Unione Sportiva Catanzaro
| U.S. Catanzaro Calcio |
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| Aquile del Sud; Regina del Sud; Timore del Nord | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Aquila imperiale | |||
| Inno | Aquile |
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| Dati societari | ||||
| Città | Catanzaro | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | |||
| Fondazione | 1929 | |||
| Rifondazione | 2006 | |||
| Rifondazione | 2011 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Nicola Ceravolo (14.650 posti) |
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| Sito web | www.uscatanzaro1929.com | |||
| Palmarès | ||||
| Scudetti | 1 titolo di IV Serie | |||
| Titoli nazionali | 3 Campionati di serie C 3 Campionati di Serie C1 1 Campionato di IV Serie |
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| Trofei internazionali | 1 Coppa delle Alpi | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
L'Unione Sportiva Catanzaro, abbreviata in U.S. Catanzaro e nota più semplicemente come Catanzaro, è la principale società calcistica della città di Catanzaro. Milita in Lega Pro Prima Divisione, la terza serie del campionato italiano di calcio.
Disputa le partite interne presso lo stadio Nicola Ceravolo.
Fondata nel 1929, ha disputato 7 stagioni in Serie A, di cui 5 consecutive. È stata la prima formazione della Calabria a raggiungere la Serie A[1] e il suo miglior piazzamento sono due settimi posti consecutivi, nel 1980-81 e nel 1981-82.
In Coppa Italia vanta inoltre una finale, raggiunta nella stagione 1965-66, e due semifinali, nel 1978-79 e nel 1981-82.
Cenni storici[modifica]
| Per approfondire, vedi Storia dell'Unione Sportiva Catanzaro. |
L'Unione Sportiva Catanzarese nacque nel 1929 dalla fusione di altre due realtà calcistiche della città: la Scalfaro e la Braccini. Lo stemma della neonata società fu fin dalle origini l'aquila imperiale concessa alla città di Catanzaro dall'imperatore Carlo V. I colori furono subito il giallo ed il rosso.
Dopo i primi anni di militanza nelle categorie inferiori, il Catanzaro disputò il primo vero campionato di una certa rilevanza nella stagione 1932-33, culminata con la prima storica promozione in Serie B. Dopo una retrocessione lampo la Serie B tornò in Calabria 2 anni dopo. Cominciarono i problemi finanziari destinati ad avere uno spazio importante nella storia giallorossa e per 6 anni, dal 1939 al 1945 il sodalizio non fu attivo.
Riprese le ostilità, il Catanzaro nella stagione 1952-53 sprofondò per la prima volta nella sua storia in IV Serie, all'epoca ultimo livello del campionato italiano di calcio. Data storica per i colori giallorossi fu il 1958, anno in cui salì alla carica di presidente Nicola Ceravolo. Nei due anni successivi il Catanzaro conquistò la quarta promozione della sua storia in Serie B e si trovò a disputare e vincere per la prima volta un torneo internazionale, la Coppa delle Alpi. Nella stagione 1965-66 le Aquile, sconfiggendo in semifinale la Juventus[2], arrivarono a contendersi la Coppa Italia contro la Fiorentina. L'esito dell'incontro sorrise però ai gigliati che s'imposero per due marcature a uno.[3]
Solo cinque anni più tardi il Catanzaro sotto la guida di Gianni Seghedoni venne promosso per la prima volta della sua storia in Serie A, battendo il Bari nel decisivo spareggio di Napoli grazie a un gol a dieci minuti dal termine dell'incontro di Angelo Mammì. Fu la prima volta che una squadra calabrese si affacciò in massima serie. Ai grandi festeggiamenti in tutta la penisola da parte dei numerosi supporters giallorossi[4] si contrappose una stagione non esaltante. La permanenza infatti durò un anno soltanto, anche se i calabresi ebbero modo di togliersi qualche grande soddisfazione come la storica vittoria per uno a zero contro i futuri campioni d'Italia della Juventus. Ancora una volta a decidere l'incontro fu Angelo Mammì. Nell'estate successiva i giallorossi si recarono negli Stati Uniti per disputare alcune amichevoli internazionali. Partita rimasta impressa nella storia della squadra calabrese fu il match giocato contro il Santos del fuoriclasse verdeoro Pelè.
Trascorsero due anni in Serie B, quando Gianni Di Marzio prese le redini della squadra, portandolo a giocarsi la Serie A nella stagione 1974-75. Fu acquistato Massimo Palanca[5], destinato in futuro a diventare la bandiera della sua squadra. Questa volta lo spareggio promozione fu fatale ai giallorossi, che a Terni furono sconfitti dal Verona.
I festeggiamenti furono però rinviati di un anno soltanto, infatti la stagione seguente coronò gli sforzi del Catanzaro, proiettandolo per la seconda volta della sua storia in massima serie.[6] Anche la seconda stagione in serie A culminò con la retrocessione. Tuttavia nella stagione successiva fu centrata ancora la promozione e questa volta il Catanzaro si assestò in massima serie.[7] Furono disputate 5 stagioni consecutive nell'olimpo del calcio italiano, e sotto la presidenza di Adriano Merlo le aquile raggiunsero il settimo posto nelle stagioni 1980-81 e 1981-82. Questi ottimi campionati valsero al sodalizio il soprannome di Regina del Sud.
Nella Coppa Italia 1981-1982 il Catanzaro si trovò ancora una volta a giocarsi la finale contro una grande squadra. Questa volta l'ostacolo era rappresentato dall'Inter. L'andata a San Siro incoronò i nerazzurri che s'imposero per due a uno. Il ritorno al Comunale fu combattuto e la compagine locale prevalse 3-2, con una grande prestazione collettiva, risultato che sanciva comunque il passaggio del turno dell'Inter.
Nella stagione 1982-83 furono totalizzati solamente 19 punti in classifica. Verdetto che sanciva il ritorno del Catanzaro in Serie B dopo 5 anni consecutivi in massima serie. Seguì un'altra retrocessione che spedì i calabresi dritti in Serie C.[8] Tuttavia la serie cadetta fu riconquistata nella stagione 1984-85. Nel frattempo Pino Albano rilevò la società. Seguì un'immediata retrocessione e una successiva riconferma che portò ancora le aquile in B nella stagione 1986-87.[9]
L'illusoria stagione 1987-88 portò nuovamente i giallorossi ai vertici della classifica. La serie A questa volta sfumò per un solo punto. Decisivi furono l'errore dal dischetto di Palanca, nella casalinga sfida con la Triestina,[10] e il gol a tempo scaduto di Paolo Monelli[11] nel pareggio casalingo con la Lazio, rivale per la promozione. La stagione successiva vide l'avvicendarsi in panchina dell'artefice della prima promozione in serie A della storia dei calabresi, Gianni Di Marzio. Fu una salvezza stentata ma l'episodio che contraddistinse quell'anno fu la roboante tripletta della stesso Palanca ai danni degli odiati cugini del Cosenza, in un derby casalingo.[12] Una seconda tripletta contro l'Udinese valse la salvezza.[13]
La retrocessione arrivò tuttavia la stagione seguente quando il catanzarese Fausto Silipo non riuscì ad evitare il ritorno in Serie C. Quell'anno sancì il ritiro dal calcio giocato di Massimo Palanca. Un'altra retrocessione la stagione successiva condannò i calabresi a dodici anni consecutivi di militanza in Serie C2.[14] Decisivi furono i 3 punti inflitti al Catanzaro dalla CAF per tentata corruzione prima di un match contro la Ternana.
Nel 1995 Pino Albano lasciò la presidenza a Giuseppe Soluri. In questi anni i giallorossi mancarono per 2 volte l'accesso in Serie C1 In finale di play-off. Nella stagione 2000-01 a festeggiare al Ceravolo fu il Sora[15] mentre due anni più tardi fu l'Acireale ad imporsi.[16] Tuttavia quello stesso anno un ripescaggio accolse le aquile in Serie C1.[17] La successiva stagione di vertice, culminata con la trasferta di Ascoli contro il Chieti davanti a 16.000 tifosi calabresi, sancì dopo 14 anni la promozione del Catanzaro in Serie B. Seguirono 2 disastrose stagioni nel campionato cadetto che comportarono un ripescaggio prima[18] e il fallimento societario dopo, nell'estate del 2006.[19] Alla guida del sodalizio giallorosso c'era Claudio Parente che aveva preso la presidenza nel 2003.
Appellandosi al lodo Petrucci la neonata società Football Club Catanzaro, poté iscriversi in Serie C2. Seguirono 5 stagioni povere di emozioni, che videro i giallorossi uscire sconfitti dai play-off per il salto di categoria per due anni di seguito.[20][21] La stagione successiva L' Effecì afflitta da problemi economici[22] terminò il campionato in ultima posizione, ma ancora una volta fu salvata da un ripescaggio. Nell'estate del 2011 l'imprenditore reggino Giuseppe Cosentino rilevò la società[23] acquistando lo storico marchio dell' U.S. Catanzaro,[24] salvandola dalla scomparsa e portandola, nel giro di un anno alla promozione in Lega Pro Prima Divisione.[25] Nella stagione successiva il Catanzaro conquistò la salvezza grazie al decimo posto nella regular season.
Cronistoria[modifica]
| Cronistoria dell'Unione Sportiva Catanzaro | |
|---|---|
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Colori e simboli[modifica]
Colori[modifica]
La divisa più utilizzata negli oltre ottanta anni di storia dalle Aquile è quella rossa a tinta unita, con il colletto a V giallo, con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli. Questi colori hanno accompagnato i calabresi negli anni d'oro della serie A e quindi sono i più cari all'ambiente catanzarese. Altrettanto utilizzata è stata la maglietta a strisce verticali giallorosse con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli, soprattutto negli anni post-fallimento. Molto più raramente il Catanzaro ha utilizzato una maglietta con strisce giallorosse orizzontali. Tuttavia questa divisa ha avuto l'onore di guidare i giallorossi nella storica partita di Torino, vinta contro la Juventus, nella Coppa Italia 1965-66, che avrebbe proiettato il Catanzaro in finale, poi persa con i viola di Firenze. Per quanto concerne la maglia da trasferta, quella più utilizzata è completamente blu con richiami giallorossi, ma sono state indossate anche tenute completamente bianche o gialle. Sporadicamente le aquile hanno utilizzato anche una terza divisa che, a seconda del colore della seconda tenuta, poteva essere sia blu che bianca che gialla. Idem per la quarta divisa.
Simboli ufficiali[modifica]
Stemma[modifica]
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Come per la città di Catanzaro, i colori sociali della squadra sono stati, sin dalla fondazione, il giallo ed il rosso. Il logo dell'Unione Sportiva Catanzaro è sempre consistito, seppure di rado con qualche lieve modifica di natura grafica, in uno scudetto sulla cui sommità campeggia la dicitura U.S. CATANZARO. Al centro del logo c'è l'Aquila imperiale accordata da Carlo V, ripresa fedelmente dallo stemma della città di Catanzaro. Una linea verticale divide in due lo scudetto così da consentire l'inserimento dei colori sociali della squadra.Lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto il motto "Sanguinis effusione" (ottenuta, sottinteso, "con spargimento di sangue"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi. Per un breve periodo a cavallo tra fine anni novanta e l'inizio del duemila, il precedente logo è stato leggermente modificato: infatti si presentava identico nel contenuto ma all'interno di un ovale. Dopo pochi anni però si è tornati nuovamente al logo storico a forma di scudetto.
Inni[modifica]
Il nome dell'inno ufficiale della squadra è "Aquile, Aquile, Aquile", rappresentativo dell'orgoglio dei propri tifosi, vicini e lontani. Viene attualmente eseguita in occasione di ogni impegno casalingo poco prima dell'ingresso delle squadre in campo.[26]
Durante gli anni settanta, benché non si trattassero di inni ufficiali, diversi motivi vennero scritti per la squadra: uno di essi è "Il Catanzaro in serie A", in cui viene descritto, in dialetto catanzarese, lo spareggio promozione del 1971 in cui il Catanzaro conquistò per la prima volta la serie A. Celeberrimo è diventato il ritornello "E ndrichete ndrichete ndrichetà ndrà Lu Catanzharu in serie A".[27] Sempre negli anni settanta, molto popolare fu l'inno "Dirindindì Dirindindà", che invece si ricollega alla seconda promozione delle Aquile nella massima serie sotto la guida di Gianni Di Marzio.[27] Un'altra canzone dedicata alla squadra giallorossa si intitola La Regina del Sud. Infine, negli anni ottanta, fu realizzata dal cantautore catanzarese Pino Ranieri in arte Ulisse, la canzone "Catanzaro una città nel pallone".
Strutture[modifica]
Stadio[modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Nicola Ceravolo. |
Lo stadio, ex militare, vanta una capienza 14.650 posti. Intitolato nel 1989 al presidente Nicola Ceravolo, si caratterizzava per la presenza di un Pino marino nella Curva dei tifosi del Catanzaro. Gli hanno accorciato la vita le colate di cemento sulle radici alcuni anni fa costringendolo a rinsecchire e, quindi, a diventare un pericolo per gli spettatori della curva.
Centro di allenamento[modifica]
Non avendo a disposizione un centro di allenamento di proprietà o perlomeno nei dintorni della città, il Catanzaro svolge i suoi allenamenti alternando le sedute allo stadio A. Curto, nel quartiere marinaro della città, e allo stadio Nicola Ceravolo dove disputa anche le partite casalinghe. Il primo impianto dispone di un terreno sintetico di ultima generazione, spogliatoi e una tribuna in cemento armato. Prima del rifacimento del terreno, i giallorossi svolgevano alcune delle loro sedute nel campo da calcio di un impianto polivalente situato nel quartiere Giovino. La carenza di strutture è stato sempre un problema ricorrente a Catanzaro, tanto che la squadra del capoluogo ha sempre dovuto cercare una situazione arrangiata per svolgere regolarmente i propri allenamenti. Tuttavia sono stati approvati i lavori di ristrutturazione del cosiddetto Campo B, un rudimentale terreno di gioco in terra battuta situato dietro il settore Curva Est dello stadio Ceravolo. Il progetto prevede la recinzione, la creazione di una strada di collegamento diretta tra lo stadio e il campo, la costruzione di spogliatoi e la posa di un manto di erba sintetica di ultima generazione. il rinnovato impianto verrà affidato in gestione alla società calabrese, così da porre rimedio alla situazione negativa che ha da sempre afflitto le società del capoluogo.
Società[modifica]
L'Unione Sportiva Catanzaro è una Società a responsabilità limitata il cui capitale sociale è interamente detenuto da Giuseppe Cosentino. La sede della società è in via Vittorio Pugliese n°30 a Catanzaro.
Organigramma societario[modifica]
Dal sito internet ufficiale della società.[28][29]
UFFICIO STAMPA |
Sponsor[modifica]
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Settore giovanile[modifica]
Il Catanzaro si è da sempre posto l'obiettivo di valorizzare il proprio vivaio per permettere ai talenti nati in casa di mettersi in mostra in campionati blasonati. Un esempio della fucina di catanzaresi arrivati in alto sotto lo sguardo del grande pubblico può essere rappresentato da calciatori come Fausto Silipo, Massimo Mauro e Domenico Giampà, per citarne qualcuno, che hanno trascorso una carriera calcistica sotto i riflettori della Serie A e non solo. I giallorossi possono inoltre vantare 4 partecipazioni al Torneo di Viareggio. La prima partecipazione risale al 1982 quando le aquile, passato il girone di qualificazione, si arresero nei quarti ai calci di rigore contro gli inglesi dell'Ipswich Town. Stessa sorte toccò anche l'anno dopo, questa volta però i vincitori furono i ragazzi del vivaio della Roma che in seguito si sarebbero laureati campioni del torneo. Le ultime due sfortunate partecipazioni risalgono al 2004 e al 2005. In entrambe le occasioni i calabresi non passarono il girone di qualificazione. L'unico trofeo a livello giovanile risale alla stagione 1991-1992, quando i giallorossi si imposero nel torneo destinato alle compagini di Serie C del Campionato nazionale Dante Berretti. Gli anni post-fallimento sono stati i più tribolati a livello giovanile. Il vivaio, per insufficienza di fondi economici, non ha avuto modo di dare un segnale importante come spesso avvenuto in passato. Tuttavia nella stagione 2012-2013 è stato raggiunto un risultato storico.[30] Infatti sia la formazione Berretti sia quella degli Allievi hanno raggiunto il traguardo della fase finale nazionale dei rispettivi campionati, giungendo rispettivamente seconda[31] e settima[32] nel proprio girone.
Il Catanzaro e le Nazionali di calcio[modifica]
| Per approfondire, vedi Nazionale di calcio dell'Italia Under-21 e Nazionale di calcio dell'Italia Under-20. |
Il Catanzaro, pur avendo militato solo per 7 stagioni in massima serie, ha avuto modo di fornire, con i propri calciatori tesserati, un importante contributo alle rappresentative giovanili della Nazionale italiana di calcio. Il primo calciatore tesserato con i calabresi ad aver mai ricevuto una chiamata in maglia azzurra è stato Massimo Mauro. Il calciatore, prodotto del vivaio, ha disputato 7 match con la Nazionale di calcio dell'Italia Under-21, pur essendo stato convocato 9 volte, debuttando nella partita contro la Spagna del 29 ottobre 1980.[33]
Il secondo calciatore giallorosso a ricevere una convocazione nella rappresentativa Under 21 è stato Edi Bivi che complessivamente collezionerà 3 presenze.[34] Il portiere classe '61 Costanzo Celestini è stato il terzo calciatore del Catanzaro a vestire la casacca azzurra. Il suo debutto risale al 1981, contro i pari età della Grecia. Totalizzerà due presenze.[35] L'attaccante Carlo Borghi ha collezionato invece solo 1 presenza con la nazionale Under 21, risalente al 1982. L'avversaria in quel caso era la Scozia, che vinse di misura sugli azzurrini.[36] Sempre nello stesso anno il difensore Pietro Mariani debuttò nella stessa rappresentativa contro l'Austria, senza scendere in campo. Nel suo periodo di militanza fra le file dei calabresi collezionò 2 presenze in azzurro.[37]. L'ultimo calciatore giallorosso a ricevere una chiamata in Under 21 fu il portiere Giovanni Cervano. La sua prima convocazione risale al 1983. Ne collezionerà 2 senza mai scendere in campo.[38]. I calciatori del Catanzaro che hanno vestito la casacca della nazionale italiana Under 20 sono stati 2. Il primo è stato Antonio Nocerino. Il suo debutto risale al gennaio del 2005. 10 le convocazioni per lui e in tutte le occasioni è sceso in campo.[39] Il calciatore giallorosso che più recentemente ha indossato la casacca della rappresentativa Under 20 è stato il foggiano Cristian Antonio Agnelli, che debuttò nel febbraio del 2005 contro i pari età tedeschi. È stato convocato in totale 9 volte, 6 invece le presenze.[40]
Il Catanzaro nella cultura popolare[modifica]
Il Catanzaro, soprattutto negli anni d'oro della Serie A, è salito alla ribalta nelle cronache nazionali, non solo come fenomeno sportivo ma anche come fenomeno culturale e sociale soprattutto legato alla sua terra d'appartenenza, la Calabria, fino a quel momento regione piuttosto emarginata socialmente e con molti problemi legati all'immigrazione e alla povertà. Il Catanzaro quindi, negli anni settanta conquistando la promozione nella massima serie, ha dato un segnale forte quasi di rinascita della Calabria, entrando nel cuore di tutti gli appassionati calabresi e non solo, avendo rilevanza anche nei confronti degli immigrati calabresi che cominciarono a seguire le sorti delle Aquile e identificarsi nei colori giallorossi. Storica è stata la semifinale di Coppa Italia 1965-1966 quando davanti a una folla giallorossa il Catanzaro sconfisse la Juventus proiettandosi verso la finale. Tutte queste circostanze, i caroselli a Torino dei tifosi giallorossi emigrati e la promozione in Serie A valsero ai calabresi i soprannomi di Regina del Sud e Timore del Nord. Il Catanzaro rimase immortalato nel film Io so che tu sai che io so, interpretato da Alberto Sordi e da Monica Vitti, grazie ad una rete che Edy Bivi aveva segnato alla Roma in diretta Tv e che tanto fece arrabbiare il protagonista, tifoso romanista, interpretato dallo stesso Sordi.[41] Inoltre uno dei più importanti vocabolari della lingua italiana, il Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Zingarelli, alla voce giallorosso recita testualmente: «Che (o chi) gioca nella squadra di calcio della Roma o del Catanzaro. Che è sostenitore di tali squadre».[42] Il Catanzaro è anche stata la prima squadra ad avere come sponsor l'Unicef, nel 1982-1983.[43] Massimo Palanca nel 2009 scrisse un libro autobiografico, Il mio calcio, in cui parla della sua carriera calcistica e degli anni trascorsi tra gioie e dolori a Catanzaro.[44] Proprio al calciatore marchigiano è stata dedicata una puntata di Sfide nell'aprile del 2004, in cui lui intervistato parla dei suoi anni trascorsi in giallorosso. Venne interpellato per l'occasione anche Piero Braglia, compagno di Palanca a Catanzaro.[45]
Presidenti e allenatori[modifica]
I presidenti[modifica]
| Per approfondire, vedi Presidenti dell'Unione Sportiva Catanzaro. |
In oltre ottant'anni di storia, sono state 17 le persone avvicendatesi alla guida della storica società di calcio del capoluogo calabrese.
Se negli anni d'oro le aquile hanno potuto vantare una dirigenza solida e in grado di mettere a proprio agio l'ambiente, rassicurandolo da eventuali difficoltà o minacce economiche, gli anni recenti, fatta eccezione per qualche piccola parentesi, hanno visto avvicendarsi alla guida del Catanzaro imprenditori, politici, o soci che con la loro scellerata gestione hanno spesso mandato il sodalizio sul lastrico del fallimento, avvenuto tuttavia due volte nel giro di pochi anni (nel 2006 e nel 2011).
Il presidente più amato dalla tifoseria e dall'ambiente in generale è sicuramente Nicola Ceravolo, uomo che ha raccolto segni di stima in tutta la penisola calcistica, e il suo Catanzaro, soprattutto negli anni di militanza in massima serie, è spesso balzato agli onori della cronaca. A lui è stato intitolato nel 1989 il vecchio Militare, lo stadio comunale della città calabrese. Sotto la sua presidenza il Catanzaro militò per 3 stagioni in massima serie, conquistando una storica finale di Coppa Italia nella stagione 1965-66 sconfiggendo in ordine grandi società del panorama calcistico italiano come Napoli, Lazio, Torino e Juventus. I giallorossi si dovettero arrendere solo alla Fiorentina in finale. È stato ribattezzato dalla torcida giallorossa il Presidentissimo. Il successore fu Adriano Merlo che guidò le aquile negli anni d'oro, ovvero quelli coincidenti con i due settimi posti consecutivi raggiunti in due stagioni di Serie A. Un altro dirigente particolarmente amato dalla tifoseria fu Giuseppe Albano, conosciuto come Pino. Fu definito dagli stessi tifosi l'ultimo vero presidente.
Quando il Catanzaro fallì nel 2006 dopo due pessime annate in Serie B, alla guida del sodalizio c'era Claudio Parente. La storica società fu rifondata sotto il nome di F.C. Catanzaro e, appellandosi al lodo Petrucci poté ripartire dalla Serie C2 dove trascorse tra alti e bassi gli anni a seguire sfiorando più volte la bancarotta e cogliendo il secondo fallimento nel giro di pochi anni. Nell'estate del 2011 l'imprenditore Giuseppe Cosentino rilevò la disastrata società portandola nel giro di un anno alla promozione in Lega Pro Prima Divisione.
Gli allenatori[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Catanzaro. |
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Giocatori celebri[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Catanzaro. |
Palmarès[modifica]
N.B.: Sono incluse soltanto le promozioni ottenute da prima classificata.
Competizioni nazionali[modifica]
Competizioni internazionali[modifica]
1 trofeo
- Coppa delle Alpi: 1 (come Italia)
Promozioni[modifica]
- Promozioni in Serie A: 3
- Promozioni in Serie B: 7
- Promozioni in Serie C/Serie C1/Lega Pro Prima Divisione: 3
Piazzamenti[modifica]
- Classificata al 7º posto in Serie A 1980-1981, Serie A 1981-1982
Finale di Coppa Italia: 1
Finali disputate[modifica]
| Data | Competizione | Stadio | Ospitante | Ospite | Risultato | Marcatori |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 19/5/1966 | Coppa Italia Finale |
Stadio Olimpico, Roma |
2:1 dts | Hamrin, Marchioro, Bertini |
Onorificenze[modifica]
Trofei giovanili[modifica]
- 1991-1992
Statistiche e record[modifica]
Partecipazioni ai campionati[modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
1° |
Serie A | 7 | 1971-1972 | 1982-1983 | 7 |
2° |
Serie B | 28 | 1933-1934 | 2005-2006 | 28 |
3° |
Prima Divisione | 3 | 1930-1931 | 1932-1933 | 21 |
| Serie C | 13 | 1935-1936 | 1958-1959 | ||
| Serie C1 | 5 | 1984-1985 | 2012-2013 | ||
4° |
IV Serie | 1 | 1952-1953 | 1952-1953 | 19 |
| Serie C2 | 18 | 1991-1992 | 2011-2012 |
In 75 stagioni all'interno delle leghe calcistiche nazionali della FIGC sia attuali che passate: la Lega Calcio, la Lega Pro, la Lega di IV Serie, la Lega Sud, il DDS. Il Catanzaro non fu ufficialmente attivo fra il 1937 e il 1945 per la crisi finanziaria di origine bellica.
Partecipazioni alle coppe nazionali[modifica]
| Competizione | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
| Coppa Italia | 39 | 1935-1936 | 2012-2013 |
| Coppa Italia di Serie C/Lega Pro | 18 | 1991-1992 | 2011-2012 |
| Supercoppa di Serie C | 1 | 2003-2004 | 2003-2004 |
Il Catanzaro in serie A[modifica]
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Il Catanzaro in Coppa Italia[modifica]
N.b.: Sono escluse le partecipazioni nella Coppa Italia di Lega Pro
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I Bomber del Catanzaro[modifica]
Elenco di tutti i calciatori che, vestendo la casacca giallorossa, risultarono capocannonieri del torneo:
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Di seguito, inoltre, l'elenco dei calciatori dal 1960 ad oggi che, pur non risultando capocannonieri del rispettivo torneo, sono riusciti a superare le 15 segnature in una sola stagione[48]:
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Simone Masini è il calciatore che, dal 1953 ad oggi, ha totalizzato il maggior numero di gol realizzati da un calciatore con la maglia del Catanzaro in una sola stagione, con 21 reti.
Da segnalare, infine, che Massimo Palanca ed Edy Bivi furono vice-capocannonieri della Serie A, rispettivamente nelle stagioni 1980-81 e 1981-82 con 13 e 12 gol, in entrambe le occasioni dietro a Roberto Pruzzo.
Varie[modifica]
- Claudio Ranieri è il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A con la maglia giallorossa: 128 presenze tra il 1976 e il 1982,[49] la maggior parte da capitano.
- Massimo Palanca è invece il calciatore che, con la maglia del Catanzaro, ha realizzato più gol in assoluto: con la casacca giallorossa in 11 anni, 331 presenze e 116 goal in campionato; 36 presenze e 20 gol in Coppa Italia.[5]
- Insieme al Ravenna, è la squadra ad aver vinto più volte il Campionato della Lega Pro Prima Divisione, precisamente in 3 diverse occasioni (su un totale complessivo di 4 partecipazioni): nel 1984-85, nel 1986-87 e nel 2003-2004.[50]
Tifoseria[modifica]
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La maggior parte dei tifosi del Catanzaro proviene dalla città e dalla sua provincia, ma una grossa fetta è rappresentata da sostenitori residenti nei comuni staccatisi dalla stessa provincia ed ora facenti parte delle province di Crotone e Vibo Valentia.[51] Nel periodo di maggior successo, quello della Serie A tra il 1970 e il 1983, il Catanzaro era la squadra che rappresentava e identificava tutta la Calabria, raccogliendo tifosi da ogni parte della regione. Grande seguito inoltre si registrava tra gli emigranti calabresi stabilitisi nel nord dell'Italia per le trasferte dei giallorossi durante il citato periodo della serie A[52]. A livello di tifoseria organizzata, il primo gruppo ultras giallorosso e uno dei primi nel Sud Italia sono gli Ultras Catanzaro, unitisi nel 1973[53] che col passare degli anni si è caratterizzato come gruppo trainante raccogliendo segni di stima da molte altre tifoserie. Oggi sotto il loro nome identificano tutti i gruppi ultras giallorossi.
Le tifoserie gemellate storicamente con gli ultras giallorossI sono quelle del Barletta, gemellaggio di vecchia data nato in occasione della promozione di entrambe le squadre in serie B[54], del Brescia, gemellaggio storico nato negli anni ottanta[55], ma soprattutto con i gigliati della Fiorentina gemellaggio che risale agli inizi degli anni 80, sancito subito dopo il secondo posto della Fiorentina nel campionato 1981/82[56], molto sentito dalle due fazioni. I rapporti di amicizia più stretti sono quelli con i blucerchiati della Sampdoria, sporadicamente presentI anche in curva al Ceravolo e con i corregionali della Vibonese. Amicizia molto sentita questa da ambe le parti anche a causa della grande presenza di tifosi giallorossi nei dintorni della città tirrenica. Amicizia storica invece quella con i tifosi della Nocerina, nata quando i catanzaresi ospitarono i molossi allo stadio Nicola Ceravolo contro i rivali catanesi in occasione dello spareggio tra gli etnei e i rossoneri di serie C 1977-1978, valido per la promozione in serie B.[57] Altri rapporti di amicizia legano i catanzaresi ai sardi dell'Olbia e ai potentini. Le principali rivalità sono quelle con il Cosenza[58] con cui ci si scontra nel derby della Calabria, e con il Catania, a causa dello spareggio promozione descritto in precedenza tra i catanesi e i nocerini a Catanzaro, quando il pubblico ospitante si schierò in favore dei campani. Un'altra rivalità importante e sentita da ambe le parti è quella con i corregionali crotonesi, anche a causa del fatto che per molto tempo Crotone ha fatto parte della Provincia di Catanzaro. Sentita è anche la rivalità con un'altra squadra della provincia ovvero la Vigor Lamezia. Rivalità questa lievitata molto soprattutto negli ultimi anni in cui i giallorossi hanno militato in quarta serie. Ostilità importanti ma piuttosto recenti sono quelle nei confronti dei perugini, degli aretini, degli acesi, verso i tifosi del Casarano, a cui i catanzaresi hanno scippato alcuni striscioni e stendardi rossoblù, e verso i pugliesi dell'Andria BAT. Altre rivalità degne di nota e molto accese sono quelle con il Messina, il Verona e il Taranto. Rivalità storica e vissuta con molto astio è quella con i tifosi della Lazio, che risale ai tempi in cui le compagini si scontravano in serie B.
Organico[modifica]
Rosa 2012-2013[modifica]
Rosa tratta dal sito ufficiale del Catanzaro.[59]
Staff tecnico[modifica]
Dal sito internet ufficiale della società.[60]
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Note[modifica]
- ^ Tifosi in piedi alle quattro del mattino per festeggiare il rientro del Catanzaro, in «La Stampa», 29 giugno 1971. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Clamorosa sorpresa in Coppa Italia: la Juventus eliminata sul suo campo dal Catanzaro per 1 a 2. Archiviolastampa.it, 10 febbraio 1966. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ La Fiorentina vince la Coppa Italia per un rigore nei tempi supplementari. Archiviolastampa.it, 20 maggio 1966. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ CATANZARO PROMOSSO IN SERIE A. Archiviolastampa.it, 28 giugno 1971. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ a b c La storia - Massimo Palanca.it. Massimo Palanca.it. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Infilando al 90'la Reggiana (2-1) il Catanzaro agguantala serie A. Archiviolastampa.it, 21 giugno 1976. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Promossi l'Avellino e il Catanzaro. Archiviolastampa.it, 12 giugno 1978. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ 1983/1984- IL CROLLO. catanzaro1929.com. URL consultato in data 8 agosto 2011.
- ^ Il Barletta accompagna il Catanzaro in B. Archiviolastampa.it, 8 giugno 1987. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Quando il cuore batte troppo. Archiviolastampa.it, 15 febbraio 1988. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Lazio, pari a tempo scaduto. Archiviolastampa.it, 16 maggio 1988. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Palanca, tre reti (una da 30 metri). Archiviolastampa.it, 10 aprile 1989. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Il vecchio Palanca (3 reti) salva il Catanzaro. Archiviolastampa.it, 19 giugno 1989. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Catanzaro, rivolta da calcio. Ricerca.repubblica.it, 25 giugno 1991. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Il Catanzaro crolla: è del Sora l' impresa che vale la C1. 18 giugno 2001. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Acireale testa e gambe Super il Catanzaro crolla sul più bello. archiviostorico.gazzetta.it, 16 giugno 2003. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ CATANZARO ESULTA: “VITTORIA DEI GIUSTI”. uscatanzaro.net, 28 agosto 2003. URL consultato in data 04 ottobre 2011.
- ^ Tra giudici e veleni, ecco i calendari. Ricerca.repubblica.it, 17 agosto 2005. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Il Catanzaro non ce la fa Spera nella C2. La Provincia Pavese, 11 luglio 2006. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ A Roma di scena una tristissima farsa, la sceneggiata dei calciatori. Uscatanzaro.net, 7 giugno 2010. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Fc: Contestazione dei tifosi. Di Maio in lacrime:"Non sono un venduto". 8 giugno 2010. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Catanzaro, tutti seduti per protesta. ricerca.repubblica.it, 13 dicembre 2010. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Cosentino unico proprietario del Catanzaro Calcio. uscatanzaro.net, 10 agosto 2011. URL consultato in data 11 agosto 2011.
- ^ Catanzaro Calcio, il regalo di Cosentino: ieri abbiamo acquisito lo storico marchio Uesse. Catanzaroinforma.it, 6 agosto 2011. URL consultato in data 8 agosto 2011.
- ^ Catanzaro, la Prima divisione è tua! - Corriere della Calabria
- ^ Torna l'inno delle Aquile. uscatanzaro.net, 26 gennaio 2007. URL consultato in data 04 ottobre 2011.
- ^ a b Canzoni e Inni. mycatanzaro.it. URL consultato in data 04 ottobre 2011.
- ^ Organigramma societario. uscatanzaro1929.com. URL consultato in data 12-04-2012.
- ^ Ufficio stampa. uscatanzaro1929.com. URL consultato in data 13-05-2013.
- ^ Catanzaro, nuovo prestigioso traguardo per il settore giovanile giallorosso. tuttolegapro.com. URL consultato in data 11-05-2013.
- ^ Campionato "D. Berretti" 2012/ 2013 - Girone E. magicocatanzaro.it. URL consultato in data 11-05-2013.
- ^ Campionato "Allievi Professionistici" 2012/2013 - Girone G. magicocatanzaro.it. URL consultato in data 11-05-2013.
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=667&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=173&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=307&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=202&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=640&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=1154&squadra=1
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato
- ^ http://www.figc.it/nazionali/DettaglioConvocato?codiceConvocato=2849&squadra=1
- ^ 1979-1982. Il Catanzaro 1929.com. URL consultato in data 04 agosto 2011.
- ^ Zingarelli 1996, p. 758.
- ^ Il Catanzaro per i bimbi. Archiviolastampa.it, 28 novembre 1982. URL consultato in data 04 agosto 2011.
- ^ «Il mio calcio»: Massimo Palanca (O REY) presenta il suo libro. UsCatanzaro.net, 25 novembre 2009. URL consultato in data 12 maggio 2013.
- ^ I CAMPIONI CHE FECERO IL MITO. MASSIMO PALANCA a Sfide - RAI 2 - APRILE 2004. catanzaro1929.com. URL consultato in data 12 maggio 2013.
- ^ a b Rosanero Universe.it Albo cannonieri B. rosanerouniverse.it. URL consultato in data 3 agosto 2011.
- ^ 1991/92. webalice.it/stasin/catanzaro. URL consultato in data 07 febbraio 2012.
- ^ a b Masini a tre gol dalla storia. URL consultato in data 11 aprile 2012.
- ^ Fedelissimi in A. Rosanerouniverse.it. URL consultato in data 04 agosto 2011.
- ^ Dato aggiornato alla stagione 2010-2011
- ^ Il Catanzaro è tornato di moda. archiviostorico.gazzetta.it, 18 gennaio 1997. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Momento magico Catanzaro, merito dei tifosi. archiviostorico.gazzetta.it, 23 febbraio 1997. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ La storia degli Ultras Catanzaro raccontata da SuperTifo. uscatanzaro.net. URL consultato in data 17 ottobre 2011.
- ^ Barletta-Catanzaro consentita la trasferta ai tifosi ospiti. barlettalife.it. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Gemellaggi del Brescia. bresciafans.blogspot.com. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Tifosi in campo insieme, il gemellaggio resiste. ricerca.repubblica.it. URL consultato in data 26 luglio 2011.
- ^ Catanzaro, Nocera e un'amicizia senza tempo. uscatanzaro.net
- ^ Cosenza-Catanzaro: super. mycatanzaro.it. URL consultato in data 03 ottobre 2011.
- ^ Rosa stagione 2012/2013. uscatanzaro1929.com. URL consultato in data 07-05-2013.
- ^ Staff tecnico stagione 2012/2013. uscatanzaro1929.com. URL consultato in data 07-05-2013.
Voci correlate[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
- Sito ufficiale
- Canale ufficiale Youtube
- Sito dedicato al Catanzaro Calcio e al settore giovanile
- Rassegna stampa e ultime notizie sul Foggia calcio
- La storia ed il mito del Catanzaro Calcio
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
