Uomini leopardo

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Le società degli uomini leopardo sono società segrete tradizionali della cultura di diverse regioni dell'Africa occidentale e Africa centrale. Gli adepti di queste società si identificano misticamente con lo spirito del leopardo, e indossano costumi, maschere e altri ornamenti per riprodurne l'aspetto. Simili società, dotate di altri animali-totem (per esempio coccodrilli, leoni, iene) esistono in gran parte dell'Africa nera.

Omicidio rituale[modifica | modifica wikitesto]

In epoca coloniale, e in particolare a cavallo fra il XIX e il XX secolo, le società degli uomini-leopardo del Congo Belga e di altri paesi dell'Africa centro-occidentale come Nigeria e Liberia si vennero sempre più connotando come organizzazioni violente, fondate sull'omicidio rituale. La setta congolese degli uomini-leopardo Anyoto, per esempio, dovevano uccidere un proprio parente stretto come rito di iniziazione. Gli Anyoto e i membri di gruppi analoghi si immedesimavano misticamente con il leopardo indossandone la pelliccia, imitandone i suoni e le tecniche di caccia, e usando come armi artigli di leopardo riprodotti in legno o in ferro.[1] Inoltre, gli adepti di queste sette erano incoraggiati all'antropofagia.

Poiché le loro vittime sembravano effettivamente smembrate da una belva feroce, le società degli uomini-leopardo agirono indisturbate per diversi anni prima che le autorità iniziassero a sospettare della loro presenza e della loro attività. Nel Congo Belga, le indagini iniziarono solo nel 1919, mentre è probabile che gli omicidi fossero iniziati negli ultimi anni del secolo precedente.

Una serie completa degli strumenti utilizzati dalla Società segreta degli uomini-leopardo è stata donata dalla famiglia del magistrato coloniale Temistocle Ferrante al Museo di Storia Naturale dell'Università di Parma. Ferrante, infatti ha esercitato la professione di Giudice nello "Stato indipendente del Congo" fino al 1922, anno in cui venne collocato a riposo. Durante la sua attività egli ha affrontato il caso giudiziario legato agli omicidi rituali commessi dagli adepti della Società segreta e ha provveduto alla raccolta di numerosi materiali legati all'antropologia del crimine, fra cui il loro intero armamentario, composto dagli artigli in ferro, i pioli con cui simulavano le impronte del leopardo e i vestiti maculati che indossavano durante le esecuzioni.
Si tratta di una serie di oggetti unica, che il Museo di Storia Naturale dell'Università di Parma ha riunito in una sala apposita, visitabile al pubblico.

Connotazioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Almeno in parte, l'attività criminale delle società degli uomini-leopardo aveva un intento politico, probabilmente di destabilizzazione del potere coloniale e di restaurazione delle gerarchie tribali tradizionali. Colpendo in modo indiscriminato e cruento, gli uomini-leopardo ottenevano indirettamente la complicità della popolazione, che in genere rifiutava di collaborare con le indagini per paura di ritorsioni. Durante il processo di transizione verso l'indipendenza del Congo Belga, gli Anyoto rivelarono in modo più esplicito la loro natura in parte politica assassinando alcuni dei leader che si accingevano a prendere le redini del paese al posto degli europei. Dimostrazione della natura politica di questi movimenti è anche il fatto che essi siano rapidamente scomparsi, almeno come associazioni criminose, dopo la fine del colonialismo.

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

La società degli uomini-leopardo appare in numerose opere che basate sullo stereotipo dell'Africa equatoriale misteriosa e violenta. Alcuni esempi sono la storia a fumetti Tintin in Congo e nel romanzo Tarzan e gli uomini-leopardo di Edgar Rice Burroughs. Anche nei fumetti di Corto Maltese apparve in alcuni casi una setta detta degli "Uomini-coguaro", probabilmente ispirata agli uomini-leopardo del Congo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il costume di un membro della setta Anyoto è presso il Museo Reale dell'Africa Centrale, presso Bruxelles

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Ernest Joset, Les Sociétés Secrètes of the Hommes Léopards en Afrique Noire. Payot, Parigi 1955
  • Birger Lindskog, African leopard men. Almqvist & Wiksells, Uppsala 1954.
  • Kenneth James Beatty, Humanly Leopards: At account of the Special Commission Court before Trials of Humanly Leopards. AMS Press, New York 1978.
  • Lino Rossi, Una ridefinizione criminale del sé. La società degli Uomini-Leopardo del Congo, in L. Rossi, La raccolta etnografica "Temistocle Ferrante", Pubblicazione del Museo di Storia Naturale dell'Università di Parma, 1993.
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