Ureaplasma urealyticum

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Ureaplasma urealyticum
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Classificazione scientifica
Dominio Prokaryota
Regno Bacteria
Phylum Tenericutes o Firmicutes
Classe Mollicutes
Ordine Mycoplasmatales
Famiglia Mycoplasmataceae
Genere Ureaplasma
Specie U. urealyticum
Nomenclatura binomiale
Ureaplasma urealyticum
Shepard et al., 1974

Ureaplasma urealyticum è una specie di batterio appartenente alla famiglia dei Mycoplasmataceae.
Questo tipo di batteri della grandezza di 0,2-0,3 μm di diametro sono, come tutti i micoplasmi, le più piccole cellule capaci di vita autonoma; essi hanno inoltre la particolarità di non essere dotati di parete cellulare; la loro membrana cellulare è lipoproteica trilaminare e ricca di steroli, caso unico fra le cellule batteriche.

In tutti i mammiferi questo batterio predilige e colonizza le mucose corporee: se ne possono ritrovare piccole colonie a livello della faringe e del retto ma più comunemente è presente in quelle respiratorie e genitali. È soprattutto in quest'ultima zona nella quale può più facilmente svilupparsi e, metabolizzando l'urea, produrre ammoniaca, da cui infatti prende il nome; esso fa normalmente parte del flora genitale sia degli uomini che delle donne e circa il 70% degli esseri umani sessualmente attivi sono portatori asintomatici.

Nella donna è di comune riscontro nella microflora vaginale, insieme ai caratteristici lattobacilli, che in condizioni normali ne ostacolano l'eccessiva proliferazione. Le donne più colpite dall'infezione sono quelle fertili con età compresa tra i 20 ed i 40 anni (70% delle infezioni totali da mycoplasmi), tuttavia essendo diagnosticato, anche in bambine ed anziane sessualmente inattive, il batterio può essere contratto per via aerea, oltre ad un' eventuale infezione intestinale, che per vicinanza anatomica può intaccare ed espandersi alle vie urinarie.

Conseguenze [modifica]

U. urealyticum è responsabile di alcune malattie riconducibili alla sua eccessiva proliferazione. Nell'uomo può provocare uretrite (dal 15 al 20% delle uretriti non gonococcica), e in alcuni casi l'infezione può propagarsi ad organi collegati all'uretra, come la prostata ed i testicoli, causando rispettivamente prostatiti ed epididimiti; se non adeguatamente trattata, può compromettere seriamente la fertilità maschile. Similmente nella donna può essere causa dello sviluppo di vaginosi batterica, malattia infiammatoria pelvica e sindrome uretrale; anche in questo caso, se non adeguatamente trattata, l'infezione può compromettere la fertilità. Nelle donne in stato di gravidanza, l'infezione trasmessa al feto aumenta il rischio di aborti, nascite premature, polmonite e meningite neonatale. In pazienti immunocompromessi l'infezione può estendersi alle alte vie urinarie interessando i reni e alle ossa provocando artriti.

Cure [modifica]

La terapia delle infezioni da U. urealyticum si basa generalmente sulla somministrazione di antibatterici; generalmente vengono impiegate tetracicline e, solo in caso di resistenza da parte del batterio, anche altri farmaci come l'azitromicina o la doxiciclina. Nella coppia la terapia andrebbe effettuata da entrambi i partner anche in assenza, da parte dell'altro, di sintomi specifici. Viene consigliato il riposo sessuale fino a quando non sia stata accertata l’avvenuta guarigione.


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