Unione Sportiva Catanzaro

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US Catanzaro
Calcio Football pictogram.svg
Uscatanzarostemma.png
Aquile del Sud,[1] Regina del Sud,[2][3] Timore del Nord[2][3], Giallorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Giallo e Rosso (Strisce).png giallo-rosso
Simboli Aquila imperiale
Inno Aquile
Dati societari
Città Catanzaro
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1929
Rifondazione 2006
Rifondazione 2011
Presidente Italia Giuseppe Cosentino
Allenatore Italia Francesco Moriero[4]
Stadio Nicola Ceravolo
(14.650 posti)
Sito web www.uscatanzaro1929.com
Palmarès
Scudetti 1 titolo di IV Serie
Titoli nazionali 1 Campionato di Prima Divisione
2 Campionati di Serie C
3 Campionati di Serie C1
1 Campionato di IV Serie
Trofei internazionali 1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Un quartetto al comando,[5] c'è anche il Catanzaro. Trionfa la provincia calcistica, rappresentata dalla sua squadra miracolo. [...] »
(Corriere dello Sport - Stadio, 20 ottobre 1980[6][7])

L’Unione Sportiva Catanzaro, abbreviata in U.S. Catanzaro e nota più semplicemente come Catanzaro, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catanzaro.

Fondata nel 1929, disputa da quell'anno i primi campionati. Nel corso della sua storia la società è stata rifondata per due volte: nel 2006 e ancora nel 2011, in entrambi i casi per questioni finanziarie.

I colori ufficiali del Catanzaro sono, fin dalla sua fondazione, il giallo e il rosso, il suo simbolo è l'aquila reale, simbolo della città di Catanzaro e la squadra disputa le proprie gare interne allo Stadio Nicola Ceravolo, costruito nel 1919, l'impianto sportivo più antico della Calabria. Il club è di proprietà di Giuseppe Cosentino a partire dalla rifondazione del 2011.

Per la stagione 2014-2015 la squadra milita in Lega Pro.

Nella sua storia conta sette stagioni in Serie A, di cui cinque consecutive. È stata la prima formazione della Calabria a raggiungere la massima serie del campionato italiano di calcio[8] e il suo miglior piazzamento sono due settimi posti consecutivi, nel 1980-81 e nel 1981-82. Dalla fondazione ad oggi ha vinto 7 campionati:[9] 1 di Prima Divisione, 2 di Serie C, 3 di Serie C1 e 1 di IV Serie. Sempre a livello nazionale, un titolo di IV Serie, tra le coppe, una Coppa delle Alpi nel 1960 e, a livello giovanile, un Trofeo Dante Berretti di Serie C nel 1991-1992.

In Coppa Italia vanta inoltre una finale, raggiunta nella stagione 1965-66, e due semifinali, nel 1978-79 e nel 1981-82.

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Unione Sportiva Catanzaro.
L'Unione Sportiva Catanzarese nella stagione d'esordio.

L'Unione Sportiva Catanzarese nacque nel 1929 dalla fusione di altre due squadre calcistiche della città: la Scalfaro e la Braccini. Lo stemma della nuova società fu fin dalle origini l'aquila imperiale, simbolo di Catanzaro. I colori scelti furono il giallo ed il rosso.[10]

Per due anni militò in serie inferiori, poi fu promossa in Prima Divisione nel 1932-1933. Alla fine della stagione fu promossa in Serie B. Venne subito retrocessa, ma due anni dopo ritornò nella serie cadetta. Qui cominciarono i problemi finanziari della società giallorossa, che rimase inattiva dal 1939 al 1945 a causa della seconda guerra mondiale.[10]

Dopo la fine della guerra, il Catanzaro nella stagione 1952-1953 fu retrocessa in IV Serie, all'epoca ultimo livello del campionato italiano di calcio. Nel 1958 divenne presidente presidente l'avvocato Nicola Ceravolo.[10] Nei due anni successivi il Catanzaro fu promosso in Serie B e disputò per la prima volta, vincendolo, un torneo internazionale, la Coppa delle Alpi. Nella stagione 1965-1966 le Aquile, sconfiggendo in semifinale la Juventus,[11] arrivarono in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, che poi vinse il torneo imponendosi per 2 a 1.[12]

Il gol di Angelo Mammì che risolse lo spareggio decisivo per la promozione in Serie A giocato a Napoli contro il Bari, al termine del campionato di Serie B 1970-1971.

Cinque anni dopo il Catanzaro, allenato da Gianni Seghedoni, venne promosso in Serie A, battendo il Bari nello spareggio giocato a Napoli, grazie a un gol di Angelo Mammì. Fu la prima volta che una squadra calabrese veniva promossa in massima serie. Tuttavia, nonostante i tifosi giallorossi provenissero da tutta Italia,[13] la squadra fu retrocessa in serie B, pur battendo per uno a zero i futuri campioni d'Italia della Juventus, con gol di Angelo Mammì. Nell'estate successiva i giallorossi si recarono negli Stati Uniti per disputare alcune amichevoli internazionali contro squadre più titolate, tra cui il Santos del fuoriclasse brasiliano Pelé.[10]

Nicola Ceravolo. Il presidentissimo rimase in carica dal 1958 al 1979. Durante la sua gestione, il Catanzaro disputò tre stagioni in massima serie, una finale e una semifinale di Coppa Italia.

Dopo due anni in Serie B divenne allenatore Gianni Di Marzio, che portò il Catanzaro a giocarsi la Serie A nella stagione 1974-1975. Fu acquistato Massimo Palanca,[14] futuro giocatore-simbolo dei giallorossi. Questa volta il Catanzaro perse a Terni lo spareggio contro il Verona.[10]

Un anno dopo la squadra fu di nuovo promossa in massima serie,[15] venendo tuttavia retrocesso. Nella stagione successiva la squadra venne nuovamente promossa in massima serie.[16] Furono disputate 5 stagioni consecutive in Serie A, e sotto la presidenza di Adriano Merlo la squadra raggiunse due settimi posti consecutivi, nel 1980-1981 e nel 1981-1982. Questi piazzamenti gli valsero il soprannome di Regina del Sud e Timore del Nord.

Massimo Palanca, giocatore simbolo del Catanzaro. Approda in Calabria per la prima volta nel 1974 diventando ben presto la bandiera dei giallorossi. Colleziona 115 reti e oltre trecento gettoni di presenza in due periodi distinti: dal 1974 al 1981 e dal 1986 al 1990.

Nella Coppa Italia 1981-1982 il Catanzaro si trovò ancora una volta a giocarsi la finale contro una squadra più blasonata. Questa volta l'ostacolo era rappresentato dall'Inter. Nella gara di andata a San Siro vinsero i nerazzurri per due a uno. Nel ritorno al Comunale vinse il Catanzaro per 3-2, tuttavia il risultato sancì comunque il passaggio del turno dell'Inter[10].

Nella stagione 1982-1983 il Catanzaro totalizzò solamente 13 punti in classifica, retrocedendo così in Serie B dopo cinque anni di militanza in massima serie[10]. Seguì un'altra retrocessione che spedì i calabresi in Serie C.[17] L'anno dopo la squadra tornò in serie cadetta, e divenne presidente Pino Albano. Seguì un'immediata retrocessione e una successiva promozione che portò ancora i giallorossi in Serie B nella stagione 1986-1987.[18]

Durante la Serie B 1987-1988 i giallorossi arrivarono ai vertici della classifica, ma non vennero promossi in Serie A per un solo punto di distacco. Decisivi furono l'errore dal dischetto di Palanca, nella gara casalinga contro la Triestina,[19] e il gol di Paolo Monelli[20] nel pareggio contro la Lazio. L'anno successivo tornò ad allenare i giallorossi Gianni Di Marzio. Il Catanzaro si salvò per pochi punti, ma divenne famosa la tripletta di Palanca ai danni del Cosenza, in un derby casalingo.[21] Una seconda tripletta dello stesso calciatore marchigiano contro l'Udinese valse la salvezza.[22]

L'anno seguente la squadra, guidata da Fausto Silipo, retrocessa in Serie C. Quell'anno sancì il ritiro dal calcio giocato di Massimo Palanca. Un'altra retrocessione condannò il Catanzaro a dodici anni consecutivi di militanza in Serie C2.[23] Decisivi furono i 3 punti di penalizzazione inflitti al Catanzaro dalla CAF per tentata corruzione prima di un match contro la Ternana.[10]

Nel 1995 divenne presidente Giuseppe Soluri. In questi anni i giallorossi giocarono due play-off per la promozione in Serie C1, nel 2000-2001 contro il Sora,[24] e due anni più tardi contro l'Acireale,[25] perdendoli entrambi. Tuttavia quello stesso anno un ripescaggio riportò le aquile in Serie C1.[26] L'anno successivo, culminato con la gara di Ascoli contro il Chieti, davanti a 16.000 tifosi calabresi, sancì dopo 14 anni la promozione del Catanzaro in serie cadetta. Seguirono due stagioni che comportarono un ripescaggio prima[27] e il fallimento societario dopo, nel 2006.[28], sotto la presidenza di Claudio Parente, in carica dal 2003.

Appellandosi al lodo Petrucci il Football Club Catanzaro, poté iscriversi in Serie C2. Seguirono cinque stagioni nella medesima serie, che videro perdere i play-off promozione per due anni di seguito.[29][30] La stagione successiva la squadra, afflitta da problemi economici[31], terminò il campionato in ultima posizione, ma venne ripescata. Nell'estate del 2011 la società venne rilevata dall'imprenditore Giuseppe Cosentino[32] che acquistò il marchio della fallita Unione Sportiva Catanzaro,[33] salvandola dalla scomparsa e portandola, nel giro di un anno, alla promozione in Lega Pro Prima Divisione.[34] Dopo una stagione anonima,[35] l'anno dopo è il Benevento ad eliminare i calabresi nei play-off validi per la promozione nella serie cadetta.[36]

Cronistoria

Cronistoria dell'Unione Sportiva Catanzaro

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1936-1937 - 15º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C. A causa della crisi finanziaria conseguente la Guerra d'Etiopia rinuncia ai campionati nazionali, liquida il parco giocatori professionisti e decide di partecipare al campionato regionale con una squadra composta da elementi locali.
Terzo turno di Coppa Italia.

  • 1939-1945 - Attività sospesa per difficoltà economiche legate a cause belliche.
  • 1945 - Rinasce con la denominazione Unione Sportiva Catanzaro. Ammessa in Serie C per risarcimento antifascista.
  • 1945-1946 - 2º nel girone F della Lega Centro-Sud della Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa d'ufficio in Serie B.
  • 1946-1947 - 16º nel girone C di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1947-1948 - 2º nel girone B della Lega Sud di Serie C.
  • 1948-1949 - 15º nel girone D di Serie C.
  • 1949-1950 - 11º nel girone D di Serie C.

Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa delle Alpi[37] (1º titolo).

Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.

Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.

Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.

Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 - 3º nel girone C di Serie C2, perde la finale play-off con l'Acireale. Green Arrow Up.svg Ammessa in Serie C1 per allargamento delle categorie superiori.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Supercoppa di Lega di Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 2006 - Il club subisce la revoca dell'affiliazione. Fondazione del Catanzaro Football Club che riparte dalla Serie C2 col Lodo Petrucci.
  • 2006-2007 - 9º nel girone C di Serie C2.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Girone eliminatorio di Coppa Italia Lega Pro.

Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2011 - Fallimento societario, nasce la Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. che rileva il titolo sportivo del Catanzaro F.C. s.p.a. A seguito dell'acquisizione del logo e del marchio, torna a chiamarsi Unione Sportiva Catanzaro.
  • 2011-2012 - 2° nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Promossa in Lega Pro Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli

Colori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Divise storiche dell'Unione Sportiva Catanzaro.
Il Catanzaro classificatosi al primo posto a pari merito con Genoa e Foggia nel campionato di Serie B 1975-1976, indossa la più classica tra le seconde divise, completamente blu.
La classica divisa rossa con richiami gialli indossata dal Catanzaro nella stagione 1980-1981.

Fin dalla fondazione i colori del club sono il giallo e il rosso, che sono anche i colori della città di Catanzaro.

La divisa più utilizzata negli oltre ottanta anni di storia dalle Aquile è quella rossa a tinta unita, con il colletto a V giallo, con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli. Questi colori hanno accompagnato i calabresi negli anni d'oro della serie A e quindi sono i più cari all'ambiente catanzarese.

Altrettanto utilizzata è stata la maglietta a strisce verticali giallorosse con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli, soprattutto negli anni post-fallimento del 2006. Molto più raramente il Catanzaro ha utilizzato una maglietta con strisce giallorosse orizzontali. Tuttavia questa divisa è stata utilizzata dai calabresi nella storica partita di Torino, vinta contro la Juventus, nella Coppa Italia 1965-66, che avrebbe lanciato il Catanzaro in finale, poi persa contro i gigliati di Firenze.

Per quanto concerne la maglia da trasferta, quella più utilizzata è completamente blu con richiami giallorossi, ma sono state indossate anche tenute completamente bianche o gialle. Sporadicamente le aquile hanno utilizzato anche una terza divisa che, a seconda del colore della seconda tenuta, poteva essere sia blu che bianca che gialla. Idem per la quarta divisa.

Simboli ufficiali

Stemma

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Catanzaro.
Il logo utilizzato negli anni settanta.
Il logo utilizzato dagli anni novanta fino alla stagione 2003-2004.
Lo stemma attuale.

Il logo dell'Unione Sportiva Catanzaro è sempre consistito, seppure di rado con qualche lieve modifica di natura grafica, in uno scudetto sulla cui sommità campeggia la dicitura U.S. CATANZARO. Al centro del logo c'è l'Aquila imperiale accordata da Carlo V, ripresa fedelmente dallo stemma della città di Catanzaro. Una linea verticale divide in due lo scudetto così da consentire l'inserimento dei colori sociali della squadra. Lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto il motto "Sanguinis effusione" (ottenuta, sottinteso, "con spargimento di sangue"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi.

Negli anni settanta, quelli del debutto in massima serie, la società appose leggere modifiche, cosicché l'Aquila imperiale che campeggia al centro dello stemma si presentava dorata così come dorati erano i bordi del logo e la dicitura in cima col nome del club, che così poggiava su sfondo nero. Inoltre per un breve periodo a cavallo tra fine anni novanta e l'inizio del duemila, il precedente logo è stato leggermente modificato: infatti si presentava identico nel contenuto ma all'interno di un ovale. Dopo pochi anni però, precisamente successivamente alla promozione in Serie B del 2004, si è tornati nuovamente al logo storico a forma di scudetto.

Altre sostanziali modifiche si sono avute durante il quinquennio in cui la società, rifondata dopo il fallimento del 2006, prese il nome di Football Club Catanzaro. Un logo provvisorio venne utilizzato nel campionato di Serie C2 2006-2007, tuttavia non venne particolarmente apprezzato dalla tifoseria, che lo reputava troppo discostato dal logo storico[38] mentre dal 2008 al 2011 venne utilizzato una rivisitazione del logo originario, con l'unica differenza rappresentata dalle righe verticali giallorosse su cui poggiava l'Aquila imperiale e la sostituzione delle lettere U e S con F e C.

Inno

Il titolo dell'inno ufficiale della squadra è "Aquile", rappresentativo dell'orgoglio dei propri tifosi, vicini e lontani. Viene attualmente eseguita in occasione di ogni impegno casalingo poco prima dell'ingresso delle squadre in campo.[39]

Durante gli anni settanta, benché non si trattassero di inni ufficiali, diversi motivi vennero scritti per la squadra: uno di essi è "Il Catanzaro in serie A", in cui viene descritto, in dialetto catanzarese, lo spareggio promozione del 1971 in cui il Catanzaro conquistò per la prima volta la serie A. Celeberrimo è diventato il ritornello "E ndrichete ndrichete ndrichetà ndrà lu Catanzharu in serie A".[40] Sempre negli anni settanta, molto popolare fu l'inno "Dirindindì Dirindindà", che invece si ricollega alla seconda promozione delle Aquile nella massima serie sotto la guida di Gianni Di Marzio.[40] Un'altra canzone dedicata alla squadra giallorossa si intitola La Regina del Sud. Infine, negli anni ottanta, fu realizzata dal cantautore catanzarese Pino Ranieri in arte Ulisse, la canzone "Catanzaro una città nel pallone".

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Nicola Ceravolo.
Panoramica dello stadio Nicola Ceravolo.

Il Catanzaro disputa le proprie partite casalinghe allo Stadio Nicola Ceravolo. L'impianto, ex militare, vanta una capienza 14.650 posti tutti rigorosamente a sedere e numerati.

Intitolato nel 1989 al presidente Nicola Ceravolo, si caratterizzava per la presenza di un pino marino nel settore curva ovest, occupato dalla frangia più calda dei tifosi calabresi. Gli hanno accorciato la vita le colate di cemento sulle radici alcuni anni fa costringendolo a rinsecchire e, quindi, a diventare un pericolo per gli spettatori della curva.

Centro di allenamento

Non avendo a disposizione un centro di allenamento di proprietà o perlomeno nei dintorni della città, il Catanzaro svolgeva i suoi allenamenti alternando le sedute allo stadio Andrea Curto, nel quartiere marinaro della città, e allo stadio Nicola Ceravolo dove disputa anche le partite casalinghe. Il primo impianto dispone di un terreno sintetico di ultima generazione, spogliatoi e una tribuna in cemento armato.

La carenza di strutture è stato sempre un problema ricorrente a Catanzaro,[41] tanto che la squadra del capoluogo ha sempre dovuto cercare una situazione arrangiata per svolgere regolarmente i propri allenamenti. Tuttavia sono stati approvati i lavori di ristrutturazione del cosiddetto Campo B, un rudimentale terreno di gioco in terra battuta situato dietro il settore Curva Est dello stadio Ceravolo. Il progetto prevede la recinzione, la costruzione di spogliatoi, l'installazione dell'impianto di illuminazione e la posa di un manto di erba sintetica di ultima generazione.[42]

Nell'estate del 2013, presso la sala giunta della Provincia di Catanzaro, un incontro tra il commissario straordinario dell'ente intermedio Wanda Ferro e il presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino ha determinato la firma del protocollo di intesa per la concessione pluriennale alla società giallorossa del campo di calcio "Mirko Gullì" dell'impianto polisportivo provinciale "PoliGiovino".[43]

Società

L'Unione Sportiva Catanzaro è una Società a responsabilità limitata il cui capitale sociale è interamente detenuto da Giuseppe Cosentino. La sede della società è in via Vittorio Pugliese n°30 a Catanzaro.

L'attuale società fu fondata il 19 giugno 2011 proprio dall'imprenditore reggino, davanti al notaio Rocco Guglielmo. Alle ore 20 dello stesso giorno Giuseppe Cosentino diventava amministratore unico della società detenendo il 70% delle quote azionarie, mentre il rimanente 30% passava tra le mani di Carmelo Romeo, altro noto imprenditore reggino.[44] Al momento della fondazione in società non erano presenti soci catanzaresi.

Nella giornata successiva hanno avuto luogo le pratiche legate alla burocrazia amministrativa, dove ha trovato spazio anche la comunicazione agli organi competenti. Il giorno della svolta, però, è stato il 21 giugno, quando è stata presentata l'offerta per l'acquisto del ramo d'azienda del Football Club Catanzaro 2006.

Il 10 agosto Giuseppe Cosentino ha rilevato il 30% delle azioni in possesso di Carmelo Romeo diventando così unico proprietario del Catanzaro Calcio 2011.[45] Alla base della separazione definita "consensuale" ci sarebbero state diversità di vedute sul lato tecnico. Secondo un'altra ipotesi, alla base del divorzio, fu l'indole accentratrice dell'attuale patron delle Aquile, poco propenso al gioco di squadra e invece più disposto ad assumere su di sé, per intero, il rischio e la responsabilità dell'azienda.

Tuttavia Il Corriere della Calabria spiegò successivamente in modo approfondito che lo stesso Cosentino temesse che il Catanzaro sarebbe potuto diventare una sorta di "succursale" della Reggina, considerato anche che Carmelo Romeo è figlio di Vincenzo, uno storico dirigente e azionista amaranto.

Organigramma societario

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'U.S. Catanzaro.

Dal sito internet ufficiale della società.[46][47]

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Staff dell'area amministrativa
Area direttiva
  • Italia Giuseppe Cosentino - Presidente
  • Italia Ambra Cosentino - Vice presidente
  • Italia Marco Pecora - Amministratore delegato
  • Italia Sabrina Rondinelli - Consulente legale delegato ai rapporti con Federcalcio e Lega
Area organizzativa
  • Italia Michele Serraino - Team manager
  • Italia Nazario Sauro - Segretario generale
Area marketing
  • Italia Emilio Miriello[48] - Responsabile marketing
  • Italia Dario Negro[48] - Responsabile marketing
Ufficio stampa
  • Italia Antonio Capria - Responsabile ufficio stampa
  • Italia Vittorio Ranieri - Ufficio stampa
  • Italia Salvatore Monteverde - Fotografo ufficiale
  • Italia Romana Monteverde - Fotografo ufficiale
  • Italia Francesco Massaro - Operatore di ripresa


Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Catanzaro.[49]

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Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1929-1972 Non presente
  • 1972-1973 CCC
  • 1973-1977 Non presente
  • 1977-1986 NR
  • 1986-1987 Ennedue
  • 1987-1989 Degi
  • 1989-1991 Diadora
  • 1991-1993 NR
  • 1993-1995 Legea/Gems
  • 1995-1997 Devis/Sirio
  • 1997-1998 Erreà
  • 1998-1999 Devis/Nena
  • 1999-2001 Nena/Pienne
  • 2001-2004 Devis
  • 2004-2006 Asics
  • 2006-2007 Onze
  • 2007-2008 Asics
  • 2008-2009 Patrick
  • 2009-2011 Givova/Legea
  • 2011-2012 Macron/Givova
  • 2012-oggi Givova
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Media

Il 26 ottobre 2013, la società calabrese ha presentato tramite una conferenza stampa, la nuova Web TV ufficiale.[50] Il servizio è integrato nel canale YouTube dedicato del sito dove è possibile visualizzare tutti gli allenamenti settimanali, assistere alle videointerviste dei calciatori e seguire la squadra dal lunedì alla domenica. Il progetto nasce su iniziativa dell'Ufficio Marketing e in collaborazione con l'Ufficio Stampa della società giallorossa.[51]

Nei progetti futuri della società, prenderà il via altro nuovo strumento di comunicazione: il primo Web Magazine ufficiale dell'US Catanzaro.[51] Avrà una duplice funzione, quella di rivista ufficiale, contenendo all'interno tutte le notizie, gli approfondimenti e le curiosità sulle Aquile, ma servirà anche per dare la possibilità alle piccole e medie imprese di sostenere la società attraverso una campagna di sponsorizzazione web, con la possibilità di affiancare il proprio marchio a quello della società del capoluogo calabrese, con un conseguente ritorno di immagine di rilevanza nazionale.[51]

Impegno nel sociale

La società giallorossa a cavallo fra il 2012 e il 2013 ha sposato l'iniziativa "Catanzaro città cardio-protetta", portata avanti grazie alla collaborazione dello staff medico del Catanzaro, che rientra nel progetto "Cuore Batticuore - Piermario Morosini - Un Defibrillatore per la vita" portato avanti dall'associazione "Live", di cui è testimone il calciatore Leonardo Bonucci.[52]

L'iniziativa si pone come obiettivo quello donare defibrillatori agli istituti scolastici del capoluogo calabrese e ad altri enti presenti sul territorio dove viene praticato sport.[53]

Per reperire fondi per questo progetto, nell'ultimo match di campionato della stagione 2012-2013 le formazioni di Catanzaro e Avellino hanno indossato delle magliette celebrative con il doppio logo del progetto "Cuore batticuore" e "Catanzaro città cardio-protetta" create per l'occasione, che al termine della partita sono state messe all'asta per contribuire all'acquisto di nuovi apparecchi da destinare sempre al capoluogo calabrese e alla sua provincia.[54][55]

Il testimonial dell'iniziativa in rappresentanza della società è stato il centrocampista Alberto Quadri.[53] L'iniziativa, finalizzata questa volta a raccogliere fondi da destinare altrove, è stata ripetuta anche la stagione successiva. Il testimonial designato è stato il portiere Giacomo Bindi.[56]

Settore giovanile

Fausto Silipo, ex calciatore e allenatore dei calabresi, cresciuto nel vivaio giallorosso. Per lui quasi duecento presenze e due reti con la maglia della squadra della sua città.

Sono tanti i calciatori che cresciuti nel vivaio giallorosso hanno calcato i campi più importanti d'Italia e non solo. Fausto Silipo, Massimo Mauro, Gaetano Fontana e Domenico Giampà per citarne qualcuno. I giallorossi possono inoltre vantare quattro partecipazioni al Torneo di Viareggio. La prima risale al 1982 quando le aquile, passato il girone di qualificazione, si arresero nei quarti ai calci di rigore contro gli inglesi dell'Ipswich Town.[57] Stessa sorte toccò anche l'anno dopo, questa volta però ad imporsi furono i ragazzi del vivaio della Roma che in seguito si sarebbero laureati campioni.[58] Le ultime due partecipazioni risalgono al 2004 e al 2005. In entrambe le occasioni i calabresi non passarono il girone di qualificazione.[59][60]

L'unico trofeo conquistato a livello giovanile risale alla stagione 1991-1992, quando i giallorossi conquistarono il torneo destinato alle compagini iscritte alla Serie C, il Campionato nazionale Dante Berretti.

Gli anni post-fallimento del 2006 sono stati i più tribolati a livello giovanile. Il vivaio spesso, per insufficienza di fondi, non ha avuto modo di dare un segnale importante come spesso avvenuto in passato. Tuttavia nella stagione 2012-2013 è stato raggiunto un risultato storico.[61] Infatti sia la formazione Berretti sia quella degli Allievi hanno raggiunto il traguardo della fase finale nazionale dei rispettivi campionati, giungendo rispettivamente seconda[62][63] e settima[64][65] nel proprio girone. Entrambe verranno successivamente eliminate nelle semifinali dai pari età del Latina[66] e dell'AlbinoLeffe.[67]

Il Catanzaro nella cultura di massa

Corteo di tifosi del Catanzaro emigrati a Torino in occasione della seconda promozione in Serie A dei giallorossi, avvenuta nel 1976.

Il Catanzaro, soprattutto negli anni d'oro della Serie A, è salito alla ribalta nelle cronache nazionali, non solo come fenomeno sportivo ma anche come fenomeno culturale e sociale, identificativo della sua terra d'appartenenza, la Calabria, regione povera e ricca di problemi.[68] Conquistando la promozione in massima serie negli anni settanta, registrò un grande seguito tra gli immigrati calabresi sparsi all'estero e nel nord Italia. Ciò valse alle aquile i soprannomi di Regina del Sud e Timore del Nord.[2][3]

Nell'autunno del 1976, nell'ambito di una serie di copertine speciali realizzate dal libretto Topolino e dedicate alle formazioni dell'allora massima serie italiana, il club giallorosso venne omaggiato nell'albo n. 1103 del 16 gennaio 1977. Nella copertina, è raffigurato il cavallo e personaggio Disney Orazio Cavezza con indosso la divisa del Catanzaro che stringe fra le mani un pallone da calcio, afferrato per la casacca da un'aquila reale in volo, animale simbolo della formazione.[69]

Il Catanzaro rimase immortalato nel film Io so che tu sai che io so, interpretato da Alberto Sordi e da Monica Vitti, grazie ad una rete che Edy Bivi aveva segnato alla Roma in diretta Tv e che tanto fece arrabbiare il protagonista, tifoso romanista, interpretato dallo stesso Sordi.[70]

Inoltre uno dei più importanti vocabolari della lingua italiana, il Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Zingarelli, alla voce giallorosso recita testualmente: «Che (o chi) gioca nella squadra di calcio della Roma o del Catanzaro. Che è sostenitore di tali squadre».[71]

Il Catanzaro è stata anche la prima società calcistica ad aver avuto come sponsor l'Unicef, nella stagione 1982-1983.[72]

Massimo Palanca nel 2009 scrisse un libro autobiografico, Il mio calcio, in cui parla della sua carriera calcistica e degli anni trascorsi tra gioie e dolori a Catanzaro.[73] Proprio al calciatore marchigiano è stata dedicata una puntata di Sfide nell'aprile del 2004, in cui lui intervistato parla dei suoi anni trascorsi in giallorosso. Venne interpellato per l'occasione anche Piero Braglia, compagno di Palanca a Catanzaro.[74]

Allenatori e presidenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Catanzaro e Categoria:Presidenti dell'U.S. Catanzaro.
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Allenatori
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Presidenti
  • 1929-1937 Italia Enrico Talamo
  • 1937-1940 Italia Arnaldo Pugliese
  • 1944-1945 Italia Italo Paparazzo
  • 1945-1946 Italia Umberto Riccio
  • 1946-1947 Italia Giuseppe Zamboni Pesci
  • 1948-1950 Italia Gino Guarnieri
  • 1950-1958 Italia Aldo Ferrara
  • 1958-1979 Italia Nicola Ceravolo
  • 1979-1984 Italia Adriano Merlo
  • 1984-1995 Italia Giuseppe Albano
  • 1995-1999 Italia Giuseppe Soluri
  • 1999-2002 Italia Giovanni Mancuso
  • 2003-2006 Italia Claudio Parente
  • 2006-2008 Italia Giancarlo Pittelli
  • 2008-2009 Italia Pasquale Bove
  • 2009-2011 Italia Antonio Aiello
  • 2011-oggi Italia Giuseppe Cosentino


Gli allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori dell'Unione Sportiva Catanzaro.

L'Unione Sportiva Catanzaro ha avuto, nel corso della sua storia, 73 allenatori. Il primo di essi fu l'italiano Dino Baroni, seguito dal primo tecnico straniero, l'ungherese Geza Kertesz.

L'allenatore che è stato più a lungo in carica è Riccardo Mottola, rimasto alla guida della squadra per otto anni, dal 1938 al 1946. Tuttavia furono solo quattro le stagioni effettive in cui il tecnico sedette sulla panchina giallorossa perché tra il 1940 e il 1945 l'attività sportiva fu sospesa per difficoltà economiche legate a cause belliche. Riuscì comunque a conquistare una promozione nel torneo cadetto, nella stagione 1945-1946, la terza della storia del Catanzaro.[113]

Altri allenatori del Catanzaro di rilievo sono stati Orlando Tognotti, che conquistò il titolo di IV Serie, antenato a tutti gli effetti del moderno Scudetto Dilettanti, nel 1953;[114] Piero Pasinati, che nel 1960 riuscirà a vincere anche il primo e unico trofeo internazionale della storia delle aquile, la Coppa delle Alpi;[113] Gianni Seghedoni e Gianni Di Marzio, che conquistarono rispettivamente la prima e la seconda promozione in Serie A della storia del Catanzaro[113] e Dino Ballacci che nel 1966 porterà i giallorossi a giocarsi la finale di Coppa Italia poi persa contro la Fiorentina.[115]

I presidenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'Unione Sportiva Catanzaro.

In oltre ottant'anni di storia, sono state 17 le persone avvicendatesi alla guida della storica società di calcio del capoluogo calabrese.

Se negli anni d'oro le aquile hanno potuto vantare una dirigenza solida e in grado di mettere a proprio agio l'ambiente, rassicurandolo da eventuali difficoltà o minacce economiche, gli anni recenti, fatta eccezione per qualche piccola parentesi, hanno visto avvicendarsi alla guida del Catanzaro imprenditori, politici, o soci che hanno spesso mandato il sodalizio sul lastrico del fallimento, avvenuto tuttavia due volte nel giro di pochi anni (nel 2006 e nel 2011).[116]

Il presidente più amato dalla tifoseria e dall'ambiente in generale è Nicola Ceravolo, uomo che ha raccolto segni di stima in tutta la penisola calcistica, e il suo Catanzaro, soprattutto negli anni di militanza in massima serie, è spesso balzato agli onori della cronaca. A lui è stato intitolato nel 1989 il vecchio Militare, lo stadio comunale della città calabrese. Sotto la sua presidenza il Catanzaro militò per 3 stagioni in massima serie, conquistando una storica finale di Coppa Italia nella stagione 1965-66 sconfiggendo in ordine grandi società del panorama calcistico italiano come Napoli, Lazio, Torino e Juventus. I giallorossi si dovettero arrendere solo alla Fiorentina in finale. È stato ribattezzato dalla torcida giallorossa il Presidentissimo.[117] Il successore fu Adriano Merlo che guidò le aquile negli anni d'oro, ovvero quelli coincidenti con i due settimi posti consecutivi raggiunti in due stagioni di Serie A. Un altro presidente particolarmente amato dalla tifoseria fu Giuseppe Albano, conosciuto come Pino, protagonista per molti decenni della vita economica e sociale catanzarese e calabrese.[118] Fu definito dagli stessi tifosi l’ultimo vero presidente.[119]

Quando il Catanzaro fallì nel 2006 dopo due pessime annate in Serie B, alla guida del sodalizio c'era Claudio Parente. La storica società fu rifondata sotto il nome di F.C. Catanzaro e, appellandosi al lodo Petrucci poté ripartire dalla Serie C2 dove trascorse tra alti e bassi gli anni a seguire sfiorando più volte la bancarotta e cogliendo il secondo fallimento nel giro di pochi anni. Nell'estate del 2011 l'imprenditore Giuseppe Cosentino rilevò la disastrata società portandola nel giro di un anno alla promozione in Lega Pro Prima Divisione.

Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Catanzaro.
« Sono un povero diavolo, vivo alla giornata, in provincia, lontano mille chilometri dai grandi centri. Ma la sera, quando me ne vado a casa, Catanzaro diventa Parigi, Roma, New York. Sarò un po' matto ma è così. »
(Massimo Palanca[120])
Claudio Ranieri detiene il record di presenze con la maglia del Catanzaro.

In più di 80 anni di storia hanno vestito la maglia del Catanzaro più di 800 giocatori, la maggior parte dei quali italiani, ma solo otto di questi sono stati convocati dalla nazionale italiana.

Tra i giocatori di rilievo italiani che hanno militato tra le file giallorosse figurano alcuni fra i principali capitani della storia del Catanzaro come Roberto Franzon, capitano nel biennio 1971-1972, Adriano Banelli, dal 1974 al 1976, Gianni Improta, dal 1977 al 1979, Claudio Ranieri, triennio 1979-1982, Massimo Palanca, dal 1986 al 1990 e Giorgio Corona, dal 2004 al 2006, che trascinò con 46 reti in tre anni i giallorossi in Serie B.[121] Accanto a loro si distinsero, alcuni in prima squadra e altri nel settore giovanile, Massimo Mauro, Edi Bivi, Costanzo Celestini, Carlo Borghi, Pietro Mariani, Giovanni Cervano, Antonio Nocerino e Cristian Antonio Agnelli, gli unici calciatori che durante il periodo di militanza in Calabria collezionarono almeno una convocazione con la Nazionale di calcio dell'Italia Under-21 e Under 20.[122]

Il già citato Massimo Palanca è considerato a tutti gli effetti la principale bandiera del Catanzaro.[120] Lo stesso calciatore marchigiano è rimasto molto legato alla piazza dove ha trascorso le stagioni più redditizie della sua carriera calcistica, ciò lo ha indotto ad organizzare i festeggiamenti per il suo sessantesimo compleanno nel capoluogo calabrese in compagnia di tifosi e vecchi compagni di squadra.[123][124]

Tra i giocatori non italiani di rilievo ad aver giocato nel Catanzaro vengono ricordati il primo straniero ad aver vestito la casacca giallorossa, l'attaccante rumeno Viorel Năstase, definito il bidone per antonomasia della storia dei calabresi,[125] e l'argentino Sebastián Bueno, il primo capocannoniere non italiano della storia del Catanzaro.[126]

Capitani

Adriano Banelli, capitano del Catanzaro nel biennio 1974-1976, conta oltre trecento presenze in maglia giallorossa impreziosite da 24 reti.[127]

Di seguito l'elenco dei capitani del Catanzaro a partire dal 1970. Alcuni dati non sono disponibili:[121]

Il Catanzaro e le Nazionali di calcio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionale di calcio dell'Italia Under-21 e Nazionale di calcio dell'Italia Under-20.
Massimo Mauro, il primo calciatore giallorosso a vestire la casacca azzurra della Nazionale di calcio dell'Italia Under-21.

Il primo calciatore tesserato con i calabresi ad aver mai ricevuto una chiamata in maglia azzurra è stato Massimo Mauro. Il calciatore, prodotto del vivaio, ha disputato 7 match con la Nazionale di calcio dell'Italia Under-21, pur essendo stato convocato 9 volte, debuttando nella partita contro la Spagna del 29 ottobre 1980.[140]

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Il secondo calciatore giallorosso a ricevere una convocazione nella rappresentativa Under 21 è stato Edi Bivi che complessivamente collezionerà 3 presenze.[141] Il portiere classe '61 Costanzo Celestini è stato il terzo calciatore del Catanzaro a vestire la casacca azzurra. Il suo debutto risale al 1981, contro i pari età della Grecia. Totalizzerà due presenze.[142] L'attaccante Carlo Borghi ha collezionato invece solo 1 presenza con la nazionale Under 21, risalente al 1982. L'avversaria in quel caso era la Scozia, che prevalse di misura sugli azzurrini.[143] Sempre nello stesso anno il difensore Pietro Mariani debuttò nella stessa rappresentativa contro l'Austria, senza scendere in campo. Nel suo periodo di militanza fra le file dei calabresi collezionò 2 presenze in azzurro.[144] L'ultimo calciatore giallorosso a ricevere una chiamata in Under 21 fu il portiere Giovanni Cervano. La sua prima convocazione risale al 1983. Ne collezionerà 2 senza mai scendere in campo.[145]

I calciatori del Catanzaro che hanno vestito la casacca della nazionale italiana Under 20 sono stati 2. Il primo è stato Antonio Nocerino. Il suo debutto risale al gennaio del 2005. 10 le convocazioni per lui e in tutte le occasioni è sceso in campo.[146] Il calciatore giallorosso che più recentemente ha indossato la casacca della rappresentativa Under 20 è stato il foggiano Cristian Antonio Agnelli, che debuttò nel febbraio del 2005 contro i pari età tedeschi. È stato convocato in totale 9 volte, 6 invece le presenze.[147]

Palmarès

Competizioni nazionali

1932-1933
1935-1936, 1958-1959
1984-1985, 1986-1987, 2003-2004
1952-1953

Competizioni giovanili

1991-1992

Altri piazzamenti

La formazione viola e quella del Catanzaro in posa con la Coppa Italia 1965-1966, e la Coppa Renato Dall'Ara.
secondo posto: 1975-1976, 1977-1978
terzo posto: 1970-1971
secondo posto: 2011-2012
finale: 1965-1966
semifinale: 1978-1979, 1981-1982
finale: 2004

Onorificenze

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche e record dell'Unione Sportiva Catanzaro.

Partecipazioni ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 7 1971-1972 1982-1983 7
Serie B 28 1933-1934 2005-2006 28
Prima Divisione 3 1930-1931 1932-1933 23
Serie C 13 1935-1936 1958-1959
Serie C1 4 1984-1985 2003-2004
Lega Pro Prima Divisione 2 2012-2013 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
IV Serie 1 1952-1953 19
Serie C2 14 1991-1992 2007-2008
Lega Pro Seconda Divisione 4 2008-2009 2011-2012

In 77 stagioni all'interno delle leghe calcistiche nazionali della FIGC sia attuali che passate: la Lega Calcio, la Lega Pro, la Lega di IV Serie, la Lega Sud, il DDS. Il Catanzaro non fu ufficialmente attivo fra il 1937 e il 1945 per la crisi finanziaria di origine bellica.

Statistiche di squadra

Il Catanzaro esordì nel girone calabrese del campionato di terza divisione nel 1929: l'annata 2014-2015 è dunque la sua 77ª stagione sportiva. Fu nel 1930 che entrò per la prima volta nel calcio nazionale italiano, venendo promossa d'ufficio in Prima Divisione, l'allora terzo livello, nell'allora Direttorio Divisioni Superiori, l'antenato dell'odierna Lega Calcio. Dopo l'istituzione del girone unico nel 1929, il Catanzaro ha giocato 7 edizioni della Serie A, 28 della Serie B, 22 di Serie C e C1, 14 di Serie C2, 1 di IV Serie e 4 di Lega Pro Seconda Divisione.[113]

Nel corso dei 7 campionati di Serie A, il Catanzaro ha ottenuto per due volte consecutive il suo miglior piazzamento, ovvero il settimo posto, raggiunto nel 1980-1981 e nel 1981-1982. Il suo peggior piazzamento sul campo in massima serie è il 16º posto della stagione 1982-1983.[113]

Il Catanzaro, è la quarantasettesima squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A, e inoltre, insieme al Ravenna, è la squadra ad aver vinto più volte il Campionato della Lega Pro Prima Divisione, precisamente in tre diverse occasioni: nel 1984-1985, nel 1986-1987 e nel 2003-2004.[148]

A livello di coppe nazionali il Catanzaro ha disputato 39 volte la Coppa Italia, e in una sola occasione è arrivata in finale, nel 1965-1966, mentre per due volte raggiunge la semifinale, nel 1978-1979 e nel 1981-1982. Sono invece 19 le partecipazioni alla Coppa Italia Serie C.[113]

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, il Catanzaro annovera una partecipazione alla Coppa delle Alpi nel 1960, dalla quale uscì campione,[113] e una partecipazione alla Coppa Anglo-Italiana nel 1972, nella quale non superò il girone eliminatorio al cospetto della Roma e delle compagini inglesi dello Stoke City e del Carlisle United.[149]

Statistiche individuali

Giorgio Corona, 46 reti e 109 presenze in tre stagioni con i giallorossi. Capitano nella annate in Serie B dal 2004 al 2006.

Claudio Ranieri è il giocatore che con la maglia del Catanzaro detiene il record di presenze. Ne ha collezionate 225 tra il 1974 e il 1982, realizzando 8 reti.[150] È inoltre il giocatore ad aver disputato più partite in Serie A con la maglia giallorossa: 128 presenze tra il 1976 e il 1982,[151] la maggior parte da capitano.

Massimo Palanca è invece il calciatore che, con la maglia del Catanzaro, ha realizzato più gol in assoluto: con la casacca giallorossa in 11 anni, 331 presenze e 116 goal in campionato; 36 presenze e 20 gol in Coppa Italia.[14] Simone Masini è il calciatore che, dal 1953 ad oggi, ha totalizzato il maggior numero di gol realizzati da un calciatore con la maglia del Catanzaro in una sola stagione, nel campionato 2011-2012 con 21 reti, tuttavia non riuscendo a conquistare il titolo di capocannoniere del torneo, traguardo raggiunto solamente da sei calciatori nella storia della società calabrese: il primo fu Gianni Bui, con 18 reti nel torneo di Serie B 1965-1966.[152] Massimo Palanca fu capocannoniere nel campionato di Serie B 1977-1978[152] e nella Serie C1 1986-1987[14]. Altri capocannonieri furono Giuseppe Lorenzo nella Serie C1 1984-1985, Paolo Mollica nella Serie C2 1991-1992[153] e Sebastian Bueno nella Serie C2 2006-2007.[126] In Coppa Italia lo stesso Palanca fu bomber principe nel 1978-1979.

I calciatori del Catanzaro a superare le 15 marcature in campionato senza laurearsi capocannonieri del rispettivo torneo sono stati 4.[126] Il primo fu Gianni Fanello nella Serie B 1959-1960. A seguire Giorgio Corona nella Serie C1 2003-2004, Manolo Mosciaro nella Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010 e il già citato Simone Masini.

Da segnalare, infine, che Massimo Palanca ed Edy Bivi furono vice-capocannonieri della Serie A, rispettivamente nelle stagioni 1980-81 e 1981-82 con 13 e 12 gol, in entrambe le occasioni dietro a Roberto Pruzzo.

Tifoseria

« La vera forza del Catanzaro sono i suoi tifosi. »
(Giuseppe Cosentino[154])
La Curva Massimo Capraro in azione in occasione del match casalingo contro il Giulianova, ultima partita del campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2011-2012, decisiva ai fini della promozione dei giallorossi.
Torciata della Curva Massimo Capraro risalente ai primi anni duemila.
I tifosi del Catanzaro ringraziano ironicamente la città di Cosenza, storica rivale, in occasione dei festeggiamenti per la conquista della prima promozione in Serie A del 1971.

Storia

La maggior parte dei tifosi del Catanzaro proviene dalla città e dalla sua provincia, ma una grossa fetta è rappresentata da sostenitori residenti nei comuni staccatisi dalla stessa provincia ed ora facenti parte delle province di Crotone e Vibo Valentia.[155]

Nel periodo di maggior successo, quello della Serie A tra il 1970 e il 1983, il Catanzaro era la squadra che rappresentava e identificava tutta la Calabria, raccogliendo tifosi da ogni parte della regione. Grande seguito inoltre si registrava tra gli emigranti calabresi stabilitisi nel nord dell'Italia per le trasferte dei giallorossi durante il citato periodo della serie A.[156]

A livello di tifoseria organizzata, il primo gruppo ultras giallorosso e uno dei primi nel Sud Italia sono gli Ultras Catanzaro, unitisi nel 1973[157] che col passare degli anni si è caratterizzato come gruppo trainante raccogliendo segni di stima da molte altre tifoserie. Oggi sotto il loro nome identificano tutti i gruppi ultras giallorossi.

Gemellaggi e rivalità

Le tifoserie gemellate storicamente con gli ultras giallorossi sono quelle del Barletta, gemellaggio di vecchia data nato in occasione della promozione di entrambe le squadre in serie B,[158][159][160][161] del Brescia, gemellaggio storico nato negli anni ottanta,[158][160][162][163] ma soprattutto con i gigliati della Fiorentina, gemellaggio che risale agli inizi degli anni ottanta sancito subito dopo il secondo posto dei viola nel campionato di Serie A 1981-1982,[158][159][160][164] molto sentito dalle due fazioni.

Rapporti di amicizia ci sono con le corregionali della Reggina,[160][165] del Rosarno,[160] della Rossanese,[160] dell'Amantea[160] e della Vibonese.[158][160] Amicizia molto sentita quest'ultima da ambe le parti anche grazie alla massiccia presenza di tifosi giallorossi nei dintorni della città ipponica. Amicizia storica invece quella con i tifosi della Nocerina, nata quando i catanzaresi ospitarono i molossi allo stadio Nicola Ceravolo contro i rivali catanesi in occasione dello spareggio tra gli etnei e i rossoneri di Serie C 1977-1978, valido per la promozione in serie B.[166] Altri rapporti di amicizia legano i catanzaresi ai tifosi sardi dell'Olbia,[160][167] ad un gruppo ultras di quella del Siracusa,[160] ai tifosi austriaci dello Sportverein Austria Salzburg[160] e a quelli spagnoli dell'Atlético Madrid.[168][169][170]

Le principali rivalità sono quelle con il Cosenza,[158][159] con cui ci si scontra nel derby della Calabria, e con il Catania,[158][159] a causa dello spareggio promozione descritto in precedenza tra i catanesi e i nocerini giocato a Catanzaro, quando il pubblico ospitante si schierò in favore dei campani. Un'altra rivalità importante e sentita da ambe le parti è quella con i corregionali crotonesi,[158][159][171] anche a causa del fatto che per molto tempo la città pitagorica ha fatto parte della Provincia di Catanzaro. Altre rivalità degne di nota e molto accese sono quelle con le tifoserie di Messina,[158][159] Verona,[172] Benevento, Battipagliese[159] e Taranto.[158][159] Rivalità storica e vissuta con molto astio è quella con i tifosi della Lazio, risalente ai tempi in cui le compagini militavano in Serie B. Ostilità importanti ma piuttosto recenti sono quelle nei confronti di perugini,[173] aretini,[174][175][176][177] degli acesi,[158][159] dei tifosi del Casarano,[158][159] e della Fidelis Andria.[158][159]

Organico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Catanzaro 2014-2015.

Rosa

Rosa tratta dal sito ufficiale del Catanzaro.[178]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Giacomo Bindi
Italia P Tommaso Scuffia
Italia D Eugenio Calvarese
Italia D Salvatore Ferraro (capitano)
Italia D Michele Rigione
Italia D Alessandro Orchi
Italia D Manuel Daffara
Italia D Luca Ricci
Italia C Tommaso Squillace
Italia C Gianluca Di Chiara
Italia C Carlo Ilari
Italia C Gabriele Pacciardi
N. Ruolo Giocatore Uscatanzarostemma.png
Italia C Stefano Maiorano
Italia C Tommaso Morosini
Italia C Biagio Pagano
Italia C Andrea Russotto
Italia C Antonio Vacca
Italia A Dario Barraco
Ghana A David Johnson Yeboah
Italia A Riccardo Martignago
Brasile A Diego Silva Reis
Francia A Mohamed Fofana
Senegal A Diomansy Kamara

Staff tecnico

Dal sito internet ufficiale della società.[179]

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Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  • Italia Francesco Moriero[4] - Allenatore
  • Italia Massimo D'Urso[180] - Allenatore in seconda
  • Italia Armando Ortoli - Direttore sportivo
  • Italia Giordano Negretti - Preparatore dei portieri
  • Italia Paolo Traficante - Preparatore atletico
  • Italia Carmelo Moro[181] - Responsabile unico settore giovanile
  • Italia Salvatore Accursi - Osservatore
  • Italia Michele Ruggiero - Osservatore
Area sanitaria
  • Italia Giuseppe Gualtieri - Medico sociale
  • Italia Francesco De Francesca - Medico dello sport
  • Italia Roberto Ceravolo - Medico consulente cardiologo
  • Italia Vincenzo Macrì - Medico consulente ortopedico
  • Italia Saverio Arena - Fisioterapista


Note

  1. ^ A Lecce le "Aquile del Sud" per volare alto: tutto sul Catanzaro, http://www.leccezionale.it/, 21 settembre 2013. URL consultato il 15 luglio 2014.
  2. ^ a b c Lecce, la Regina del Sud e Timore del Nord ti attende, http://www.paisemiu.com/, 19 settembre 2013. URL consultato il 15 luglio 2014.
  3. ^ a b c L’angolo dell’avversario: la storia del Catanzaro, http://www.barlettaviva.it/, 5 dicembre 2013. URL consultato il 15 luglio 2014.
  4. ^ a b c Moriero a Catanzaro: «Sono qui per vincere», http://www.uscatanzaro.net/, 1 luglio 2014. URL consultato il 2 luglio 2014.
  5. ^ In Serie A ndr.
  6. ^ L'alta classifica si addice al Catanzaro, Archiviolastampa.it, 20 ottobre 1980. URL consultato il 26 luglio 2011.
  7. ^ UN' ARIA NUOVA CHE ARRIVA DA MOLTO LONTANO, Ricerca.repubblica.it, 16 ottobre 1984. URL consultato il 26 luglio 2011.
  8. ^ Tifosi in piedi alle quattro del mattino per festeggiare il rientro del Catanzaro in La Stampa, 29 giugno 1971. URL consultato il 26 luglio 2011.
  9. ^ Dove per campionati vinti s'intende conclusi al primo posto, dato che le promozioni complessive della squadra sono in totale 14.
  10. ^ a b c d e f g h Storia del Catanzaro, MaglieCatanzaro.it. URL consultato il 9 novembre 2013.
  11. ^ Clamorosa sorpresa in Coppa Italia: la Juventus eliminata sul suo campo dal Catanzaro per 1 a 2, Archiviolastampa.it, 10 febbraio 1966. URL consultato il 26 luglio 2011.
  12. ^ La Fiorentina vince la Coppa Italia per un rigore nei tempi supplementari, Archiviolastampa.it, 20 maggio 1966. URL consultato il 26 luglio 2011.
  13. ^ CATANZARO PROMOSSO IN SERIE A, Archiviolastampa.it, 28 giugno 1971. URL consultato il 26 luglio 2011.
  14. ^ a b c La storia - Massimo Palanca.it, Massimo Palanca.it. URL consultato il 26 luglio 2011.
  15. ^ Infilando al 90'la Reggiana (2-1) il Catanzaro agguantala serie A, Archiviolastampa.it, 21 giugno 1976. URL consultato il 26 luglio 2011.
  16. ^ Promossi l'Avellino e il Catanzaro, Archiviolastampa.it, 12 giugno 1978. URL consultato il 26 luglio 2011.
  17. ^ 1983/1984- IL CROLLO, catanzaro1929.com. URL consultato l'8 agosto 2011.
  18. ^ Il Barletta accompagna il Catanzaro in B, Archiviolastampa.it, 8 giugno 1987. URL consultato il 26 luglio 2011.
  19. ^ Quando il cuore batte troppo, Archiviolastampa.it, 15 febbraio 1988. URL consultato il 26 luglio 2011.
  20. ^ Lazio, pari a tempo scaduto, Archiviolastampa.it, 16 maggio 1988. URL consultato il 26 luglio 2011.
  21. ^ Palanca, tre reti (una da 30 metri), Archiviolastampa.it, 10 aprile 1989. URL consultato il 26 luglio 2011.
  22. ^ Il vecchio Palanca (3 reti) salva il Catanzaro, Archiviolastampa.it, 19 giugno 1989. URL consultato il 26 luglio 2011.
  23. ^ Catanzaro, rivolta da calcio, Ricerca.repubblica.it, 25 giugno 1991. URL consultato il 26 luglio 2011.
  24. ^ Il Catanzaro crolla: è del Sora l' impresa che vale la C1, 18 giugno 2001. URL consultato il 26 luglio 2011.
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