Upsilon Andromedae d

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Upsilon Andromedae d
Il pianeta visto col programma Celestia. Nell'immagine sono visibili anche gli altri due pianeti b e c.Il pianeta visto col programma Celestia. Nell'immagine sono visibili anche gli altri due pianeti b e c.
Stella madre Upsilon Andromedae A
Scoperta 1999
Scopritori Butler, Marcy et al.
Distanza dal Sole 43,9 anni luce
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 01h 36m 47.8s
Declinazione +41° 24' 20"
Parametri orbitali
Semiasse maggiore 2,54 ± 0,15 UA
Periodo orbitale 1290,1 ± 8,4 giorni
Eccentricità 0,258 ± 0,032
Dati fisici
Massa
>3,93 ± 0,3 MJ

Upsilon Andromedae d è un pianeta extrasolare che orbita la stella simile al Sole, Upsilon Andromedae A. La sua stella madre è stata la prima conosciuta ad ospitare un sistema stellare multiplo (escludendo la pulsar PSR 1257+12).
Il pianeta è il terzo in ordine di distanza dalla propria stella, al momento è quindi il pianeta più esterno conosciuto del suo sistema.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Upsilon Andromedae d è stato scoperto nel 1999 da Geoffrey Marcy e R. Paul Butler. Come la maggior parte dei pianeti extrasolari finora scoperti, Upsilon Andromedae c è stato individuato analizzando le variazioni nella velocità radiale della stella causate dalla gravità del pianeta.

Al tempo della scoperta si conosceva già un pianeta in orbita attorno a Upsilon Andromedae A: il gioviano caldo Upsilon Andromedae b. Tuttavia nel 1999 si è capito che il solo pianeta più interno non riusciva a spiegare in modo soddisfacente la curva di velocità. Astronomi della San Francisco State University e del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics hanno concluso in modo indipendente che il modello che meglio spiegava le osservazioni era formato da tre pianeti.[1] I due nuovi pianeti sono stati designati Upsilon Andromedae c e Upsilon Andromedae d.

Orbita e massa[modifica | modifica wikitesto]

Visione artistica di Upsilon Andromedae d visto da una sua ipotetica luna; trovandosi nella zona abitabile questa potrebbe avere acqua liquida in superficie ed assomigliare alla Terra.

Come la maggior parte degli esopianeti con un lungo periodo orbitale, l'orbita del pianeta è molto eccentrica, più di quella di qualsiasi pianeta nel nostro sistema solare[2]. Il semiasse maggiore dell'orbita lo colloca nella zona abitabile di Upsilon Andromedae A.[3]

L'elevata eccentricità potrebbe essere il risultato di perturbazioni gravitazionali a opera di un pianeta più esterno ora perduto. Secondo alcune simulazioni le interazioni avrebbero spinto Upsilon Andromedae d in un'orbita più interna e più eccentrica, come conseguenza l'orbita del più interno Upsilon Andromedae c sarebbe diventata anch'essa eccentrica e il pianeta più esterno sarebbe stato espulso dal sistema.[4]

Una limitazione nel metodo della velocità radiale usato per scoprire il pianeta è che permette di stimare solo un limite inferiore per la massa. Nel caso di Upsilon Andromedae d il limite è posto a 3,93 volte la massa di Giove, tuttavia a seconda dell'inclinazione orbitale la vera massa potrebbe essere molto più alta. Osservazioni astrometriche preliminari suggeriscono un'inclinazione di 155,5° rispetto alla nostra linea visiva[5]. Se questa misura fosse confermata la vera massa del pianeta sarebbe di circa 9-10 volte quella di Giove.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Data la sua elevata massa è probabile che il pianeta sia un gigante gassoso senza una superficie solida e con una gravità superficiale 10 volte quella della Terra. Siccome il pianeta è stato rilevato solo indirettamente, caratteristiche quali il raggio, la composizione e la temperatura al momento non sono note.
Ipotizzando che la composizione del pianeta sia simile a quella di Giove e che sia in un ambiente prossimo all'equilibrio chimico, si prevede che l'atmosfera superiore del pianeta contenga nubi d'acqua piuttosto che quelle di ammoniaca tipiche di Giove[6].

Upsilon Andromedae d si trova nella zona abitabile della sua stella, cioè quella regione in cui pianeti simili alla Terra possono mantenere acqua allo stato liquido sulla superficie e che ricevono una giusta dose di radiazione ultravioletta dalla propria stella.[3] Le simulazioni suggeriscono che anche con un'orbita eccentrica i pianeti terrestri potrebbero mantenere acqua liquida per l'intero anno locale.[7] Questo significa che un ipotetico grosso satellite naturale di Upsilon Andromedae d potrebbe essere in grado di ospitare la vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Butler, R. et al., Evidence for Multiple Companions to υ Andromedae in The Astrophysical Journal, vol. 526, 1999, pp. 916 – 927.
  2. ^ Butler, R. et al., Catalog of Nearby Exoplanets in The Astrophysical Journal, vol. 646, 2006, pp. 505 – 522. (web version)
  3. ^ a b Buccino, A. et al., Ultraviolet Radiation Constraints around the Circumstellar Habitable Zones in Icarus, vol. 183, nº 2, 2006, pp. 491 – 503.
  4. ^ Ford, E. et al., Planet-planet scattering in the upsilon Andromedae system in Nature, vol. 434, 2005, pp. 873 – 876.
  5. ^ Han, I. et al., Preliminary Astrometric Masses for Proposed Extrasolar Planetary Companions in The Astrophysical Journal, vol. 548, 2001, pp. L57 – L60.
  6. ^ Sudarsky, D. et al., Theoretical Spectra and Atmospheres of Extrasolar Giant Planets in The Astrophysical Journal, vol. 588, nº 2, 2003, pp. 1121 – 1148.
  7. ^ Williams, D., Pollard, D., Earth-like worlds on eccentric orbits: excursions beyond the habitable zone in International Journal of Astrobiology, vol. 1, Cambridge University Press, 2002, pp. 61 – 69.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di Upsilon Andromedae
Stella Upsilon Andromedae
Pianeti b · c · d · e
astronomia Portale Astronomia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di astronomia e astrofisica