Ursula Micaela Morata

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Ursula Micaela Morata

Ursula Micaela Morata (Cartagena, 21 ottobre 1628Alicante, 9 gennaio 1703) è stata una religiosa spagnola, fondatrice del convento delle Clarisse Cappuccine di Alicante.

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Nacque in una famiglia socialmente benestante, essendo la più piccola dei tredici fratelli. Suo padre Marco Aurelio Morata e Iscaya, di origine italiana, era cavaliere del Ducato di Savoia. Sua madre Juana Garibaldo era di Madrid, anche lei di ascendenza italiana. Entrambi morirono a distanza di tre giorni nel 1632 quando Ursula aveva 3 anni di età, lasciandola così sotto la tutela della sorella maggiore Sebastiana. Ai quattro anni di età Ursula ebbe la sua prima esperienza mistica durante un attacco di vaiolo che l'aveva portata quasi alla morte.

Racconta così:

« Sono rimasta senza sensi per quasi ventiquattro ore circa. Quello che in quel tempo la mia anima ha goduto non è possibile descrivere la sensazione[...] Mi sono trovata in una immensa chiarezza e una luce divina, che senza offrirmi nessun oggetto ne immagine alla vista

ho goduto la potenza e i sensi che mi sembrava di essere già nella gloria. »

(Autobiografia Cap I.)

Cominciò così il suo apprendistato spirituale, acquisendo le idee dominanti del suo tempo, per quanto riguarda la preghiera, il digiuno e la mortificazione corporale, e vivendo nelle sue pratiche nuove esperienze mistiche. Grazie alla sorella imparò a leggere e scrivere, cosa poco usuale nella sua epoca specialmente per le donne.

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1642 si fidanzò con un suo parente, dopo un anno, lei finisce la relazione. L'idea di farsi suora si appropriò di lei e a convincerla è stato un sogno profetico che le annunziò la morte di un sacerdote vicino alla sua famiglia. Contro il volere della famiglia entrò nel monastero delle cappuccine di Murcia, con il nome di Micaela, nel 1648, la peste colpì Murcia, e Sor Ursula si converte in infermiera delle ammalate di peste. Nel 1651 y 1653 il fiume Segura straripa e la comunità religiosa si vede obbligata ad abbandonare il monastero, e si rifugiano nel monte delle eremite. Durante questo periodo, Sor Ursula Micaela ha vissuto la sua notte più buia, tappa di crisi spirituale tra i mistici. Nel. 1652 riceve l'ordine da parte del suo confessore di scrivere la sua biografia.

Andamento Spirituale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1653, come conclusione alla notte scura, sperimentò la trasverberazione del cuore in modo somigliante a quello di Santa Teresa di Gesù

“Mi fu segnalato in spirito un angelo con un dardo di fuoco che lo infilzava nel mio cuore. Fu talmente grande il dolore e il fuoco che io sentì, che mi penetrò per tutte le mie ossa che sono caduta per terra senza sensi. Però l'angelo mi prese nelle sue braccia per non farmi male. Sono stata così un'ora godendomi quello che io non posso spiegare, solo che mi abbracciava e mi bruciava nelle fiamme d'amore divino” Autobiografia, Cap VI

Sor Ursula Micaela, visse tanto e tante diverse esperienze soprannaturali anche presenti in altri mistici: visione, miracoli, percezione extrasensoriali, ecc. Conosciuta specialmente per la bilocazione, che l'ha portata ad altre nazioni; e per il suo grande dono di profezia, che la converte in un oracolo al quale si avvicinava il popolo in cerca di consigli, fra loro il re Carlo II di Spagna e il suo fratello bastardo Don Giovanni d'Austria, con qui ebbe corrispondenza epistolare.

Fondazione del Convento di Alicante[modifica | modifica sorgente]

Nel 1669 cominciarono le gestioni per fondare un convento di Clarisas Cappuccinas nella città di Alicante: Le difficoltà furono diverse, e la fondazione non fu fatta fino al 1672. La prima residenza fu provvisoria in una casa a cui mancavano le condizioni appropriate per la vita comunitaria. Per questo motivo, si dà inizio alla costruzione del convento e della chiesa, con i soldi delle elemosine dei Alicantesi, e di Don Giovanni d'Austria e sotto la protezione di Carlo II. Le opere sono state finite solo nel 1682. Il titolo del monastero fu Trionfi del Santissimo Sacramento, nome ispirato in una delle visioni di Sor Ursula Micaela.

Morte e cause della beatificazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo due anni di penosa malattia morì il 9 di gennaio del 1703, all'età di 75 anni. La sua fama di santa e il suo prestigio sociale che si è guadagnata, ha fatto che la sua salma rimanesse esposta in chiesa per 6 giorni. Il corpo è rimasto incorrotto caldo e flessibile per sempre, per questo motivo non fu sepolto, Nel 1742 il vescovo de Orihuela D. Juan Elìas Gòmez de Teràn nel trovare il cadavere ancora intatto, ordina che rimanessi in un'arca senza essere sepolto. Così si è conservato fino ad oggi, rimanendo ancora incorrotto e flessibile.

Il processo informativo diocesano per la beatificazione fu aperto per il vescovo di Orihuela-Alicante D. Raffael Palmero Ramos l'11 di ottobre del 2006 e chiuso l'11 di giugno del 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pérez de Rada, Javier (Ed.) (2007). Sor Ursola Michaela Morata. Fundadora y Abadesa del Real Convento de los Triunfos del SS. Sacramento de Capuchinas de Alicante (Facsimil de la edición de 1703). Madrid, Fundación Jaureguizar. ISBN 978-84-930886-8-2.
  • Piquer Garcés, Vicente Benjamín (Ed.) (2006). Sor Úrsula Micaela Morata, Clarisa Capuchina (1628-1703). Alicante, Proceso de Canonización de Sor Úrsula Micaela Morata.
  • Saez Vidal, Joaquín (1987). Sor Úrsula Micaela Morata (1628-1703) Experiencia religiosa y actividad personal. Alicante, Caja de Ahorros de Alicante y Murcia. ISBN 84-7599-043-6.
  • Triviño, María Victoria (Ed.) (1992). Escritoras Clarisas Españolas. Antología. Madrid, B.A.C.. ISBN 978-84-7914-073-1.

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