Unione Patriottica del Kurdistan

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Unione Patriottica del Kurdistan
Yeketî Niştîmanî Kurdistan
Flag of PUK.png
Leader Jalal Talabani
Stato Iraq Iraq
Fondazione 1º giugno 1975
Ideologia Socialismo democratico,
Socialdemocrazia,
Nazionalismo curdo
Collocazione Centro-sinistra
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista[1]
Alleanza Progressista
Sito web http://www.pukmedia.com/

L'Unione Patriottica del Kurdistan (in lingua curda یەکێتیی نیشتمانیی کوردستان, trascritto Yeketî Niştîmanî Kurdistan) noto anche con l'acronimo UPK (o "PUK", dall'inglese "Patriotic Union of Kurdistan"), è un partito politico del Kurdistan iracheno[2] fondato il 1 giugno 1975 da Jalal Talabani e Nawshirwan Mustafa. Il Segretario Generale è Jalal Talabani, presidente dell'Iraq dal 2005 al 2014, quando gli successe nella carica un altro esponente del partito, Fuad Masum. Obiettivi dichiarati del partito sono l'autodeterminazione, i diritti umani, la democrazia e la pace per il popolo curdo del Kurdistan e dell'Iraq.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I dissidi nel PDK[modifica | modifica sorgente]

All'interno del Partito Democratico del Kurdistan (DPK) Talabani, già leader studentesco, giornalista e dirigente della resistenza, era schierato con la fazione intellettuale e di sinistra di Ibrahim Ahmad contro quella a base tribale e conservatrice di Mulla Mustafa Barzani. Al sesto Congresso del PDK, tenutosi nel luglio del 1964, i rappresentanti della corrente di Ahmad e Talabani furono arrestati ed esiliati in Iraq in modo da lasciare a Barzani il controllo indiscusso del Partito[3].

La fondazione dell'UPK[modifica | modifica sorgente]

Dopo gli Accordi di Algeri, che segnarono la la sconfitta dei curdi nella rivolta del 1974-1975, il primo giugno 1975 un gruppo di intellettuali e di attivisti curdi, guidato da Jalal Talabani, annunciò da Damasco la fondazione dell'Unione Patriottica.

Il nuovo partito era una coalizione di almeno cinque diverse entità politiche, tra cui spiccavano il gruppo di Talabani, il movimento marxista indipendente "Komeley Renjderan" di Nawshirwan Mustafa e il Movimento Socialista del Kurdistan (KSM) di Ali Askari. Il loro comunicato attribuiva la sconfitta della rivolta all'inabilità della leadership curda dovuta alla sua impostazione feudale, tribale, borghese di destra, capitalista, destrorsa e arrendevole.

La nuova forza politica ricevette fin dall'inizio il sostegno della classi intellettuali urbane del Kurdistan iracheno e all'inizio degli anni ottanta evolvette per diventare più popolare e ricevere maggior supporto dalle classi rurali.

La lotta contro il regime[modifica | modifica sorgente]

L'UPK tradizionalmente ha lottato per l'indipendenza del Kurdistan Iracheno come unico rimedio all'assimilazione culturale imposta dalla dittatura ba'thista e alla condizione di discriminazione sofferta dai curdi in Iraq.

Per quasi trent'anni il braccio armato dell'UPK ha combattuto contro il regime di Saddam Hussein con propositi separatisti e, talvolta, si è scontrato con i guerriglieri del Partito Democratico del Kurdistan .

Dalla metà degli anni novanta i due grandi partiti curdi si sono riconciliati e hanno governato gran parte del territorio curdo iracheno sfruttando una sorta di indipendenza de facto raggiunta dopo la Guerra del Golfo ma gli scontri con le forze armate irachene, che miravano a riprendere il controllo della regione sono proseguiti.

Nella Guerra d'Iraq le milizie dell'Unione Patriottica hanno aiutato l'avanzata degli statunitensi contro l'Esercito iracheno e sono quindi entrati nel Governo di transizione alla fine del conflitto.

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Alle Elezioni costituenti del 30 gennaio 2005 l'UPK si unì con il DPK e altri partiti curdi nell'Alleanza Patriottica Democratica del Kurdistan che ottenne il 25,7% dei voti e 75 seggi dei 275 seggi a disposizione. Nello stesso giorno, alle elezioni legislative per il Parlamento del Kurdistan Iracheno, l'Alleanza raggiunse l'89,55% dei voti e 104 dei 111 seggi.

Il 6 aprile 2005 Jalal Talabani venne eletto presidente dell'Iraq dall'Assemblea Costituente.

Alle Elezioni Parlamentari del 15 dicembre 2005 l'Alleanza ottenne il 21,7% dei voti e 53 seggi entrando a far parte della coalizione di governo.

Nel 2006 l'Alleanza soffrì una sessione da parte di un gruppo guidato da Nawshirwan Mistefa (che fondò il Movimento per il Cambiamento) e alle successive Elezioni legislative del Kurdistan Iracheno del 25 giugno 2009 UPK e DPK si ripresentarono alle urne uniti nell'Alleanza del Kurdistan, che ottenne il 57% dei voti e 59 seggi dei 111 seggi. Alle contestuali Presidenziali venne eletto con quasi il 70% dei voti il rappresentante dell'Alleanza del Kurdistan Mas'ud Barzani[4].

Elezioni parlamentari irachene del 2010[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni parlamentari del 7 maggio 2010 l'Alleanza del Kurdistan ha ottenuto il 14,6% dei voti e 43 seggi (10 in meno rispetto a cinque anni prima)[5].

Il 12 maggio, le quattro maggiori liste curde (Alleanza del Kurdistan, Movimento per il Cambiamento, Unione Islamica Curda e Gruppo Islamico del Kurdistan) annunciarono la formazione di un unico gruppo parlamentare. Tale gruppo, chiamato Coalizione delle Liste Curde, può contare su un blocco di 57 seggi sui 325 che formano il Parlamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Socialist International – List of member parties
  2. ^ Patriotic Union of Kurdistan - Official Website
  3. ^ McDowall, pag 317
  4. ^ AFP: Opposition set to break Iraqi Kurd stranglehold
  5. ^ themajlis.org - themajlis Resources and Information. This website is for sale!

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David McDowall, A Modern History of the Kurds, I.B. Tauris, Londra 2007