Una ragazza e il suo sogno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una ragazza e il suo sogno
Titolo originale What a Girl Wants
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2003
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Dennie Gordon
Soggetto William Douglas-Home
(opera teatrale)
Sceneggiatura Jenny Bicks, Elizabeth Chandler
Produttore Joel Silver, Jonathan D. Krane
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Musiche Rupert Gregson-Williams
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una ragazza e il suo sogno è un film statunitense del 2003 diretto da Dennie Gordon. È un remake del film Come sposare una figlia del 1958 di Vincente Minnelli.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Libby Reynolds (Kelly Preston), durante un viaggio nel deserto, viene salvata da Sir Henry Dashwood (Colin Firth) dopo una rocambolesca caduta: da lì scoppia l'amore.
Il consigliere di Henry (Jonathan Pryce) però, pensa che la ragazza non sia la persona adatta al sir inglese e volendo tra l'altro che Henry si fidanzi con sua figlia, costringe con la forza la povera Libby ad andarsene, scrivendo di suo pugno una lettera indirizzata ad Henry in cui Libby affermerebbe di essersi innamorata di un altro. Libby, incinta di Henry (il quale non sa nulla), nove mesi dopo dà al mondo una figlia, Daphne (Amanda Bynes), la quale passa tutti i suoi diciassette anni a New York, Chinatown, festeggiando sempre senza il padre.
Durante un matrimonio, nel momento del classico ballo padre-figlia, Daphne si accorge di aver bisogno di conoscere suo padre per sentirsi completa. Determinata quindi a trovarlo, senza dir nulla alla madre (ma lasciandole un messaggio registrato), la ragazza sale su un aereo e parte alla volta di Londra dove incontrerà, nell'hotel nel quale dovrebbe soggiornare, un giovane musicista, Ian Wallace (Oliver James) che oltre a suonare in una band pratica diversi lavoretti occasionali per mantenersi.
Mentre parla col ragazzo poi, alla tv appare un servizio riguardante Henry, nel quale viene affermato che presto si sposerà (con la figlia del consigliere) ed erediterà tra l'altro una figliastra dell'età di Daphne circa.
Daphne alla notizia perde un po' di fiducia in se stessa e nelle sue intenzioni, pensando di rovinare solo la vita al padre presentandosi da lui così senza preavviso e dandogli la cruda notizia di aver avuto una figlia per diciassette anni senza saperlo, ma grazie alle incitazioni di Ian e alla fiducia che il ragazzo mostra di avere in lei, si ricrede e decide di portare a termine ciò che si era imposta, e il giorno dopo riesce così ad incontrare finalmente il padre (seppur con un'entrata in scena molto poco ortodossa).
La notizia, come presupponibile, sconvolge un po' tutti all'interno della maestosa reggia Dashwood, ma Daphne viene comunque accolta molto bene (a parte la fidanzata di Henry e sua figlia) da tutti, soprattutto dalla 'nonna Jocelyn', madre di Henry, e viene ospitata a soggiornare nella loro residenza, almeno fino a che la questione non sarà chiarita; in seguito, Henry decide di far restare la ragazza per tutta la stagione estiva, durante la quale continuerà a vedersi con Ian, del quale si innamora, ricambiata, e affronterà inconvenienti assolutamente catastrofici sotto molti punti di vista.
Daphne, infatti, è decisamente diversa dalle aspettative del padre: è molto attiva, estroversa e istintiva, e ha un'innata capacità di ficcarsi sempre nei guai, soprattutto durante cerimonie importanti alle quali tutta la famiglia viene invitata.
Inizialmente ciò ad Henry non importa granché, anzi non dà assolutamente alcun cenno di irritamento o esasperazione, ma dopo il suo crollo del suo punteggio dei giorni recenti (dato che è un candidato delle prossime elezioni per diventare primo ministro, ed è al primo posto!) si rende conto che il comportamento della ragazza potrebbe minare la propria carriera. Per questo affronta la figlia, tentando di farle capire che, per continuare a frequentare la famiglia, è necessario attenersi ad un rigido codice di comportamento che Daphne, per affetto verso di lui si impegna a rispettare, seppur usi e costumi di quella società siano palesemente opposti al suo carattere e modo di vestire (e la rendano palesemente infelice). Complicazioni varie verso la fine del film riporteranno comunque Daphne ad essere quella di sempre, ma ciò comporta allontanarsi dal padre e ritornare in America, in quanto appartengono a due mondi troppo differenti.
Henry è sul punto di vincere le elezioni, rendendosi però conto che la sua carriera politica, per quanto importante, non può superare l'importanza della sua famiglia (sebbene ne abbia da poco scoperto l'esistenza) e decide così di ritirare la sua candidatura.
In quegli stessi istanti il suo consigliere sbotta rinfacciandogli tutto quello che ha fatto per lui per farlo arrivare fin lì e si lascia scappare il fatto che fu lui, diciassette anni prima, a convincere Libby ad andarsene, lasciandosi sfuggire anche di essersi affrettato a farlo in quanto era a conoscenza dello stato interessante della donna, ossia dell'esistenza di Daphne. Henry a tale notizia non si contiene, e dopo aver tirato un pugno all'uomo, lascia la fidanzata (cosciente anche lei di tutto quello che il padre ha fatto!) e decide di partire per l'America nel tentativo di recuperare il rapporto con Libby (che nonostante i molti anni trascorsi non ha mai smesso di amare) e con la figlia Daphne. Tentativo pienamente riuscito, infatti la famiglia si ricompone trasferendosi a casa Dashwood a Londra, con una piacevole scenetta finale nel quale Henry, sua madre, Libby, Daphne, Ian e il maggiordomo di famiglia pranzano in cortile.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema