Undisputed III: Redemption

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Undisputed III: Redemption
Titolo originale Undisputed III: Redemption
Paese di produzione USA
Anno 2010
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, drammatico
Regia Isaac Florentine
Soggetto David N. White
Produttore Danny Dimbort
Zvia Dimbort
Dana Golomb
Lati Grobman
Kevin Kasha
Avi Lerner
Joan Mao
Interpreti e personaggi

Undisputed III: Redemption è un film del 2010, diretto da Isaac Florentine, terzo capitolo della saga Undisputed.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film riprende alcuni anni dopo la lotta tra Yuri Boyka e George "Iceman" Chambers.

Nel carcere è in corso un torneo per selezionare il miglior combattente per inviarlo a un torneo mondiale, il PSC, che avrà come premio la libertà del vincitore.

Il più forte combattente del carcere è Vladimir Sykov, brutale e senza scrupoli (non si fa problemi a spezzare il braccio a un avversario).

Boyka è ormai ridotto all'ombra di quello che era, con il ginocchio che non gli dà pace. Il suo compito è pulire i corridoi e i bagni. L'unico conforto è la preghiera. In segreto però cerca di allenare il ginocchio danneggiato. Gaga, ricordandogli di aver guadagnato molti soldi grazie a lui, vuole rendergli il favore trasferendolo in una cella migliore e dandogli un incarico in biblioteca. Boyka rifiuta e gli dice che se veramente vuole aiutarlo, deve permettergli di tornare a combattere. Gaga gli risponde che col ginocchio malmesso sarebbe impossibile affrontare Sykov, e gli nega questa possibilità, credendo che Boyka voglia battersi per farsi uccidere e uscire di scena da combattente.

Dopo la finale del torneo del carcere, vinta con facilità da Sykov, Boyka si presenta dal ring e lo sfida. Gaga crede ancora che voglia farsi uccidere apposta, ma gli concede questa possibilità. Boyka sale sul ring e sconfigge facilmente il campione in carica.

Viene trasferito nel carcere dove si tiene il PSC, e messo insieme agli altri combattenti, tra cui Turbo, pugile americano presuntuoso e strafottente. È però evidente che uno dei combattenti è "favorito" dai carcerieri: il colombiano Dolor. I combattenti del torneo, a eccezione di Dolor, vengono messi ai lavori forzati, per fiaccarli e rendere più facile la strada verso il successo del colombiano.

Nella prima fase di incontri l'americano, pupillo del mafioso Farnatti, mostra la sua abilità nella boxe "sporca" sconfiggendo il suo avversario croato. Il combattente di capoeria, brasiliano, sconfigge il suo avversario greco. Boyka si mostra in gran spolvero, travolgendo il suo avversario con una tecnica, una velocità e una grinta incredibili. Nell'ultimo incontro combattono Dolor e un coreano. Il colombiano umilia l'avversario, quasi non considerandolo, e massacrandolo con una velocità e una tecnica che lasciano stupiti gli altri tre vincitori.

Al termine degli incontri i perdenti vengono portati in uno spiazzo e fucilati. Chi non vince, non sopravvive.


Durante il lavoro, Boyka mal sopporta le frecciatine dell'americano e ne viene fuori una rissa. Vengono entrambi portati in celle strettissime e piene di topi. Boyka comincia a sentire dolore al ginocchio, e Turbo ha un crollo psicologico, per l'impossibilità di defecare, la difficoltà di respirare in quello spazio angusto. In piena crisi chiede il nome a Boyka per imbastire un discorso, ma il russo lo manda al diavolo, poco abituato a persone che parlano troppo qual è l'americano. Gaga e Farnatti, saputo che i loro pupilli sono costretti ai lavori forzati, affrontano il mafioso che ha organizzato il torneo, ma questo li convince a puntare tutto su Dolor, e a tradire i loro protetti.

Mentre l'americano, il russo e il brasiliano sono di nuovo costretti ai lavori forzati, al colombiano è permesso allenarsi con gli sparring partner, e gli vengono date delle sostanze dopanti.


Il mafioso che ha organizzato il torneo è preoccupato: Boyka, pur con difficoltà, sconfigge il brasiliano, mettendo in mostra di nuovo la sua determinazione e la sua abilità. Questo sconvolge i suoi piani: Dolor è il predestinato, non Boyka, e anche l'americano sembra in grado di dare problemi, e il prossimo incontro sarà proprio tra il colombiano e Turbo. Decide quindi di mandare i secondini a massacrare, con un pretesto, l'americano.

Boyka vede il pugile ferito, capisce la situazione, che in quelle condizioni verrà sicuramente sconfitto (un vecchio detenuto lì vicino gli dice che chi viene sconfitto viene ucciso), e lo fa fuggire.

Viene rinchiuso in una cella, dove arriva Gaga che gli dice la verità: ha scommesso contro di lui perché con il ginocchio malandato, che nell'incontro col brasiliano è già stato di nuovo messo a dura prova, Boyka non può vincere.

Nell'incontro finale si affrontano quindi il russo e il colombiano. Questo è velocissimo, massacra Boyka, gli ferisce il ginocchio e lo scaraventa fuori dal ring. Mentre è a terra però il russo vede uno spazzolone uguale a quelli che usava lui per lavare i bagni e ricorda da dove è venuto. Si rialza, risale sul ring e comincia a martellare Dolor. Questo, vedendosi ormai sconfitto, in preda alla disperazione tira un calcio contro il ginocchio malato di Boyka, che para, e la gamba del colombiano si spezza, mettendo fine all'incontro.

Farnatti, avendo scommesso sul colombiano, perde la testa e uccide il capo dei mafiosi, ma viene ucciso dal capo dei carcerieri, che poi, pur complimentandosi con Boyka, gli dice che la regola del torneo è che uno solo avrebbe avuto la libertà, e visto che il russo ha fatto scappare Turbo, sarebbe stato riportato in carcere. Lo portano sullo spiazzo dove sono stati giustiziati gli altri perdenti e il secondino gli punta la pistola alla nuca per finirlo, ma arriva Turbo che uccide i secondini e lo fa salire sulla macchina di Gaga che aspettava poco distante. Questo gli passa una valigia piena di soldi e dice a Boyka la verità: "Con il ginocchio sano o malato, sei sempre il miglior combattente del mondo, specialmente quando sei arrabbiato (facendogli capire perché ha fatto finta di tradirlo), ho scommesso su di te, questa è la tua parte.". Boyka scende dalla macchina, e rivela a Turbo il suo nome, perché ormai l'americano merita il suo rispetto. L'altro rivela il suo: Jericho, ignorando che per Boyka questo è un nome pieno di significati, data la sua fede. Il film termina con Boyka, ormai libero e ricco, che finalmente sorride.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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