Unione Nazionale Africana di Zimbabwe - Fronte Patriottico

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Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico
Zimbabwe African National Union – Patriotic Front
Flag of ZANU-PF.svg
Leader Robert Mugabe
Stato Zimbabwe Zimbabwe
Fondazione 22 dicembre 1987
Sede Harare
Ideologia Socialismo africano,
Nazionalismo di sinistra,
Potere nero,
Apartheid anti-bianco
[senza fonte]
Collocazione Sinistra
Coalizione Fronte democratico per la ricostruzione della patria
Seggi Camera
99 / 210
Seggi Senato
57 / 93

L'Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico (ZANU-PF) è un partito politico dello Zimbabwe.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976, la ZANU (Unione Nazionale Africana Zimbabwe), socialisti filo-sovietici, e la ZAPU (Unione del popolo africano dello Zimbabwe), socialisti filo-cinesi, avevano dato vita ad un accordo politico-militare, il Fronte Patriottico. L'accordo era finalizzato a spodestare il governo in carica e portare al potere la popolazione nera. L'accordo determinò la frattura della ZANU tra i sostenitori di Robert Mugabe, favorevoli alla lotta armata (ZANU-PF) ed i sostenitori del reverendo Ndabaningi Sithole, contrari all'uso della violenza (ZANU-Ndonga).

Nel 1980 la ZANU-FP vinse ampiamente le elezioni, suscitando le accuse di brogli da parte dello FP-ZAPU.

Nel 1987, però, lo PF-ZAPU ed il ZANU-PF si fusero nell'Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico, dichiaratamente marxista-leninista. Mugabe fu nominato presidente e Joshua Nkomo (FP-ZAPU) vicepresidente.

All'inizio della propria attività la ZANU-PF si caratterizzò come quella di un qualsiasi partito comunista in un sistema multi-partitico. Con il passar del tempo, Mugabe diede al partito connotati sempre più populisti e leaderistici, gestendo il potere in modo dispotico ed autoritario. Alle presidenziali del 1990, Mugabe ottenne l'83% dei voti, superando di gran lunga il candidato del Movimento Unito Zimbabwe. Alle legislative dello stesso anno, la ZANU-PF ottenne l'80% dei voti eleggendo 117 seggi su 120, gli atri andarono 2 al MUZ ed 1 al ZANU-Ndonga. Le elezioni del 1995 confermarono sostanzialmente quelle precedenti: ZANU-PF, 81,3%; ZANU-Ndonga, 6,9%; Forum Partito dello Zimbabwe, 5,9%. Le presidenziali del 1996 videro la vittoria di Mugabe con il 92% dei voti. Si era ormai chiaramente in un sistema mono-partitico.

Nel 2000 Mugabe cercò di modificare la Costituzione. Ma al Referendum confermativo prevalsero i NO, con il 54,6%. Ciò incrinò il rapporto tra Mugabe e parte degli esponenti del proprio partito, oltre che rafforzare l'opposizione, traumatizzata dal risultato del 1996. infatti, alle legislative dello stesso anno la ZANU-PF ottenne il 48,6% dei voti. Ciò nonostante riuscì a mantenere la maggioranza parlamentare, 62 seggi su 120. La nuova forza di opposizione il Movimento per il Cambiamento Democratico (MDC) ottenne il 47% e 57 seggi.

Nel 2002 Mugabe vinse le elezioni presidenziali con il 56% dei consensi, precedendo i candidati del MDC, 42%, e quello della ZANU-Ndonga, 1%. Alle elezioni parlamentari del 2005 la ZANU-PF ottenne il 59,6% dei suffragi e 78 seggi su 150, consolidando così il proprio potere.

Le nuove consultazioni legislative si sarebbero dovuto svolgere nel 2010, ma per effettuarle contemporaneamente alle presidenziali vennero anticipate al 2008. Alle elezioni si verificò un vero e proprio terremoto politico. Il Movimento per il Cambiamento Democratico, presentatosi con due liste una guidata da Morgan Tsvangirai e l'altra da Arthur Mutambara, ottenne complessivamente il 51,6% dei voti ed elesse 110 deputati su 210. Nel senato, invece, MDC e ZANU-PF ottennero 30 seggi ciascuno.

Alle presidenziali Tsvangirai ottenne il 47,9%, contro il 43,2% di Mugabe. Terzo incomodo Simba Makoni, indipendente già esponente della ZANU-PF, con l'8,3%. I sostenitori di Tsvangirai accusarono apertamente la Commissione elettorale di brogli, in quanto il candidato di MDC avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi. Il ballottaggio si svolse in un clima infuocato, con numerose violenze ai danni dei militanti di MDC. Tsvangirai, per evitare ulteriori violenze, preferì inviate i propri sostenitori a non partecipare al ballottaggio. Al ballottaggio Mugabe, privato di concorrenti effettivi, ottenne l'85% dei consensi.

Robert Mugabe, Presidente del ZANU-PF e suo fondatore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]