Urbanistica di Sassari

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Coordinate: 40°44′N 8°33′E / 40.733333°N 8.55°E40.733333; 8.55

1leftarrow.pngVoce principale: Sassari.

Sassari, città di circa 130.000 abitanti, che fu il primo e unico libero Comune di Sardegna (1294), rimase cinta di mura fino all'ottocento. Il centro storico, primo nucleo urbano, si snoda da piazza Sant'Antonio e segue Corso Vico, Corso Margherita di Savoia, via Torre Tonda, via Brigata Sassari, piazza Castello, via Mercato, corso Trinità. Il tessuto urbano si dipana secondo uno sviluppo geometrico regolare venuto a compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici.

L'asse centrale, ora Corso Vittorio Emanuele, collega una serie di piazze, un tempo assegnate alle diverse classi sociali. Partendo dalla Porta Regia, nella prossimità della stazione ed in asse all'Hotel Turritana, e risalendo il ciglio massimo, abbiamo Piazza Sant'Antonio, Piazza Azuni, Piazza Castello e Piazza d'Italia, sede della Provincia. Da qui parte Via Roma, asse centrale del quartiere umbertino, che arriva fino a Piazza Conte di Moriana dove in passato, passando attraverso la scarpata di Scala di Giocca, terminava la Strada statale 131 Carlo Felice.

La città medievale[modifica | modifica sorgente]

La città sorse intorno a Pozzo di Villa (Pozzu di Bidda), nell’attuale quartiere di Sant'Apollinare. La genesi è basata su di un nucleo radiale-circolare, poi ampliatosi con un primo anello di edifici, e di un secondo anello tangente il Duomo di San Nicola. Venne a formarsi a lato un settore quadrilatero (orientato N-S), che comprendeva Santa Caterina nella passata collocazione e l’antico palazzo dei Giudici, poi Palazzo del Governo, più una prima espansione ruotata di circa 30 gradi, fino a via Turritana e Piazza Tola. Nella fase pre-comunale ai due settori descritti fece da cerniera san Nicola e lentamente si fusero.

Alla costituzione del Comune diviene indispensabile la creazione della mura. Questo disegno resterà pressoché immutato fino al XIX secolo per varie ragioni, fra cui la riduzione sistematica della popolazione a causa di guerre e epidemie, l'avvento delle armi da fuoco, l'interesse dei proprietari riuscito sempre a prevalere su quanti intendessero costruire al di fuori. Questo salvo un unico ampliamento cinquecentesco a scopo difensivo, fra Via Mercato e Viale Umberto I.

La cinta muraria fu iniziata nel XIII secolo dai Pisani, ripresa dai Genovesi e modificata dagli Aragonesi. A forma pentagonale, aveva uno sviluppo di circa 2,5 km, intervallata da 36 torri quadrate, ed una cilindrica, chiamata "Turondola" in via Torre Tonda, ed interrotta da 4 porte: S. Antonio a Nord, Utzeri a Ovest, Castello a Sud (in prossimità del Castello di Sassari, Rosello/Macello a Est, accessi legati in origine ad altrettanti quartieri. Anche a Sassari è confermata la teoria di Enrico Guidoni sull’equidistanza degli edifici di governo nei centri medioevali, come chiese parrocchiali, Comune, Palazzo del Governo e conventi, tutti collocati a distanze precise sia fra essi che in relazione ad un reticolo triangolare. Allo stesso modo dalle 4 porte si riconoscono due assi, il primo da P.Sant'Antonio a P.Castello e l'altro, fra P.Utzeri e la P.Rosello, perfettamente ortogonali. Le porte sono poi collocate a distanze ben precise dall’incrocio dei due assi, ottenute da multipli della canna sassarese (di misura pari a 10 palmi sassaresi da 26,2 centimetri), secondo un modulo di 40 canne. Nel 1330 venne edificato il Castello Aragonese, demolito nel 1877 in luogo della Caserma Lamarmora. Della cinta muraria si conservano ancora circa duecento metri e 6 torri, e solo dalla sua demolizione la città riuscirà ad espandersi oltre i limiti "naturali", ovvero la valle del Rosello ed il Fosso della Noce a N-E, e sul tavolato digradante verso il mare a S-O.

La città moderna[modifica | modifica sorgente]

Sassari, diventando punto di partenza di un ricco commercio con la Francia, risentì in modo benefico anche della costruzione della strada Cagliari – PortoTorres (detta Carlo Felice come oggi la SS 131) completata nel 1829. Le misure a favore dell’edilizia pubblica e privata, la Legge delle Chiudende (1820) e quella che aboliva il regime feudale (1836), diedero un ulteriore contributo, malgrado le resistenze dei proprietari per tenere alto il prezzo dei fitti, a promulgare il permesso di costruire al di fuori delle mura.

Nell’800 dopo ben cinque secoli di inerzia urbanistica Sassari esplose oltre la vecchia cinta (pressoché completa) verso la campagna circostante. I varchi divennero ben presto sempre più numerosi e consistenti fino alla demolizione pressoché totale delle cortine e delle torri. Grazie alle politiche urbanistiche dei Savoia la città venne abbellita con eleganti palazzi, giardini, portici e lunghi viali alberati. Intorno al centro storico si estendono, a raggiera, i quartieri nati dopo la modernizzazione urbanistica ottocentesca, di cui sono chiaro segno le strade, e le due nuove piazze: Piazza Castello e Piazza d'Italia, edificata nel 1872 sulla superficie di un ettaro.

La stazione ferroviaria inaugurata nel 1872 iniziò a raccordare tutte le provenienze territoriali (verso Alghero, Sorso, Osilo e Nulvi, Porto Torres, Chilivani e da lì Cagliari). L'Emiciclo, collocato al termine delle due discese da Piazza d'Italia e Piazza Castello, costituisce l'altro nuovo accesso alla città, con la stazione degli autobus, ed introduce la maglia regolare della nuova espansione. Intorno alla città vecchia, seguendo per Via Roma, verso San Giuseppe, lungo Viale Italia o salendo al rione dei Cappuccini, c’è la città della borghesia. Una zona costituita un tempo quasi per intero da ville e palazzine liberty più relativi orti e giardini in quantità tale che per un periodo si ritenne inutile la creazione di veri e propri giardini pubblici.

La popolazione aumenta, 30 000 abitanti nel 1880, 38 000 nel 1901, 52 000 abitanti nel 1931. Sassari si estese ancora, in particolare al Monte Rosello collegato al centro nel 1934 mediante l’omonimo viadotto. Grazie alla politica fascista di grandi opere pubbliche Sassari fu dotata di numerosi edifici, come le scuole elementari di S. Giuseppe, il Liceo Classico Azuni, la prima sede del Liceo Scientifico Spano, il Palazzo di Giustizia, numerose facoltà, eccetera. Nel 1939 si diede avvio allo “sventramento” del centro storico che, interrottosi dall’inizio della guerra, non fu più ripreso, lasciando però un vuoto a lato del Corso ricucito da edifici moderni e da un parcheggio intorno alla Colonna Mariana. La città fu risparmiata dalla guerra, scampando fortuitamente a ben 2 bombardamenti che vennero annullati: l’unica bomba caduta nei pressi della stazione, pur non causando danni gravi alle infrastrutture, portò alla morte di una persona, l'unica vittima dei bombardamenti. Il 16-10-2005 è stata istituita l'area metropolitana di Sassari comprendente il capoluogo e i comuni di Alghero, Porto Torres, Stintino, Sorso, Sennori e Castelsardo; la popolazione al 31-10-2005 era di 218.510

La città contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Allo sviluppo del dopoguerra si deve la creazione della prima vocazione turistica attraverso la valorizzazione della marina di Sassari, poi conosciuta come Platamona. I piani regolatori danno avvio a due grandi zoning, quello abitativo di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa, e quello della zona industriale di Predda Niedda. In pieno centro, davanti alla caserma Lamarmora i vecchi edifici lasciano il posto ai due grattacieli di piazza Castello, rispettivamente di 12 e 20 piani, primi discutibili esempi di architettura moderna in Sardegna. Il "Grattacielo nuovo", di 20 piani, fu costruito tra il 1960 e il 1965 ad opera dell'architetto Fernando Clemente. Dai primi anni del 2000 il senso di incongruenza totale con il centro storico che lo circonda viene sottolineato dalle grosse antenne della rete cellulare montate in cima al palazzo.

Sassari è stata direttamente interessata al costituirsi e alla crisi del grande polo petrolchimico di Portotorres, che determinò la creazione di sobborghi per pendolari lungo la SS 131. È il caso fra gli altri di Li Punti, oggi quartiere, nato prima immediatamente a ridosso della stessa, poi più esteso, e costituito in larga parte da residenze a schiera di edilizia privata.

La moderna pianificazione si svolge oggi in relazione alle grandi attrezzature portuali e aeroportuali, che proiettano la città contemporanea nel triangolo della Nurra SassariAlgheroPorto Torres.

La città è ora impegnata nella realizzazione di molteplici cantieri, fra cui quelli sulle strutture del XVI sec. (Palazzo della Frumentaria, l'ex Casa Professa Gesuitica, rispettivamente ora area sala espositiva e pinacoteca), sulle strutture ottocentesche (fontana delle Conce e mercato civico restaurati ed il parco di Monserrato, recuperato da un lungo abbandono) e sui nuovi impianti, come l'orto botanico, il nuovo Tribunale dei minori ed il campo nomadi (Piandanna), il Centro intermodale (vicinanze stazione), la metrotranvia, l'auditorium (Cappuccini, completato dopo decenni), il nuovo depuratore e nuovo carcere (Bancali), i grandi parcheggi interrati in piazza Fiume, piazza Mercato, emiciclo Garibaldi e viale Mancini, dove è stato abbattuto il dismesso Pastificio Pesce, le nuove residenze universitarie sempre in viale Mancini e via Milano, la nuova Questura, la nuova sede della Guardia di finanza.

La provincia di Sassari ottiene un discutibile primato per rapporto fra superficie commerciale ed abitanti (supermercati, ipermercati e centri commerciali) con un rapporto di 172 m²/1000 abitanti, lontano da Cagliari ferma a 121 m²/1000 abitanti, e molto sopra le medie del centro (130 m²) e nord Italia (87 m²).[1] Attualmente sono presenti:

  • Predda Niedda: centro commerciale La Piazzetta: Nonna Isa (già Famila)
  • Predda Niedda: Galleria Auchan: Auchan, Brico Center, OVS, Cisalfa, Media World, Conbipel, McDonald's (già Città Mercato)
  • Predda Niedda: parco commerciale e Galleria TANIT: Carrefour, Decathlon, UniEuro
  • Predda Niedda: Conforama
  • Luna e Sole: centro commerciale Luna e Sole: Conad, OVS, Bata
  • Centro storico: Cortesantamaria: SISA, Piazzaitalia
  • Centro storico: Zara (già UPIM e Galleria Azuni)
  • Porcellana: Coin (già Standa)
  • Porcellana: UPIM
  • Monserrato: centro commerciale Monserràt: Conad

La città è frazionata dalla conformazione naturale del territorio e dalle infrastrutture in molti quartieri distinti, fra cui:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni di Sassari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rapporto Commercio 2005: un comparto in emergenza, Centro studi e ricerche Confesercenti regionale della Sardegna.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]