Unione Cristiana e Democratica Slovacca - Partito Democratico

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L'Unione Cristiana e Democratica Slovacca - Partito Democratico (Slovenská demokratická a kresťanská únia - Demokratická strana, SDKÚ-DS) è un partito politico della Slovacchia il cui orientamento è legato al Conservatorismo ed al Cristianesimo democratico.

Il partito nasce nel 2006 dall'unione tra l'Unione Cristiana e Democratica Slovacca ed il Partito Democratico.

Il Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Democratico (DS) fu fondato nel 1989 dalla trasformazione del Partito della Rinascita Slovacca. Alle elezioni del 1990 il DS ottenne 7 seggi nel parlamento slovacco e nessuno in quello della Cecoslovacchia. Nel 1992 non elesse deputati in entrambi i parlamenti. Nel 1994 al DS aderirono altre formazioni politiche:

  • Občiansko-demokratická únia (Unione Democratica Civica, ODU), ciò che rimaneva del partito Pubblico contro la Violenza, che raccoglieva molti liberali e conservatori contrari al regime comunista e che subì la scissione del Movimento per una Slovacchia Democratica;
  • Občianska demokratická strana Slovenska (Partito Democratico Civico di Slovacchia);
  • Demokrati 92 (Democratici 92),
  • Hnutie česko-slovenského porozumenia (Movimento cecoslovacco Comprensione),
  • Zelená liga (Lega Verde).

Alle elezioni del 1994 il DS non ottenne seggi. Alle politiche del 1998 il PD si presentò nella Coalizione Democratica Slovacca (SDK), riuscendo ad eleggere alcuni deputati. Alle elezioni del 2002, scioltasi la SDK, il DS chiese ai propri elettori di sostenere la SDKU. Grazie a questo sostegno esterno, Ľudovít Kaník, presidente del DS, entrò a far parte del governo come ministro delle politiche sociali. Dopo uno scandalo Kaník fu costretto a dimettersi ed un congresso straordinario, nel 2005, sancì la fusione definitiva tra il DS e la SDKU.

L'Unione Cristiana e Democratica Slovacca[modifica | modifica wikitesto]

La SDKU è strettamente legata alla figura del suo fondatore Mikuláš Dzurinda, primo ministro slovacco dal 1998 al 2006. Dzurinda entrò nel 1990 nel Movimento Democratico Cristiano (KDH), per il quale ricoprì l'incarico di ministro dei trasporti tra il 1993 ed il 1994, quando passò all'opposizione del governo del nazionalista Vladimír Mečiar (LS-HZDS).

Nel 1998 il KDH entrò a far parte della Coalizione Democratica Slovacca (SDK), che nominò Dzurinda proprio portavoce. Alle elezioni politiche dello stesso anno la SDK ottenne 42 seggi su 150 e Dzurinda fu nominato primo ministro con il sostegno del Partito della Coalizione Ungherese (MKP). Dzurinda si impegno attivamente per favorire l'ingresso del paese nell'Unione Europea.

Nel 2000, Dzurinda uscì dal KDH e fondò la SDKU. Alle politiche del 2002 il nuovo partito ottenne il 15,1% dei voti e ottenne 28 seggi. Dzurinda fu nominato nuovamente primo ministro con il sostegno, oltre che della SKDU, anche del KDH, MKP ed i liberali di ANO. Il governo si impegnò nel progetto europeo, tanto da ottenere, nel 2005, l'ingresso nell'UE e nel 2003 sottoscrisse l'ingresso nella Nato. Non mancarono, però, i problemi con gli alleati. Infatti, nel 2005 i liberali uscirono dal governo, anche a causa di uno scandalo finanziario che coinvolse il loro leader. Nel 2006 dal governo uscì il KDH.

SDKÚ-DS[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni parlamentari del 2006 il SKDU-DS, nonostante i vari scandali che avevano coinvolto alcuni esponenti del governo incrementò i propri consensi giungendo al 18,4% dei voti ed eleggendo 31 seggi. Il partito, però, passò all'opposizione. La coalizione moderata che aveva sostenuto i governi Dzurinda (SDKU-DS, MKP, KDH) ottenne, infatti, appena 65 seggi su 150. I liberali di ANO, del resto, coinvolti nello scandolo finanziario del proprio leader, scesero all'1,4% dei voti, perdendo il 6% dei suffragi, determinando così la sconfitta dell'intera coalizione. Il nuovo governo fu composto dai socialdemocratici moderati dello Smer, sostenuti dai nazionalisti di SNS e LS-HZDS, dando, così, vita ad un'anomala alleanza sinistra-destra.

Alle elezioni parlamentari del 2010 il partito ebbe una lieve flessione, ottenendo il 15,42% dei consensi e 28 seggi. Smer, nonostante l'ottimo risultato che gli ha fruttato 62 seggi, non riuscì a formare un governo, e il presidente della Repubblica incaricò Iveta Radičová, leader dell'Unione Cristiana e Democratica Slovacca - Partito Democratico di formare un nuovo governo, sulla base di una coalizione di quattro partiti, che comprende anche il partito liberale Libertà e Solidarietà (SaS), il Movimento Democratico Cristiano (KDH) e il partito etnico ungherese Most–Híd.