Urbano Cairo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Urbano Roberto Cairo (Masio, 21 maggio 1957) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano.

[modifica] Biografia

Originario di Masio in provincia di Alessandria, tra le esperienze anteriori alla fondazione del gruppo editoriale Cairo, avvenuta nel dicembre 1995, si segnalano: il ruolo di assistente di Silvio Berlusconi presso il gruppo Fininvest, il ruolo di direttore commerciale e vice direttore generale presso Publitalia '80, il ruolo di amministratore delegato, dal 1991 al 1995 presso Mondadori pubblicità.

Dopo aver lasciato il gruppo Fininvest, nel dicembre 1995, Urbano Cairo fonda Cairo Pubblicità. Nel gennaio del 1996 Cairo Pubblicità inizia la sua attività ottenendo dal gruppo RCS la concessione in esclusiva della vendita di spazi pubblicitari sui periodici Io Donna, Oggi e TV Sette; attualmente le testate in concessione sono: i mensili dell’Editoriale Giorgio Mondadori: Bell’Italia, Bell’Europa, Airone, In Viaggio, Gardenia, Arte e Antiquariato, i mensili For Men Magazine e Natural Style e i settimanali Dipiu e DipiuTv di Cairo Editore e il mensile Prima Comunicazione.

Nel luglio 2000 Cairo Communication S.p.A. entra in Borsa e con la quotazione al Nuovo Mercato raccoglie le risorse che consentono di cogliere ulteriori opportunità di crescita attraverso lo sviluppo delle attività esistenti e acquisizioni e/o partecipazioni in società operanti nel settore della comunicazione.

Cairo, oltre ad essere Presidente e fondatore della Cairo Communication, di cui assolve la funzione di coordinatore strategico, è dal 2005 proprietario e presidente del Torino Football Club 1906 con il quale ha ottenuto una promozione in Serie A al primo anno di presidenza, dopo 3 anni nella massima serie tuttavia la squadra è retrocessa nuovamente in Serie B. Il 5 agosto 2009, Cairo viene contestato dalla tifoseria granata per la prima volta, in occasione del primo allenamento a Torino dopo la retrocessione. Viene soprannominato "Banfer" dai tifosi per via delle tante promesse non mantenute durante la sua gestione del club granata.

Il 26 febbraio 2010 a causa degli scarsi risultati ottenuti dalla squadra in campionato e delle continue contestazioni dei tifosi nei suoi confronti decide di mettere ufficialmente in vendita il Torino.[1] Nel giugno 2010, cambiando idea, ritira la vendita della squadra.

[modifica] Note

  1. ^ Massimo Gramellini. «Cairo: "Vendo il Toro"». La Stampa, 26 02 10. URL consultato in data 6-6-2010.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue