Ursula Hirschmann

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Ursula Hirschmann (Berlino, 2 settembre 1913Roma, 8 gennaio 1991) è stata una politica e antifascista tedesca socialdemocratica, poi militante del federalismo europeo.

Moglie di Eugenio Colorni e, dopo la sua morte, di Altiero Spinelli, fu molto importante il suo impegno per la diffusione del Manifesto di Ventotene a Roma e Milano, mentre i suoi autori erano confinati a Ventotene. Si impegnò per la formazione del Movimento federalista europeo e fondò a Bruxelles l'associazione "Femmes pour l'Europe".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ursula Hirschmann nasce da Carl Hirschmann e Hedwig Marcuse, una famiglia della borghesia ebraica di Berlino. Formatasi nel periodo della repubblica di Weimar, a partire dal 1932 frequenta l'università dedicandosi a studi di economia insieme al fratello Albert O. Hirschman, più tardi candidato al premio Nobel. Nello stesso anno, si iscrive all'organizzazione giovanile del partito socialdemocratico e fa parte della Resistenza contro l'avanzata nazista.

Nell'estate del 1933 raggiunge in Francia il fratello e si stabiliscono a Parigi, dove incontrano Eugenio Colorni, già conosciuto a Berlino. Nel 1935 Ursula si trasferisce in Italia, a Trieste dove vive Colorni, e riprende gli studi, laureandosi poi in letteratura tedesca a Venezia. Ursula e Colorni si sposano a Trieste nel 1935 e partecipano all'opposizione clandestina al fascismo. Nel 1937 nasce la loro prima figlia Silvia, a cui seguiranno negli anni successivi Renata ed Eva (che nel 1973 sposò l'economista indiano Amartya Sen). Quando Colorni viene mandato al confino a Ventotene, nel 1939, Ursula lo segue. Non essendo oggetto di provvedimenti restrittivi come gli altri, rientra sulla terraferma e diffonde il famoso Manifesto di Ventotene.

Dopo aver raggiunto Colorni a Melfi, ove venne trasferito su intervento di Giovanni Gentile, Ursula continua a mantenere i rapporti con i federalisti dell'isola. Nei giorni 27 e 28 agosto 1943, a Milano, è presente alla riunione di fondazione del Movimento federalista europeo e collabora alla redazione e diffusione del foglio clandestino L'Unità Europea. Si unisce a Spinelli, che aveva incontrato una prima volta a Ventotene, e insieme si trasferiscono in Svizzera dove nasce Diana, la prima delle loro tre figlie. Suo marito Eugenio Colorni, che era riuscito a fuggire dal confino a Ventotene il 6 maggio 1943 per intraprendere l'attività partigiana, fu ucciso a Roma dai fascisti della Banda Koch nel maggio del 1944, a pochi giorni dalla liberazione della capitale. Finita la guerra, Altiero e Ursula si stabiliscono a Roma dove nel 1946 nasce Barbara e nel 1955 Sara.

Nel 1975 fonda l'associazione Femmes pour l'Europe a Bruxelles, poi nei primi giorni di dicembre dello stesso anno, viene colpita da un'emorragia cerebrale, seguita da un'afasia, dalla quale non si rimetterà più completamente, pur seguendo l'attività di Spinelli, impegnato al Parlamento europeo fino al 1986.

È sepolta presso il cimitero acattolico di Roma.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ursula Hirschmann, "Noi senzapatria", Il Mulino, Bologna, 1993

Controllo di autorità VIAF: 32100942

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