Unità di misura di Castelnuovo di Garfagnana

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Nel "Regolamento intorno le condizioni degli strumenti per le misure metriche", redatto a Modena, capitale del Ducato Estense, nel 1852, vengono elencate le unità di misura in uso nella provincia della Garfagnana; tali misure derivarono probabilmente da quelle che già nel '300 erano autonomamente utilizzate nella Valle, e riconosciute nella loro ufficialità dallo Statuto Lucchese del 1308, all'epoca in cui Castelnuovo e gli altri centri garfagnini erano sotto l'influenza della città delle Mura.

In particolare, nel Regolamento del 1852 viene esplicitato dove tali misure fossero in uso: a Camporgiano, Careggine, Fosciandora, Giuncugnano, Pieve Fosciana, Piazza al Serchio, Sillano, S. Romano in Garfagnana, Trassilico, Vergemoli, Vagli di Sotto e Villa Collemandina.

Nel dettaglio, tali misure erano:

  • il Barile di Castelnuovo di Garfagnana era una misura di capacità per liquidi, e corrispondeva a 39,175 litri; il Boccale, una sua sottomisura, ne rappresentava 1/56 del volume, circa 0,7 litri
  • il Sacco di Castelnuovo era una misura di capacità per aridi, e corrispondeva a 133,33 litri, pari a 8 Mezzini da 16 litri.
  • il Braccio di Castelnuovo era una misura mercantile linerare, e corrispondeva a 0,5955 metri; si suddivideva in 12 Once, e ognuna di queste in 12 Punti
  • la Libbra di Castelnuovo era una misura mercantile di peso, ed equivaleva a 0,334 kg; a sua volta divisa in 12 Once (come il Braccio), a loro volta divisa ancora in 24 Denari
  • la Pertica di Castelnuovo era una misura agrimensoria lineare, corrispondente a 3,573 metri, cioè sei Braccia; da questa derivava la Pertica quadrata, misura agrimensoria di superficie, che equivaleva a ettari 0,001276633 (cioè m² 12,76633).
  • infine, il Mezzino di Castelnuovo era la più grande misura agrimensoria, rappresentando 374 metri quadrati.
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