Catanzaro Football Club
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| Calcio |
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| Aquile Alate, Giallorossi | ||||
| Segni distintivi | ||||
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| Uniformi di gara
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| Colori sociali: | ||||
| Simboli: | Aquile alate | |||
| Inno: | Aquile Carlo Scaturchio |
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| Dati societari | ||||
| Città: | Catanzaro | |||
| Paese: | ||||
| Confederazione: | UEFA | |||
| Federazione: | ||||
| Campionato: | Lega Pro Seconda Divisione | |||
| Fondazione: | 1929 | |||
| Rifondazione: | 2006 | |||
| Presidente: | Antonio Aiello | |||
| Stadio: | Nicola Ceravolo (14.650 posti) |
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| Sito web: | www.catanzaro-fc.it/ | |||
| Palmarès | ||||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
Il Football Club Catanzaro, già Unione Sportiva Catanzaro, è la maggiore società calcistica della città di Catanzaro. Ha militato per 7 stagioni in Serie A, risultando la prima formazione della Calabria a raggiungere la massima serie, categoria nella quale ha colto il suo massimo risultato nel 1980-81 e nel 1981-82 chiudendo in entrambe le stagioni al 7° posto in classifica e tutt'ora la squadra di calcio calabrese con più presenze in campionati professionistici. Nella sua storia c'è anche una finale e due semifinali di Coppa Italia.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Venne fondata nel 1929 con il nome di Unione Sportiva Catanzarese, nello stesso anno rinominata Unione Sportiva Fascista Catanzarese, che a sua volta nacque dalla fusione di due squadre cittadine, la "Scalfaro" e la "Braccini", avvenuta nel 1927.
Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale ottenne la denominazione di U.S. Catanzaro. Sin dalla fondazione adottò i colori e il simbolo della città.
Nel 1958 divenne presidente Nicola Ceravolo, grazie al quale l'U.S. Catanzaro raggiunse i maggiori successi.
Un anno importante fu il 1959, al termine della stagione di C girone B 1958-59 il Catanzaro viene promosso in serie B per la terza volta. Il campionato lo vide vincere 17 volte, pareggiare 13 e perdere solo in quattro occasioni, 56 i goal fatti e solo 15 i subiti con capocannoniere giallorosso Giovanni Fanello e Gennaro Rambone entrambi con 15 reti, da ricordare tra le tante partite un 7-0 rifilato in casa contro l’Aquila e un’ancora più sonoro 10-0 con cui il Catanzaro sconfisse, sempre in casa, il Siracusa, in quel momento primo in classifica.
Avvincenti anche i derby regionali contro la Reggina , 2-0 al Militare e 2-1 in trasferta e contro il Cosenza,1-1 in casa e 0-0 al S.Vito, con quest’ultima che arrivò seconda con un solo punto di svantaggio, sfumando la promozione.Da ricordare come nel campionato di B 1959-60 il Catanzaro partecipò alla Coppa delle Alpi , competizione ormai scomparsa che si disputava tra squadre italiane e svizzere, vincendo 5-1 in casa e pareggiando 0-0 in trasferta contro il S.Gallo , e contribuendo alla conquista del trofeo da parte dell’Italia, si tratta del primo confronto internazionale da parte del Catanzaro.
[modifica] La finalissima di Coppa Italia contro la Fiorentina
Nella stagione 1965-66 la squadra allenata da Dino Ballacci arrivò a contendersi la Coppa Italia 1965/66 con la Fiorentina. Data da non dimenticare il 19 maggio del 1966. Ecco come il Catanzaro arrivò a disputare la finale: si cominciò il 29 agosto del 1965 con il primo turno che vide il Catanzaro giocare in casa contro il Messina, altra squadra di B, vincendo 2-0 con doppietta di Bui. Il secondo turno giocato in novembre lo vide vincente al "San Paolo" contro il Napoli 1-0, rete sempre di Bui; il terzo turno il Catanzaro affrontò un’altra squadra di serie A, la Lazio,vincendo per 3-1, con Bonfada-Tribuzio e Bui i marcatori, impresa maggiore se si pensa che si giocò in campo neutro a Cosenza per la squalifica del “Militare”.
Ai quarti di Finale, si giocò il 6 di gennaio contro il Torino, e il Catanzaro vinse ai rigori per 4-1, dopo aver impattato 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari. In semifinale il Catanzaro si trovò ad affrontare la proibitiva trasferta contro la Juventus, ma contro ogni pronostico espugnò il Comunale di Torino per 2-1, con doppietta di Tribuzio.
Alla fine solo i viola della Fiorentina in Finale (arbitro Sbardella di Roma), fermarono la grande impresa dei giallorossi: andarono in vantaggio con Kurt Hamrin, e raddoppiarono, dopo il pari di Giuseppe Marchioro, con un rigore di Bertini nei tempi supplementari. Da ricordare anche che Gianni Bui con 18 reti risultò capocannoniere per la stagione di B 1965-66 vincendo il premio Caltex Sportman
[modifica] La prima storica promozione in serie A
Il grande sogno della Serie A si avverò il 27 giugno 1971, quando allo Stadio San Paolo di Napoli si giocò la terza ed ultima giornata del mini-torneo tra le tre squadre arrivate appaiate a 47 punti, tra cui dovevano uscire solo due da promuovere in serie A. In precedenza l’Atalanta aveva vinto 2-0 a tavolino contro il Bari , e per 1-0 contro i giallorossi a Bologna, non rimaneva che questo spareggio tra Catanzaro e Bari: chi vinceva era paradiso, chi perdeva restava in B. Al 35’ del secondo tempo ci pensò Angelo Mammì ad insaccare nella porta dei galletti pugliesi portando le Aquile nella massima serie.
Alla fine della stagione 1970-71,si giunse agli spareggi dopo aver vinto 17 gare e aver tenuto il migliore rendimento nel girone di ritorno in B.
L'anno successivo, il 1971-1972, il primo di una calabrese in Serie A, la squadra retrocedette per un solo punto. Le aquile vinsero solo tre volte, ma la prima vittoria storica in Serie A fu contro la Juventus futura campione d'Italia, in casa per 1-0, sempre con Mammì che insaccò i bianconeri a pochi minuti dalla fine.
Si partecipò anche al Torneo anglo-italiano contro Stoke city e Carlisle United, e nel giugno del 72 si volò negli Stati Uniti per una tournée che vede il Catanzaro vincente contro il Toronto e sconfitto dal Santos di Pelè (al Madison Square Garden di New York) e contro gli argentini dell’Huracan a Boston.
[modifica] Lo spareggio di Terni del 1975 e la seconda promozione in serie A nel 1976
Il 26 giugno 1975 è un’altra data da ricordare per il popolo giallorosso, l’epilogo la inserisce nei ricordi più tristi, ma lo spareggio di Terni restò comunque un’altra tappa memorabile del cammino delle Aquile. Alla fine della stagione 1974-75 il Catanzaro si ritrovò appaiato al terzo posto con il Verona, entrambi 45 punti, per i giallorossi frutto di 13 vittorie, 19 pari e 6 sconfitte. Al “ Libero Liberati “ decise al 25’ del primo tempo una rete di Mazzanti, per il Catanzaro fu una grossa delusione resa più amara per la morte del tifoso Carlo Maria Talarico avvenuta per un grave incidente accorso ad un pulmann proveniente da Catanzaro. Fu comunque il primo anno di Massimo Palanca che totalizzò solo 4 reti , ma che si fece sentire l’anno dopo, il 1975-76, con 11 reti che permisero al Catanzaro di conquistare la seconda promozione della sua storia in serie A, arrivando primo in classifica appaiato a 45 punti con Genoa e Foggia, frutto di sedici vittorie, 13 pari e nove sconfitte.
Memorabile l’ultima giornata che si giocò a Reggio Emilia davanti ad un pubblico interamente giallorosso: al 67’ Palanca apre le marcature, a quattro minuti dalla fine la doccia fredda del pari della Reggiana, che lo condannava ad un altro spareggio per la promozione, ma al 90’ ci pensava Gianni Improta a proiettare le Aquile nella massima serie.
Il secondo campionato nella massima serie, 1976-77 non andò certo meglio della prima apparizione, si fecero sempre 21 punti che classificano il Catanzaro nuovamente al 15° posto a cinque punti dalla salvezza, ( 7 vittorie 7 pari e ben 16 sconfitte), da ricordare comunque la vittoria in campo neutro a Catania con il Milan per 1-0 (Sperotto ) e la giornata successiva la vittoria, sempre per 1-0, allo Stadio Olimpico di Roma contro la Lazio, con un’autorete al 13’ di Pulici, che valse la prima vittoria fuori casa in serie A.
In ottobre per la seconda volta , dopo l’esperienza della prima serie A, il Catanzaro tornò in America per la sua seconda Tournee, si giocò a Toronto contro il locale Club Italia, ed a New York contro la squadra argentina dell’Huracan .
[modifica] Gli anni della gloria 1977-1983: dalla terza promozione in A del 1978 ai due settimi posti del 1981 e del 1982
Nel 1977-78 dopo un solo anno in serie B Il Catanzaro centrò la terza promozione in otto stagioni, e la seconda in tre anni, nella massima serie, questa volta per restarci, riuscendo a centrare la prima permanenza. I giallorossi arrivarono secondi con 44 punti insieme all’Avellino, primo lo stratosferico Ascoli dei record, frutto di 16 vittorie 12 pari e 10 sconfitte. Capocannoniere del torneo con 18 reti in 32 gare disputate “ piedino d’oro “ al secolo Massimo Palanca, bene fece anche Renzo Rossi che centrò la rete per ben 10 volte. L’anno successivo, 1978-79 il Catanzaro centrò il 9° posto con 28 punti, a quattro dalla zona retrocessione, realizzando 6 vittorie, 16 pari e solo 8 sconfitte.
Da non dimenticare i due successi esterni, 2-0 ai danni dell’Atalanta ed il mitico 3-1 all’Olimpico contro la Roma con tripletta di Palanca, che a fine campionato finirà con 10 reti all’attivo , di cui ben sei distribuite tra Roma e Lazio.
Palanca fu anche, con otto reti, capocannoniere della Coppa Italia 1978/79, dove il Catanzaro raggiunse la Semifinale con la Juventus ( 1-1 in casa, 2-4 a Torino ), dopo aver vinto il girone ( tre vittorie ed un pari a S. Siro con il Milan che vincerà lo scudetto ) e superando il Cagliari nei quarti (2-2 al S.Elia, 1-0 al Comunale ).
La stagione 1979-80, secondo campionato consecutivo, quarto in assoluto, delle Aquile in serie A, non cominciò nei migliore dei modi e sin dal principio costrinse il Catanzaro a lottare nella parte bassa della classifica, alla fine della stagione con 5 vittorie, 14 pari e 11 sconfitte venne retrocesso, ma nel frattempo giunse lo scandalo calcio scommesse, con il cosiddetto totonero, ed il Catanzaro venne ripescato al pari dell’Udinese, al posto del Milan e della Lazio.
Fu la prima stagione di Adriano Merlo come presidente dell’ U S Catanzaro, dopo ventuno anni consecutivi di presidenza Ceravolo, con un bilancio ineguagliabile di 17 stagioni in serie B e tre in serie A, quattro promozioni, di cui tre nel massimo campionato e una finale ed una semifinale di Coppa Italia.
Nel 1980-81 ci fu la terza apparizione consecutiva in serie A e salvezza senza troppo penare con un ragguardevole 7° posto a 29 punti insieme col Bologna, migliore prestazione fino ad allora, con 6 vittorie , di cui due fuori ad Ascoli ( 2-1) ed a Pistoia ( 1-0 ), 17 pari e solo 7 sconfitte, a quattro punti dalla zona calda.
Alla quinta giornata di campionato il Catanzaro, dopo Brescia - Catanzaro terminata 1-1, per la prima ed unica volta nella sua storia, si tolse la soddisfazione di essere primo in classifica in serie A. Il Corriere dello Sport di Lunedì 20 Ottobre nell'articolo dedicato alla partita in questione, scriveva: <<Un quartetto al comando, c'è anche il Catanzaro. Trionfa la provincia calcistica, rappresentata dalla sua squadra miracolo. Per sedici minuti il Catanzaro ha sognato ad occhi aperti: era solo in testa. La curva sud, palesata di giallorosso era tutta fremiti. La gente adesso sta lasciando Brescia, calano le prime ombre della sera, la festa continua sono caroselli allegri. Il Catanzaro e' in testa assieme a Fiorentina, Inter e Roma. Senza quel dannato autogol, senza il pareggio bresciano, sarebbe stato primato in solitudine.>>
Massimo Palanca fu con 13 reti secondo nella classifica dei cannonieri alle spalle del romanista Pruzzo, e a fine stagione fu venduto al Napoli per una cifra considerevole.
L’anno dei mondiali di Spagna regalò al Catanzaro il quarto torneo consecutivo nella massima serie, stagione 1981-82 ricordata da tutti come la migliore della storia giallorossa: ceduto Palanca, arrivò un giovane di belle speranze che rispondeva al nome di Edy Bivi, che non pagò il noviziato e con 12 reti eguagliò il mitico “ O’rey “ classificandosi al secondo posto in graduatoria cannonieri. Fu anche l’anno dell’arrivo del primo straniero, il rumeno Viorel Nastase , ma principalmente fu l’anno del secondo consecutivo 7° posto finale ad un solo punto da una storica qualificazione in Coppa UEFA, dei 28 punti conquistati con 9 vittorie 10 pari e 11 sconfitte, delle meravigliose vittorie fuori casa a Torino contro i granata ed a S.Siro contro il Milan, regolarizzato anche in casa con un secco 3-0. Senza contare il raggiungimento, per la terza volta nella sua storia, della semifinale Coppa Italia 1981/82, contro l’Inter. A Milano l'andata terminò 2-1 per i nerazzurri, il ritorno del 10 Aprile al Comunale fu appassionante. Dinanzi ad uno stadio gremito, Edy Bivi al 2' di giocoportò subito in vantaggio il Catanzaro. La rete galvanizzò i giallorossi, ma al 50' l' Inter pareggiò con un rigore di Beccalossi. Borghi al 66' siglò il 2-1 per le "Aquile" e si andò ai tempi supplementari.
Al 97' Altobelli, su indecisione della difesa siglò il 2-2, ma Cascione al 104' raccolse una corta respinta di Bordon e riaprì i giochi per la qualificazione. Il secondo tempo supplementare vide il Catanzaro all'arrembaggio nel tentativo disperato di siglare il gol qualificazione, ma un palo colpito da Sabato spense definitivamente i sogni. Finì 3-2 per il Catanzaro ma grazie ai gol segnati in trasferta passò l'Inter.
Da ricordare la prima partecipazione al Torneo mondiale giovanile di Viareggio e la presenza di ben quattro giocatori ( Celestini –Mauro -Borghi e Bivi ) nella nazionale Under 21, tutti e quattro in campo contemporaneamente nella gara dell’europeo giocata a Catanzaro. Certamente un anno molto speciale, che si concluse con l’ultima giornata che vide il Catanzaro arbitro della sfida tra Juventus e Fiorentina per la conquista dello scudetto: alla fine la spuntarono i bianconeri con un rigore contestatissimo siglato da Brady.
Il quinto campionato consecutivo, settimo in assoluto, disputato nel 1983 , chiuse un’epoca gloriosa per la società giallorossa, che dal 1959 in poi aveva conosciuto soltanto i grandi palcoscenici della serie A e B, con l’occhio molto attento, forse troppo al bilancio, fece si che si cedettero i pezzi migliori, rimpiazzati non sempre al meglio, scommettendo su una linea giovane che però non diede gli stessi risultati dell’anno precedente, il migliore per rendimento. Il 1982/83 fu la peggiore delle Aquile nella massima serie, con un deludentissimo ultimo posto in classifica, con soli 13 punti e tanti record negativi assoluti battuti, che altre squadre dopo hanno peggiorato.
Le "Aquile" vinsero solo 2 volte ed entrambe in casa, pareggiando 9 gare e perdendone ben 19, più delle due ultime due stagioni messe insieme. Edy Bivi, pezzo pregiato l’anno precedente non fece che sole tre reti, per riscattarsi l’anno dopo con 14 in serie B, che non evitarono, però, nonostante un finale di campionato decente, la retrocessione del Catanzaro addirittura in serie C.
[modifica] Gli anni '80: l'altalena tra serie B e C e la serie A sfumata per un punto
In sole tre stagioni il Catanzaro si ritrovò dal 7° posto in serie A, alla serie C . La gestione Merlo, dopo il lungo mandato Ceravolo, aveva fallito e fece ritornare indietro la città e la Calabria di un quarto di secolo. Il cambiamento arrivò con l’acquisizione del sodalizio giallorosso del “vulcanico” Pino Albano, che rivoluzionò tutto e mise la squadra nelle mani dell’esperto G.B. Fabbri: fu un campionato vincente, il 1984-85, che vide i giallorossi promossi con 45 punti ( 17 vittorie, 11 pari, 6 perse ) a pari punti con il Palermo.
Le "Aquile" cominciarono benissimo vincendo le prime quattro gare e proseguirono sempre ad alti livelli, con le bellissime vittorie contro il Cosenza per 4-1 in dieci uomini, per 4-0 contro il Barletta, per 4-2 contro la Reggina, per 4-2 contro il Messina, e con l’ultima in casa per 4-0 contro l’Akragas, che consegnò la B con una giornata di anticipo. I giallorossi in quella stagione furono una macchina da goal, 54 le reti totali con Pino Lorenzo, mattatore con le sue famose rovesciate , che ne realizzò ben 18, risultando capocannoniere del girone, per essere poi venduto alla Sampdoria per la cifra record di 4 miliardi. Da segnalare inoltre, la vittoria per 2-1 in Coppa Italia contro l'Udinese di Zico.
Dopo un solo anno di cadetteria, con Albano che affidò per alcune giornate la squadra allo slavo Todor Veselinovic, si ritornò nella stagione 1986-87, nel girone B della serie C 1: la partenza non fu per niente entusiasmante, solo due punti nelle prime quattro giornate, ma la validità della squadra si vide nel proseguo del campionato, che venne vinto con 45 punti, uno in più della rivelazione Barletta, con 18 gare vinte, 9 pari e 7 sconfitte. Grandioso fu l’apporto del bomber Massimo Palanca, che ritornò in giallorosso dopo due anni passati in quarta serie: i suoi 17 centri gli fecero vincere la classifica cannonieri del girone. Decisivo ai fini della vittoria del torneo fu il girone di ritorno ,dove il Catanzaro perse una sola volta, con le ultime 11 gare in serie positiva ( 7 vittorie e 4 pari ), e con l’ultima giornata giocata in casa contro la terza forza del torneo, la Casertana, regolata con un perentorio 5-2 ( realizzando la tredicesima vittoria in casa consecutiva ), con due reti di Palanca alla sua quarta doppietta stagionale.
La più importante di queste venne realizzata al San Vito di Cosenza, dove il Catanzaro fece suo il derby per 3-1 davanti a 20.000 sostenitori rossoblu, reti realizzate al 65’ e al 68’, dopo che ”piedino d’oro” Palanca era entrato in sostituzione di Chiarella al 63’ accolto da fischi e frasi ingiuriose .
L’anno dopo,il 1987-88,il Catanzaro sfiorò la serie A per un solo punto, quando in precedenza i 46 punti realizzati ( 14 vittorie, 18 pari e solo 6 sconfitte ) avevano significato di solito promozione.
Da ricordare le 5 vittorie esterne dei giallorossi guidati da Vincenzo Guerini e i pari “sospetti” a Bologna ( 2-2 del Bologna con massaggiatore dei giallorossi in campo a prestare soccorso ad un calciatore)a cui fanno seguito quelli con la Cremonese in casa e a Udine dove in entrambe le gare viene annullato un gol ai giallorossi. Si giunse dunque al pomeriggio di Catanzaro - Lazio. I giallorossi, in vantaggio, vennero raggiunti sull'1-1 a recupero inoltrato,e fu un pareggio che di fatto sancì la mancata promozione del Catanzaro e la promozione della Lazio. Infatti, il Catanzaro vinse di rabbia 4 delle restanti gare su 5, ma non bastarono proprio per quel punto: fatale fu la sconfitta in trasferta contro un'altra delle pretendenti alla promozione, il Lecce. A fine torneo, in virtù di quel pareggio insperato avvenuto in pieno recupero, la Lazio totalizzò 47 punti, 4° posto e promozione, il Catanzaro si fermò a 46.
[modifica] 1990-2003: Gli anni neri del calcio Catanzarese
È opinione comune che l'epopea del Catanzaro, almeno fino ad ora, si sia interrotta con la mancata promozione in serie A del 1988. Dopo una salvezza stentata l'anno successivo, i giallorossi subirono la retrocessione in serie C1 nella stagione 1989-1990. La stagione 1990-91 non andò meglio. Continui cambi di allenatore (prima Sala, poi Brignani, ancora Sala e in ultimo Rambone) trascinarono la squadra in fondo alla classifica. Sul finire del campionato i giallorossi reagirono e strapparono l'accesso allo spareggio con il Nola; la partita si giocò a Lecce, nello stadio Via del Mare. Furono i napoletani con una rete di Concina, che spiazzò De Toffol, a passare in vantaggio. Ma il Catanzaro, sostenuto da ben seimila tifosi, si rilanciò e pareggiò con un Coppola e successivamente centrò il colpo vincente con il molisano Paolo Mollica che di testa realizzò la rete della vittoria e della salvezza. Le immagini televisive mostrarono le lacrime del tecnico Rambone riuscito a portare a compimento un'impresa ritenuta da molti impossibile.
Ma la gioia durò poco,la CAF inflisse al Catanzaro 3 punti di penalità per un tentativo di corruzione presumibilmente eseguito da persone con chiaro accento calabrese. Tale tentativo fu eseguito nei confronti dei giocatori della Ternana (ed ex-giallorossi) Gori, Chiarella e Carlo Caramelli, prima dell'incontro di andata che si giocò al Liberati terminato 2-2. La Commissione Disciplinare aveva assolto il Catanzaro, non fece lo stesso la CAF e per la prima volta nella loro storia i giallorossi precipitarono in Serie C2. L'episodio, tra l'altro, ruppe la grande amicizia che negli anni precedenti si era imbastita tra Ternana e Catanzaro, sia tra le società, sia tra le tifoserie.
Dal 1991 al 2003 il Catanzaro militò nei campionati di Serie C2, per dodici stagioni consecutive, alcune delle quali totalmente anonime. Quando invece i giallorossi furono vicini alla tanto sospirata promozione che li liberasse dall'inferno della serie C2, crollarono psicologicamente in maniera inspiegabile. Drammatiche,infatti, furono le sconfitte patite in casa, nelle finalissime di ritorno Playoff rispettivamente nel 2000-01 contro il Sora per 1-3 (quando il Catanzaro vinceva per 1-0 a 3 minuti dal 90') dinanzi a ben 18.000 spettatori, e nel 2002-03 per 0-2 contro l'Acireale, addirittura davanti ad un pubblico di quasi 22.000 spettatori. In entrambi i casi sarebbe bastato un pareggio.
[modifica] 2003 - 2006: L'ultima grande illusione.Il canto del cigno dell'US Catanzaro 1929
Nel gennaio del 2003 la società passò dalla gestione della famiglia Mancuso nelle mani di Claudio Parente e Massimo Poggi. Nell'agosto del 2003, la squadra ottenne finalmente la tanto sospirata promozione in Serie C1, conquistata non sul campo ma frutto di un ripescaggio in seguito all'annullamento delle retrocessioni della Serie B. Per la tifoseria fu un vero e proprio segnale beneaugurante, come se le cose avessero cominciato a cambiare direzione dopo anni di delusioni e fallimenti sportivi.
L'anno seguente, pertanto, la squadra, costruita in realtà per vincere il campionato di serie C2, si trovò invece ad affrontare il campionato superiore. I giallorossi, sotto la guida di Piero Braglia, e con gli innesti di giocatori importanti del calibro di Giorgio Corona, Fabrizio Ferrigno, Silvio Lafuenti, Mauro Briano e Robson Toledo, diedero vita ad una stagione esaltante, sicuramente la migliore degli ultimi quindici anni. Partita in sordina e senza proclami, la squadra, sostenuta da un pubblico catanzarese ritornato in massa a riempire gli spalti del Nicola Ceravolo, scalò la classifica conquistando i primi posti, e, con uno sprint decisivo nel finale, riuscì a vincere la concorrenza delle altre pretendenti quali Crotone, Acireale e Viterbese, e si classificò prima in Serie C1/B, riuscendo a centrare dunque la promozione in Serie B dopo ben 14 anni. Per l'ultima giornata, che sancì la promozione, Chieti - Catanzaro venne spostata in campo neutro ad Ascoli per permettere l'afflusso di ben 16.000 tifosi giallorossi giunti nel capoluogo marchigiano da ogni parte d'Italia. La partita venne vinta per 2-1 grazie alla reti di Toledo e di Giorgio Corona,ribattezzato dai tifosi delle Aquile Re Giorgio, uno dei principali artefici della promozione con ben 19 reti realizzate.
In quell'anno, la società fu inizialmente indagata per la vicenda di calcio scommesse dell'estate 2004: essa però si dimostrò estranea ai fatti dopo i vari gradi di Giustizia Sportiva.
La stagione 2004/2005, quella del tanto atteso ritorno in serie B dopo 14 anni, cominciò con grandi auspici per i tifosi giallorossi. Grazie all'ingresso di ingenti liquidità nelle casse della società(alla dirigenza si erano aggiunti due nuovi soci, Antonino Princi e Saverio Procopio), si diede vita ad una campagna acquisti dispendiosa, con l'ingaggio di affermati calciatori del calibro di Julio Cesar Leon, Fabrizio Cammarata, Emanuele Manitta, Mauro Bonomi, Antonio Nocerino, Davide Micillo, Sergio Campolo, Gianluca Grava, e, soprattutto, Benito Carbone. In quell'annata, anche a causa di questioni societarie, lo spogliatoio ne risentì moltissimo e non bastarono tre allenatori (oltre a Braglia anche Luigi Cagni e Bruno Bolchi) per evitare la retrocessione in C1. La squadra chiuse mestamente all'ultimo posto, ottenendo però un ripescaggio per la stagione successiva.
Anche nella stagione seguente 2005/2006, il Catanzaro disputò un campionato negativo: nonostante una piccola ripresa nel girone di ritorno, il 6 maggio 2006 la sconfitta interna contro l'Atalanta sancì la matematica retrocessione in Serie C1 per la squadra giallorossa che vide avvicendarsi ben 4 allenatori: Sergio Buso, Vincenzo Guerini, Bruno Giordano e Franco Cittadino.
La sera del 10 luglio 2006 le agenzie di stampa lanciarono questa notizia: Dopo 77 anni l'Unione sportiva Catanzaro calcio scompare dal panorama sportivo italiano. Non hanno avuto esito i tentativi di evitare in extremis la mancata iscrizione della squadra al campionato di serie C1, dove la società era retrocessa al termine dello scorso campionato di B, grazie alla scellerata gestione di Poggi e Parente che verranno ricordati come i colpevoli di questa fine. L'unica speranza resta quella di fare ricorso al "lodo Petrucci", che garantisce l'iscrizione della squadra nella categoria inferiore, in questo caso la serie C2.
Il tanto decantato progetto quinquennale di Claudio Parente e Massimo Poggi, partito nel Febbraio 2003, si chiuse in tre anni e mezzo con l'esclusione dell'Unione Sportiva Catanzaro S.P.A. dai campionati professionistici.
[modifica] La fondazione della nuova società Football Club Catanzaro: continua la parabola discendente del calcio Catanzarese
Nelle settimane successive alla revoca dell'affiliazione nei confronti dell'Unione Sportiva Catanzaro 1929 (che, nel 2007, sarà inoltre destinataria di dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Catanzaro), venne fondata una nuova società F.C. Catanzaro S.p.A., il cui presidente era Giancarlo Pittelli, avvocato e parlamentare di Forza Italia, che venne iscritta nel campionato C2 girone C che solo pochi anni fa si sperava lasciato per sempre.
Nella prima stagione la squadra chiuse al 9° posto in classifica.
Dopo il flop del primo campionato targato FC, il Catanzaro del presidente Giancarlo Pittelli ripartì dal passato, annunciando come responsabili dell'area tecnica due vecchie conoscenze del calcio giallorosso. Tornano Pasquale Logiudice, come direttore sportivo, e Gianni Improta, come direttore generale. Una vecchia conoscenza fu pure l'allenatore: Fausto Silipo, che lasciò la Nazionale italiana di beach soccer per tornare nella sua città natale. Fausto Silipo venne però esonerato dopo 5 giornate ed al suo posto venne promosso il suo allenatore in seconda Franco Cittadino, a sua volta sostituito nel Gennaio 2008 da Agatino Cuttone.La squadra al termine del campionato ottenne una salvezza stentata, evitando alla penultima giornata l'incubo dei play out.
Ennesima delusione nella stagione 2008-2009. Il Catanzaro chiude il campionato al 3°posto dietro i rivali del Cosenza ed il Gela,classificandosi ai playoff, dove per l'ennesima volta viene travolto ed eliminato in casa per 3-2 dal Pescina in semifinale, dopo aver pareggiato 0-0 l'andata in trasferta. Anche in questa occasione bastava un pareggio per accedere alla finale.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'Unione Sportiva Catanzaro | ||
|---|---|---|
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[modifica] Campo di Gioco
Stadio "Nicola Ceravolo" di Catanzaro, ex "Militare". Capienza 14.650 posti.
Lo stadio si caratterizza per la presenza di un Pino marino nella Curva dei tifosi del Catanzaro. Gli hanno accorciato la vita le colate di cemento sulle radici alcuni anni fa costringendolo a rinsecchire e, quindi, a diventare un pericolo per gli habituè della curva. Non ritrovandolo, il vecchio pino sarà rimpianto dai vecchi e giovani tifosi abituati nel tempo alla sua visione ed alla sua "compagnia".
[modifica] Rosa 2009-2010
Rosa, tratta dal sito ufficiale del Catanzaro, sono aggiornati al 15 Novembre 2009
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[modifica] Staff tecnico
Dal sito internet ufficiale della società
| Allenatore: | |
| Vice Allenatore: | |
| Preparatore portieri: | |
| Medico Sociale: | |
| Medico Sociale: | |
| Massaggiatore: |
[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
7 | 1971-1972 | 1982-1983 |
B |
28 | 1933-1934 | 2005-2006 |
C |
35 | 1930-1931 | 2008-2009 |
D |
1 | 1952-1953 | 1952-1953 |
In 71 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio a livello nazionale in Serie C, compresi 15 campionati di Serie C2. Il Catanzaro non fu ufficialmente attivo fra il 1937 e il 1945 per la crisi finanziaria di origine bellica.
[modifica] Palmarès
NOTA: Sono incluse soltanto le promozioni ottenute da prima classificata.
- Campionato italiano di serie B: 1
- Campionato italiano di serie C: 2
- Campionato italiano di serie C1-Girone B: 3
[modifica] Piazzamenti
- Classificata al 7° posto in Serie A 1980-1981, Serie A 1981-1982
- 1
finalissima di Coppa Italia : 1965-66
[modifica] Finali disputate
| Data | Competizione | Stadio | Ospitante | Ospite | Risultato | Marcatori |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 19/5/1966 | Coppa Italia Finale |
Stadio Olimpico, Roma |
2:1 dts | Hamrin, Marchioro, Bertini |
[modifica] Il Catanzaro in serie A
- Campionati disputati 7
- Punti totalizzati 164
- Media punti 23.4
- Punti totalizzati in casa 111
- Punti totalizzati fuori 53
- Partite 210
- Vinte 38
- Pareggiate 88
- Perse 84
- Goal realizzati 156
- Media goal realizzati 0.74
- Goal subiti 253
- Media goal subiti 1.2
- Vinte in casa 30
- Pareggiate in casa 51
- Perse in casa 24
- Goal realizzati in casa 93
- Media goal realizzati in casa 0.88
- Goal subiti in casa 90
- Media goal subiti in casa 0.86
- Vinte fuori 8
- Pareggiate fuori 37
- Perse fuori 60
- Goal realizzati fuori 63
- Media goal realizzati in casa 0.6
- Goal subiti fuori 163
- Media goal subiti fuori 1.55
[modifica] Il Catanzaro in Coppa Italia
Queste le partecipazioni dei Giallorossi in Coppa Italia
- 1935-36 Eliminato al 4° turno
- 1936-37 Eliminato al 3° turno
- 1958-59 Eliminato al 3° turno
- 1959-60 Eliminato al 1° turno
- 1960-61 Eliminato al 1° turno
- 1961-62 Quarti di finale
- 1962-63 Eliminato nei 2° turno
- 1963-64 Eliminato al 2° turno
- 1964-65 Eliminato al 1° turno
- 1965-66 Finale
- 1966-67 Eliminato al 1° turno
- 1967-68 Quarti di Finale
- 1968-69 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1969-70 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1970-71 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1971-72 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1972-73 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1973-74 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1974-75 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1975-76 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1976-77 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1977-78 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1978-79 Semifinale
- 1979-80 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1980-81 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1981-82 Semifinale
- 1982-83 Ottavi di Finale
- 1983-84 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1984-85 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1985-86 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1986-87 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1987-88 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1988-89 Non passa il Girone Eliminatorio
- 1989-90 Eliminato al 1° turno
- 1990-91 Eliminato al 1° turno
- 1991-2003 Nessuna partecipazione
- 2004-05 Non passa il Girone Eliminatorio
- 2005-06 Eliminato al 2° turno
[modifica] Vittorie memorabili
NOTA: In parentesi sono indicati i marcatori
- Campionato di serie B 1934/1935
- Catanzaro - Cagliari 10 - 0 (Moretti 7)
- Campionato di serie C 1958/1959
- Catanzaro - L'Aquila 7 - 0 (Fanello 4, Rambone 2, Ghersetich)
- Campionato di serie C 1958/1959
- Catanzaro - Siracusa 10 - 0 (Scroccaro, Ghersetich 3, Rambone 4, Fanello 2)
- Coppa Italia 1965/66, Semifinale di ritorno
- Juventus - Catanzaro 1 - 2 (Del Sol, Tribuzio 2)
- Spareggio per la promozione in Serie A 1970/1971
- Catanzaro - Bari- 1 - 0 (Mammì)
- Campionato di Serie A 1971/72
- Catanzaro - Juventus 1 - 0 (Mammi)
- Campionato di Serie A 1976/77
- Catanzaro - Milan 1 - 0 (Sperotto)
- Campionato di serie A 1976/77
- Lazio - Catanzaro 0 - 1(aut.Pulici)
- Campionato di serie A 1978/79
- Catanzaro - Roma 1 - 0 (aut. Rocca)
- Campionato di serie A 1978/79
- Roma - Catanzaro 1 - 3 (Di Bartolomei, Palanca 3)
- Campionato di serie A 1978/79
- Catanzaro - Lazio 3 - 1 (Palanca 2, Rossi, Wilson)
- Campionato di serie A 1979/80
- Catanzaro - Lazio 2 - 1 (Palanca 2, Zucchini)
- Campionato di serie A 1981/82
- Campionato di serie A 1981/82
- Milan - Catanzaro 0 - 1 (Bivi)
- Campionato di serie A 1981/1982
- Torino - Catanzaro 1 - 2 ( Bertoneri, Bivi, Borghi)
- Coppa Italia 1981/1982, Quarti di finale di ritorno
- Napoli - Catanzaro 1 - 2
- Coppa Italia 1981/1982, Semifinale di ritorno
- Catanzaro - Inter 3 - 2 (Bivi, Beccalossi, Borghi, Altobelli, Cascione)
- Campionato di serie C1 1984/1985
- Catanzaro - Cosenza 4 - 1 (G.Mauro, Surro 3, Del Rosso)
- Campionato di serie C1 1984/1985
- Campionato di serie C1 1986/1987
- Cosenza - Catanzaro 1 - 3 (Tavola, Mirabelli,Palanca 2)
- Campionato di serie C1 1986/1987
- Catanzaro - Cosenza 2 - 0 (Tavola, Benetti)
- Campionato di serie C1 1986/1987
- Catanzaro - Reggina 2 - 0 (Palanca, Bagnato)
- Coppa Italia 1987/88
- Catanzaro - Lazio 5 - 0 (Palanca 3, Soda 2)
- Campionato di serie B 1988/1989
- Catanzaro - Cosenza 3 - 0 (Palanca 3)
- Campionato di serie C1 2003/2004
- Chieti - Catanzaro 1 - 2 (Toledo, Corona)
[modifica] Allenatori e Presidenti
|
[modifica] I capitani del Catanzaro
Elenco dei principali capitani nella storia del Catanzaro
Roberto Franzon (1970-1972), Adriano Banelli (1974-1976), Gianni Improta (1977-1979), Claudio Ranieri (1979-1982),Massimo Palanca (1986-1990),Giorgio Corona (2003-2006). Roberto Gimmelli (2006-2009)
[modifica] I Bomber del Catanzaro
Elenco di tutti i calciatori che, vestendo la casacca giallorossa, risultarono capocannonieri del torneo.
- Gianni Bui (Serie B 1965-1966) 18 gol
- Massimo Palanca (Serie B 1977-1978) 18 gol
- Massimo Palanca (Coppa Italia 1978-1979) 8 gol
- Giuseppe Lorenzo (Serie C1 1984-1985) 18 gol
- Massimo Palanca (Serie C1 1986-1987) 17 gol
- Paolo Mollica (Serie C2 1991-1992) 16 gol
Giorgio Corona, invece, nella stagione 2003-2004, pur non riuscendo a vincere la classifica marcatori, ha conseguito il record del maggior numero di gol realizzati da un calciatore con la maglia del Catanzaro in una sola stagione, con 19 reti.
[modifica] Curiosità
- Durante la stagione 1980-81 , alla quinta giornata il Catanzaro fu addirittura primo in classifica in serie A, in compagnia di Inter, Fiorentina e Bologna.
- Claudio Ranieri è il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A con la maglia giallorossa: 128 tra il 1976 e il 1982, la maggior parte da capitano.
- Massimo Palanca è invece il calciatore che, con la maglia del Catanzaro, ha realizzato più gol in assoluto: con la casacca giallorossa in 11 anni, 331 presenze e ben 116 goal in campionato; 36 presenze e 20 gol in Coppa Italia.
- Il Catanzaro nel 1982 rimase immortalato in un celebre film Io so che tu sai che io so, di Alberto Sordi , grazie ad una rete che Edy Bivi aveva segnato alla Roma in diretta Tv e che tanto fece arrabbiare il protagonista,tifoso romanista,interpretato dallo stesso Alberto Sordi fiancheggiato da una spumeggiante Monica Vitti.
- Uno dei più importanti vocabolari della Lingua Italiana, lo Zingarelli, alla voce "giallorosso" dice testualmente: «Che(o chi) gioca nella squadra di calcio della Roma o del Catanzaro. Che è sostenitore di tali squadre».
[modifica] Gemellaggi e rivalità
Gemellaggi
I tifosi giallorossi sono gemellati con:
Fiorentina, gemellaggio storico nato in occasione della finalissima di Coppa Italia del 1966.
Barletta, gemellaggio di vecchia data nato in occasione della promozione di entrambe le squadre in serie B.
Amicizie
Le tifoserie con le quali esiste uno stretto rapporto di amicizia sono:
Brescia
Sampdoria, ultimamente sembra si sia affievolita.
Vibonese, unica amicizia con una corregionale.
Nocerina
Rivalità storiche
Altre rivalità
[modifica] Giocatori celebri
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Catanzaro F.C.. |
Massimo Palanca Massimo Mauro Claudio Ranieri Edy Bivi Giorgio Corona
[modifica] Allenatori celebri
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori del Catanzaro F.C.. |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- News in tempo reale
- Sito della tifoseria Giallorossa
- La storia ed il mito del Catanzaro Calcio
| Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010 | |
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