi a seguito di movimenti ricollegabili a varie fasi tettoniche; la porzione settentrionale della pianura, invece, presenta una struttura monoclinale immergente verso Sud.

L'aspetto finale della pianura padana si è raggiunto con il riempimento definitivo (cominciato nel Pliocene), con depositi dapprima marini e poi continentali, dei bacini ampiamente subsidenti delle avanfosse padane.

Sebbene la definitiva strutturazione del substrato sepolto venga tradizionalmente associata a una fase tettonica pliocenica media-inferiore (databile dalla discordanza esistente tra i sedimenti plio-pleistocenici marini ed il substrato più antico), è opinione sempre più diffusa che i depositi alluvionali quaternari siano stati coinvolti in fasi neotettoniche, condizionando così anche la morfogenesi più recente.

Geologia Storica[modifica | modifica wikitesto]

Stratigraficamente in Italia si ritrovano sedimenti di eta' dal cambriano al quaternario, dubitativamente alcune metamorfiti alternate con arenarie e peliti affioranti in Sardegna sono attribuiti al precambriano [10], tuttavia le sequenze sedimentarie più complete e diffuse iniziano dal Permiano.

PrePaleozoico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Paleozoico italiano [modifica | modifica wikitesto]

Cambriano - Carbonifero Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Permiano Italiano [modifica | modifica wikitesto]

Mesozoico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Triassico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema Triassico è ben rappresentato in Italia, con vaste aree di affioramento nella catena alpina e affioramenti più limitati e discontinui in Appennino e nelle isole. Nella catena alpina in particolare è da tenere in considerazione la successione sedimentaria del Sudalpino, in cui è ampiamente documentato. Eudimorphodon Monte San Giorgio Parco paleontologico di Cene Askeptosaurus italicus Besanosaurus leptorhynchus Ceresiosaurus Lariosaurus Drepanosaurus unguicaudatus Endennasaurus acutirostris

Giurassico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

E' rappresentato da successioni sedimentarie marine sia pelagiche che di piattaforma continentale Saltriosaurus

Cretacico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il reperto di Scipionyx samniticus

Scipionyx samniticus Tethyshadros insularis

Cenozoico Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Paleocene Eocene Oligocene Italiano[modifica | modifica wikitesto]

"Fungo erosionale" il "cappello", un masso ofiolitico (serpentinite), ha protetto dalle intemperie la colonna portante di conglomerato della Formazione del Molare [11]

Eocene Fossili di Bolca Mene rhombea

Oligocene Bacino terziario ligure piemontese Formazione del Molare

Miocene Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Foresta pietrificata di Zuri - Soddì Oreopithecus bambolii Titanocetus sammarinensis

Il miocene superiore o messiniano ovunque e' caratterizzato dalla crisi di salinità del Messiniano, con la conseguente deposizione di vaste sequenze evaporitiche, principalmente gesso verso il basso e salgemma superiormente nella serie quando presente , distribuite entro la Formazione gessoso-solfifera ed una regressione marina generalizzata, a cui puo' seguire una deposizione in ambiente continentale caratterizzato da acque dolci o salmastre.

Pliocene italiano[modifica | modifica wikitesto]

Le linee di costa dell'Italia nel Pliocene.

Nel Pliocene l'Italia aveva un'estensione territoriale ben differente da quella attuale. Le linee di costa erano nettamente differenti come si può vedere nella ricostruzione a lato. Al nord era ancora del tutto assente la Pianura Padana. Questa deve la sua formazione principalmente a due fattori:

  • Il primo dovuto alla deposizione dei detriti portati a valle dal fiume Po e dai suoi affluenti nel corso dei milioni di anni successivi fino ad oggi. Ma questo fattore da solo, nonostante il lasso di tempo trascorso e la quantità di detriti depositati non sarebbe stato sufficiente.
  • Il secondo fattore è infatti dovuto alla spinta tettonica che la placca africana esercita contro la placca europea. Questa spinta nel corso delle centinaia di migliaia di anni ha fatto sollevare la crosta terrestre dell'Europa e in particolar modo dell'Italia, di alcune decine di metri.

Questi due fattori combinati insieme hanno fatto si che al posto del caldo mare tropicale che occupava il Golfo Pliocenico Padano, abbiamo oggi una verdeggiante pianura. Anche il centro Italia, il sud e le isole si presentavano diversamente da come le conosciamo oggi. In Toscana la linea di costa era spostata nell'entroterra di parecchi chilometri rispetto ad oggi, e l'arcipelago toscano era costituito da un maggior numero di isolotti e atolli. La temperatura dell'acqua marina era più elevata di quella attuale, e questo è in parte dimostrato anche dal fatto che la fauna che popolava quell'antico mare, è oggi presente con specie strettamente affini, che vivono nella calde acque dell'Oceano Indianoe dei mari tropicali. Squali, cetacei e una miriade di conchiglie popolavano quelle acque, caratterizzandole con una biodiversità che oggi possiamo ritrovare allo stato fossile, custodito sotto le caratteristiche colline italiane.

Nel pliocene superiore in Toscana si sviluppano una serie bacini lacustri, nota come bacino di Valdarno, ricca in reperti fossili di mammiferi. Foresta fossile di Dunarobba Pliophoca etrusca

Pleistocene Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Ursus spelaeus Cynotherium sardous Panthera gombaszoegensis

Olocene Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Elephas falconeri

Vulcanesimo Italiano[modifica | modifica wikitesto]

[12]

Mappa di localizzazione: Italia
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Vulcani: 1 Vesuvio - 2 Etna - 3 Vulcano - 4 Marsili - 5 Isola Ferdinandea - 6 Stromboli - 7 Magnaghi - 8 Vavilov .

Vulcanismo e geotermia[modifica | modifica wikitesto]

Campi Flegrei: solfatara

Vulcanismo Paleozoico[modifica | modifica wikitesto]

Vulcanismo Colli Euganei[modifica | modifica wikitesto]

Vulcanismo Cenozoico[modifica | modifica wikitesto]

L'elevata attività vulcanica e magmatica neogenica - quaternaria, presente nelle aree appenniniche, mar Tirreno, Sicilia e Canale di Sicilia, e' geologicamente suddivisibile in alcuni province vulcanologiche: a) provincia magmatica toscana , b) provincia magmatica laziale , c) distretto ultra-alkalino umbro laziale , d) provincia vulcanica campana , e) arco eolico e bacino tirrenico, f) avanpaese africano-adriatico [13].

Provincia magmatica toscana[modifica | modifica wikitesto]

veduta aerea della caldera del lago di Vico

I resti di questo vulcanismo ormai estinto sono dati Monte Amiata che costituisce un vulcano estinto, per quanto permanga localmente una attività significativa geotermale, dai Monti Cimini, dalle trachiti che formano i Monti della Tolfa dalla grande caldera che ora contiene il Lago di Vico [14] ,

Provincia magmatica laziale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area laziale e in parte nella confinante campana sono presenti alcuni apparati vulcanici e affioramenti di rocce eruttive e tufi prodotti da un vulcanismo sviluppatosi da circa 60.000 anni fa fino a circa 10000 anni fa ed ora estinto. Alcuni vulcani hanno terminato la loro attività come caldere finendo per dare origine a laghi ancor oggi presenti e con una tipica forma circolare, si riconoscono le aree vulcaniche vulsine, sabatine, di Roccamonfina. I Colli Albani formanti rilievi che si innalzano a sud-est di Roma, sono costituiti dalla caldera e dai coni interni di un vulcano quiescente.

Distretto ultra-alkalino umbro laziale[modifica | modifica wikitesto]

San Venanzo, Cupaello e Polino

Provincia Vulcanica campana [modifica | modifica wikitesto]

Vesuvio, campi Flegrei, Ischia , l'arcipelago delle Isole Ponziane, sede di un vulcanesimo ormai estinto

Vulcanesimo arco eolico e bacino tirrenico[modifica | modifica wikitesto]

Nel Tirreno, a causa della risalita dei magmi prodotti dalla fusione delle rocce della placca ionica in subduzione verso ovest, e' presente una diffusa attività vulcanica. Emersi si trovano i vulcaniche che formano l'arcipelago Isole Eolie costituito da sette isole e qualche scoglio (come lo Strombolicchio) sempre di natura vulcanica, di queste isole Salina, Panarea, Lipari Alicudi e Filicudi sono quiescenti, l'isola di Vulcano e' anch'essa quiescente dal 1890 [15], ma e' caratterizzata da una intensa attività di emissione di gas caldi a cui e' associata un'area termale e con lo Stromboli vulcano attivo con una tipica attività esplosiva chiamata Eruzione di tipo stromboliano|stromboliana, che da questo vulcano prende il nome.

Sui fondali del Tirreno sono stati individuati dei vulcani sottomarini disposti a nord ed ovest rispetto le Eolie, quali i monti Lametini, Alcione, Palinuro, Sisifo, Enarete, Eolo e il Marsili, quest'ultimo con i suoi 70 km di lunghezza e 30 km di larghezza (pari a 1650 chilometri quadrati di superficie) rappresenta uno dei vulcani più estesi d'Europa, si eleva per circa 3000 metri dalla piana tirrenica, arrivando con la sommità a circa 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno e costituisce un centro di espansione del Tirreno. Più isolati, al centro del Tirreno si trovano il Vavilov e il Magnaghi.

Vulcanismo dell'avanpaese africano-adriatico[modifica | modifica wikitesto]

Vulcanesimo Appennino meridionale[modifica | modifica wikitesto]

In Basilicata si trova il Vulture, un vulcano estinto, attivo fino al Pleistocene superiore, si tratta di un edifico vulcanico isolato, la cui cima raggiunge i 1.327 m di altitudine, in posizione più esterna verso l'avampaese apulo, rispetto ai coevi complessi vulcanici tirrenici, .

Vulcanesimo Siciliano[modifica | modifica wikitesto]

Etna Eruzioni dell'Etna

Vulcanesimo Canale di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Canale di Sicilia l'isola di Pantelleria e' formata da un corpo vulcanico, e sono presenti attività vulcaniche sottomarine, di cui l'Isola Ferdinandea costituisce il fenomeno più noto e studiato, assieme ai vicini vulcani sommersi di Nerita, Empedocle, Terribile (Vulcano) e Senzanome.

Vulcanetti di fango[modifica | modifica wikitesto]

Maccalube

Risorse geologiche[modifica | modifica wikitesto]

Risorse minerarie[modifica | modifica wikitesto]

Ragusano:pompe di estrazione petrolifera a testa pozzo

Minerariamente sono presenti numerosi giacimenti minerari di varia tipologia, e fino a qualche decennio fa si aveva una produzione interessante di mercurio, antimonio, piombo, zinco, argento, ferro e di minerali quali pirite, fluorite, amianto, e bauxite. Oggi tuttavia i giacimenti sfruttabili economicamente sono pochi, l'attivita' mineraria rimasta e' concentrata sui sali evaporitici, le marne cementizie, le argille (principalmente bentonite e montmorillonite) e feldspati per l'industria ceramica e refrattari, sempre attiva l'attivita' estrattiva, tipica per l'Italia, delle sue famose e numerose cave di marmo ed altre rocce per l'edilizia, l'estrazione di pomice, ossidiana, pozzolana e talco [16] ; nel Sulcis l'attuale ricerca di fonti di energia alternative al petrolio ha favorito la ripresa della produzione di lignite.


Idrocarburi in Italia[modifica | modifica wikitesto]

I numerosi, se pur piccoli, affioramenti naturali di petrolio, metano presenti lungo la penisola e la sicilia, noti da tempi storici indicano che in parte del sottosuolo italiano sono presenti le condizioni geologiche necessarie per la genesi degli idrocarburi. Questo ha spinto nel secolo XX una vasta attività di ricerca e esplorativa e produzione di idrocarburi naturali che prosegue nel secolo XXI. L'Italia contiene le maggiori riserve di idrocarburi dell'Europa meridionale, i cui giacimenti sono prevalentemente distribuiti secondo tre sistemi tettonico stratigrafici e geochimici: a) metano di origine biogenica presente prevalentemente nelle serie terrigene plio-pleistoceniche (giacimenti in Val Padana, costa e mar Adriatico, Valle del Bradano; b) gas termogenico prevalentemente in giacimenti entro i sedimenti terrigeni di avanfossa di eta' Oligo-miocenica (Cortemaggiore, offshore ionico calabrese, area di Bronte e Gagliano in Sicilia), c) petrolio contenuto entro le serie carbonatiche mesozoiche (giacimenti profondi in Pianura Padana, Val d'Agri, area ragusana, Gela e offshore siciliano; di eta' mesozoica sono anche le principali rocce madri. La produzione annua di petrolio si aggira sui 43.2 milioni di barili ed e' stimato che circa 800 milioni di barili di petrolio si trovino in giacimenti ancora da scoprire [17] .

Carboni fossili[modifica | modifica wikitesto]

Tagliatrice della miniera di lignite di Serbariu (Sulcis)

Non ci sono giacimenti importanti di carbone. E' ancora parzialmente in produzione il bacino carbonifero del Sulcis nella parte sud-occidentale della Sardegna, tra i territori dei comuni di Carbonia, Gonnesa e Portoscuso. Un piccolo giacimento di antracite, risalente al carbonifero, era sfruttato nei secoli XIX e XX (fino al 1966) a La Thuile in valle d'Aosta, mentre una miniera di lignite rimase attiva in Toscana a Ribolla per circa un secolo, prima di essere chiusa causa un grave incidente nel 1954 [18]. In Umbria, nei dintorni di Pietrafitta erano attive miniere per l'estrazione di lignite da sedimenti pleistocenici lacustri [19]. Durante il periodo autarchico e seconda guerra mondiale venne tentato lo sfruttamento di piccoli giacimenti del carbonifero di Manno presenti in val Sanagra e proseguito lo sfruttamento di quello di lignite a Leffe in Lombardia [20] . Durante l'autarchia una miniera di carbone era coltivata ad Arsia nell'Istria.

Distretti minerari Italiani[modifica | modifica wikitesto]

Giacimenti metalliferi italiani[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio minerario di Colonna nei pressi dell'ingresso della miniera di magnetite di Cogne

Parco_tecnologico_e_archeologico_delle_Colline_Metallifere_grossetane. Nel monte Amiata sono presenti discreti giacimenti di cinabro, da cui e' possibile ricavare il mercurio. In Sardegna il fluoro viene estratto dalle miniere Silius, ed era anche sfruttato nelle miniere di fluorite a Zogno nella bergamasca.

Giacimenti di ferro (principalmente presente nell'isola in ematite e pirite, e in minor quantità in limonite e magnetite) sono presenti nell'Isola d'Elba (ove era sfruttato fin dal tempo degli etruschi, in Sardegna (area di Nurra) e a Cogne (magnetite) in Valle d'aosta, a Dongo (siderite) nell'alto comasco, in Val Trompia (siderite) [21] e in Val Seriana e in Val di Scalve, ove lo sfruttamento risale almeno tempo dell'Impero Romano [22], un piccolo giacimento d magnetite venne coltivato a Traversella (Ivrea), nelle alpi carniche nelle valli di Malborghetto e Ugovizza [23] . Altri giacimenti di minime dimensioni sono sparsi nella penisola, e saltuariamente sono stati sfruttati, senza avere tuttavia dimensioni tali da garantirne uno sfruttamento continuativo nel tempo, anche durante il periodo di autarchia.

In Liguria a Gambatesa fu attiva fino 2009 la maggior miniera di manganese d'Europa, il metallo veniva prodotto estraendo la braunite.

Giacimenti non metalliferi italiani[modifica | modifica wikitesto]

A Darzo a partire da fine secolo XIX agli anni '70 furono attive miniere di barite [24]

Evaporiti e solfati in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Zolfo di Sicilia, salgemma di Saline di Volterra https://it.wikiversity.org/wiki/Le_miniere_di_salgemma_(Sicilia) http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/condimenti/sale_marino_e_salgemma.htm

Minerali radioattivi in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Piccoli giacimenti di pechblenda sono presenti in val Vedello e a Novazza nelle Orobie lombarde.

Geotermia in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione geotermica a Sasso Pisano

L'Italia fu il primo ed unico paese fino agli anni '50, a sfruttare industrialmente l'energia geotermica nella zona di Larderello, ed in seguito anche nell'area del Monte Amiata, per produrre energia elettrica.

A causa dell'elevato gradiente geotermico, che caratterizza parte della penisola, diverse altre province potenzialmente sarebbero sfruttabili, ricerche svolte negli anni 60-70 hanno individuato potenziali campi geotermici nel Lazio, in Toscana e nell'area dei Campi Flegrei, inoltre gran parte delle isole vulcaniche sono potenzialmente sfruttabili [25].

Pozzi per sfruttare l'energia geotermica a bassa entalpia, per riscaldamento di edifica sono stati perforati in Friuli, nell'area di Grado.

Nell'arco alpino sono presenti diverse sorgenti ad acqua calda, in alcuni casi utilizzate per bagni termali.

Materiali per costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Frontone di Santa Maria Novella, esempio di utilizzo decorativo combinato di alcuni marmi italiani

Tufo Tufara di Fiano, Travertino, marmo, marna cementizia, Ardesia a Lavagna in Liguria.

Materiali naturali per l 'industria[modifica | modifica wikitesto]

La pomice estratta dalle isole Lipari, pregiata in quanto molto ricca in silice pone l'Italia tra i primi prodottoti mondiali di questa roccia l'Italia è uno dei maggiori fornitori al mondo di pomice. La pomice estratta proviene soprattutto da Lipari. L'Italia e' anche uno dei maggiori produttori mondiali di minerali feldspatici.

Amianto: a Balangero in Piemonte era attiva la maggior miniera di questo minerale in Europa.

A Volterra si estrae e viene lavorato un pregiato alabastro gessoso.

Risorsa acqua in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Riserve idriche [modifica | modifica wikitesto]

Sorgenti termali italiane[modifica | modifica wikitesto]

Geomorfologia Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Ghiacciai italiani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghiacciai delle Alpi.
Lo stato del ghiacciaio dei Forni, il maggiore ghiacciaio vallivo italiano nel luglio 1994

Le Alpi per la loro altezza, vi sono numerose vette alpine superiori a 4000 metri, contengono molti ghiacciai. Per la maggiore altitudine delle montagne i ghiacciai alpini sono più abbondanti nelle Alpi Occidentali massiccio del Monte Bianco, nel massiccio del Monte Rosa, nel massiccio del Gran Paradiso; nelle Alpi Centrali e nelle Alpi Orientali se ne trovano, ma di minore entità.

Dopo la fine della piccola era glaciale, dal 1850 ad oggi i ghiacciai delle Alpi si sono fortemente ritirati ed il loro numero e la loro estensione e' in diminuzione.

Nel corso delle glaciazioni quaternarie i ghiacciai si formarono anche lungo la catena appenninica, di questi nel secolo XXI ne rimane il Ghiacciaio del Calderone in Abruzzo, e nella medesima area sono presenti dei piccoli nevai attorno la Majella.

Le glaciazioni quaternarie hanno lasciato loro tracce ben riconoscibili anche sotto forma di depositi morenici estesi in varie aree settentrionali della penisola, arrivando a costituire in tali casi dei tipici anfiteatri morenici, tra cui Anfiteatro morenico di Ivrea, Anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana e l'Anfiteatro_morenico_del_Garda, numerosi massi erratici sparsi nei luoghi che erano ricoperti dalle coltri glaciali, le caratteristiche piramidi di terra derivanti dall'erosione di depositi morenici, rocce montonate e numerose valli alpine con il tipico profilo a U.

Carsismo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il carsismo è presente nelle successioni carbonatiche affioranti nelle Alpi, nel Sudalpino e negli Appennini. Il termine carsismo prende origine dalle caratteristiche morfologie presenti nella regione del Carso sia con i fenomeni ipogei come con la Grotta Gigante, e il complesso delle Grotte di Postumia, e l'inconsueto sviluppo del fiume Timavo che scorre per circa 40 km sottoterra, e sia con quelli superficiali come doline, inghiottitoi e campi solcati.

In Liguria sono famose le grotte di Toirano e quelle dei Balzi Rossi, frequentate dagli uomini primitivi.

Altri grandi complessi carsici si trovano nelle Alpi Apuane, favoriti della grande potenza degli strati calcarei con centinaia di grotte, abissi, sifoni, inghiottitoi, le cavità più famose sono l'Antro del Corchia e la Grotta del Vento. Nelle Marche sono rinomate le Grotte di Frasassi.

Nei calcari dell'avanese apulo la grotta più nota è quella di Castellana, il territorio del Gargano presenta oltre 4000 doline, più di 600 grotte, fenomeni carsici sono presenti anche sull'Alta Murgia barese.

Di notevole interesse sono anche i fenomeni carsici presenti nei gessi messiniani che hanno generato doline e grotte incluse nel territorio del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa.

Attorno all'Etna si trovano alcune grotte di origine vulcanica come la Grotta del Gelo e la Grotta delle Palombe.

Geomorfologia delle coste italiane[modifica | modifica wikitesto]

Limnologia Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laghi italiani.

Nell'area pedealpina sono presenti in Lombardia e al confine con Piemonte e Veneto una serie di laghi prevalentemente orientati in direzione nord-sud: lago Maggiore, lago di Varese, lago di Lugano, lago di Como, lago d'Idro, lago di Garda, studi batimetrici di questi laghi hanno mostrato che sono impostati lungo criptodepressioni che si ritengono formatesi durante la fase continentale della crisi di salinità messiniana, in epoche piu' recenti queste depressioni hanno ospitato le grandi lingue glaciali formatisi durante gli stadi glaciali.

Laghi d'origine glaciale: lago di Monate, lago del Segrino



Laghi di Martignano e Bracciano

Nell'appenino centrale sono presenti numerosi laghi di origine vulcanica: lago di Bolsena, lago di Bracciano, lago di Martignano, lago di Vico, lago Albano, lago di Nemi dal profilo sub circolare, formatisi occupando caldere e crateri vulcanici non più attivi.

Il lago Trasimeno, il maggior lago appenninico invece e' di origine tettonica e la sua genesi e' connessi all'orogenesi appenninica.

Nell'area alpina si trovano anche piccoli laghi Laghi formatisi a seguito di sbarramento per frana: lago di Antrona frana del 1642, Lago di Alleghe frana del 1771.

Idrografia Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Data la collocazione delle sorgenti ed il regime della piovosità locale, i fiumi d'Italia si dividono in:

  • fiumi alpini : sono i fiumi più larghi e di maggiore portata data la disposizione e l'elevatezza del rilievo. Spesso di origine glaciale, sono soggetti a piene nella stagione primaverile ed estiva. I laghi che frequentemente occupano le parti più depresse delle valli alpine smorzare l'impeto di questi corsi d'acqua e decantano le loro acque torbide. Infatti, data la rapidità delle valli da cui i fiumi scendono, notevole è la velocità delle loro acque e sensibile la loro attività di erosione e di trasporto di detriti rocciosi. La decantazione è appunto il processo, per cui questo materiale viene abbandonato nei laghi di cui tali fiumi sono immissari.
  • fiumi appenninici: Lungo la penisola, invece, data la disposizione della catena appenninica ed il diverso declivio dei due versanti, i corsi d'acqua sui versanti adriatico e Mar Ionio percorrono brevi valli trasversali e, tranne il Reno, non superano mai i 200 km in lunghezza, mentre una decina appena supera i 100 km; sul versante tirrenico invece, sono mediamente più lunghi perché i contrafforti appenninici e la fascia sub-appenninica sono più ampi.
La fiumara Precariti da Pietra in Calabria

I fiumi che si versano nel Tirreno sono più lunghi anche perché per il primo tratto, seguono valli longitudinali (valli appenniniche) e corrono poi trasversali rispetto all'asse della catena, nella zona sub-appenninica.soggetti a piene improvvise primaverili ed autunnali di contro a magre estive piuttosto accentuate nell'Appennino Settentrionale, quasi assolute in quello meridionale, fatta eccezione per alcuni corsi d'acqua (Aterno-Pescara, Sele, Volturno, Liri-Garigliano, per limitarsi a quelli che sfociano direttamente in mare, cui s'aggiungono Velino, Nera, Aniene tutti nel bacino del Tevere, ecc.) che sono alimentati da grosse sorgenti carsiche che scaturiscono al margine di zone caratterizzate da rocce permeabili fessurate. Mancano infatti sull'Appennino nevai e ghiacciai (l'unico ghiacciaio, seppur esiguo, è quello del Calderone, sul versante settentrionale del Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso, in Abruzzo); non sempre poi l'acqua piovana si raccoglie in alvei fluviali costituiti da terreno impermeabile, tale cioè da permettere una discreta media portata annua. In Calabria sono tipiche le fiumare ossia brevi corsi, caratterizzati da un letto assai largo e ciottoloso, spesso inforrati, con sorgente non ben definita, impetuosi e copiosi di acque durante l'inverno e l'autunno a cui fa risocntro una scarsissima portata d'acqua nonché da relativo moto placido per il resto dell'anno.

Geofisica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Sismologia dell' Italia[modifica | modifica wikitesto]

Ruderi del paese di Bussana Vecchia, distrutto nel terremoto del 1887 e non più ricostruito

Attività sismica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di terremoti in Italia.

Per la sua situazione geodinamica il territorio italiano, è frequentemente soggetto a terremoti. La frequenza dei fenomeni sismici costituisce un primato italiano in Europa;[26], indagini storiche effettuate su 1300 sismi distruttivi, avvenuti negli ultimi 1000 anni nel mediterraneo centrale mostrano che ben 500 hanno interessato l'Italia [27]; analisi dei movimenti focali indica che essi sono per lo più distribuiti lungo le aree interessate dalla tettonica alpina e appenninica, ove sono causati rispettivamente da movimenti lungo faglie inverse o sovrascorrimenti e faglie dirette [28]. Nel Tirreno meridionale, la distribuzione degli ipocentri dei terremoti, fino ad una profondità di 500 chilometri permette di definire la presenza di un piano di Benioff indicante la subduzione della litosfera ionica oceanica al di sotto dell'arco calabro peloritano.

Gravimetria dell' Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnetometria dell' Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Italie, Introduction à la géologie général, 26^ Congres Geologique International, Paris, 1980
  • Carlo Doglioni, Giovanni Flores, Italy in Encyclopedia of European and Asian regional geology (pp. 414-435), Chapman & Hall, 1994
  • J. Aubouin, R. Brousse, Compendio di geologia vol 2 (pp473-483), CEA, Milano, 1977
  • Ardito Desio, Geologia dell'Italia, UTET, 1973, ISBN, 8802034079
  • AAVV-ENI, Geologia d'Italia, in Enciclopedia del Petrolio e del gas naturale, 1963
  • R. Fantoni, F. Bertello, R. Franciosi, V. Gatti, M.Ghielmi, A. Pugliese, Hydrocarbon occurences in Italy. In: (Eds.) Marco Beltrando, Angelo Peccerillo, Massimo Mattei, Sandro Conticelli, and Carlo Doglioni, The Geology of Italy, Journal of the Virtual Explorer, Electronic Edition, volume 36, paper 32, 2010
  • D. Scrocca, C. Doglioni, F. Innocenti, Contraints for an interpretation of the italian geodynamics: a review, Memorie Descrittive Carta Geologica d’Italia. LXII, pp. 15-46, 16 figg., 2003.
  • Gian Battista Vai, W. Glen E. Caldwell, The Origins of Geology in Italy, Geological Society of America, Issue 411, 2006.
  • Romano Gelati, Storia geologica del Paese Italia, Diabasis, Parma, 2013, ISBN 978-88-8103-740-7

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr pag. 473 J. Aubouin, 1977
  2. ^ P. Scandone, M. Stucchi, La zonazione sismogenetica ZS4 come strumento per la valutazione della pericolosità sismica, 2000
  3. ^ Domenico Rio, Isabella Premoli Silva, Luca Capraro, The Geologic Time Scale and the Italian stratigraphic record, Episodes, Vol. 26, no. 3, September 2003
  4. ^ Schmid, Stefan M. (2004) Tectonic map and overall architecture of the Alpine orogen. Eclogae Geologicae Helvetiae 97: 93–117.
  5. ^ Compagnoni, R. (2003) HP metamorphic belt of the western Alps. Episodes 26 (3): 200–204.
  6. ^ O.A. Pfiffner, Geologie der Alpen (in german), Haupt Verlag, 2009. ISBN 978-3-8252-8416-9
  7. ^ Marthaler (2001)
  8. ^ Nella letteratura francese spesso viene chiamato "Dauphinois zone" ovvero dominio delfinese o delfinato
  9. ^ L'Appennino settentrionale
  10. ^ Vedi APAT, Geological map of Italy, 2004
  11. ^ Il fungo di Piana Crixia
  12. ^ Vulcani in Italia
  13. ^ Cfr. Scrocca et alii, 2003
  14. ^ Pur essendo amministrativamente nella regione Lazio, geologicamente il vulcano di Vico costituisce per le sue caratteristiche e genesi la propaggine meridionale della provincia magmatica toscana
  15. ^ Vulcano
  16. ^ Cfr. P. Zuffardi: Ressources naturelles in AAVV, Italie, Introduction à la géologie général, 1980.
  17. ^ Cfr. Fantoni et alii, 2010
  18. ^ Ribolla
  19. ^ Cristina Saccia Le Miniere Di Lignite In Umbria
  20. ^ Notizie sugli scavi di lignite in Valgandino, provincia di Bergamo
  21. ^ Parco Minerario della Val Trompia – La Via del Ferro
  22. ^ Le miniere della Presolana
  23. ^ Ferro Enciclopedia Italiana (1932)
  24. ^ Storia miniere di Darzo
  25. ^ cfr Inventario delle risorse geotermiche nazionali, 1988 online
  26. ^ AA.VV, pp. 782-783.
  27. ^ geologia regionale
  28. ^ Cfr. Scrocca, 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Categoria:Geologia italiana