Urlo (poesia)

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Urlo
Titolo originale Howl
Autore Allen Ginsberg
1ª ed. originale 1956
Genere poema
Lingua originale inglese
(EN)

« I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked, dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix, Angel-headed hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night [...]. »

(IT)

« Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi all'alba per strade di negri in cerca di una siringata rabbiosa di droga, hipster aureolati bramare l'antico contatto paradisiaco con la dinamo stellata nel macchinario della notte [...]. »

(Incipit dell'opera)

Urlo (Howl)[1] è un poema (147 lunghi versi) di Allen Ginsberg, che fu letto per la prima volta nel 1955 nella Six Gallery di San Francisco. Quest'opera è famosa per la correlazione tra storie ed esperienze dei suoi amici e contemporanei, il suo stile tumbling hallucinatory (acrobazia allucinatoria) e il successivo processo per oscenità che provocò. Il poema è dedicato all'amico Carl Solomon, che Ginsberg incontrò nel 1949 all'ospedale psichiatrico di Columbia, a New York City.

Con questo poema Ginsberg volle mandare un messaggio: allargate l'area di coscienza, non attraverso le droghe che non funzionano per la mancanza dell'abreazione, non attraverso la meditazione, lo yoga e le religioni orientali, ma attraverso una consapevolezza di sé stessi, prodotta da delle scelte di vita orientate verso la felicità dell'individuo, come utilizzare lo strumento psicoanalitico per approfondire la conoscenza di se stessi e come fare un lavoro gratificante nell'aiutare gli altri, avere la solidarietà nell'amicizia, trovare l'amore e svilupparsi verso la maturità.

Howl and Other Poems fu pubblicato nell'autunno del 1956 come numero quattro della serie di edizioni di poesie City Lights Pocket Poets Series della casa editrice City Lights Books, di proprietà di Lawrence Ferlinghetti.

In italiano, fu pubblicato col titolo Jukebox all'idrogeno nel 1965 da Mondadori, tradotto da Fernanda Pivano che curò anche una famosa introduzione.[2]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il poema è suddiviso in tre parti più una nota addizionale.

La Parte I (78 lunghi versi, anche di più righe l'uno) è la più conosciuta, e descrive scene, personaggi e situazioni tratte dall'esperienza dell'autore e di quelle della comunità di poeti, artisti, politici radicali, musicisti jazz, drogati e pazienti psichiatrici che egli aveva incontrato. I versi ricreano l'incubo nel quale tutte queste persone, le menti migliori della mia generazione, si aggirano per strade di negri all'alba come anime dannate all'Inferno in cerca di un buco rabbioso di morfina. I versi descrivono l'alienazione di queste persone che vivono in una società che non riconoscono più, perché attraverso la comunicazione di massa, è una società che lava i cervelli e conduce le persone verso traguardi consumistici, dove l'unico valore è avere tanto denaro da spendere per acquisire un benessere che costa la perdita della vita. Così, queste persone, che non vogliono fare un cambiamento rivoluzionario, ma si ribellano e buttano via la propria vita per protesta, per dare un esempio, per essere il campanello d'allarme che nella società consumistica c'è qualcosa che non va.

La Parte II (25 lunghi versi) è una denuncia nei confronti della società moderna e dello stato americano, richiamato come Moloch nel poema, che secondo il poeta distruggono le migliori qualità delle persone umane. Ginsberg fu ispirato a scrivere la Parte II quando vide un hotel in forma di mostro che chiamò Moloch durante una visione provocata dal peyote e gran parte della sezione stessa fu scritta sotto l'influenza di questo allucinogeno. Il materialismo, il conformismo e la riduzione dell'uomo a macchina, teso verso la guerra sono gli elementi distruttivi delle persone umane.

La Parte III (19 lunghi versi) è direttamente indirizzata a Carl Solomon, che Ginsberg incontrò mentre stava visitando sua madre nell'ospedale psichiatrico di Columbia, nel 1949, a Rockland, nello Stato di New York, e descrive le esperienze, le speranze e le paure condivise dai due.

La nota finale (15 lunghi versi) è caratterizzata dal ripetitivo mantra 'Holy!' ('Santo!') e il suo punto di vista ottimistico. Il poeta ci dice che malgrado la distruzione e la disperazione che ne consegue, malgrado il tentativo di sconfiggere gli ideali umani di amore, amicizia e solidarietà da parte di Moloch, la vita è Santa e santamente deve essere vissuta.

La lingua e lo stile[modifica | modifica wikitesto]

Il poema scritto in americano colloquiale, usa parole immaginifiche che descrivono realtà rimosse nella letteratura ufficiale. Le parole spesso hanno un doppio significato, pur avendo la stessa pronuncia ma una scrittura diversa, per cui si ha una stratificazione di suoni e di immagini, che vengono percepite in modo latente e sono tese a suscitare un'emozione, solitamente di paura e di orrore.

Lo stile dei versi è quello del versetto biblico, dei salmi e delle lamentazioni ebraiche. I versi lunghi e salmodianti, tra l'illuminato e il fanatico, si snodano con ritmo costante, senza rime ma con una misura musicale, che dà un tempo preciso e una durata ad ogni verso, di quanto basta per fare un respiro. Canta il terrore, la pazzia, la diversità, l'incomunicabilità e la compassione.

Fama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955, a San Francisco, esisteva un movimento letterario, che poi venne chiamato Poetry Renaissance of San Francisco del quale Kenneth Rexroth era il fulcro. A settembre del 1955, Ginsberg parlò con Rexroth di organizzare una serata letteraria in una piccola galleria d'arte chiamata Six Gallery, nei pressi dell'Embarcadero. Rexroth accettò di presentare i poeti e Allen scelse Michael McClure, Philip Lamantia, Gary Snyder e Philip Wallen oltre che Ginsberg stesso e Kenneth Rexroth. Erano presenti 100-150 persone della comunità bohèmienne di San Francisco, della Marina County e della Bay Area. Jack Kerouac aveva comprato delle bottiglie di Thunderbird, un vino aromatizzato ad alta gradazione alcoolica e le passava di mano in mano fra la gente. I poeti si erano seduti su un piccolo palco in semicerchio e a turno lessero le proprie poesie. Kerouac descrisse questa serata nel romanzo I vagabondi del Dharma. Quando Ginsberg si lasciò trasportare dalla lettura di Howl, come se cantasse un inno, emozionato fino alle lacrime, successe un pandemonio.[3] Finalmente i singoli poeti, non erano più soli, entità separate alla deriva ma si sentivano di essere diventati un gruppo, un gruppo di rottura con la tradizione letteraria americana e di rottura contro l'alienazione che l'establishment americano imponeva con una massiccia propaganda e rappresentato dall'ideologia fasulla dell'American way of life, nel quale al benessere così tanto pubblicizzato corrispondeva una squallida realtà fatta di cambiali da pagare a fine mese. Si era formato un gruppo di poeti beat, la Beat Generation.

A maggio del 1956, a San Francisco ci fu una replica della serata letteraria, in un teatro di Berkeley. Allen lesse Howl gesticolando e urlando, allora ci fu una reazione del pubblico che fischiava quando Allen diceva Moloch e applaudiva quando diceva amore. Alla fine si accesero le luci e tutti si abbracciavano e si accalcavano per stringere la mano ai poeti.

Il New York Times mandò il poeta Richard Eberhart a San Francisco nel 1956 per descrivere la scena poetica lì presente. Il risultato della visita di Eberhart fu un articolo pubblicato nel New York Times Book Review del 6 settembre con il titolo "West Coast Rhythms" ("Ritmi della West Coast").[4] L'articolo di Eberhart richiamò l'attenzione statunitense nei confronti di Howl come "il migliore poema del giovane gruppo" dei poeti che saranno conosciuti come i portavoce della Beat Generation.

Howl non è soltanto un poema famoso. Le sue idee di cambiamento hanno avuto risonanza attraverso i decenni. Nel 2005, avvennero manifestazioni celebrative del 50º anniversario della prima lettura del poema, il 7 ottobre 1955, a San Francisco, New York e Leeds nel Regno Unito. L'evento inglese, Howl for Now (L'urlo per oggi), fu accompagnato da una raccolta di saggi con lo stesso, edito da Simon Warner, che rifletteva il potere e l'influenza del poema nel tempo.

Il processo del 1957[modifica | modifica wikitesto]

Lawrence Ferlinghetti mandò Urlo all'editore Villiers, in Inghilterra che lo pubblicò. Poi Ferlinghetti importò il libro e il funzionario dell'ufficio doganale diede alla casa editrice City Lights, il permesso alla ristampa, senza leggerlo ma quando si accorse che il libro a San Francisco vendeva troppo si incuriosì e quando finalmente lo lesse, il 25 marzo 1957, fece sequestrare 520 copie, perché era preoccupato che potesse turbare la coscienza dei bambini.

Howl contiene molti riferimenti all'uso delle droghe, anfetamina, LSD, morfina, marijuana e riferimenti troppo espliciti a pratiche sessuali, sia eterosessuali sia omosessuali, specialmente al versetto 36, nel quale si parla apertamente dell'uso delle parti posteriori del corpo umano da parte dei motociclisti e al versetto successivo che parla in parole popolari, dell'uso sessuale della bocca.

Fu quindi aperto un processo per oscenità nei confronti dell'editore Lawrence Ferlinghetti. Ferlinghetti pubblicò un nuovo Howl purificato dei termini considerati osceni, così il procuratore di stato della California non accolse la denuncia. Ma l'ispettore doganale si lamentò con il tribunale dei minori che emise un mandato di cattura nei confronti di Ferlinghetti. Nove esperti di letteratura testimoniarono in favore del poema. Con il supporto dell'Unione per le Libertà Civili Americane, Ferlinghetti vinse la causa quando il giudice Clayton Horn decise che il poema era una denuncia contro il materialismo, contro il conformismo e la trasformazione dell'uomo in macchina, che minacciavano l'America moderna, spingendola verso la guerra.[5] Dunque un libro di importanza sociale riedificante. Il caso fu ampiamente pubblicizzato, con articoli su Time, su Life e su Evergreen con un articolo di Ferlinghetti stesso,[6] assicurando un'ampia diffusione del libro, che è diventato uno dei poemi americani più popolari al mondo.

Rivisitazioni di Howl[modifica | modifica wikitesto]

Yowl[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 Christopher Buckley e Paul Slansky, nel giornale The New Republic, pubblicarono una rivisitazione in stile anni ottanta di "Howl", intitolata "Yowl". La poesia, una parodia sia dell'opera originale di Ginsberg sia della vita degli Yuppie che la nuova versione dipingeva, fu composta per celebrare il trentesimo anniversario della prima pubblicazione di "Howl".

Howl.com[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, all'apice del boom delle dot-com, Thomas Scoville scrisse una parodia di Howl intitolata Howl.com, di grande e rapida diffusione nel web. Era imperniata sulla tecnologia internet, sul mondo degli affari dei new media e sulle strutture sociali emergenti che hanno accompagnato la crescita di popolarità di internet, come lo sviluppo dell'open source e le celebrità informatiche.

"How?" di Penny Rimbaud[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2003 Penny Rimbaud, fondatore della band anarchica Crass, eseguì l'"Howl" di Ginsberg come parte del primo evento della Crass Agenda al Vortex Jazz Club nello Stoke Newington di Londra. Dopo quest'improvvisazione, Oliver Weindling, dell'etichetta jazz Babel Record, suggerì di registrare in studio la performance. Tuttavia Rimbaud, non riuscendo ad ottenere l'autorizzazione necessaria dai testamentari di Ginsberg a usare l'opera, la riscrisse in chiave moderna, come critica verso la cultura americana del dopo 11 settembre 2001. Parlando della sua opera Rimbaud afferma: "In How? ho cercato di affrontare la pazzia innata del 'Nuovo Ordine Mondiale', una delle aberrazioni che, a mio parere, neanche Ginsberg avrebbe potuto immaginare nei suoi peggiori incubi". Se da una parte manca la maggior parte della struttura e dello spirito dell'opera originale, dall'altra "How?" contiene alcuni cambiamenti significativi, inclusa la sostituzione di 'Mammon' con 'moloch' e di 'holy' con 'wholly' nella celebrativa nota finale del poema. Una registrazione dell'"How?" di Rimbaud, eseguito live e improvvisato con una banda jazz al Vortex Club, è stata pubblicata nel 2004.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Sul libro di Allen Ginsberg si basò la sceneggiatura del film Urlo, interpretato nel 2010 dall'attore James Franco.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo Servizio Bibliotecario Nazionale. URL consultato il 9 maggio 2012.
  2. ^ Il Jukebox di Allen Ginsberg. Città del Monte.
  3. ^ Charters pag. 225.
  4. ^ (EN) West Coast Rhythms. txt. Richard Eberhart. New York Times Book Review. September 02, 1956. pag. BR4. estratto.
  5. ^ (EN) People of California Vs. Lawrence Ferlinghetti. Clayton Horn Judge.
  6. ^ Lawrence Ferlinghetti. Reports on Howl Trial. Evergreen. Vol. 1 n. 4. 1957. pag.145-158.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità BNF: (FRcb12479609h (data)
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