Uomo di Giava
Uomo di Giava è il nome dato ai fossili scoperti nel 1891 a Trinil, sulle rive del fiume Begawan Solo, nella provincia di Giava Orientale, nell'isola di Giava in Indonesia. I fossili rappresentano uno dei primi esempi di quello che oggi viene chiamato Homo erectus. I resti furono scoperti da Eugène Dubois, che li classificò con il nome scientifico di Pithecanthropus erectus.[1]
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Storia [modifica]
Come nella maggior parte dei fossili di ominidi, non fu rinvenuto uno scheletro completo. Si trattava soltanto di una calotta cranica, un femore sinistro e pochi denti. È stato avanzato qualche dubbio sul fatto che tutte queste ossa appartengano alla stessa specie.[2] Un secondo, e più completo esemplare, fu più tardi scoperto nel villaggio di Sangiran, nella provincia di Giava Centrale, 18 km a nord di Surakarta. Questo ritrovamento, una calotta cranica di taglia simile a quella trovata da Dubois, fu scoperta dal paleontologo tedesco GHR von Koenigswald nel 1936.
Fino alla scoperta dei resti umani ritrovati nella Rift Valley in Kenya, gli esemplari di Dubois e Koenigswald erano gli ominidi più antichi mai rinvenuti. Oggi alcuni scienziati suggeriscono che l'uomo di Giava sia una potenziale forma intermedia tra l'uomo moderno e l'antenato comune che condividiamo con le altre grandi scimmie. La maggior parte degli antropologi, però, ritiene che il diretto antenato dei moderni esseri umani sia stata la popolazione africana di Homo ergaster, piuttosto che le popolazioni asiatiche rappresentate dall'uomo di Giava e l'uomo di Pechino.
Note [modifica]
- ^ Eugène Dubois: On Pithecanthropus erectus: A Transitional Form between Man and the Apes.Scientific Transactions of the Royal Dublin Society, Ser. 2, 6, 1896, S. 1–18
- ^ The Java Man skullcap
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) How Man Began
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