Università degli Studi dell'Insubria

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Università degli Studi dell'Insubria
Università dell'Insubria - Stemma.png
Stato Italia Italia
Città Como e Varese
Altre sedi Saronno, Busto Arsizio, Bosisio Parini
Nome latino Universitas Studiorum Insubriae
Fondazione 1998
Tipo Università statale
Rettore Alberto Coen Porisini;
Rettore Vicario: Giuseppe Colangelo
Studenti 9 579 (a.a. 2010/11[1])
Sito web www.uninsubria.it
 

L’Università degli Studi dell'Insubria (Universitas Studiorum Insubriae) è un ateneo statale con una doppia sede: Como e Varese. Prende il nome dalla regione in cui sono situate le sedi, la Regio Insubrica, o più comunemente Insubria.

Rettore è il professor Alberto Coen Porisini, Rettore Vicario è il professor Giuseppe Colangelo.

Secondo la classifica de Il Sole 24 Ore, stilata in base a criteri di valutazione di diverso genere, nel 2011, l'Università degli Studi dell'Insubria si colloca al 16º posto su 58 atenei statali italiani.[2][3]

Nel 2013 la Facoltà di Giurisprudenza si è classificata al 7º posto a livello nazionale, con un rating di "AAA", nell'ambito della graduatoria stilata dalla "Grande Guida all'Università" redatta dal quotidiano La Repubblica, in collaborazione con il Censis (era al 4º posto nel 2011 e al 6º posto nel 2010).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'Università inizia nel 1972 a Varese, quando vengono attivati i corsi della Facoltà di Medicina e Chirurgia gemmati dall'Università degli studi di Pavia.

Nel 1990 vengono quindi attivati due ulteriori corsi: Scienze biologiche gemmato dall'Università degli studi di Milano e Economia e Commercio, gemmato dall'Università degli studi di Pavia.

Parallelamente a Como nel 1987 viene avviato il primo corso a carattere universitario: il Diploma a fini speciali in Informatica Gestionale avviato dal Politecnico di Milano.

A Como nel XV sec. presso il Collegio dei Dottori Giureconsulti era sorta una Scuola Universitaria con tre cattedre: Teologia Morale (attiva sin dal 1473), Diritto Canonico Misto (fondata nel 1656 ad opera di Tommaso Verga) ed Istituzioni (fondata nel 1656 ad opera di Francesco Benzi). Tale Università restò attiva fino all'anno 1795.[4]

Dal 1989 quindi Como è sede di regolari corsi di laurea in Ingegneria gemmati appunto dal Politecnico milanese oltre che in Scienze e dal 1994 in Giurisprudenza, gemmati dall'Università degli Studi di Milano.

Nel febbraio 1997 l'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario valuta nel suo rapporto la possibilità di creare una università bipolare concedendo autonomia ai corsi di laurea e alle Facoltà di Como e Varese. Contemporaneamente il Politecnico di Milano si chiama fuori dall'operazione dichiarando di voler puntare sulla strategia del Politecnico a rete, valorizzando le sue 7 sedi.

Il 14 febbraio 1998 viene quindi emanato dal Ministero dell'Università il decreto per la Istituzione dell'Università dell'Insubria, con sedi in Como e Varese.

Nel 2003 nasce a Varese il primo corso di laurea in Ingegneria per la Sicurezza del Lavoro e dell'Ambiente.

Nell'a.a. 2006/2007 vengono attivati il corso di laurea in Giurisprudenza a Varese e il corso di laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese a Como.

Il corso di laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese a Como viene erogato per l'ultima volta nell'A.A. 2011/12, la decisione della sospensione delle attività didattiche, nella sede comasca, è da attribuirsi alle difficoltà della Facoltà di Economia nel reperire fondi e docenti disponibili all'insegnamento.[5]

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente l'Università può contare su due sedi principali, strutture didattiche e laboratori in diverse località del territorio lombardo.

Le due sedi principali e istituzionali sono Como e Varese. Secondo lo Statuto, emanato l'11 marzo 2002, le due sedi hanno pari dignità: l'università ne assicura lo sviluppo paritario, armonico ed equilibrato, favorendo le iniziative comuni e l’integrazione delle attività didattiche e di ricerca.

Di particolare interesse Storico ed Artistico sono la sede della Facoltà di Giurisprudenza di Como, la più prestigiosa di tutta l'Università, sita nel Chiostro della Basilica di Sant'Abbondio (fra i più antichi d'Europa), anticamente utilizzato dapprima come Convento, poi come Seminario Vescovile e la sede del Rettorato di Como situato nel prestigioso Palazzo Natta, antico palazzo di una famiglia nobile appartenente al patriziato comasco risalente al XVI sec. con particolari risalenti al XIII sec. .

Le principali strutture didattiche sono: Saronno (VA) e Busto Arsizio (VA). Esistono poi altre località sedi di laboratori nelle province di Como e Varese.

Medicina e Chirurgia[modifica | modifica wikitesto]

La facoltà ha sede nella città di Varese ed è una delle facoltà di Medicina e Chirurgia di più recente istituzione in Italia poiché è stata fondata nel 1998. L'ospedale universitario principale è l'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà[modifica | modifica wikitesto]

Sono circa 10 000 gli studenti iscritti nell'anno accademico 2007/2008.

A Como hanno sede le facoltà di:

A Varese attualmente hanno sede le facoltà di:

Corsi di Laurea[modifica | modifica wikitesto]

Per consultare l'elenco apri il cassetto.[6]

Corsi di studio

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

L'Università dell'Insubria fa ricerca nei campi dell'Economia, della Medicina, del Diritto, delle Scienze e della Cultura attraverso i suoi 18 dipartimenti (che si ridurranno a 7 da ottobre 2011):

  • Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza
  • Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale
  • Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Molecolari
  • Dipartimento di Diritto ed Economia delle Persone e delle Imprese
  • Dipartimento di Diritto Pubblico ed Internazionale
  • Dipartimento di Diritto Romano, Storia e Filosofia del Diritto
  • Dipartimento di Economia
  • Dipartimento di Fisica e Matematica
  • Dipartimento di Informatica e Comunicazione
  • Dipartimento di Medicina Clinica
  • Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica
  • Dipartimento di Morfologia Umana
  • Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche
  • Dipartimento di Scienze Chimiche e Ambientali
  • Dipartimento di Scienze Chirurgiche
  • Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche
  • Dipartimento di Scienze della Cultura, Politiche e dell'Informazione
  • Dipartimento di Scienze Ortopediche e Traumatologiche "M. Boni"

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Docenti[modifica | modifica wikitesto]


La questione Marco Lanzetta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2002 Marco Lanzetta, il primo chirurgo italiano ad effettuare un trapianto di mano, concorre per una cattedra da professore, ma non viene considerato idoneo dalla Commissione giudicatrice, la quale, invece, seleziona come idonei altri due professori: Giorgio Pilato e Paolo Tranquilli Leali.
Il professor Lanzetta - considerando l’operato della Commissione illegittimo - ricorre ai giudici amministrativi, che accolgono parzialmente le sue richieste. Per dare esecuzione alla pronuncia l’Università degli Studi dell’Insubria riconvoca la Commissione esaminatrice originaria, ma il professor Lanzetta, ritenendo l’atto di convocazione lesivo delle sue posizioni giuridiche, lo impugna e ne ottiene l’annullamento.
L’Università degli Studi dell’Insubria, in esecuzione delle decisioni del giudice amministrativo, rinnova la procedura comparativa, sostituendo integralmente la Commissione giudicatrice; il professor Marco Lanzetta ricorre nuovamente al TAR, al fine di ottenere l’annullamento degli atti relativi alla nuova procedura.
Il lungo e articolato contenzioso viene commentato anche in un articolo del Corriere della Sera da Gian Antonio Stella, che scrive che i chirurghi ritenuti idonei dalla Commissione esaminatrice sembrano essere meno qualificati del professor Marco Lanzetta[7].
Nel 2012 il Consiglio di Stato mette la parola fine alla complessa vicenda processuale, respingendo integralmente le richieste del professor Lanzetta. Con sentenza n. 3276/2012 depositata il 31 maggio 2012[8], infatti, il Consiglio di Stato accoglie gli appelli proposti presentati dall’Università degli Studi dell’Insubria e dai professori Giorgio Pilato e Paolo Tranquilli Leali e respinge definitivamente i motivi di ricorso del professor Lanzetta, riformando la sentenza del TAR.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ Brillante UnInsubria: 16esima su 58 atenei, Il Sole 24 Ore.
  3. ^ Università dell'Insubria - Brillanti risultati nella graduatoria de Il Sole 24 Ore.
  4. ^ Collegio dei dottori giureconsulti, sec. XV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  5. ^ Il Giorno - Como - Insubria senza soldi La scure si abbatte su Economia
  6. ^ Breve Guida ai Corsi di Laurea 2010-2011 - Ufficio Orientamento Università dell'Insubria
  7. ^ Lanzetta, il superchirurgo bocciato da 9 anni, Corriere della Sera.
  8. ^ Sentenza del Consiglio di Stato, dep. 31/05/2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]