Associazione Sportiva Avellino 1912

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« Questa squadra, l'Avellino, è la più bella realtà del calcio di provincia della storia italiana »
(Gianni Brera, La Domenica Sportiva, 1980)
A.S. Avellino 1912
Calcio Football pictogram.svg
Asavellino1912stemma.png
Lupi, Irpini, Biancoverdi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Verde Striato.png Biancoverde
Simboli Lupo
Inno Alè Avellino
Dati societari
Città Avellino
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1912
Rifondazione 2009
Presidente Italia Walter Taccone
Allenatore Italia Massimo Rastelli
Stadio Partenio - Adriano Lombardi
(10 215[1] posti)
Sito web www.asavellino.com
Palmarès
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Lega di Prima Divisione
1 Torneo Estivo
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Avellino 1912 è una società calcistica è la principale squadra della città di Avellino, fondata nel 1912 come Unione Sportiva Avellino, ha al suo attivo dieci stagioni in Serie A, dove ha militato ininterrottamente dal 1978 al 1988. Il colore sociale è il verde, ha come simbolo il lupo e disputa le gare interne allo stadio Partenio-Lombardi.

Dichiarata fallita nel 2010 dal Tribunale Civile di Avellino[2], è stata radiata dalla Federcalcio l'11 febbraio 2011.[3] Il 10 luglio 2009 è stata esclusa dai campionati professionistici per decisione della Co.Vi.Soc.[4] ed in seguito a questi eventi, dopo la presentazione di alcune cordate imprenditoriali presso il Comune di Avellino, è nata la società Avellino Calcio.12 Società Sportiva Dilettantistica che poi dal giugno 2010 ha assunto l'attuale denominazione.

Nella stagione 2012-2013 ha vinto il girone B della Lega Pro Prima Divisione, conquistando la promozione in Serie B.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Dopo un'assemblea delle società federali (tra le quali l'Associazione Sportiva Avellinese) tenutasi il 31 agosto 1912, nel dicembre del 1912 viene fondata l'Unione Sportiva Avellino,[5] che subito partecipa ai campionati regionali campani delle serie minori, la divisa non è ancora biancoverde . Il primo presidente è Alfonso Di Marzio Capozzi, proprietario di miniere di zolfo. Le partite casalinghe sono disputate nel campo sportivo Piazza d'Armi, situato nel centro della città. Grazie all'ubicazione dello stadio, sia gli abitanti dei palazzi circostanti che i detenuti del carcere borbonico poterono assistere alle partite gratuitamente sino al 1970, anno dell'addio allo storico impianto sportivo per il più capiente Comunale. Nella stagione 1929-30 disputa il campionato di Terza Divisione Campana, scontrandosi con nobili decadute del calcio italiano come il Savoia (che solo pochi anni prima - era il 1924 - aveva sfiorato lo scudetto venendo eliminata solo nella finalissima dal Genoa). L'annata è positiva e, complice il quarto posto nel girone finale campano, la società irpina viene ammessa in Seconda Divisione Campana. Gli irpini continuano a risalire la china, venendo promossi prima in Prima Divisione Campana e poi in Serie C.

La squadra nella stagione 1940-41

A contribuire alla risalita è la decisione della Federazione di ingrandire in maniera spropositata la Serie C, ammettendo più di cento squadre in Terza Serie. Nei primi due anni (1945-46 e 1946-47) la squadra non ha problemi a salvarsi, ma nel terzo anno la permanenza è resa difficile da una riforma dei campionati voluta dalla FIGC per ridurre i gironi della Serie C da 18 a 4; ciò fa sì che nei molti gironi si salvino solo le prime due squadre: l'Avellino fallisce l'obiettivo chiudendo terzo, ma il Caso Napoli gli apre comunque le porte della permanenza in C. Proprio nel Febbraio 1947 indossa per la prima volta la maglia biancoverde che non abbandonerà più

Ottenuto l'ingresso nella Lega Calcio, la squadra viene rinforzata e nel campionato successivo lotta fino all'ultimo per la promozione in un testa a testa con il Catania; gli etnei sembrano avere la meglio sui biancoverdi, quando alla vigilia dell'ultima giornata di campionato (che per il Catania prevedeva un turno di riposo) la giustizia sportiva trasforma il pareggio contro l'Igea Virtus conquistato dai siciliani alla fine del girone di andata in sconfitta a tavolino, a causa del tesseramento irregolare di un giocatore. L'Avellino ne approfitta agganciando in extremis la prima piazza vincendo l'ultima gara interna. Il conseguente spareggio, disputato all'Arena Civica di Milano, vede prevalere gli irpini per 1-0, che così ottennero sul campo la promozione in Serie B, ma i siciliani si rivolsero alla questura di Catania perché indagasse su voci di corruzione accusanti gli irpini. Le indagini diedero ragione ai rossazzurri, ma a questo punto intervenne la Lega Calcio che dichiarò invalido tutto il girone meridionale, in quanto affetto da molteplici irregolarità sia da parte dei corruttori avellinesi, sia da parte dei siciliani per la violazione della clausola compromissoria per aver adito alla questura, sia da parte delle varie squadre corrotte. Contro la deliberazione della Lega, che in pratica cancellava sia le promozioni che le retrocessioni, fece ricorso alla CAF il Catania, che vinse in appello. Ciò comportò quindi la rovina dell'Avellino, che se dalla Lega si era visto sì cancellare la promozione, ma almeno confermare la permanenza in C, dalla CAF si vide declassato a tavolino all'ultimo posto in classifica e retrocesso in Promozione. Anche per i campani, tuttavia, nel 1950 arriverà un'amnistia con il conseguente ripescaggio.

La prima promozione in Serie B[modifica | modifica sorgente]

Il "Piazza d'Armi" con alle spalle il carcere borbonico

Mentre la squadra vaga tra la Serie C e la Serie D, l'Unione Sportiva Avellino si trasforma da S.r.l. a S.p.a., precisamente il 5 luglio 1968. Il salto di qualità avviene nella stagione 1972-1973, dove in seguito a un testa a testa con il Lecce, l'Avellino viene promosso in Serie B. Con Antonio Sibilia presidente e Antonio Gianmarinaro allenatore, in questa stagione l'Avellino batte molti record: punteggio finale di 62 punti (fin allora mai ottenuto da nessuna squadra di C), 64 reti segnate, solo 18 reti subite, neanche una sconfitta in casa, dieci vittorie in trasferta, primato di incasso per la Serie C con 47.997.000 lire nella gara casalinga contro il Lecce terminata 1-0 con gol su rigore di Bruno Nobili.

L'approdo in Serie A[modifica | modifica sorgente]

Lo storico tagliando per la partita della promozione in Serie A, Sampdoria-Avellino

Dopo cinque anni nella serie cadetta, nella stagione 1977/1978 gli irpini riescono ad approdare in Serie A sotto la presidenza dell'imprenditore e politico Arcangelo Iapicca di Mirabella Eclano e la guida tecnica dell'allenatore Paolo Carosi, vincendo all'ultima giornata a Marassi contro la Sampdoria per 1-0, rete di Mario Piga. L'Avellino approda in Serie A e inizia un'era che, da un punto di vista sportivo, darà tanto alla città e alla sconosciuta provincia meridionale.

Il decennio in massima serie[modifica | modifica sorgente]

I festeggiamenti dopo la promozione in A

Negli anni della A si alternano momenti di entusiasmo a soffertissime salvezze. L'Avellino resta in Serie A per ben dieci stagioni consecutive e raggiunge l'ottavo posto nel 1987, che resterà il miglior piazzamento di sempre.

Nel periodo tra 1978 e 1988 l'Avellino si toglie notevoli soddisfazioni battendo squadre del calibro di Juventus, Inter e Milan. Nell'estate del 1986, si aggiudica il Torneo Estivo, organizzato dalla Lega Calcio tra le dodici squadre di serie A non partecipanti alle semifinali di Coppa Italia.

Il momento più difficile si ha nella stagione 1980/1981, in seguito alla penalizzazione di 5 punti a causa del calcio scommesse, e al tragico evento del terremoto del 23 novembre 1980. Uno dei testimoni della tragedia, il difensore Salvatore Di Somma, ricorda l'atmosfera di quei giorni:

« C'erano delle situazioni drammatiche, morti a terra, gente che tirava i propri parenti dalle macerie. C'è una cosa che però non dimenticherò mai. Una signora, a piazza Libertà, mentre piangeva i suoi cari mi disse: "Salvatore, hai visto che è successo? Però oggi che bella vittoria abbiamo fatto..." »

La squadra, tuttavia, riuscirà a salvarsi all'ultima giornata grazie a un pareggio casalingo contro la Roma (1-1), rete decisiva di Massimo Venturini.

Durante questi anni transitano per Avellino tanti futuri campioni e giocatori già affermati, come gli irpini Pasquale Casale (primo irpino a debuttare in serie A con la maglia dell'Avellino) e Fernando De Napoli, Stefano Tacconi, Ottorino Piotti, Andrea Carnevale, Luciano Favero, Beniamino Vignola, Geronimo Barbadillo, Ramón Díaz, lo storico capitano Adriano Lombardi, Juary, José Dirceu, Angelo Colombo, Walter Schachner, Franco Colomba (allenatore dei lupi nella stagione 2005/2006), Paolo Beruatto, Vincenzo Romano, Angelo Alessio e allenatori come Vinicio, Eugenio Bersellini, Rino Marchesi e Ottavio Bianchi.

La doppia retrocessione[modifica | modifica sorgente]

Il sogno irpino finisce nella stagione 1987/1988. I lupi arrivano penultimi a -1 dalla salvezza e retrocedono in B insieme all'Empoli. Ai fallimenti sportivi succedono le disastrose vicissitudini societarie. La proprietà del club viene rilevata dalla Bonatti, società satellite della Parmalat di Callisto Tanzi. La gestione viene affidata a Pierpaolo Marino, che però, nell'estate del 1991, dopo aver fallito per tre stagioni di fila, decide di lasciare l'incarico a Gaetano Tedeschi. Per le sorti dell'Avellino non cambia nulla: arriva, infatti, la retrocessione in serie C1 (ultimo posto in serie B) con l'allenatore Ciccio Graziani nel 1992.

Gli anni della C[modifica | modifica sorgente]

Dopo 2 anni negativi in Serie C1, nel 1995 Antonio Sibilia torna presidente e sembra tornare la luce con la promozione in Serie B ai play off contro il Gualdo. A nulla servono le 19 reti di Pasquale Luiso nel 1995/1996. Gli irpini giungono terz'ultimi e tornano in serie C1. Vi restano per 7 stagioni in cui più volte la società rischia il fallimento. Nel 1999 girano alcune voci sull'acquisto della società da parte di Silvio Berlusconi, il quale smentisce e paragona l'Avellino alla Patagonia, provocando la replica infastidita delle istituzioni cittadine[6][7]. Il definitivo addio di Sibilia, nell'estate del 2000, permette al duo Massimo Pugliese-Aniello Aliberti di rilevare il club biancoverde. La squadra arriva ai play-off, ma la società è allo sbando dopo il solo girone di andata. Alla fine la spunta Pasquale Casillo, ex patron del Foggia, che sale ai vertici dell'Avellino.

Risalite e cadute[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2003-2004 con la proprietà di Pasquale Casillo e la Presidenza dell'Avvocato avellinese Nicola Iannarone, l'Avellino vince il campionato con 69 punti e torna nei cadetti. I protagonisti di questo campionato vinto sono il capitano Simone Puleo, il portiere Domenico Cecere, Raffaele Biancolino, Gigi Molino, e l'allenatore Salvatore Vullo.

Ma, dal punto di vista societario, continuano le problematiche: quelli della gestione Casillo sono due anni di fortissima tribolazione. Casillo viene coinvolto in un procedimento giudiziario, avviato da una denuncia di Aliberti e ne fa spese il calcio, con l'Avellino che arriva ad un passo dal fallimento e la Salernitana di Aliberti che scompare solo due anni dopo. La gioia per la promozione in B è, così, subito cancellata. Dopo appena un anno, con Zdeněk Zeman in panchina (nell'anno della B a 24 squadre), arriva la retrocessione in C1. Uniche note lieti della stagione sono le 15 reti del bielorusso Vitali Kutuzov e la vittoria in rimonta contro i rivali salernitani per 2-1 con le reti ai minuti 89° e 91° del capocannoniere irpino.

Nell'estate 2004 cambia ancora proprietà. La società è rilevata dai fratelli Pugliese, con in panchina Antonello Cuccureddu, sostituito poi da Francesco Oddo, che guida la squadra alla promozione in B grazie alla vittoria del 19 giugno 2005 per 2-1 contro il favoritissimo Napoli nella finale dei play-off grazie alle reti di Raffaele Biancolino e del terzino bomber Vincenzo Moretti.

Nel 2005-06 l'Avellino, piazzatosi al quart'ultimo posto in Serie B, è nuovamente retrocesso in Serie C1 dopo la disputa del play-out con l'AlbinoLeffe. La partita di andata, giocata a Perugia il 3 giugno 2006 per la squalifica del campo dei campani, è terminata con la vittoria per 2-0 dell'AlbinoLeffe, mentre il ritorno, disputatosi a Bergamo il 7 giugno 2006, ha visto l'inutile vittoria dell'Avellino per 3-2.

Nel campionato 2006-07 in Serie C1 l'Avellino centra subito la promozione in Serie B. Infatti, nonostante i due punti di penalizzazione la squadra si classifica seconda dietro il Ravenna ed accede ai play-off. Poco prima della fine della stagione regolamentare la società esonera l'allenatore Giuseppe Galderisi sostituendolo con Giovanni Vavassori. L'Avellino passa il 1º turno contro il Taranto (1-0 per il Taranto all'andata; 1-0 per l'Avellino al Partenio con rete di Vincenzo Moretti nel finale) e nella finale supera il Foggia ribaltando la sconfitta dell'andata (0-1) con i gol di Rivaldo (allo scadere del tempo regolamentare), Evacuo e Biancolino.

Il successivo campionato di serie B vede ancora una volta una stagione difficoltosa per la squadra irpina che, dopo un tormentato precampionato con l'addio di ben due allenatori, Giovanni Vavassori e Maurizio Sarri, viene affidata all'allenatore aretino Guido Carboni che, tuttavia nel marzo 2008, paga con l'esonero gli scarsi risultati raggiunti, rimpiazzato dal giovane allenatore Alessandro Calori. Nonostante l'arrivo del nuovo tecnico e qualche risultato positivo (3-1 in casa contro la sorpresa Pisa), la squadra irpina retrocede classificandosi quartultima con un distacco troppo elevato da chi la precede per poter disputare i play-out.

Il ripescaggio in B[modifica | modifica sorgente]

Malgrado l'avvenuta retrocessione in Serie C, gli irpini vengono ripescati per via della mancata ammissione del Messina, non iscritta per carenza di fondi necessari a completare l'iscrizione, partecipando così alla stagione 2008-2009 di Serie B. Tuttavia, la stagione si rivela ancora più difficile della precedente. Con la temporanea penalizzazione di 3 punti (che scenderanno a 2 a metà campionato dopo vari ricorsi) la squadra dell'esordiente Giuseppe Incocciati si porta a -1 in classifica realizzando solo 2 punti nelle prime sette partite. La serie di risultati negativi porterà all'esonero di Incocciati, sostituito da Salvatore Campilongo[8]. Quest'ultimo, grazie anche ai goal di Ferdinando Sforzini, arrivato a gennaio dal Grosseto, riuscirà a ridare gioco e punti alla squadra che però, anche a causa degli importanti e lunghi infortuni (Babù, De Zerbi e lo stesso Sforzini), non riuscirà ad evitare la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione con una giornata d'anticipo, venendo sconfitto sul campo del Modena per 2-1. Terminata la stagione, il 2 giugno 2009 arriva il comunicato ufficiale sul sito internet della società in cui l'amministratore unico Massimo Pugliese conferma la volontà di vendere il club a titolo gratuito; decisione questa, presa subito dopo aver appurato dalla Società l'esistenza di dodici milioni di euro di debiti. Nessun imprenditore, però, è stato disposto a rilevare la società irpina causando la mancata iscrizione al Campionato di Lega Pro Prima Divisione.

La mancata iscrizione alla Lega Pro e il fallimento[modifica | modifica sorgente]

La mattina del 10 luglio 2009 la società irpina abbandona il calcio professionistico. Nella sala consiliare del Comune di Avellino, il prefetto Blasco, l'assessore alla Cultura Salvatore Biazzo e il sindaco Giuseppe Galasso annunciano davanti a un folto gruppo di tifosi e giornalisti il fallimento di tutte le trattative da loro intavolate con oltre quindici imprenditori per l'acquisizione della società[9]. La somma debitoria, ammontante a circa 4 milioni e 200 000 euro[10], ha fatto desistere tutti i papabili presidenti portando di fatto l'Unione Sportiva Avellino 1912 alla mancata iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione. Il 23 luglio 2009 la società, presieduta ancora dai fratelli Pugliese, rilascia un comunicato stampa ufficiale in cui si fa presente dell'avvenuta richiesta di iscrizione al campionato di Serie D presso la FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti[11]. Il 10 agosto, tra le cinque cordate interessate all'iscrizione del nuovo Avellino alla serie D, la spunta quella capitanata dal biologo irpino Walter Taccone. La nuova società viene iscritta al girone I del campionato dilettanti con la denominazione Avellino Calcio.12 S.S.D.[12] grazie all'art.52 comma 10[13] delle Norme organizzative interne della FIGC. Fallito il tentativo di iscrivere la propria squadra in D, Massimo Pugliese decide di iscrivere l'Unione Sportiva Avellino 1912 in Terza Categoria. La sua richiesta di iscrizione, inizialmente accettata per la partecipazione ai campionati giovanili, viene respinta il 16 settembre 2009 dal Comitato provinciale della Lega Dilettanti[14]. Il 29 maggio 2010 il logo della società - pignorato da Equitalia - finisce all'incanto[15][16].

La società viene ufficialmente radiata dalla Federcalcio l'11 febbraio 2011, dopo essere già stata dichiarata fallita dal Tribunale Civile di Avellino.[3] Il 21 marzo 2013 a seguito dell'asta fallimentare indetta dal tribunale di Avellino viene rilevato il logo e la denominazione dell'U.S. Avellino S.P.A. dallo storico ultrà Mario Dell'Anno che riesce a battere la concorrenza del presidente dell'A.S. Avellino, Walter Taccone, di Ciro Picone e Rocco Guerriero.

La rifondazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione dello stemma
Logo dell'Avellino precedentemente utilizzato
Logo dell'Avellino attualmente usato

Nell'estate 2009, a seguito della retrocessione dalla Serie B, l'US Avellino, pur riuscendo temporaneamente ad evitare il fallimento (poi comunque intervenuto nell'ottobre 2010), mancò l'iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione a causa del parere negativo della Co.Vi.Soc.[17]; successivi tentativi di iscrizione a serie dilettantistiche risultarono anch'essi vani.

Di fronte alla concreta prospettiva della sparizione del gioco del calcio ad alti livelli nella città irpina, il Comune di Avellino, in ottemperanza all'art. 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne Federali, sollecitò la costituzione di cordate imprenditoriali finalizzate alla creazione di una nuova società, indipendente dalla precedente, la quale ripartisse dalle serie inferiori. Fra le quattro proposte presentate[18], venne scelto il sodalizio avente a capo il biologo Walter Taccone; il 10 agosto 2009 si ebbe così la fondazione dell'Avellino Calcio.12 S.S.D.[19]

L'esordio in Serie D[modifica | modifica sorgente]

La squadra ha esordito nelle competizioni agonistiche prendendo parte alla Serie D, precisamente nel Girone I, sotto la guida tecnica di Francesco D'Arrigo. Dopo un avvio con tre vittorie nelle prime 12 giornate, la squadra venne affidata a Salvatore Marra, col quale il rendimento migliorò: la squadra ottenne 9 vittorie consecutive nel girone di ritorno, specie lontano dal Partenio.

Conclusa la stagione regolare al 5º posto a pari merito con la Rossanese, la formazione irpina ha strappato a quella calabrese la qualificazione ai playoff, prevalendo per 1-0 nello spareggio, ed ha proseguito il suo cammino sconfiggendo in semifinale il Trapani per 2-1 (d.t.s.) in trasferta; giunta in finale, la squadra si è però dovuta arrendere in casa della Vigor Lamezia, impostasi per 1-0.

In Seconda Divisione[modifica | modifica sorgente]

Fase di gioco dell'amichevole Avellino-Battipagliese del 15 maggio 2011, terminata 4-1

In seguito all'esclusione di 21 società dai campionati professionistici decisa dalla FIGC il 16 luglio 2010[20], il 22 luglio l'AS Avellino ha presentato domanda per il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione[21][22], la quale ha trovato accoglimento il successivo 4 agosto[23][24]; la società è stata quindi inserita nel girone C[25].

La squadra biancoverde non riesce mai ad occupare la vetta della classifica, stabilizzandosi intorno al 5º posto, ultimo utile per i play-off. Quando poi, a seguito di una serie di risultati negativi, diviene a rischio la stessa partecipazione agli spareggi promozione, il 15 febbraio Salvatore Vullo subentra all'esonerato Salvatore Marra alla guida della squadra[26][27]; l'arrivo del nuovo tecnico porta un certo miglioramento delle prestazioni della squadra, che chiude la stagione regolare al 4º posto, guadagnandosi così l'accesso ai play-off.

Avversario degli irpini in semifinale è il Milazzo, che viene piegato abbastanza agevolmente con due vittorie (2-0 in casa e 1-0 in Sicilia). In finale play-off gli irpini ritrovano il Trapani, già superato l'anno precedente nei play-off dilettanti e sconfitto al Partenio durante la stagione regolare per 4-0. Dopo una vittoria interna per 2-1 (con i gol di Millesi ed Acoglanis), cede, in inferiorità numerica (espulsi Ricci al 70° e Vicentin al 105°), ai tempi supplementari con il punteggio di 3-1 a favore della formazione siciliana che viene promossa in Prima Divisione (gol di Barraco al 6° su rigore e raddoppio di Mastrolilli al 40°. Vicentin, su rigore, all'82° porta il punteggio sul 2-1. La rete di Pirrone al 103° chiude l'incontro)[28].

La Prima Divisione e la Serie B[modifica | modifica sorgente]

Il 4 agosto 2011 il Consiglio Generale della FIGC accoglie favorevolmente la domanda di ripescaggio dell'Avellino e l'ammette al campionato di Prima Divisione, girone A.[29] L'esordio in Coppa Italia è ottimo: l'Avellino ottiene due importanti successi sul Portogruaro (retrocesso dalla B) per 0-3 e sul Varese (squadra di B) per 0-1, salutando soltanto successivamente la Tim Cup perdendo per 4-0 contro il Bari (retrocesso dalla A). Il 23 agosto 2011 Salvatore Vullo viene esonerato[30] a pochi giorni dall'inizio del campionato; il giorno successivo la società ingaggia la nuova guida tecnica dei lupi, l'ex calciatore irpino Giovanni Bucaro[31]. Gli irpini cominciano bene il campionato con una vittoria sul Foligno per 2-0, ma rimediano nelle due giornate successive due sconfitte con il Pisa per 3-0 e con la Tritium per 2-1. Arriva la prima vittoria esterna in casa del Viareggio (0-1), ma poi altre due sconfitte (0-1 contro il Sorrento e 4-1 in casa della Pro Vercelli). Cominciano però ad arrivare buoni risultati: 1-0 contro il Carpi, 1-1 a Monza, 1-1 a Foggia (dopo la sconfitta interna contro la Ternana per 1-3). Dopo il pareggio di Foggia arrivano altri sei risultati utili di fila: 2-0 alla Reggiana, 2-2 a Benevento, 3-3 contro il Como, 2-1 al Lumezzane, 2-3 a Pavia e 2-1 alla Spal. Infine arriva la sconfitta per 2-0 a Taranto, con cui termina il girone di andata a 25 punti, poco distante dall' obiettivo di inizio stagione, ovvero la salvezza. Termina il campionato a quota 40 punti.

Il 21 maggio 2012 la società ufficializza l'ingaggio di Massimo Rastelli come tecnico per la stagione di Lega Pro Prima Divisione 2012-2013[32], girone B. La prima partita di Tim Cup è contro la Sambenedettese, superata senza problemi per 3-1 con la doppietta di De Angelis e un gol da parte di Castaldo. Nel secondo turno la formazione irpina viene eliminata dal Sassuolo, squadra che milita nel campionato di serie B, con un gol di Troianiello. Per quanto riguarda il campionato, l'Avellino conclude il girone d'andata in testa alla classifica con il miglior attacco (a pari merito con il Pisa) e la miglior difesa, riportando importanti successi contro il Benevento 1-2 e il Pisa 0-3 in trasferta, perdendo solo in due occasioni a Frosinone e a Nocera. Durante il girone di ritorno, complice il ritorno del Latina in prima posizione, l'Avellino incappa in una piccola crisi di risultati perdendo in malo modo a Pagani contro la Paganese per 4-1 e in casa con il Benevento. I lupi irpini riescono però a riagguantare la vetta tornando presto a correre e vincendo gare fondamentali come il ritorno del derby contro la Nocerina per 1-0 con il gol decisivo di Raffaele Biancolino e il match con il Calcio Gubbio vinto per 2-3. Il 5 maggio 2013, battendo il Catanzaro in terra calabra (0-1 grazie alla rete di Gianmarco Zigoni), conquista la certezza matematica del primo posto e, di conseguenza, della promozione al campionato di Serie B 2013-2014 con una giornata di anticipo. Archiviata la stagione, l'Avellino conquista per la prima volta nella sua storia la Supercoppa di Lega di Prima Divisione ai danni del Trapani, vincitrice del girone A, pareggiando 1-1 in casa e 2-2 in trasferta, aggiudicandosi dunque il trofeo per il maggior numero di reti realizzate fuori casa.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Associazione Sportiva Avellino 1912
  • 1912: Nasce l'Unione Sportiva Calcistica Avellinese.
  • 1912-19: Gioca amichevoli e partecipa a campionati locali.
  • 1919: Cambia denominazione in Associazione Sportiva Avellinese.
  • 1919-23: Partecipa a campionati locali e regionali campani.
  • 1923: Cambia denominazione in Unione Liberi Calciatori Avellinesi.
  • 1923-27: Partecipa ai campionati regionali campani.
  • Ottobre 1927: Cambia denominazione in Associazione Sportiva Avellinese.
  • 1929-30: 3° nel Girone B di Terza Divisione Campana. 4° nel Girone Finale Campano. Green Arrow Up.svg Ammesso in Seconda Divisione Campana

  • 1930-31: 4° in Seconda Divisione Campana.
  • 1931-32: 9° in Seconda Divisione Campana.
  • 1932-33: Partecipa alla Terza Divisione Campana, girone B. Cambia denominazione in Associazione Sportiva Avellino.
  • 1933-34: Non si iscrive a nessun campionato ufficiale
  • 1934-35: 5° in Seconda Divisione Campana. Cambia denominazione in Federazione Sportiva Avellino.
  • 1935-36: Non si iscrive a nessun campionato ufficiale
  • 1936-37: Non si iscrive a nessun campionato ufficiale
  • 1937-38: in Seconda Divisione Campana. Cambia denominazione in Gioventù Universitaria Fascista Avellino.
  • 1938-39: Non si iscrive a nessun campionato ufficiale
  • 1939-40: Non si iscrive a nessun campionato ufficiale

  • 1940-41: 10° nel girone unico di Prima Divisione Campana. Cambia denominazione in Costanzo Ciano Avellino.
  • 1941-42: in Prima Divisione Campana.
  • 1942-43: Partecipa al girone A della Prima Divisione Campana, sospesa nel novembre 1942 per cause belliche (4º posto in classifica). Cambia denominazione in Gioventù Italiana del Littorio Avellino"
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 2 dicembre 1944: Cambia denominazione in Unione Sportiva Avellino.
  • 1945: in Prima Divisione Campana. Il campionato si svolge tra gennaio e settembre. Al termine invitata a partecipare alla Serie C.
  • 1945-46: 10° nel girone D Campania e Lucania di Lega Sud di Serie C.
  • 1946-47: 3° nel girone B Puglie di Lega Sud di Serie C.
  • 1947-48: 3° nel girone A Campania di Lega Sud di Serie C. Ripescato grazie al Caso Napoli.
  • 1948-49: 18° nel girone D di Serie C su delibera della CAF per illecito sportivo, annullando il primo posto ottenuto sul campo. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1949-50: 2° nel girone M di Promozione perdendo lo spareggio con la Casertana. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie C a chiusura delle diatribe dell'anno precedente.

  • 1950-51: 15° nel girone D di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1951-52: 4° nel girone M di Promozione.
  • 1952-53: 3° nel girone finale Sud di IV Serie dopo aver perso lo spareggio con la Carbosarda.
  • 1953-54: 3° nel girone G di IV Serie.
  • 1954-55: 11° nel girone H di IV Serie.
  • 1955-56: 5° nel girone H di IV Serie.
  • 1956-57: 5° nel girone H di IV Serie.
  • 1957-58: 12° nel girone C di Prima Categoria Interregionale.
  • 1958-59: 3° nel girone H dell'Interregionale. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie C per motivi di rappresentanza geografica.
  • 1959-60: 13° nel girone C di Serie C.

  • 1960-61: 18° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1961-62: 1° nel girone F di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1962-63: 18° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1963-64: 1° nel girone E di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1964-65: 7° nel girone C di Serie C.
  • 1965-66: 4° nel girone C di Serie C.
  • 1966-67: 2° nel girone C di Serie C.
  • 1967-68: 7° nel girone C di Serie C.
  • 1968-69: 10° nel girone C di Serie C.
  • 1969-70: 13° nel girone C di Serie C.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1977-78: 2° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince il Torneo Estivo della Lega Calcio.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1987-88: 15° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
  • 1991-92: 20° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1992-93: 6° nel girone B di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-94: 9° nel girone B di Serie C1.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-96: 18° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1996-97: 12° nel girone B di Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1997-98: 7° nel girone B di Serie C1.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-99: 9° nel girone B di Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-00: 9° nel girone B di Serie C1.
Finalista di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-01: 4° nel girone B di Serie C1. Eliminato semifinale play-off
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-02: 7° nel girone B di Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03: 1° nel girone B di Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04: 23° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-06: 19° in Serie B. Red Arrow Down.svg Sconfitto nel playout dall'AlbinoLeffe e retrocesso in Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2007-08: 19° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1. Green Arrow Up.svg Riammesso in Serie B dopo il fallimento del Messina.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 2009: Fondazione dell'Avellino Calcio.12 Società Sportiva Dilettantistica.
  • 2009-2010: 5º nel girone I della Serie D. Green Arrow Up.svg Sconfitto in finale playoff dalla Vigor Lamezia e successivamente ripescato in Lega Pro Seconda Divisione.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2010: Cambia denominazione in Associazione Sportiva Avellino 1912.
  • 2010-2011: 4º nel girone C della Lega Pro Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Sconfitto in finale playoff dal Trapani e successivamente ripescato in Lega Pro Prima Divisione.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2011-2012: 10° nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012-2013: 1° nel girone B della Lega Pro Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Supercoppalegapro.pngVince la Supercoppa di Lega di Prima Divisione.
Ottavi di finale di Coppa Italia (quinto turno).

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente il colore della maglia era il bianco, per una questione di facilità nel reperire la divisa; i pantaloncini di colore bianco o nero. Dopo la prima guerra mondiale il rosso (o cremisi) e nero a strisce verticali si alternarono spesso al giallorosso e ancora al bianco. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale, e precisamente nel 1947, venne scelta la storica maglia verde con pantaloncini bianchi[33]. Da quella occasione, seppure in diverse tonalità e talvolta anche alternato a strisce verticali col bianco, il verde non è stato mai abbandonato.

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

L'Avellino ha modificato più volte il proprio stemma. Il soggetto è però sempre stato un lupo stilizzato, talvolta raffigurato in figura intera, spesso nel particolare della testa di profilo.

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'Avellino non ha un inno ufficiale. Negli ultimi anni quello più conosciuto è Alè Avellino. Dalla fine degli anni '70 prima dell'inizio della partita viene suonata una versione strumentale di Yellow Submarine dei Beatles.

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

La mascotte è un lupo con la divisa biancoverde.

Società[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'A.S. Avellino 1912.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Asavellino1912stemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Walter Taccone - Presidente
  • Italia Massimiliano Taccone - Direttore generale
  • Italia Enzo De Vito - Direttore sportivo
  • Italia Alfredo Capone - Responsabile amministrativo
  • Italia Giuseppe Musto - Responsabile organizzazione biglietteria
  • Italia Sergio De Piano - Responsabile settore marketing
  • Italia Luigi Lallo - Responsabile rapporti istituzionali
  • Italia Carlo Lanzetta - Area legale
  • Italia Tommaso Aloisi - Segreteria
  • Italia Beniamino Pescatore - Ufficio stampa


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Cronologia degli sponsor tecnici
Asavellino1912stemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1912-1981 nessuno sponsor
  • 1981-1983 Iveco
  • 1983-1984 Essebi
  • 1984-1986 Santal
  • 1986-1988 Detersivi Dyal
  • 1988-1992 Dietalat
  • 1992-1994 ?
  • 1994-1995 Nicoloro
  • 1995-1996 Nicoloro Italnova
  • 1996-1998 Nusco Porte
  • 1998-2000 EUROSERVICE 2001
  • 2000-2001 Stream TV
  • 2001-2002 Bolero Planet
  • 2002-2004 NewNet
  • 2004-2005 IVPC
  • 2005-2006 A.IR. Autoservizi Irpini
  • 2006-2009 Sidigas
  • 2009-2011 Sciuker
  • 2011-2014 Metaedil Com


Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.S. Avellino 1912.
Asavellino1912stemma.png
Allenatori
Asavellino1912stemma.png
Presidenti
  • 1912-1919 Attilio Comella
  • 1919-1924 Renato Ricci
  • 1924-1925 Antonio Giammarino
  • 1925-1827 ?
  • 1927-1929 Elio Gramignani
  • 1929-1934 Alfonso Di Marzio Capozzi
  • 1934-1938 Elio Gramignani
  • 1938-1941 Alfonso Di Marzio Capozzi
  • 2 dicembre 1944 Antonio Picone
  • 8 giugno 1945 Alfonso Argenio
  • 1947-1948 Francesco Lombardi
  • 1948-1949 Francesco Carpenito
  • 12 marzo 1949 Mario Malzoni
  • 1949-1950 Francesco Amendola
  • 1950-1952 Fiorentino Sullo
  • 1952-1954 Enrico Fioretti
  • 1954-1955 Francesco Carpenito
  • 1955-1956 Enrico Fioretti
  • 1956-1958 Michelangelo Nicoletti
  • 1958-1959 Fiore Caso
  • 1959-1960 Michelangelo Nicoletti
  • 1960-1961 Fiore Caso
  • 1961-1963 Francesco Lombardi
  • 1963-1970 Annito Abate
  • 1970-1975 Antonio Sibilia
  • 1975-1978 Arcangelo Iapicca
  • 1978-1979 Vincenzo Matarazzo
  • 1979-1981 Fausto Maria Sara
  • 1981-1983 Antonio Sibilia
  • 1983-1984 Giacinto Pelosi
  • 1984-1985 Antonio Pecoriello
  • 1985-1987 Elio Graziano
  • 1987-1988 Francesco Improta
  • 1988-1991 Pierpaolo Marino
  • 1991-1994 Gaetano Tedeschi
  • 1994-1995 Cosimo Sibilia
  • 1995-2000 Antonio Sibilia
  • 20 luglio 2000 Aniello Aliberti
  • 2000-2001 Marco Pugliese
  • 2001-2002 Stefano Monachesi
  • 2002-2003 Nicola Iannarone
  • 2003-2004 Gaetano Tedeschi
  • 9 gennaio 2004 Pasquale Casillo
  • 2004-2005 Marco Pugliese
  • 2005-2009 Massimo Pugliese
  • 2009-2010 Renato Rodomonti
  • 2010-2012 Marco Cipriano
  • 2012-oggi Walter Taccone

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.S. Avellino 1912.

Capitani[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1972-1973 (girone C)
2002-2003 (girone B)
2012-2013 (girone B)
2013
1961-1962 (girone F), 1963-1964 (girone E)

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

1981-1982, 1990-1991
1986-1987, 1995-1996

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 10 1978-1979 1987-1988 10
Serie B 15 1973-1974 2013-2014 15
Serie C 17 1945-1946 1972-1973 31
Serie C1 12 1992-1993 2006-2007
Lega Pro Prima Divisione 2 2011-2012 2012-2013
Promozione 2 1949-1950 1951-1952 12
IV Serie 5 1952-1953 1956-1957
Interregionale 2 1957-1958 1958-1959
Serie D 2 1961-1962 1963-1964
Lega Pro Seconda Divisione 1 2010-2011
Serie D 1 2009-2010 1

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Record calciatori[modifica | modifica sorgente]

Asavellino1912stemma.png
Record di presenze in campionato


Asavellino1912stemma.png
Record di reti in campionato


Record allenatori[modifica | modifica sorgente]

Asavellino1912stemma.png
Record di panchine in campionato


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

« L'Avellino può cambiare squadra, allenatori, tutto, ma il pubblico, con quel pubblico che li trascina dall'inizio alla fine, giocare al Partenio sarà sempre difficile per tutti »
(Dino Viola, presidente della Roma degli anni ottanta)
Coreografia della Curva Sud durante la finale playoff contro il Napoli
Gemellaggio tra tifosi avellinesi e juventini nel 1985
Striscione di benvenuto degli ultras sambenedettesi, lasciato fuori il settore ospiti per gli amici irpini
Coreografia della curva Sud prima della partita di campionato 2012/2013 contro la Nocerina

L'Avellino vanta, in proporzione alle dimensioni del proprio bacino di utenza, un seguito di tifosi molto numeroso. Sebbene lo zoccolo duro degli ultras irpini sia in città, anche nell'hinterland (Luogosano, Atripalda, Flumeri, Fontanarosa, Baiano, Solofra, Mercogliano, Cervinara) e soprattutto nei paesi dell'Alta Irpinia, l'amore per la maglia biancoverde coinvolge un gran numero di supporter. La passione intorno a questa squadra scoppiò in maniera prorompente sin dai primi anni del dopoguerra, fino a raggiungere l'apoteosi durante il decennio in massima serie. Quella avellinese è stata, ed è tuttora, una tifoseria capace di fare grandi numeri e di competere alla pari con piazze molto più grandi; soprattutto in trasferta ha uno zoccolo duro abbastanza numeroso che garantisce sempre buone presenze al seguito dei lupi, a prescindere dai risultati. L'Avellino vanta numerosi tifosi anche fuori regione, in particolare nel centro-nord dove molti avellinesi sono emigrati per ragioni lavorative o di studio.

In seguito alla sua fondazione, alcuni gruppi ultras della curva Sud hanno deciso sin dall'inizio di non seguire le sorti dell'Avellino Calcio.12, per attaccamento alla vecchia denominazione e al vecchio logo[35].

Il 2 settembre 2009, a causa delle vicissitudini societarie che hanno coinvolto l'Unione Sportiva Avellino 1912, gli Splatter 1991 comunicano il loro scioglimento dopo essere stati per diciotto anni tra i gruppi principali della Sud[36]. Rispettivamente il 24 e il 29 ottobre, per le stesse ragioni, vengono ufficialmente sciolti i gruppi Cruels 1988[37] e Bush 1989[38].

Successivamente, per effetto della mancata iscrizione dell'U.S. Avellino in Lega Pro, a cui poi farà seguito la radiazione della società, nell'estate del 2009 alcuni componenti di essi, unitamente alla passione dei più giovani, decidono di formare un unico gruppo-guida denominato Curva Sud Avellino.[39][40][41]

La rinascita del calcio avellinese, nonostante le molte difficoltà affrontate, riaccende la passione della tifoseria, che cresce numericamente di partita in partita, riportandola ad essere quella conosciuta in tutta Italia per passione, colore e calore.[42]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Campania.

Le rivalità più accese sono per la maggior parte con squadre campane: Salernitana e Benevento su tutte. Ci sono stati in passato, e non solo, anche screzi con i tifosi di Savoia, Napoli, Foggia, Bari, Catania, Taranto, Verona, Pescara, Juve Stabia, Crotone, Reggina, Andria, Paganese, Turris, Fiorentina, Ascoli, Pisa, Nola ed altre. Durante la permanenza in Serie A si instaurò un gemellaggio con la tifoseria della Juventus che verrà poi sciolto insieme ad altri (Messina, Cavese, Nocerina) a cavallo tra gli anni '90 e 2000, per decisione del direttivo curva Sud avellinese[43][44]. Ad oggi, non risultano più gemellaggi con altre tifoserie, anche se permangono rapporti di amicizia e rispetto con gli ultrà di Casertana (l'ultimo gemellaggio, sciolto nel 2009), Juventus, Trapani, Cavese, Nocerina, Messina, Sambenedettese e Atalanta.

Amicizie
Rivalità

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Avellino 1912 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 31 gennaio 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Andrea Seculin
2 Italia D Davide Zappacosta
3 Italia C Federico Angiulli
4 Italia C Mariano Arini
5 Italia D Armando Izzo
6 Italia D Alessandro Fabbro
7 Italia A Andrea Soncin
8 Italia C Angelo D'Angelo (vice capitano)
9 Italia A Raffaele Biancolino
10 Italia A Luigi Castaldo
11 Italia C Francesco Millesi (capitano)
12 Italia P Giuseppe Di Masi
13 Italia D Andrea De Vito
14 Brasile C Rômulo Eugênio Togni
N. Ruolo Giocatore
16 Bulgaria A Andrey Galabinov
18 Italia C Eros Schiavon
19 Italia D Fabio Pisacane
20 Italia D Luca Bittante
21 Italia C Emiliano Massimo
22 Italia P Pietro Terracciano
23 Uruguay D Mathías Abero
24 Camerun D Paulin Damo
25 Belgio C Benoît Ladrière
26 Italia D Maurizio Peccarisi
27 Svizzera D Saulo Decarli
28 Italia C Samuele Pizza
29 Italia A Camillo Ciano

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Asavellino1912stemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Massimo Rastelli - Allenatore
  • Italia Dario Rossi - Collaboratore tecnico
  • Italia Fabio Esposito - Preparatore atletico
  • Italia David Dei - Preparatore dei portieri
  • Italia Paolo Pagliuca - Collaboratore tecnico recupero atletico
  • Italia Gaetano Iovino - Medico sociale
  • Italia Vincenzo Rosciano - Responsabile area medica
  • Italia Pietro Bianco - Mental coach
  • Italia Antonio Bellofiore - Massaggiatore
  • Italia Alessandro Picariello - Massaggiatore


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stadio, asavellino.com.
  2. ^ Addio Us Avellino 1912, il Tribunale dichiara fallita la società, irpinianews.it, 8 ottobre 2010. URL consultato l'11 giugno 2011.
  3. ^ a b Comunicato ufficiale n. 136/A, FIGC.
  4. ^ Salve 8 società tra cui Perugia e Catanzaro, Dilettanti per la Pistoiese
  5. ^ Leondino Pescatore, Alfonso Carpenito e Leondino Pescatore, Avellino: una squadra, una storia (1912-1985), Poligrafica Ruggiero Editore, Avellino, 1985
  6. ^ Berlusconi: "L'Avellino è come la Patagonia" in Corriere della Sera, 10 luglio 1999, p. 41. URL consultato il 15-3-2010.
  7. ^ Berlusconi: "Per me è lo stesso parlare di Avellino e Patagonia" in Gazzetta dello Sport, 10 luglio 1999, p. 15. URL consultato il 15-3-2010.
  8. ^ Avellino, via Incocciati: arriva Campilongo in Corriere dello Sport, 7 ottobre 2008. URL consultato il 24-5-2009. [collegamento interrotto]
  9. ^ L'Us Avellino 1912 dice addio al calcio professionista e precipita in serie D in Atripaldanews, 10 luglio 2009. URL consultato il 12-7-2009.
  10. ^ Avellino, ultimo atto: fallimento in Il Mediano, 10 luglio 2009. URL consultato il 12-7-2009.
  11. ^ U.S. Avellino 1912 - Comunicato n° 140902. URL consultato il 25-7-2009. [collegamento interrotto]
  12. ^ Calcio - Finalmente una certezza: l'Avellino è in D con Taccone in Irpinianews, 10 agosto 2009. URL consultato l'11-8-2009.
  13. ^ Norme organizzative interne della FIGC (PDF), p. 15. URL consultato l'11 giugno 2011. Testo del comma: In caso di non ammissione al campionato di I Divisione e II Divisione [...] il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della LND, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purché la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato
  14. ^ Niente iscrizione in terza per l'Us Avellino 1912 in Irpiniaoggi, 16 settembre 2009. URL consultato il 16-9-2009. [collegamento interrotto]
  15. ^ Calcio - All'asta il logo dell'Us Avellino in Irpinianews, 29 maggio 2010. URL consultato il 18-7-2010.
  16. ^ Il LOGO U.S. Avellino all'asta... in AvellinoFans, 29 maggio 2010. URL consultato il 18-7-2010.
  17. ^ Da Venezia ad Avellino, l'Italia dei cancellati
  18. ^ Avellino, poker di domande in Federazione: chi la spunterà?
  19. ^ L'Avellino è in D con Taccone
  20. ^ Escluso l'Ancona in B e 20 club in Lega Pro
  21. ^ Comunicato Stampa AS Avellino 1912
  22. ^ Ripescaggio: con l’Avellino in 8 ad aver già fatto richiesta
  23. ^ Ripescate la Triestina in B, 8 società in Prima Divisione e 16 in Seconda
  24. ^ Festa grande per i tifosi dell'Avellino I lupi biancoverdi ripescati in C2
  25. ^ Gironi campionato Lega Pro 2010-2011, Lega Pro.
  26. ^ Comunicato stampa, asavellino.it.
  27. ^ Vullo è il nuovo allenatore dell'Avellino, asavellino.it.
  28. ^ Trapani-Avellino, il sogno granata si avvera: è I^ Divisione!, golsicilia.it.
  29. ^ Campionati 1ª - 2ª divisione 2011-2012, Lega Pro.
  30. ^ L'Avellino e l'allenatore Vullo si separano Avellinocalcio12.com
  31. ^ Giovanni Bucaro è il nuovo allenatore dell'Avellino Avellinocalcio12.com
  32. ^ Massimo Rastelli è il nuovo allenatore dell'Avellino Asavellino.it
  33. ^ Leondino Pescatore, Alfonso Carpenito e Leondino Pescatore, Avellino: una squadra, una storia (1912-1985), Poligrafica Ruggiero Editore, Avellino, 1985
  34. ^ Il Roma del 4 gennaio 1968 parla di una sottoscrizione lanciata da Fulvio Bernardini in occasione della sua morte
  35. ^ Avellino - 3422 paganti: buona la prima, ma... in Irpinianews, 23 agosto 2009. URL consultato il 26-8-2009.
  36. ^ Calcio - Si sciolgono gli Splatter 1991: "Us nostra unica squadra" in Irpinianews, 2 settembre 2009. URL consultato il 2-9-2009.
  37. ^ Calcio - Ufficiale, Avellino: dopo 21 anni si sciolgono i Cruels in Irpinianews, 24 ottobre 2009. URL consultato il 3-11-2009.
  38. ^ Calcio - Curva Sud: tempo di addii anche per i Bush S.Agata in Irpinianews, 29 ottobre 2009. URL consultato il 3-11-2009.
  39. ^ Calcio - Ufficiale, Avellino: dopo 21 anni si sciolgono i Cruels in Irpinianews, 24 ottobre 2009. URL consultato il 3-11-2009.
  40. ^ Calcio - Curva Sud: tempo di addii anche per i Bush S.Agata in Irpinianews, 29 ottobre 2009. URL consultato il 3-11-2009.
  41. ^ Calcio - Si sciolgono gli Splatter 1991: "Us nostra unica squadra" in Irpinianews, 2 settembre 2009. URL consultato il 2-9-2009.
  42. ^ Avellino, primo per media spettatori/incassi in seconda divisione in tuttolegapro, 20 gennaio 2011. URL consultato il 20-01-2010.
  43. ^ (PDFFanzine n. 194 dei Rangers Empoli, 17-1-2009. URL consultato il 04-04-2009.
  44. ^ La Storia dell’U.S. Avellino 1912 S.p.A.. URL consultato il 02-04-2009. [collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leondino Pescatore, Avellino che storia, 100 anni da Lupi: dal niente alla serie A, 3 volumi, Lps Editore, Avellino, dicembre 2012
  • Alfonso Carpenito e Leondino Pescatore, Avellino: una squadra, una storia (1912-1985), Poligrafica Ruggiero Editore, Avellino, 1985
  • Leondino Pescatore, AvellinoVanta, 2002.
  • Michele Criscitiello, U.S. Avellino 1912-2009: I nostri segreti, la vostra passione, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]