Uncanny valley

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Grafico che mostra la Uncanny valley
La replicante Q2 realizzata dal team di T.Minato, T. Shimada, M. Ishiguro, H. Itakura in collaborazione con la Kokoro Company

Uncanny valley (traduzione: la zona perturbante o valle perturbante) è un'ipotesi presentata dallo studioso di robotica nipponico Masahiro Mori nel 1970 pubblicata nella rivista Energy[1]. La ricerca analizza sperimentalmente come la sensazione di familiarità e di piacevolezza generata in un campione di persone da robot e automi antropomorfi aumenti al crescere della loro somiglianza con la figura umana fino ad un punto in cui l'estremo realismo rappresentativo produce però un brusco calo delle reazioni emotive positive destando sensazioni spiacevoli come repulsione e inquietudine paragonabili al perturbamento.

Il grafico ha in ascissa la somiglianza crescente con l'aspetto del corpo umano di vari oggetti o situazioni messe al cospetto del campione di individui analizzato da Masahiro e in ordinata la sensazione piacevole di familiarità (empatia) provata dal campione stesso. La linea tratteggiata, nella sua prima parte in ascesa, mostra la risposta emotiva inizialmente positiva nel caso di automi antropomorfi semoventi che aumenta consensualmente alla crescente conformità degli automi alle fattezze umane fino ad un punto in cui l'eccessiva somiglianza produce una brusca flessione ("zona perturbante") del gradimento sino ad assumere valori negativi che corrispondono alle sensazioni negative (repulsione, turbamento) provate dal campione; la reazione di avversione maggiore si ha nei confronti di personificazioni di zombie. La linea risale quando viene considerato il gradimento nei confronti di protesi degli arti, sale ancora se vengono prese in esame le rappresentazioni del genere bunraku (teatro di marionette giapponese). Infine la sensazione di familiarità è massima nei confronti di individui sani che vengono presi come estremo dell'ordinata. La linea continua mostra la risposta del campione al cospetto di soggetti inanimati come bambole di pezza; la zona perturbante si ha in corrispondenza di visioni di corpi inanimati (cadaveri).

Studi successivi[modifica | modifica wikitesto]

L'effetto spiegato nell’uncanny valley viene citato da molti ricercatori di robotica e viene sovente preso in considerazione quando, nella stilizzazione estetica di un nuovo robot, si stabilisce il grado di somiglianza umana da conferire alla macchina[2][3][4][5]. In particolare uno studio condotto dalle Università di Osaka Kyoto e San Diego riferisce che la possibilità che un automa ricada nella zona perturbante diminuisce se la gestualità e i movimenti ricalcano fedelmente quelli umani in modo da apparire naturali[6].

La teoria è stata definita pseudoscientifica da altri ricercatori di robotica[7][8] mentre Sara Kiesler ricercatrice al Robotics Institute dell'università Carnegie Mellon, che ha condotto studi sulle interazioni tra robot e uomini, ha dichiarato che non ci sono prove per accettare o rifiutare la teoria[9]. Il modo in cui gli androidi vengono percepiti può variare da cultura a cultura influenzando anche l'esistenza le dimensioni e i valori negativi della zona perturbante[10][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mori, Masahiro (1970). Bukimi no tani - The uncanny valley (K. F. MacDorman & T. Minato, Trans.). Energy, 7(4), 33–35. (Originale in Giapponese, traduzione inglese)
  2. ^ Oyedele A, Hong S, Minor MS. Contextual factors in the appearance of consumer robots: exploratory assessment of perceived anxiety toward humanlike consumer robots. Cyberpsychol Behav. 2007 Oct;10(5):624-32 Pubmed
  3. ^ Minato, T. Shimada, M. Ishiguro, H. Itakura, S. Development of an android robot for studying human-robot interaction; Proc. 17th Int. Conf. on Industrial and Engineering Applications of Artificial Intelligence and Expert Systems; Ottawa. 2004. pp. 424–434.
  4. ^ Articolo Articolo - The New York Times/Technology
  5. ^ Fong, T; Nourbakhsh, I; Dautenhahn, K. A survey of socially interactive robots. Robotics and Autonomous Systems. 2003;42:143–166.
  6. ^ T. Minato, M. Shimada, S. Itakura, K. Lee, H. Ishiguro Evaluating the human likeness of an android by comparing gaze behaviors elicited by the android and a person - Advanced Robotics. 2006; 20(10): 1147-–1163. Pubmed
  7. ^ The Man Who Mistook His Girlfriend for a Robot, Popular Science
  8. ^ Uncanny Valley | Hafta Magazine
  9. ^ The Man Who Mistook His Girlfriend for a Robot, Popular Science
  10. ^ Bartneck, C., Kanda, T., Ishiguro, H., & Hagita, N. (2007). Is the Uncanny Valley an Uncanny Cliff? Proceedings of the 16th IEEE International Symposium on Robot and Human Interactive Communication, RO-MAN 2007, Jeju, Korea pp. 368-373. | DOI: 10.1109/ROMAN.2007.4415111
  11. ^ Bartneck, C. (2008). Who like androids more: Japanese or US Americans? Proceedings of the 17th IEEE International Symposium on Robot and Human Interactive Communication, RO-MAN 2008, München pp. 553-557. view html

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Conte, "Unheimlich. Dalle figure di cera alla Uncanny Valley" [1]