Una stanza tutta per sé

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Una stanza tutta per sé
Titolo originale A Room of One's Own
Autore Virginia Woolf
1ª ed. originale 1929
Genere saggio

Una stanza tutta per sé (A Room of One's Own) è un saggio della celebre autrice inglese Virginia Woolf. Fu pubblicato per la prima volta il 24 ottobre 1929 e si è basata su due conferenze tenute a Newnham e Girton,College femminili dell'Università di Cambridge, nel 1928.

"Intellectual freedom depends upon material things. Poetry depends upon intellectual freedom".

Il saggio ripercorre la storia letteraria delle donne, la possibilità per loro di essere ammesse ad una cultura di esclusivo appannaggio maschile, come era stato fino ad allora nella società patriarcale L'importanza di Una stanza tutta per sè, risiede nella capacità della Woolf, di decostruire il linguaggio patriarcale nel romanzo, e nella società, per dare spazio ad una voce che rappresenti la prospettiva femminile. Lo studio del saggio è stato riconsiderato soprattutto nella seconda ondata di critica femminile, negli anni Sessanta e Settanta, in particolare per le affermazioni rivoluzionarie dell'autrice, per cui "we think back through our mothers". Quest'idea non solo testimonia il fatto che, pur non essendoci testimonianze scritte, vi è una storia nella cultura femminile prima del Novecento, ma anche che il peso del linguaggio maschile, che ha definito il ruolo sociale della donna, pesa gravemente sul modo in cui le donne si rapportano a se stesse. In un certo senso la Woolf considera questo peso come una colpa, vi è infatti un riferimento all'impossibilità delle donne di riuscire ad ottenere un posto nella società, perché troppo impegnate ad occuparsi di bambini e attività domestiche. Nessuna delle grandi scrittrici aveva figli, sottolinea. Inoltre in una sezione particolare, la Woolf inventa un personaggio fittizio, quello di Judith "la sorella di Shakespeare", per illustrare che una donna con gli stessi doni del bardo avrebbe visto negate tutte le opportunità date a lui di sviluppare il talento, solo perché esse sono chiuse alle donne. Le possibilità che le si offrono sono due: essere una scrittrice, e venire indicata come folle, o arrendersi al volere del padre e trovare marito. Ma la Woolf non si sofferma solo su questo, esamina anche le carriere dei vari autori di sesso femminile, tra cui Aphra Behn, Jane Austen, le sorelle Brontë e George Eliot. Queste ultime in particolare, vengono criticate per aver lasciato che la rabbia dovuta all'esclusione dal mondo attivo, traspaia dalla loro letteratura, errore che non commette ad esempio Jane Austen. La rabbia è un altro elemento fondamentale del saggio, e la Woolf la attribuisce all'incapacità della donna di riuscire a liberarsi dal peso della "men's sentence". Nel viaggio in cui ci conduce, attraverso il silenzio delle stanze domestiche che non vengono illuminate dalla scrittura, dalla mancanza di soldi che permetterebbe al mondo femminile di ottenere una libertà intellettuale, Virginia Woolf arriva alla conclusione che l'unica sentence che vesta adeguatamente il libro sia androgina. La mente androgina, che si libera dal peso della costruzione psicologica maschile e femminile, permette di vedere le cose obiettivamente. In realtà questa idea viene oggi contestata dalle femministe, poiché appare come un compromesso con il lettore maschile, che all'inizio del saggio viene completamente escluso. Ancora, secondo altri sarebbe una dichiarazione di bissessualità, un compromesso tra la sua eterossessualità, e l'amore lesbico che l'autrice provava ad esempio per Vita Sckville-West. Di fatto ancora oggi il testo è oggetto di critica in campo letterario, politico e sociale, essendo il primo saggio moderno della letteratura femminista. L'autrice si riferisce sottilmente a molti dei più importanti intellettuali del tempo.

Il titolo deriva dalla concezione della Woolf che, "una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere". Si fa anche riferimento alla necessità di una licenza poetica e alla libertà personale per creare arte, da parte di qualsiasi autore od artista.


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